Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

IL SANTISSIMO NOME DI MARIA-12 SETTEMBRE-RIFLESSIONE

IL SANTISSIMO NOME DI MARIA – 12 SETTEMBRE – RIFLESSIONE

Durante le celebrazioni domenicali di quest’anno ci siamo limitati a cantare “Nome dolcissimo”, offrendo maggior rilievo alla liturgia della parola della 24esima domenica per Annum e alla chiusura del Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest (ai Vespri e Adorazione del pomeriggio): Gesù Cristo, che annunzia la sua Passione, Morte e Risurrezione è lo stesso Signore che celebriamo in ogni Santa Messa, che si fa presente in mezzo a noi sull’altare e che riceviamo nella S. Comunione. Questo val la pena sapere, ricordare, apprezzare: tutto il resto al confronto conta meno di niente!

Sabato 11 settembre 2021 ricorreva il 20° anniversario della strage islamica contro le torri gemelle di New York. È diventata una data “storica” a motivo di questo avvenimento esecrabile, come ci sono altre date del calendario che segnano vie e piazze dei nostri comuni. I più giovani invece, nati dopo quel fatto, possono sapere solo per informazione indiretta e successiva. Chi ha più di trenta-quarant’anni ricorda bene quella giornata bellissima, che si concludeva, da noi, col racconto, in diretta, di fatti reali talmente incredibili e inaspettati da superare di gran lunga anche la fantasia più sadica e sfrenata.

Se molti non hanno “vissuto” l’11 settembre 2001, molti di più possono non sapere che l’11 settembre era un giorno già conosciuto nella storia della Chiesa e dell’umanità.

La visita del papa in questi giorni in due città del Danubio: Budapest (Ungheria) e Bratislava (Slovacchia) fa pensare subito alla terza grande città sul Danubio, lì vicino: Vienna.

Sì: una combinazione di giorni (11-12 settembre) e di città (Vienna).

Anno 1683: Vienna era allo stremo, a causa di un assedio che durava da due mesi. Un immenso esercito di turchi dell’impero ottomano (pare composto da 200 mila soldati) comandato dal gran visir Kara Mustafà aveva ridotto la città alla fame, ormai prossima alla resa.

L’11-12 settembre gli eserciti dei monarchi cattolici, coalizzati in una Lega Santa, spezzavano l’assedio di Vienna con una vittoria strepitosa ed inaspettata sui turchi, costretti alla ritirata. L’espansionismo islamico ottomano in Europa veniva così fermato per sempre.

Per la cronaca: i fornai della città nei giorni successivi inventarono un dolce nuovo, il cornetto, a forma di mezzaluna, ricordando il simbolo raffigurato nelle bandiere del nemico sconfitto.

Il 12 settembre, giorno conclusivo della terribile battaglia, papa Innocenzo XI, attribuendo la vittoria all’intercessione della Vergine Maria, istituiva la festa del Santo Nome di Maria

Poi arrivò la riforma liturgica dopo il concilio Vaticano II, approvata da papa Paolo VI, che soppresse questa festa (e molte altre), lasciando in un angolo del Messale Romano solo un Oremus votivo al nome di Maria. Venne però ripristinata (chi conosce queste “combinazioni” di dati e di date?) da papa Giovanni Paolo II nel 2002, dopo l’11 settembre 2001, di cui abbiamo fatto cenno sopra.

L’Occidente cristiano ha drammaticamente perso la memoria della sua storia e talvolta ha marchiato anche come negative alcune pagine gloriose ed eroiche del suo passato in un inspiegabile e ottuso masochismo, quasi un gioco al massacro di se stessi e della propria identità. Giovanni Paolo II, il papa polacco, come era polacco Jan Sobieski, il re, geniale condottiero che guidava la Lega Santa nel 1683 nel combattimento contro i turchi, conosceva la storia e anche l’islam ricorda bene la sua storia (meglio di noi)!

L’11 settembre del 2001 l’islam è stato in grado di ottenere la sua rivincita e le torri di Manhattan sono crollate! Sarebbe interessante, ma è assai complesso spiegare (e capire) perché gli islamici sovrappongono i cristiani agli occidentali e ai forti poteri economico-finanziari concentrati negli USA.

La lotta dell’Europa per liberarsi dall’incubo dell’islam turco violento è durata secoli. Secoli di stragi, rapimenti, violenze, martirio (ricordate gli 800 martiri di Otranto?) [rileggi il supplemento al Bollettino n° 207 del 19.03.2017, pagina 3].

E ora?
Basterebbe dare un’occhiata all’Afghanistan: un magma ribollente di estremismo e di terrorismo… Ma questa non è storia, perché è attualità!

Nel 1683 i governanti europei e il papa avevano capito che se non si voleva morire sopraffatti e distrutti ci si doveva almeno difendere. E così fecero. Allora le cose “andarono bene” per Roma e per l’Europa.

Ma domani, cosa accadrà?
A me pare che, forse, se non si cambia presto direzione, prima che torni l’islam violento saremo noi stessi a soffocarci grazie al buonismo, al qualunquismo, al relativismo che diventano sempre più diffusi, invadenti e prepotenti!

Segnali inquietanti non mancano…