Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 302

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore
Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia
Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda
Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it
e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario
al Bollettino Parrocchiale N° 302

Edizione di sabato 7 marzo 2020

Carissimi parrocchiani,
un ulteriore elenco di spese e fatture (spero che sia l’ultimo elenco di cui sono chiamato a render conto – perché non ne posso più!) che non ci pagano né lo Spirito Santo, né lo Stato Italiano (quello, idrovora sempre attiva 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, compreso il 366° dell’anno bisestile, prosciuga soltanto!), né Giuseppe Mensi e amici!
A buon intenditor…
Tutti i nodi vengono all’unico, solito pettine: il mio – cari signori… Adesso, col corona virus non mancano solo entrate alle aziende e alle società di calcio: mancano anche alle Parrocchie gli spiccioli delle elemosine, che usavamo per far quadrare i conti…
La Chiesa s’è sempre servita del consiglio dei ricchi e dei soldi dei poveri! Sapete già che siete Voi, cari parrocchiani, col vostro sostegno concreto che dura da nove anni (era il 6 febbraio 2011 di quella bellissima domenica pomeriggio in cui mi avevate accolto a Castelletto con uno splendido sole e con una festa da far invidia ad un Arcivescovo!) che continuate a darmi fiducia e che sostenete la Parrocchia con le vostre offerte volontarie.
Ad essere precisi devo anche invitarvi ad esser lieti, anche se siamo in Quaresima: Allegria, signori!!!
► È arrivato il tanto sospirato e prezioso contributo del Comune di Leno, in riferimento alla legge regionale 12/2005 (circa le opere di urbanizzazione secondaria…) di cui s’è fatta domanda nel 2019, con accredito su Conto Corrente di Cassa Padana della Parrocchia della somma di € 214,67.
Non scherzate, ragazzi. Con questo aiuto siamo riusciti a pagare quasi tutta la manutenzione annuale della caldaia a gasolio della Chiesa che, essendo centrale termica, è costata la modica somma di € 288,00.
► Inoltre, per completezza della cronaca, devo far sapere che la Diocesi ha versato sul CC di Ubi Banca della Parrocchia in data 11 febbraio 2020 un BONIFICO DI € 8.540,00 inerente la famigerata fattura trascinata e discussa nei numeri scorsi di questi supplementi. C’è voluta la “ipsissima verba” (= le parole dette proprio da lui) del geometra Enrico Bozzini e le documentazioni annesse per convincere don Mensi che il don di Castelletto non s’era inventato le cose per imbrogliare i suoi superiori, ma aveva agito correttamente, come era stato chiarito e definito ancor prima che lui sedesse all’ufficio amministrativo dall’estate 2018 (ehhh, la nostra storia si trascina dal 6 giugno 2017 – tra poco taglieremo la torta di tre candeline, quelle dei tre anni!).

1 – CORONA VIRUS: “STATO DI TERRORE” e “TERRORE DI STATO”
Strage del Corona-virus. Siamo precipitati dal buonismo del “tutti tranquilli, perché siamo lo Stato più sicuro al mondo” al terrore di scoprire che siamo il terzo paese dopo Cina e Corea del Sud per numero di contagiati!

Nei primi giorni a Castelletto sembrava di trovarsi per le strade di Milano descritte da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi” durante la peste del 1630.
Ho riletto alcune pagine meravigliose del Romanzo in questi giorni, quelle che il Prof. Don Renato Poetini (un grande insegnante!) ci leggeva di persona in classe in quinta ginnasio (anno scolastico 1980-81): ecco gli untori, la peste, don Abbondio…
Ed ecco arrivare la prima grida domenica 23 febbraio scorso, alle 15.55 con effetto dalle ore 16 (io ne ho appreso il contenuto a voce alle 16.15). La sera alle ore 22 avevo già un segugio alle calcagna! Caspita, che velocità, da fiato sul collo, un perfetto stile KGB o Stasi! Eppoi i funerali di lunedì 24 febbraio… mi sono informato per uniformarmi i confratelli, bravi e obbedienti, ligi al potere… perché noi dovevamo portare a sepoltura un defunto il giorno dopo, martedì 25.
Il giorno prima: erano tutti pronti a sprangare le chiese subito, con tanto di benedizione del Vescovo e sua dispensa generalizzata dal precetto festivo per tutti! Il giorno dopo (lunedì): tutti pronti a riaprire alla svelta i portoni delle chiese per i funerali di tabella… per non dover affrontare la folla, magari inferocita, in quel momento assai più forte e temibile del Vicario Generale e delle sue grida lontane (fogli di carta o addirittura supporti virtuali)…
“Un vaso di coccio costretto a viaggiare tra vasi di ferro…” diceva di essere il povero don Abbondio.
E come dargli torto? Da una parte il dovere e la paura di sottostare al potere costituito (= oggi: la grida del Vicario Generale) e dall’altra il terrore di mettersi contro un potere più forte: quello della folla (= domani: chi voleva o poteva pretendere il funerale). Povero don Abbondio! E cosa dovrebbe fare diversamente? E i don Abbondio di oggi, poveretti, schiacciati ancora tra due poteri opposti, cosa dovrebbero fare?
E pensare che noi ingenui alunni di ginnasio, mentre ascoltavamo il nostro prof leggere e commentare saggiamente Manzoni, dentro di noi aborrivamo questo tipo di prete:
“io non sarò mai un vigliacco, non diventerò mai prete così”.
Oggi ti giri attorno e ti ritrovi circondato da molti Don Abbondio a destra e a sinistra, che guardano più alla ragion di stato che alla verità e alla giustizia…
Cambiano i tempi, e molte situazioni del passato si ripetono!

Circa la diffusione del corona virus i fatti evolvono di giorno in giorno; è doveroso per tutti ascoltare le indicazioni che vengono dalle autorità civili e religiose, per non aggravare la situazione già compromessa da altre patologie pei cittadini più deboli e fragili.
Spero che tutti, anche mantenendo le distanze di sicurezza, non manchino di continuare una Quaresima seria, impegnata e significativa, anche se “zoppicante” fin dai primi giorni, per arrivare a Pasqua senza ritrovarsi a mani vuote.
                                                                                                                                                                                                                 Il Don