Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 294

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore
Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda
Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it
e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al Bollettino Parrocchiale

N° 294  Edizione di sabato 21 dicembre 2019

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BUON NATALE!
Com’è triste la vita
e ancor più il Natale
se non incontra Cristo!
Gesù Cristo è il Messia
che si vede riflesso in ogni persona umana,
vicina e lontana, ricca e povera,
giovane e vecchia, bella e brutta,
senza esclusioni o discriminazioni di sorta.

Ecco, carissimi castellettani, l’augurio più bello che proviene dal profondo dell’animo mio. Sarà solo un ingenuo futuribile (= un’idea sospesa in aria, che non si realizzerà mai) immaginare una parrocchia dove chi la compone vive con umiltà e coerenza gli impegni del Battesimo e s’incontra a tu per tu col Signore “Dives in Misericordia” (= ricco di misericordia)? S’incontra Dio nella Persona divina di Cristo, che ha reso visibile il Dio invisibile proprio attraverso il Mistero dell’Incarnazione, che contempliamo nella Notte Santa di Betlemme.
Incontriamo Gesù nella PREGHIERA, meditando la sua PAROLA, lo incontriamo nei sacramenti della CONFESSIONE e della COMUNIONE.
Indirettamente e per logica conseguenza siamo tenuti a riconoscerlo sotto le sembianze delle persone che vivono con noi: il marito, la moglie, i figli, i genitori, il compagno di classe a scuola o il collega d’ufficio, senza misura né piccineria alcuna, fino ad abbracciare idealmente ogni essere umano creato a immagine e somiglianza di Dio (anche coloro che professano una religione diversa rispetto alla nostra o s’illudono di vivere bene “etsi Deus con darétur” (= come se Dio non esistesse).
Un giorno del mese scorso, appena entrato nel cortile dell’Oratorio mi soffermavo a guardare… (un po’ come il profeta Daniele… nelle visioni notturne). Sul muro esterno del teatro Paolo VI, sulla destra del cancello d’ingresso, ecco il pilastro in cui nel 2011 uno dei miei primi provvedimenti era stato quello di far incastonare una nicchia sopraelevata collocandovi lì, all’interno, dinanzi allo sguardo di tutti, il simulacro della B. V. Maria di Lourdes, che per la sua posizione previa, avevo appellato come la MADONNA DEL CASTIGO, essendo confinata in un angolo secondario e indegno nell’area di gioco dei bambini. Alla base di questo pilastro, dopo il Grest del 2013 “SE MI SENTI”, dove per catturare la fantasia dei piccoli, durante l’anno della fede erano state collocate numerose immagini di santi giovani, e per alleggerire un po’ l’atmosfera seria, nell’autunno dello stesso anno erano stati applicati pannelli raffiguranti i personaggi d’animazione più noti ai bambini. Nel pannello sotto il pilastro della Madonna hanno attirato la mia attenzione gli otto personaggi di una delle più celebri fiabe dei fratelli Grimm, edita nel lontano 1812: BIANCANEVE E I SETTE NANI. Nelle notti seguenti, almeno per una settimana sogni oscuri hanno agitato le mie stanche notti: veri e propri incubi! Non sono riuscito a spiegarmene il motivo: sarà forse la mela della fiaba, forse la strega cattiva, oppure le mele di Malleier dispensate prima del mini-grest invernale, o la novena dell’Immacolata col pomo noxiale in bocca al serpente… o l’aver visto come s’è ridotto male il parco giochi dei piccoli, alla pari della statua del Principe Felice nella novella di Oscar Wilde (del 1888)…
Invece, in un incontro successivo in Curia con un rappresentante del Vescovo l’11 dicembre scorso, mi è stato raccomandato di COMUNICARE in modo più limpido, esplicito e trasparente con voi, carissimi fedeli di Castelletto, o se volete usare un’espressione più a la page (= di moda), che DEVO AVERE uno STILE più SINODALE.
Vi confesso che sono caduto dal pero!
Infatti mi pareva di adempiere questo mio dovere in modo sufficiente (il voto: almeno un “sei meno meno” me lo date?), anche perché in oltre otto anni (non ancora nove!) di parrocchiato ho sempre risposto a chi mi poneva domande di qualsiasi genere (anche riguardanti gli affari economici) senza mai frapporre alcuna difficoltà, non avendo niente da nascondere, a meno che si trattasse di domande indiscrete circa argomenti riservati, coperti da un normale segreto professionale o segreto d’ufficio, come avviene in ogni categoria di “ditte” o di “persone” che mi pare nessuno mi ha mai fatto.
Tutti abbiamo l’obbligo di dire sempre la verità.
Tuttavia più si sale in alto e più si dimentica spesso questo dovere che abbiamo imparato fin da bambini sui tavolini del catechismo in Oratorio, quando non c’erano tutte le diavolerie e le trappole d’oggi, ma senza troppi voli pindarici si faceva in modo semplice la “scuola” di catechismo; sì, quando venivano spiegati gli obblighi e le proibizioni derivanti dall’ottavo comandamento. Mi pare che questa dimenticanza sia diffusa specialmente in alcune categorie, ad esempio tra gli uomini della politica e della finanza – spero che nessuno si senta direttamente offeso! ma intacca talvolta (oh, molto, moooolto raramente, per fortuna!) anche uomini di religione, perfino di quella cattolica!
