Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 282

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda –

Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE

282 del 9 giugno 2019

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Carissimi fedeli di Castelletto,

abbiamo vissuto con fede e con grande intensità il TRIDUO della visita a Castelletto della MADONNA DELLA NEVE di ADRO, PELLEGRINA nel giubileo del 500° anniversario dell’apparizione, avvenuta l’8 luglio 1519 ad Adro, in Franciacorta. Padre Stefano ci ha accompagnato celebrando la Messa di venerdì e sabato sera, presiedendo la Solennità della chiusura dell’anno catechistico con la MESSA NEL CORTILE DELL’ORATORIO. Siete stati davvero in tanti a preparare, perché tutto riuscisse bene: dal pittore, ai muratori, dai sacristi ai collaboratori. In tempi dove di solito tutti stanno a guardare e quando va bene sono spettatori, trovare dei protagonisti attivi non è per niente facile. Tanti bambini hanno ricevuto la benedizione della Madonna della Neve al termine della Messa del mattino, conclusa dopo la processione dove abbiamo riportato la Madonna ed il pastorello in chiesa. Anch’io, in questi giorni, ho avvertito come spontaneo benedire diversi bambini e ragazzi: “Il Signore Gesù ti benedice e la Madonna della Neve ti protegge. Amen”. È stato solenne il canto dei VESPRI dell’Ascensione, alla presenza del simulacro della Vergine e del Pastorello sordomuto guarito. Ma non ha avuto sicuramente paragoni la Messa solenne serale, quasi una celebrazione di CONGEDO dalla Madonna, con canti, inni, la Missa “cum Jubilo” ed il Credo. Infine la ultime acclamazioni, sgorgate dal profondo del cuore… fino agli appellativi: “Beato Giambattista, prega per noi; Regina della Franciacorta, prega per noi; nostra castellana, intercedi per noi”. Abbiamo festeggiato PAPA GIOVANNI lunedì sera, MARIA MADRE DELLA CHIESA martedì a Squadretto, giovedì sera ho potuto concelebrare a PORZANO, presso il Santuario della Madonna della Stalla e venerdì sera a LENO, fermandomi per un po’ di tempo all’ADORAZIONE EUCARISTICA notturna, ricordando i vostri volti e affidandoli al Signore… quante persone, anche solo incontrate la sera in Oratorio al TORNEO… grazie al gruppo USO, perché l’iniziativa che promuovono in giugno, preparata in modo ottimo da tutti i punti di vista, favorisce un incontro di persone davvero eccezionale. Giovani e famiglie… Avete visto i bambini e i ragazzi? E i più piccoli? Giocano, giocano… non sono mai stanchi di giocare insieme, anche con poco! Basta una palla, un nascondino, oppure il piccolo parco dei giochi… Chi ha voluto il torneo e permette questi incontri di persone e serate liete, merita tutta la mia stima! State facendo molta fatica, è vero, ma i risultati più belli sono vicino a voi. Vi dico un grazie grande grande anche da parte dei ragazzi, che adesso, oltre ad aver terminato la scuola, possono trascorrere in modo lieto e gioioso alcune serate alternative di gioco e condivisione tra loro, tornando a casa, loro e voi, stanchi sì, ma contenti. Ecco le due pagine seguenti. Vi lascio con due riflessioni; la prima del PAPA, fatta ai ragazzi che giocano a calcio; la seconda del nostro VESCOVO, fatta al raduno degli animatori che aiuteranno nei grest dell’estate nelle parrocchie.

Mi piacerebbe dirvi una parola sui SETTE VESCOVI MARTIRI della Chiesa Romena, beatificati domenica scorsa a Bucarest, vorrei dire una parola di ammirazione e di affetto ai SETTE SACERDOTI NOVELLI diocesani, come sono sette i DONI dello SPIRITO SANTO che chiediamo a Pentecoste il “sacrum septenarium”, orientati dal Vangelo domenicale di Giovanni (capitolo 14) nel quale vediamo mirabilmente riassunta l’esperienza della Madonna pellegrina col pastorello. Gesù chiede di essere amato. Per far questo si devono osservare i comandamenti. Questi sono spiegati bene dalla Parola di Gesù, e che lo Spirito Santo ci aiuta a ricordare in ogni cosa. La Madonna ha fatto più o meno lo stesso nella cittadina di Adro: 500 anni fa ha ricordato agli abitanti di Adro di osservare i comandamenti (non bestemmiare, santificare le feste… e mutino vita in bene vivere. Come lo Spirito Santo è il Paráclito (= l’avvocato che difende), anche Maria si presenta a Giambattista come l’avvocata dei peccatori. Con un sorriso di paradiso si congeda da lui e lascia anche in ciascuno di noi un piacevole ricordo.

