Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 286

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE

n° 287 del 7 settembre 2019

Carissimi fedeli,
mentre nell’ultima Messa che celebreremo mercoledì sera al Cimitero (controllare e ricordare l’orario: ore 19 la Messa e mezz’ora prima il Rosario) faremo suffragio del 16° dei trenta caduti di Castelletto della Prima Grande Guerra ecco pubblicato dall’Associazione dei combattenti e reduci, nella paginetta seguente, il volantino-avviso delle celebrazioni per la giornata di sabato 14 settembre, in cui rievocheremo il 100° anniversario della costruzione e inaugurazione del monumento ai nostri Caduti. Io spero che l’iniziativa sia partecipata, nei suoi quattro momenti previsti. Cento anni fa, il 14 settembre 1919 cadeva di domenica.
Ci ricorda lo storico locale (ora defunto) Battista Favagrossa su “La comunità racconta” – anno 1999 – n° 4 – pagine 18-19-20 – che il nuovo monumento ed il cippo al cimitero furono benedetti entrambi dall’Amministratore Parrocchiale (allora si chiamava Vicario Economo) Don Francesco Bosio, Curato di Gambara, che resse le sorti della nostra Parrocchia e l’ordinaria amministrazione per oltre due anni, intercorsi tra la morte di Don Giovanni Barbi (24 agosto 1917) e l’ingresso dell’Arciprete Don Giovanni Barchi (21 settembre 1919). Proprio di quest’altro centenario (a scadenza, tra pochi giorni) – per Castelletto fu una giornata memorabile – rimando alla lettura del prossimo numero di “La comunità racconta” nelle quattro pagine dell’inserto “speciale”, disponibile da giovedì mattina 12 settembre, dopo le ore 9.
Nella terza paginetta di questo supplemento, per comodità vostra, ho voluto riportare ancora una volta l’elenco dei nostri 30 caduti, sintetico, in ordine alfabetico per cognomi.
Non ho prove documentali, ma sono presumibilmente sicuro che nel 1919 esistevano le foto di tutti e 30 i caduti, anche quelle dei 20 oggi irreperibili. Se l’anno scorso ne sono state pubblicate 10 (tutte quelle che si è riusciti a recuperare, in un modo o nell’altro a cento anni di distanza dalla fine della guerra) tutti i soldati di allora, e non solo quelli del nostro paese, prima di partire per il fronte avevano fatto di sicuro almeno una fotografia in divisa militare, da lasciare a casa come ricordo.
In alcune famiglie si conservano ancora oggi, ben tenute o sgualcite dal tempo, fotografie in divisa di giovani e meno giovani che tornarono al termine della guerra. Si può facilmente immaginare l’apprensione delle mamme dei giovani chiamati alle armi e per 10 dei 30 caduti l’agitazione anche delle mogli, in quanto erano già sposati – e chissà quante lacrime…
Tutti prevedevano una guerra lampo, che sarebbe durata pochi mesi e facile, come la propaganda interventista (quella a favore della Guerra) era riuscita a martellare nelle menti e nei cuori di gran parte della nostra buona popolazione italiana. Così, durante l’assenza dei giovani soldati, i parenti che restavano a casa si sarebbero potuti consolare guardando almeno il proprio giovanotto stampato su un foglietto di carta.
Da tutte le foto che ho potuto vedere (anche quelle dei reduci) si capisce che nel mettersi in posa con la divisa i protagonisti esprimevano convinzione e fierezza, certi di compiere un’opera buona a servizio della patria e quindi a favore del bene di tutti.
Le cronache di guerra, i diari dei soldati e le tante storie raccolte e studiate in maniera meticolosa e precisa da esperti ci dicono che l’incanto di prima svanì nel giro di poco tempo, a contatto con una realtà apparsa presto ben diversa da quello che si era potuto immaginare.
I soldati del XX Secolo potevano vantare il possesso di armi di offesa di una potenza sorprendente mai vista prima; ma anche il nemico possedeva armi di difesa mai viste prima… con le conseguenze catastrofiche che tutti sappiamo: carneficine di migliaia di uomini falciati come mosche dalle mitragliatrici nemiche durante gli assalti alle trincee, ad esempio.
Perché fare memoria di tutto questo?
Tra i tanti motivi eccone almeno uno: per non ripetere facilmente oggi gli errori di allora.

