Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 293

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia
Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982
Il Parroco: Don Gianluca Loda
Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854
Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it
e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al Bollettino Parrocchiale
N° 293
14 dicembre 2019

Carissimi parrocchiani,

ricordate i settantadue discepoli inviati da Gesù in missione?

L’Evangelo racconta che “tornarono pieni di gioia…” (Luca 10, 17).

È successo così anche a me, dopo la benedizione delle famiglie in queste prime due settimane dalla proclamazione dell’editto (vedi supplemento 292, pagina 1). Ho riassaporato e gustato la cordialità della conversazione con voi, nella vostra abitazione, a porte chiuse, il piacere di essere seduto al tavolo della cucina, per potersi guardare negli occhi, trascorrendo qualche scampolo di tempo insieme, col minimo comune denominatore “senza fretta”; per parlare e ascoltare. Si è sempre tutti o quasi tutti di corsa e capisci che molte persone (compreso il don!) desiderano trovare qualcuno che le ascolta senza fretta.

In una casa mi avevano preparato un taér (= tagliere) di degustazione con ogni sorta di chicche locali (= prodotti alimentari genuini delle nostre campagne).

Aiaaaiiaaiiaa!!! … la dieta…

Non ho potuto resistere a tante prelibatezze sotto il naso, soprattutto dopo la “regola” della dottoressa (un’aguzziiina!) che da troppo tempo mi tiene a stecchetto. Sì, ma: “una tantum” (= solo una volta).

Vi scongiuro: non preparatemi PIÙ niente, né da mangiare, né da bere, neanche un semplice caffè! È un impegno previo che lascio a tutte le famiglie che incontrerò in futuro.

Mi avete aperto i vostri cuori facendomi confidenze riservate. In alcune situazioni, uscito di casa ho pensato: “caspita, ma si rendono conto di quello che mi hanno detto? Altro che i presunti dati sensibili come fornirti nome e cognome o un indirizzo, che non serve uno Sherlock Holmes per scoprire se ti interessa, ma cose davvero riservate” e poi mi sono detto: “Ma don, guarda che se ti hanno fatto queste confidenze aprendoti alcune pieghe nascoste del cuore è perché si fidano di te, perché sanno che sono argomenti di conversazione che non scriverai e che non andrai a ripetere alla radio parrocchiale accendendo il megafono (= la tromba acustica che amplifica la voce) sulla piazza della Chiesa!”

Negli anni ho verificato che solo visitando le famiglie il sacerdote può tastare il polso della sua comunità, cioè rendersi conto della vita dei suoi fedeli, o secondo un’espressione infelice che oggi va di moda: “puzzare con l’odore delle pecore”… in una situazione mondiale e locale in continua trasformazione, in un vorticoso e inarrestabile divenire…

Ogni casa ha tanti motivi di letizia; ma è vero anche il contrario: ovunque c’è una croce, piccola o grande, che sembra fatta su misura perché la si possa portare, con fatica sì, ma che non è impossibile. Quando esci da una casa e ti hanno confidato qualcosa di molto duro ti domandi: “in quello che ci siamo detti sarò riuscito a dire una parola buona, buona nel senso che aiuta quella persona o quella famiglia ad essere più forte nell’affrontare la prova? Ho saputo dire parole di fiducia, d’incoraggiamento, di speranza? Ho saputo passare qualche frase dell’Evangelo, anche liofilizzata o subliminale, o qualche insegnamento dei discorsi del Divin Maestro?”

Nella preghiera del mattino e della sera (= il Breviario), come nella celebrazione della Messa, fulcro di ogni giornata cristiana, secondo voi, non dovrei affidare al Signore e al Santo del giorno le persone e i fatti più rilevanti? Ecco solo qualche nome che mi scorre davanti come in un caleidoscopio: il piccolo Erik e la mamma Terry, Fabrizio, Angelo, Francesca (che dal battesimo del figlio Umberto non avevo più visto), Giampietro, Lucia… e moltissimi altri.