Il Don

 

ESTRATTO DAL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO PROMOSSO DAL QUOTIDIANO “LA GAZZETTA DELLO SPORT”

E DALLA FIGC (FEDERAZIONE ITALIANA GIOCO CALCIO)

Vaticano, Aula Paolo VI – Venerdì, 24 maggio 2019


 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

… Vedervi… mi fa tornare alla mente ciò che amava ripetere ai suoi educatori San Giovanni Bosco, l’inventore degli oratori: “Volete i ragazzi? Buttate in aria un pallone e prima che tocchi terra vedrete quanti si saranno avvicinati!”. Possiamo ben dirlo che dietro a una palla che rotola c’è quasi sempre un ragazzo con i suoi sogni e le sue aspirazioni, il suo corpo e la sua anima. In un’attività sportiva non sono coinvolti solo i muscoli ma l’intera personalità di un ragazzo, in tutte le sue dimensioni, anche quelle più profonde. Infatti, di qualcuno che si sta impegnando molto, si dice: “sta dando l’anima”. Tutto coinvolto in quel lavoro, in quello sport.

Lo sport è una grande occasione per imparare a dare il meglio di sé, con sacrificio e impegno, ma soprattutto non da soli… Il bello di giocare con un pallone è di poterlo fare insieme ad altri, passandoselo in mezzo a un campo, imparando a costruire azioni di gioco, affiatandosi come squadra… Il pallone diventa un mezzo per invitare le persone reali a condividere l’amicizia, a ritrovarsi in uno spazio, a guardarsi in faccia, a sfidarsi per mettere alla prova le proprie abilità. Cari amici: il calcio è un gioco di squadra, non ci si può divertire da soli! E se è vissuto così, può davvero far bene anche alla testa e al cuore in una società che esaspera il soggettivismo, cioè la centralità del proprio io, quasi come un principio assoluto. Il calcio è un gioco di squadra, e questo fa bene a tutti noi… Spesso si sente dire: “il calcio non è più un gioco!”. Purtroppo infatti assistiamo, anche nel calcio giovanile, in campo o a bordocampo, a fenomeni che macchiano la sua bellezza. Ad esempio, si vedono certi genitori che si trasformano in tifosi ultras, o in manager, in allenatori…

Mi piace sottolineare che la vostra Federazione si chiama Federazione Italiana… Calcio? No: Gioco Calcio: c’è proprio la parola “gioco”. Ma a volte questa parola viene dimenticata, e magari sostituita – di nascosto – con altre meno coerenti, se non del tutto contrarie alle finalità. Invece è un gioco e tale deve rimanere! Il calcio è un gioco: lo diciamo insieme? Il calcio è un gioco [lo ripetono tutti] Ecco. Non dimenticate questo: il calcio è un gioco…

Giocare rende felici perché si può esprimere la propria libertà, si gareggia in modo divertente, si vive un tempo nella gratuità semplicemente… perché? Perché?… Perché piace, giocare a calcio piace, si rincorre un sogno senza, però, diventare per forza un campione. Anche la Carta dei Diritti dei Ragazzi allo sport ribadisce il diritto di ogni ragazzo di «non essere un campione» (art. 10). È un diritto giocare, e ho il diritto di non diventare un campione, ma ho la felicità di giocare.

Cari genitori, vi esorto a trasmettere ai vostri figli questa mentalità: il gioco, la gratuità, la socialità… A incoraggiarli nei momenti difficili, specialmente dopo una sconfitta… E ad aiutarli a capire che la panchina non è un’umiliazione, ma un’occasione per crescere e un’opportunità per qualcun altro. Che abbiano sempre il gusto di dare il massimo, perché al di là della partita c’è la vita che li aspetta.