                                                                                                                                          Il Parroco – Don Gianluca Loda

 

 

ELENCO dei 30 CADUTI di CASTELLETTO
della PRIMA GUERRA MONDIALE
in ordine alfabetico – per cognome

Cognome e nome data di morte età luogo e circostanze di morte
1 Bertoletti Leone 28/08/1915 25 Monte di S.Lucia a Tolmino (alta Valle dell’Isonzo, Slovenia)
2 Bonelli Battista 05/06/1918 23 Prigioniero di Guerra a Bolzano
3 Cherubini Giuseppe 03/01/1918 30 in Prigionia a Nilovits
4 Colenghi Antonio 27/11/1918 40 in famiglia a Leno – per la spagnola
5 Damini Ottavio 07/05/1918 27 in prigionia a Meschede (Colonia) in Germania
6 Epis Natale Stefano 06/12/1918 21 all’ospedale di Leno – per la spagnola
7 Fava Giovanni Battista 16/12/1918 39 a Leno nell’ospedale da campo n° 099
8 Ferrari Pietro 05/02/1917 32 all’Ospedale da Campo n° 25
9 Fornari Aristide 01/11/1916 26 sul Carso
10 Fustini Francesco 11/09/1917 19 in combattimento a Castegnevizza del Carso (Slovenia) – Decorato
11 Galuppini Domenico 28/11/1918 31 a Leno per malattia – di spagnola
12 Gatti Angelo Domenico 26/07/1915 25 nell’Ospedale da Campo n° 064
13 Gilioli Vincenzo 19/11/1918 31 nell’Ospedale da Campo n° 171 – Decorato
14 Losio Angelo 18/08/1918 32 presso l’Ospedale Militare di Brescia
15 Manfredi Giovanni 03/12/1915 33 in combattimento – Monte S.Maria – Tolmino (Slovenia) – Decorato
16 Molinari Vincenzo 08/11/1917 29 per ferite in combattimento sul Piave – Decorato
17 Mondini Efrem Davide 21/10/1915 25 in combattimento a Castelnuovo del Carso – Decorato
18 Nolli Giuseppe Andrea 03/10/1915 27 all’Ospedale Militare di Alessandria – sepolto a Castelletto
19 Piacenza Vincenzo 29/09/1917 30 in combattimento (XI Battaglia dell’Isonzo) – Bainsizza – Decorato
20 Piubeni Angelo 21/08/1915 24 per gravi ferite presso l’Ospedale Militare di Cividale
21 Piubeni Davide Francesco 03/12/1915 30 a Oslavia (Gorizia) – Decorato
22 Ronca Ernesto 12/11/1918 30 all’Ospedale di Bovolone – Verona
23 Sabadini Pietro Antonio 19/03/1918 43 in famiglia a Leno per malattia
24 Smussi Emilio 28/04/1917 40 per malattia presso l’Ospedale Militare di Reggio Calabria
25 Smussi Giovanni Battista 21/04/1917 33 morto in combattimento dul Carso – Decorato
26 Vitti (Viti) Camillo 11/01/1918 24 per malattia presso l’Ospedale Militare di Udine
27 Zaniboni (Zenobini) Silvestro 19/08/1917 25 in combattimento sul Carso Quota 97 – Decorato
28 Zappa Luigi Francesco 16/01/1918 32 in prigionia – di stenti – a Milawite (Praga) – Decorato
29 Zucca Giovanni Battista 30/08/1917 34 A Bainsizza in Slovenia – per ferite in combattimento – Decorato
30 Zucca Giovanni Enrico 23/10/1915 24 in combattimento – Monte S.Maria (Tolmino – Slovenia) – Decorato

NB: DECORATO significa “decorato di Croce di Guerra”
► Un elenco simile, ma più dettagliato d’informazioni, come ricorderete, è stato pubblicato su
“La comunità racconta” anno 2018 – n° 4 – alle pagine 13-14-15.
► Lì vennero riportate anche le fotografie dei 10 (su 30) caduti che si è riusciti a recuperare,
con non poca fatica. Solo il caduto Vitti Camillo (n° 26) non risulta negli elenchi dei caduti dell’Albo d’Oro.
Di tutti gli altri invece risulta il numero, il volume (11° o 12°) e la pagina di riferimento.
► Invece sul Supplemento Straordinario al Bollettino Parrocchiale n° 286 del 24-08-2019 è stato pubblicato
l’elenco emerologico (per date di anniversario di morte, in ordine di giorno e mese dell’anno)
► Ad oggi sono state celebrate in Parrocchia le prime 15 Sante Messe (di 30) in suffragio della prima metà
di ciascuno dei nostri Caduti. Un dovere di riconoscenza; un ricordo di carità, a distanza di molto tempo,
senza dimenticare stenti, fatiche, paura, dolore e spesso in situazioni orribili.