Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 297

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore
Piazza Giovanni Paolo II, 2
25024 – Castelletto di Leno – Brescia
Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda
Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it
e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al Bollettino Parrocchiale N° 297
Edizione di sabato 4 gennaio 2020

Carissimi fedeli di Castelletto,
a pochi giorni di distanza, oppure “a stretto giro di posta”, come si dice, continuo nell’aggiornamento delle situazioni che bollono nel pentolone della nostra comunità.
Faccio seguito alle considerazioni del comunicato n° 296 ultimo scorso, con particolare riferimento alla fattura delle tinteggiature della ditta Barbieri in conseguenza della tromba d’aria, pagata dal mio conto corrente personale: l’ufficio amministrativo della Diocesi è riuscito a combinare proprio un bel CORTO CIRCUITO PERFETTO a danno della gestione economica della nostra Parrocchia! Non so come la pensate voi. Oltre al danno le beffe! Mi spiego.
1) Prima ci chiedono le firme perché il rimborso si fermi a Brescia, anziché arrivare alla logica destinazione (= il conto corrente del contraente che ha stipulato i contratti con la Compagnia assicurativa e che versa con regolarità i premi attingendo a proprie risorse e non a quelle della Diocesi).
2) Poi ci bloccano una fattura (massì, eddai! “Peanuts”, direbbero gli americani; si tratta solo di noccioline! – dopo tutto sono solo ottomila e cinquecento euro…) che si devono pagare con quel rimborso. Sapete, per chi è abituato a manovrare con disinvoltura milioni di euro si tratta proprio di pagliuzze insignificanti.
3) Infine se noi, Parrocchia, paghiamo questa fattura (per non tagliarci la faccia da soli) e lo facciamo dovendo incrementare ulteriormente i “prestiti da privati senza interesse” ci accusano anche di aumentare il debito senza esserne autorizzati.
Se capite, questo si chiama “corto circuito”: si è riusciti a far saltare la corrente bruciando il lampadario (= la corrente è la vita economica della Parrocchia e il lampadario è il don).
Così il don viene incastrato e messo alla gogna, accusandolo d’essere un pessimo amministratore! E il gioco è fatto!
È una situazione che mi fa pensare a quella degli antichi israeliti in Egitto (Vedi: Esodo cap. 5 – ne sentiremo parlare tra qualche mese, in Quaresima): gli scribi degli Israeliti furono bastonati… Allora andarono a lamentarsi dal capo, che era il re dell’Egitto, il faraone, il persecutore, dicendogli: “Perché tratti così noi tuoi servi? Non viene data paglia ai tuoi servi, ma ci viene detto: fate i mattoni” (versetto 16). Non mi sono mai sentito tanto simile agli scribi degli antichi Ebrei, nella loro SCHIAVITÙ IN EGITTO!
Forse adesso qualcuno dei piani alti immagina, per estensione, pagata una fattura, io abbia una disponibilità a ventaglio così ampia da poter pagare di tasca mia tutto il restauro della chiesa? Nossignori!
Magari pensando che ho pure ereditato somme favolose dopo la morte di papà Natale, avvenuta il 17 luglio 2018…
A scanso di equivoci è giusto che si possa sapere che quando morì papà (= in tempi non sospetti) avevo voluto rinunciare all’eredità.

1 – RINUNCIA ALL’EREDITÀ – Questo fatto avviene di solito quando il defunto era un ubriacone, uno che ha accumulato nella vita solo debiti, ha scialacquato quello che aveva vivendo da squilibrato, oppure se uno degli eredi ha un’attività in proprio dall’esito incerto, per cui, in caso di default (= di fallimento) potrebbe perdere anche tutti i beni ereditati per liquidare i creditori… Nel mio caso non c’era nessuno di questi motivi. E allora? Si potrebbe immaginare una “rottura” di rapporti col defunto: come a dire che l’erede non ne vuol più sapere nulla, né da vivo, né da morto. Ma non è neanche questa ipotesi. Con mamma Paola e con mio fratello Stefano invece ho fatto questo pensiero:
“Papà mi ha sempre mantenuto, col suo lavoro di operaio onesto di e compiuto la sua vita di 88 anni e mezzo pensando solo al risparmio e a fare sacrifici economici. Mi ha sempre pagato tutti gli studi e le spese durante gli undici anni di Seminario e non mi ha mai fatto mancare né pesare niente! La mia famiglia non aveva mai voluto da nessuno per me contributi o beneficenze di sorta, come spesso avviene, perché io potessi fare una scelta di vita ancor più libera, senza i condizionamenti di nessuno. Inoltre papà mi ha mantenuto di fatto, assieme a mamma, almeno per i primi venticinque anni di sacerdozio, ben oltre quelli che si potrebbero ritenere i “doveri” di un padre verso un figlio!”.
Mio fratello Stefano già da alcuni anni aveva rinunciato al suo lavoro dipendente dove s’era fatto una buona posizione (contratto a tempo indeterminato, sicuro e comodo in una ditta del paese) per poter essere più vicino e attento ai genitori e alle loro esigenze evitando di dover assumere una persona di servizio. La rinuncia all’eredità era un dovere di giustizia verso mia mamma e mio fratello, che sono vissuti sempre in casa con papà e lo hanno sempre assistito con amorevolezza e con la massima premura, soprattutto negli ultimi due anni, nella malattia, aggravatasi fino a portarlo alla morte.
Mi sembrava doveroso considerare tutto questo.

2 – LA FATTURA – Nelle due pagine seguenti riporto copia dell’Atto di Rinuncia all’eredità ricevuto dal notaio Enrico Tabalappi di Rovato, e della fattura dei pagamenti effettuati. Chi ha visto il documento in anteprima m’ha detto: “Caspita, quanto costa un atto notarile!?”. In effetti questo è uno degli atti più semplici che si possano immaginare. Ci sono anche atti dove il notaio e il suo ufficio devono “lavorare” molto di più. “È vero”, ho risposto “ma guarda quanto ha preso il notaio! Hai visto che più della metà della fattura sono tasse e tasse delle tasse?”. Ecco lo Stato sanguisuga, che ti succhia dappertutto! Sapete che lo Stato imbroglia anche i cosiddetti “evasori totali”? Eccerto! Quando fanno rifornimento per l’auto più della metà di quello che pagano va in tasse! Lo sapevi? Prova anche a pensarci!
               Dgl