Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 283

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore
Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia
Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982
Il Parroco: Don Gianluca Loda
Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it
e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 283

del 29 giugno 2019
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Carissimi fedeli di Castelletto,
abbiamo celebrato il Corpus Domini domenica scorsa 23 giugno. Da alcuni anni anche la fede dei soiani è in caduta libera, oserei dire in caduta a precipizio! Nei miei primi anni con voi si faceva la Processione alla sera, dopo la Messa delle 18.30; poi per favorire la presenza di tutti l’abbiamo spostata al mattino. Quindi sembrava tutto liscio! Invece, c’è il torneo, dove si mangia e si beve a tutte le ore e le famiglie non santificano neanche le feste… Deserto, quasi assoluto. Invece di andare avanti facciamo anche noi come i gamberi. Poi di notte mi domando: poveri noi! Se questi sono i frutti degli incontri dell’Iniziazione Cristiana delle famiglie… cosa puoi pretendere dai piccoli se gli educatori per primi (genitori e catechisti) si danno alla macchia? È vero che alcune famiglie sono in vacanza. Ma chi era presente in cortile dell’Oratorio il sabato sera alle 23.30 non era certo via la domenica. Nel pomeriggio come l’anno scorso s’è data la possibilità di fare Adorazione tra il canto dei Vespri e la Messa Vespertina. Alcuni di noi (numericamente pochi) si sono fermati volentieri davanti a Gesù: per adorare, ringraziare, domandare perdono e chiedere. Merita un plauso particolare la Corale, che non è mai mancata nelle solennità di domenica in domenica: Ascensione, Pentecoste, Trinità…
Nell’ultima settimana abbiamo fatto infine un “full immersion” di solennità: il Corpus Domini (domenica 23), la Natività di San Giovanni Battista (il 24), il Sacro Cuore (venerdì 28) ed i Santi Pietro e Paolo (sabato 29).
Siamo chiamati ad essere generosi col Santo Padre, nella Giornata mondiale per la Carità, chiamata l’Obolo di San Pietro…
Anche la raccolta del Pane di Sant’Antonio è andata in sensibile calo…
Come mai?
Gesù aveva detto: “i poveri li avrete sempre con voi”. Anche se non se ne parla tutti i giorni resta un dovere per ogni cristiano quello di soccorrere alle necessità dei poveri… Ricordate? I cinque precetti generali della Chiesa. Non mi si venga a dire che siamo poveri anche noi… perché io vedo tanto spreco, ma tanto, tanto… forse perché alcune volte nella vita ho potuto vedere anche dei veri poveri nel mondo… e sono molti di più di quelli che si possa immaginare.
Preghiamo per il Papa: è il Vicario di Cristo, rappresenta Gesù in questo mondo e la sua parola ripete quella del Maestro. Non si può ragionare a piacimento: questo Papa mi piace, quello no. Questa cosa è giusta, l’altra sbaglia… come può un cristiano selezionare, tra le parole del Papa, quelle che gli piacciono e quelle che non gli piacciono… Anche questo non è certo un segno di grande fede; anzi, è segno di tutt’altro.
Termina giugno e si cambia pagina del calendario; ecco luglio e agosto: siano mesi di recupero di forze fisiche e spirituali… non sarebbe male, se questo potesse fare tutta la comunità.
Nelle località di villeggiatura partecipate alla Messa, informatevi delle iniziative di quelle parrocchie. Provate a vedere, confrontate con la vostra comunità; io trovo sempre spunti importanti di riflessione ed esempi buoni da apprezzare (talvolta che si possono anche copiare).
Non si dimentichi la preghiera giornaliera, mattino e sera, la visita al Santissimo Sacramento. Per chi può appena ci potrebbe essere la partecipazione alla Messa Feriale (non è proibita – se penso a quanti ragazzi anche in giugno erano a casa a far niente…), il Rosario…
Altrimenti il rischio è quello di fare i cristiani a tempo e a scomparti…
Ma questa non mi pare la linea insegnata da Gesù, nostro Signore.
Il Grest può essere un’occasione importante, per crescere insieme e per collaborare grandi e piccoli, magari aiutandosi a crescere anche nell’anima, visto che siano esseri spirituali.
Non posso dimenticare tutti coloro che, nonostante il caldo, hanno fatto molte ore di volontariato: al Torneo, in Oratorio, in Chiesa…
Il Signore vede e ricompensa.
Cordialmente
Il Don