Vedete ad esempio che fatica deve fare il Papa per combattere ogni giorno tante talpe che s’infiltrano perfino nelle camere più riservate dei sacri palazzi nonostante le decine e decine di guardie svizzere che sorvegliano attentamente e nonostante porte, porticine, cancelli, serrature, blindature, mura e bastioni plurisecolari come non ne esistono in nessun altro luogo al mondo (alla faccia dello slogan: abbattere muri per costruire ponti)! Pover’uomo, anche lui, il Papa; mi dispiace, perché sembra un Don Chisciotte costretto a combattere contro i mulini a vento!
Ancora il catechismo insegna che non tutti sono tenuti a sapere sempre tutto su tutto (cfr. il Catechismo della Chiesa Cattolica – Comandamenti – ottavo – numeri dal 2464 al 2513 – in particolare il numero 2491 circa i segreti professionali ed il numero seguente circa il giusto riserbo).
Una rilettura di questo testo sintetico, ordinato e completo (come da alcuni anni non siamo più abituati a leggerne sulle nostre scrivanie) fatta con calma non farebbe male a nessuno di coloro che abitano al piano terra (= noi, la servitù) né a quelli del piano nobile (= i padroni, quelli che comandano)…
► Dovrei dare adesso parecchie relazioni: circa l’incontro del CPP e CPAE riuniti d’urgenza in sede congiunta, anche per elaborare una richiesta alla Curia (ancora una?!?!?!) per ottenere (di nuovo?!?!?!) l’autorizzazione a procedere coi lavori per l’orologio, le campane e le croci… è proprio un romanzo kafkiano, questa tromba d’aria e la riparazione dei danni subiti…
Ero tentato di mettere all’ordine del giorno del CPP-CPAE anche la richiesta all’autorizzazione all’accensione di un mutuo, questa volta presso contadini della Parrocchia, per disporre subito di quattro salami da affettare per i bambini del mini-grest. Quando poi saranno stagionati i nostri salami freschi, appena fatti, si potrà restituire il mutuo con 4 rate mensili di un salame ciascuna! [Siamo al ridicolo, scusate!].
► Nella paginetta fianco trovate la fattura del GASOLIO DA RISCALDAMENTO per la Chiesa – mi ero impegnato a pagarla entro fine 2019 [ben € 2.562,00 – dei quali, ribadisco ancora, 462 euro sono di imposte, l’IVA, con buona pace del Presidente della Repubblica Italiana Mattarella che, l’anno scorso, nel discorso di fine anno agli italiani, s’augurava che venissero tolte le tasse appena messe dal nuovo governo giallo-verde (=dei partiti Cinque Stelle e Lega; ricordate i “salvatori dell’Italia, che ci hanno consegnato dalla padella al fuoco del governo giallo-rosso) agli enti non commerciali]; si dovrà posticipare invece il pagamento col nuovo anno 2020.
Francamente mi aspettavo di raccogliere qualche spicciolo in più dalle buste natalizie… visto anche l’appello-opportunità (non mi illudevo certo che avreste fatto a sgomitate per arrivare ad adottare almeno 20 nuove campane… ci mancherebbe!).
► A fine gennaio arriverà IL MOBILE NUOVO DELLA SACRESTIA, facendo fine di quello di plastica (= di fòrmica) che dopo cinquant’anni è arrivato al termine della sua vita naturale (ed oltre). Tranquilli! Occorre raccogliere solo altri duemila euro (spiccioli!). Eh, non sarà di plastica il nuovo mobile, ma in massello di noce nazionale (perché possa durare una manciata d’anni in più di quello attuale) e sarà composto da cassettiera ad otto cassetti (uno per ogni colore liturgico), caliciera soprastante e due armadi per la custodia dei Sacri Paramenti e dei camici, cotte ed altre suppellettili secondo le misure minime necessarie ad una sacrestia di paese.
► È già stato appaltato in ottobre 2019 il lavoro di restauro della BUSSOLA, affidato a restauratore competente e che ha già operato in situazioni simili in sintonia con la Soprintendenza, che verrà asportata dalla Chiesa per essere trasferita in laboratorio dopo Pasqua.
► Nella pagina seguente si riporta la FATTURA di SAER;
► quindi quella delle tinteggiature dopo la riparazione dei muri in oratorio danneggiati dalla tromba d’aria e da infiltrazioni d’acqua derivanti dallo sconquassamento dei canali di gronda… della ditta BARBIERI;
► poi la pagina dei due BIGLIETTI del TRENO (andata – ritorno) del confessore Don Franklin. Mi dispiace tantissimo che per la prima volta Don José non ha potuto inviare per il servizio natalizio due seminaristi studenti a Roma come eravamo ormai abituati ad ospitare.
► infine (una chicca o ciliegina sulla torta) LE MIE TRE FIRME richieste dalla Curia perché l’indennizzo dell’Assicurazione dato alla Parrocchia per la tromba d’aria non sia girato direttamente dalla Compagnia a noi, ma segua una triangolazione: dalla Compagnia alla Diocesi e dalla Diocesi ai prestatori d’opera. Mi risulta che a Brescia questo sistema sia un unicum (= senza alcun’altra situazione simile!), adottato SOLO nel singolo caso della nostra Parrocchia…

► Se a qualcuno è rimasta ancora una briciola di pazienza (pensate a quanta devo averne io in questi giorni e in tutte le direzioni!) potrà dilettarsi leggendo il CALENDARIO, ridotto all’osso.
Dgl