Arrivato quasi alla soglia di trent’anni di sacerdozio (che compirò il 9 giugno 2020) l’esperienza non ti manca. Ma ogni volta impari qualcosa di nuovo, molto, anche da persone che non immagini. Talvolta ricevi le lezioni più belle e inaspettate proprio dalle persone più umili. Per questo ripetendo le parole di Gesù dico anch’io: “imparate da me, che sono mite e umile di cuore”.

A sera, tra una corsa e l’altra, magari iniziata al mattino assai presto “ante lucíferum” (= prima del sorgere della luce) arrivi stanco (anche fisicamente sfinito – come uno straccio usato tutto il giorno per lavare un pavimento), ma contento, perché capisci che sei stato uno strumento nelle mani del Buon Dio, utilizzato per compiere la sua volontà, come un tozzo di matita, che da sola vale niente, ma che nelle mani di Dio può realizzare il suo disegno, un disegno meraviglioso. Quello delle famiglie è l’Apostolato più bello e proficuo (a mio parere), dove ti senti davvero sacerdote, ministro di Dio, inviato a portare la sua Parola e il suo messaggio di salvezza e di pace per le anime. Eccerto!!!

Quando il sacerdote inizia la preghiera per le famiglie dice proprio: “Pace a questa casa e ai suoi abitanti”.

Nelle ultime due settimane nella mia vita personale si sono sommati tali e tanti eventi meravigliosi, anche molto semplici, da farmi sgorgare dal profondo del cuore il più spontaneo “Grazie, Signore”, confermandomi sempre più che il Signore, Essere Perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra NON ha bisogno di niente e di nessuno essendo pienamente AUTO-SUFFICIENTE alle proprie esigenze vuole dare la possibilità a noi, esseri umani pitocchi e miseri, di partecipare e collaborare alla sua opera divina di amore e di salvezza. Non abbiatene a male, carissimi, ma bisognerebbe essere sacerdoti per riuscire a capire come funziona la cosiddetta grazia di stato che il Signore ha donato ai suoi ministri il giorno della loro sacra ordinazione.

Aveva ragione Padre Pio quando diceva:

“Cerchiamo di servire il Signore con tutto il cuore e con tutta la volontà. Ci darà sempre più di quanto meritiamo”.

Sono parole che ho voluto venissero incise in un’epigrafe nei pressi del pregevole simulacro del santo che si trova nella porzione di giardino della canonica a lui dedicato, collocate già alcuni anni fa (nel 2013 nel 25° Anniversario dell’Anno Mariano).

► A seguire trovate: una prima impressione “ex abrupto” (= a caldo) circa la festa della vigilia dell’Immacolata a Montichiari

► e una precisazione inerente una cifra riportata a pagina 27 dell’ultimo bollettino parrocchiale (colonna destra 23sima riga), circa i prestiti da privati senza interesse… di 125.000 euro, dopo l’incontro in Curia con una delle “eminenze grigie” per farvi più edotti di quello che “bolle in pentola” nella nostra Parrocchia, specialmente dopo che dai sacri palazzi è emersa una volontà almeno vaga, di volermi trasferire e che pare progressivamente lievitare…

Buona continuazione d’Avvento e buona lettura, carissimi castellettani!                   Dgl

 

 —–     “Bætica crusmata”     —–

In merito alla Madonna delle Fontanelle di Montichiari – 10 dicembre 2019

Il titolo è un’espressione latina che si traduce alla lettera: “i sistri bétici”, che, “metèndola so fína” si può rendere con la locuzione “Le chitarre spagnole”.