 

Invito al GREST dei ragazzi in Oratorio…

Lunedì 1° luglio ha inizio il grest, attività estiva per bambini e ragazzi, che vogliamo coinvolgere al meglio per far passare loro tre settimane insieme all’insegna del divertimento, della condivisione e della crescita.
Seguendo le orme della storia di Pinocchio, gli animatori si impegneranno a stare vicini ai vostri figli come amici buoni e non come degli imbroglioni, come lo sono stati invece il gatto e la volpe.
Si metteranno all’opera per dare suggerimenti e buoni consigli come ha sempre fatto il grillo parlante, fungendo da coscienza del povero burattino.
Inoltre saranno anche disposti a comportarsi in modo corretto ed educativo, come farebbe una mamma, prendendo spunto dalla Fata Turchina, che perdona Pinocchio nonostante le sue marachelle.
La nostra estate non sarà un semplice teatrino gestito dal cattivo Mangiafuoco che muove le marionette a suo piacimento, ma una bellissima realtà costruita su fondamenta solide di collaborazione e amicizia. Non porteranno mai, al contrario di quello che faceva Lucignolo, sulla cattiva strada i bambini, per far sì che possano anche loro crescere e diventare in futuro, a loro volta, dei buoni animatori.
Chiediamo ai genitori di fidarsi di noi affidandoci i propri figli, senza paure e timori, perché la nostra sarà sicuramente un’estate da favola!!!
Alcuni animatori

Breve intervista al seminarista

Siyabonga Banele Ndlovu

a cura di Beatrice Barbera

 Raccontaci qualcosa di te, della tua infanzia…

Mi chiamo Siyabonga Banele Ndlovu, sono nato il 20 febbraio 1994 nella città di Ladysmith in Sudafrica. Sono il quinto figlio, ultimo dei cinque (ho solo una sorella). Sono cresciuto nella mia città fin da bambino. Quando avevo due anni i miei genitori si sono separati e poi quando avevo cinque anni la mamma è morta. Sono quindi andato ad abitare a Durban, dove sono rimasto con una zia, ma dopo un po’ di tempo il marito della zia ci ha cacciati e siamo rimasti due anni per strada. Alla fine del 2001 sono tornato a Ladysmith da un’altra zia. Ho iniziato a fare catechismo e a fare il chierichetto: da quel momemto è iniziata la mia vita di fede.

 Da quanto tempo sei in Italia?

Sono arrivato a Roma il 1° agosto 2014. Sono rientrato in Sudafrica nel 2017, per poi tornare a Roma l’anno successivo. Prima di venire a Castelletto a prestare servizio, sono sempre andato nella parrocchia di Rivignano (Udine). Rimarrò a Roma ancora un anno e poi tornerò a casa.

Perché hai deciso di diventare sacerdote?

Quando facevo il chierichetto mi sentivo a casa, stavo bene. Nel 2004 un mio cugino è stato ordinato sacerdote e da quel momento ho capito che il Signore da me voleva quello, ma inizialmente non l’ho detto a nessuno. Sono andato alla scuola superiore dei benedettini, abitavamo lì, dove sentivo che l’amore per il sacerdozio cresceva. Per due anni ho fatto il capo dei chierichetti. Un giorno studiando è arrivato il capo dei ragazzi, ha preso il mio cellulare, su cui c’erano preghiere fatte da me; lui ha trovato queste cose nel telefono e mi ha chiesto se volessi diventare sacerdote. Ho dato una risposta affermativa, ma ho detto di non dirlo ancora a nessuno. Ho fatto delle applicazioni per chiedere in seminario nella mia diocesi di prendermi, ma non hanno accetato. Ho quindi fatto richiesta per andare in università e studiare per diventare medico, ma poi sempre lo stesso ragazzo, che nel 2012 è venuto a Roma, ha parlato con il suo Vescovo (non quello della mia diocesi), che mi ha quindi chiamato e ha scritto per me l’applicazione, mi ha tenuto con sé per un anno e poi mi ha mandato a Roma.

Come pensi sarà il tuo futuro?

Finisco teologia l’anno prossimo e poi tornerò in Sudafrica.  Dopo circa un anno verrò di nuovo in Italia per fare la licenza e poi rientrerò nella mia diocesi, dove farò del mio meglio seguendo le indicazioni del Vescovo.