In questo compito educativo, genitori, vi invito a cercare alleanza con la società sportiva dei vostri figli, soprattutto con gli allenatori. Allenare è una sorta di accompagnamento, come un guidare verso un di più e un meglio… In quest’avventura, voi allenatori avete un ruolo importante, perché vi trovate ad essere dei punti di riferimento autorevoli per i ragazzi che allenate: con voi passano tanto tempo, in un’attività che a loro piace e li gratifica, e siete figure “altre” rispetto ai genitori. Tutto ciò che dite e fate, il modo in cui lo dite e lo fate, diventa insegnamento per i vostri atleti, cioè lascerà un segno indelebile nella loro vita, in bene o in male…

Vi chiedo di non trasformare i sogni dei vostri ragazzi in facili illusioni destinate a scontrarsi presto con i limiti della realtà… Vi auguro di sentire sempre la gratitudine per la vostra storia fatta di sacrifici, di vittorie e sconfitte. E di sentire anche la responsabilità educativa, da attuare attraverso una coerenza di vita e la solidarietà con i più deboli, per incoraggiare i più giovani a diventare grandi dentro, e magari anche campioni nella vita. Grandi nella vita: questa è la vittoria di noi tutti, è la vittoria di voi che giocate a calcio. E ai dirigenti: per favore, custodite sempre la “amatorialità”, che è uno spirito… Che non finisca la bellezza del calcio in un do ut des degli affari finanziari.

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IL GREST SARA’ UNA BELLA STORIA

RAGAZZI, METTETECI L’ANIMA!

Il Vescovo, Mons. Pierantonio Tremolada, ha incontrato oltre mille futuri animatori dei Grest bresciani – nella serata di presentazione del progetto diocesano

Venerdì 24 maggio 2019 – Brescia – Grestival – Presso il Gran Teatro Morato

Ecco l’invito di don Giovanni Milesi, direttore del COB (= Centro Oratori Bresciani):

► “Noi il Grest non lo sappiamo fare da soli, con voi è tutta un’altra cosa: dovete entrare con tutti voi stessi, portando tutta la vostra gioia.

Ma dovete anche essere seri, perché ci chiedono di essere responsabili: ci aspetta una bella promessa, quest’estate saprete scoprire un modo per rendere questa esperienza di vita una bella storia”.

Mons. Vescovo ha accolto gli animatori:

► “Voi sarete gli animatori del Grest e, come dice la parola, vorrei che ci metteste l’anima, la generosità, la passione, l’intelligenza”.

Quindi ha portato davanti ai ragazzi una riflessione sulla parabola dei talenti:

► “Se volete che ci siano dei frutti veri nella vostra vita, gli zecchini potranno aiutare, ma i frutti veri hanno bisogno di un processo e di qualcosa che ti accade dentro e che non si riuscirà mai a spiegare a parole. Ciò che accade a una pianta ci aiuta a capire cosa accade a noi: vi auguro di fare l’esperienza di avere dei frutti e di vederli crescere, fare gli animatori del Grest sarà un’esperienza sicuramente preziosa”.

Ha riflettuto anche sul ruolo degli animatori durante le settimane del Grest:

► “Vi ringrazio per aver messo a disposizione le vostre energie e il vostro tempo, ma non dimenticatevi di mettervi in sintonia con l’oratorio, un luogo che può donarvi qualcosa di prezioso e che dev’essere rispettato”.

Infine un invito ai ragazzi:

►“Fatevi carico dei più deboli: non prendeteli in giro, non umiliate i più fragili, fate che trovino in voi persone che li difendono e li amano. State certi che, se lo farete, si ricorderanno di voi”.

Negli Oratori bresciani siamo convinti che il Grest:

► “passa uno stile, che sarà rintracciabile anche nel modo di essere dei nostri ragazzi. L’esperienza del Grest contrasta l’ozio (e il vizio) del nostri bambini, ragazzi e adolescenti: motiva, coinvolge, impegna e… li avvicina al Signore!”