► Così appunto, “Bætica crusmata”, fu il titolo del primo articolo che attirò la mia attenzione e che lessi sul Bollettino Ceciliano al quale mi ero abbonato da giovane chierico di liceo nella prima metà degli anni ottanta del secolo scorso. L’articolista, assai piccato, sostenendo l’ormai irrimediabile e diffusa decadenza del canto liturgico, a favore della sua teoria portava a titolo esemplificativo il fatto di aver assistito inorridito alla Messa in una cattedrale, dove il diacono comitante (cioè di servizio), prima di proclamare il Vangelo ragliò (= cioè tentò di cantare come un asino – di canto e di grammatica) un possente: “Dominum vobiscum” (NB – la dizione corretta è: “Dominus vobiscum”)…

► Sempre dalle lontane memorie giovanili ricordo di aver letto nella biografia del cardinal Antonelli (non l’attuale porporato, ma lo storico Segretario di Stato di Papa Pio IX) del Falconi (Ed. Mondadori, 1983, pag. 37) che, cantando in coro in San Pietro il mattutino di Natale nel 1857, già cardinale, uscì candido e fu udito distintamente da tutti i presenti con un “erútus” (marcatamente accentato sulla seconda sillaba anziché la pronunzia corretta érutusche accenta la prima) [si tratta del passaggio quasi al termine dell’attuale seconda lettura dell’Ufficio della Notte Santa, di San Leone Magno, termine che nell’attuale liturgia delle ore viene tradotto con “strappato”“… Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del regno di Dio…”] e in curia (romana) tutti ricordavano l’aneddoto quando volevano sbertucciare l’illustre porporato evidenziando la crassa ignoranza del porporato, chiamato (inconsapevolmente) dal Papa a ricoprire una carica tanto importante e delicata, per la quale i colleghi d’ufficio non lo ritenevano affatto all’altezza! Quisquiglie… Infatti… Pensando al mondo che va a rotoli, cosa sono una desinenza o un accento sbagliati? Quisquiglie, appunto!

Seguendo il TG di Teletutto che presentava l’evento della “proclamazione di Rosa mistica a Santuario Diocesano” avvenuta il 7 dicembre 2019 con una Messa Solenne presieduta niente po’ po’ di meno che da Sua Eccellenza il Vescovo di Brescia Mons. Pierantonio Tremolada in persona, dai video che scorrevano sotto il sonoro ti colpiva come un pugno nello stomaco la nuova scritta a caratteri cubitali verniciata sopra il presbiterio della Cappella Grande “ROSA MISTICA – MATER ECCLESIAE”: solo quattro parole, con dentro un errore! Nnnooooooooooooooooooo!!!

Il testo corretto latino scrive “MYSTICA”. C’è solo una piccola differenza: una “ipsilon” (una “uài, dicono gli inglesi – oggi è un modo di parlare più trendy) anziché una semplice “i” che va bene invece quando si scrive “mistica” in lingua italiana.

Sappiamo tutti che la lingua di Cicerone non è più parlata neanche dagli insegnanti di Belle Lettere, tantomeno negli attuali seminari (compreso quello di Brescia) dove arriva di tutto – oves et boves – (cioè candidati al sacerdozio provenienti da qualsiasi estrazione e previo percorso scolastico, alcuni dei quali non possiedono neppure il minimo rudimento di letteratura e metafisica, figuratevi di lingua latina!) e che gli stessi superiori vedono come un retaggio di lefebvrianesimo.

Ho avuto un colpo di delusione! Nooooo!!! Non volevo credere ai miei occhi! La storia delle Fontanelle prima infangata, riprovata e condannata dall’autorità ecclesiastica per decenni, ora compiva i primi passi ufficiali verso il riconoscimento della verità con un nuovo macroscopico ed evidentissimo errore, posto proprio in bella vista davanti a tutti, quasi a voler distrarre i devoti dalla preghiera o dalla contemplazione…

La coda di Minosse di reminiscenza dantesca… quando s’attorciglia con forza attorno alla vita e… nessuno si salva!

[Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: / essamina le colpe ne l’intrata; / giudica e manda secondo ch’avvinghia… (Inferno, Canto V, 2° cerchio, versetti 4,5,6)]. Immagino che qualche bonaccione sarebbe pronto a dirmi: “don, guarda positivo!”. Invece proprio non sono capace; non ci riesco, perché è più forte di me. Il mio primo pensiero spontaneo emerso da dentro è stato: se questi sono gli inizi ufficiali e solenni… con tutti i crismi delle “autorità supreme” locali, oh, poveri noi!

In quali mani è finita la Madonna! Poveretta anche lei!

Se chi deve guidare il popolo di Dio veicola (magari inconsapevolmente) errori plateali… altro che stare mollemente tranquilli guardando positivo in modo superficiale e sciocco! Mi tornano alla mente le parole del Divin Maestro: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?” (Luca 6,39b).

L’ignoranza eretta a sistema non ha mai giovato a nessuno e i presuntuosi alla fine hanno sempre prodotto più danni che bene. Ovunque! Anche nella Chiesa Cattolica del passato e del presente.   ……………………………..   Dgl  

 

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PAGINA DEI DEBITI in ESSERE

DELLA PARROCCHIA COL PARROCO

 Castelletto di Leno, 10 dicembre 2019

 

 

OGGETTO:          RIEPILOGO PRESTITI fatti dal PARROCO

DON GIANLUCA LODA alla PARROCCHIA di CASTELLETTO

 Con la presente scrittura privata, che ha valore UFFICIALE, io sottoscritto don Gianluca Loda, privato cittadino, DICHIARO di aver versato nel tempo diverse somme di denaro alla Parrocchia di Castelletto che rappresento come Parroco (alcune messe a disposizione personalmente ed altre richieste ed ottenute “da privati” coi quali c’è conoscenza e fiducia reciproca).

Al 31 dicembre 2016 tali prestiti sommavano ad € 119.000,00 complessivi, ripartiti come segue:

prestati alla CASSA ORDINARIA        –              €     34.000,00

prestati alla CASSA CHIESA                                 €     30.000,00

prestati alla CASSA CANONICA          –              €     55.000,00

per un totale di                      €   119.000,00

 

► Nel frattempo avvenivano le seguenti variazioni:

nel 2017           nuovo prestito (fatto da privati) alla Cassa Ordinaria            €   3.000,00

nel 2018           nuovi prestiti alla Cassa Ordinaria                                          € 25.000,00

nel 2018           restituzione di prestiti a privati dalla cassa per lavori

inerenti la Canonica (lavori straordinari del 2013)                            € 25.000,00

nel 2019           nuovi prestiti (fatti da privati) alla Cassa Ordinaria               € 23.000,00

nel 2019           restituzione di prestiti in essere da EX-Cassa Canonica         € 20.000,00

 

► Pertanto alla data odierna del 10 dicembre 2019 i prestiti in essere sommavano complessivamente

ad € 125.000,00, ripartiti come segue:

prestiti alla CASSA ORDINARIA                         €     85.000,00

prestiti alla CASSA CHIESA                                 €     30.000,00

prestiti alla CASSA CANONICA                           €     10.000,00

per un totale di                     €   125.000,00

► Tali prestiti sono stati erogati nel tempo SENZA ALCUN INTERESSE, e la Parrocchia, quando sarà possibile, restituirà le dette somme, al momento lasciate in utilizzo SENZA NESSUN VINCOLO DI TEMPO (eccetto il caso di un mio trasferimento, in quanto devo personalmente rispondere in coscienza sulla fiducia di chi mi ha dato prestiti senza alcuno scritto né vidimazione di ente o funzionario di sorta).

Con questo mio scritto DECADONO, ipso facto, tutti gli scritti di questo tenore precedenti la data odierna.

                                          Loda Gianluca                                                              a conferma – il Parroco      

                                                                                                                                                 Don Gianluca Loda

 

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Con firma, controfirma e timbro a sigillo ufficiale – pagina depositata

presso l’Ufficio Amministrativo della Diocesi il giorno 11 dicembre 2019

e già prima a conoscenza del CPAE e dei funzionari dell’ufficio stesso