Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 276

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n°276

del 23 marzo 2019

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 Carissimi Parrocchiani,

mi pare che procedano bene le sottoscrizioni per i CESTI DELLA SOLIDARIETÀ.

Abbiamo aiutato le suore della Siria, poi quelle in Ucraina e ora quelle del Venezuela.

Le prossime due sottoscrizioni ci portano dall’estremo oriente, nel sud-est asiatico (Filippine) e in Africa, nel cuore del continente nero (Sudan).

La VIA CRUCIS è ben partecipata e preparata a turno da chi è presente… molti invece non ci sono mai: pronti per feste e festine di ogni genere, per allenamenti e competizioni sportive per ogni gusto e specialità possibile e inimmaginabile, bambini sempre più orientati, occupati, incasellati e stressati da adulti esagerati, che forse sono i primi assenti nella fede e nell’educazione religiosa dei piccoli!

Un solo esempio? Si contano sulle dita di una mano i genitori che partecipano entrambi in modo abituale agli incontri formativi previsti per loro in Oratorio. “Dai frutti riconoscerete l’albero”, aveva insegnato il Maestro. Pensate che dopo duemila anni il buonsenso abbia cambiato direzione?

La MESSA FERIALE va benissimo, perché siamo talmente in pochi che stiamo tutti comodi nella Cappellina Feriale Invernale presso il piano terra della Canonica.

Quanta gente in giro a far niente tutto il giorno… anche a Castelletto, come in tutti i paesi… Tra poco poi, col reddito di cittadinanza e con quota cento aumenterà ulteriormente il numero dei fannulloni della parrocchia.

E il RESTAURO DELLA CHIESA?

Giudicando dalle elemosine raccolte domenica scorsa ci vorrebbero raccolte simili ogni domenica da promuovere per circa cento anni; poi, forse, avremmo raggranellato tutto quello che serve alla prossima operazione! Sono stato contento per l’incontro in Soprintendenza (a Brescia) con l’Architetto che si occupa delle pratiche della nostra Chiesa, la Signora Mara Micaela Colletta (quella del colpo di tosse di ottobre scorso – durato due mesi) in compagnia del nostro architetto direttore dei lavori e dell’architetto dell’Ufficio dei Beni Culturali della Curia Diocesana. Se abbiamo già ottenuto il 3 dicembre 2018 l’autorizzazione a tutto il restauro della Chiesa inerente i danni provocati dalla tromba d’aria del 6 giugno 2017, l’incontro in Soprintendenza è stato chiesto e voluto direttamente da me per poter INTEGRARE la richiesta e l’autorizzazione a tutti i possibili lavori complementari e di completamento dell’edificio sacro, con l’intento, spero, forse anche prima di altri cento anni, come detto, di poter arrivare alla consacrazione della chiesa. In termini liturgici si dice “Dedicazione della Chiesa”: è una celebrazione fatta dal Vescovo utilizzando il Sacro Crisma, che si compie quando un edificio di culto viene terminato. La nostra Chiesa venne benedetta nel 1882 quando si iniziò ad usarla, poi, negli anni, venne gradualmente adornata e abbellita, con sostanziali miglioramenti ed opere d’arte significative. Cinquanta-sessant’anni fa i parroci che si susseguirono, seguendo lo stile di moda, conseguente un’errata interpretazione del Concilio Vaticano II, rinnovarono e demolirono, fecero e distrussero (assai peggio del Barbari e dei Barberini a Roma!).

Ed oggi? La mancanza più evidente è quella della FACCIATA PRINCIPALE incompiuta: ecco perché finora nessuno si sognò mai d’immaginare né di proporre la Dedicazione di questa chiesa! Ne abbiamo già parlato (vedi notiziario n° 272 del 27 gennaio 2019). C’era un Vescovo, Mons. Vigilio Mario Olmi, che avrebbe desiderato consacrare la nostra Chiesa. Non ha fatto in tempo, perché la morte è arrivata prima, portandolo in cielo. Ora dovrà aspettare che arrivi il giorno giusto, che altri porterà a termine. Spero che non debba arrivare vicino a lui anche il vostro parroco, nell’attesa che le parole si trasformino in fatti!         Don Gianluca

 

TERRORE SUL BUS DEI BAMBINI

VOLEVA FARE UNA STRAGE NEL MILANESE

Mercoledì 20 marzo 2019

 (Fatti descritti da: GiornalediMonza.it) – Doveva essere una normale mattinata per i 51 studenti della scuola media “Vailati” di Crema. Invece, loro malgrado, si sono trovati a vivere l’incubo peggiore. Sequestrati su un autobus, minacciati di morte e finalmente liberati dal blitz dei carabinieri lungo la Paullese. Nei confronti dell’autore del gesto, il 47enne senegalese Ousseynou Sy, la Procura contesta anche l’aggravante di terrorismo.

Il sequestro

Tutto è iniziato intorno a mezzogiorno quando i ragazzi, studenti di due classi seconde della media “Vailati” di Crema, insieme a due docenti, si trovavano a bordo di un autobus di linea di Autoguidovie che li avrebbe dovuti riportare a Crema dopo aver svolto un’attività sportiva. Ma all’improvviso il conducente del mezzo, il 47enne da 15 anni alle dipendenze dell’azienda cremasca, ha cambiato strada imboccando la Paullese.

Le minacce

A quel punto avrebbe iniziato a minacciare tutti i presenti. “Da qui non esce vivo nessuno. Andiamo a Linate”. Nella sue mente, forse, aveva già pianificato tutto. Per questo e per l’impatto avuto sulla popolazione, la Procura ha deciso di contestare anche l’aggravante di terrorismo. L’obiettivo del 47enne era – forse – l’aeroporto di Linate dove avrebbe potuto compiere una strage.

Con due taniche di benzina, che aveva nascosto sul pullman, ha minacciato i presenti di morte. Ha versato la benzina e intimato a tutti di consegnare i cellulari. Alcuni bambini sono stati anche legati con fascette da elettricista. Uno dei ragazzini, però, con grande coraggio, è riuscito a tenersi il cellulare e ha chiamato i genitori in un disperato tentativo di chiedere aiuto.

L’inseguimento

I genitori allertati dal figlio hanno subito chiesto l’intervento del 112. I carabinieri, si sono gettati all’inseguimento del mezzo da Paullo e hanno approntato il posto di blocco sul ponte di Peschiera Borromeo nel timore che l’autobus riuscisse a raggiungere la Tangenziale. Il 47enne ha prima speronato l’auto dei militari ma poi ha perso il controllo del mezzo finendo contro il guardrail. A quel punto ha sparso la restante benzina e ha dato fuoco.

Il salvataggio

I carabinieri, però, sono riusciti prontamente a rompere alcuni finestrini e forzare le porte sul retro aprendo la via di fuga a tutti i presenti. Da brividi le immagini del video che ritrae proprio quegli istanti di fuga e le urla dei ragazzini spaventati.Il 47enne è riuscito, però, ad afferrare due ragazzini tenendoli sotto minaccia di un’arma, ma è stato bloccato e disarmato dai militari dell’Arma.

I feriti

Per fortuna nessuno dei ragazzini, né delle altre persone presenti, è rimasta ferita in modo grave. Sul posto sono giunte 11 ambulanze, 4 auto mediche, un’eliambulanza, ed è stata allertata per sicurezza la torre di controllo di Linate. I feriti sono stati trasportati in diversi ospedali. 

I ragazzi, insieme alle famiglie, giunte subito sul posto, hanno trovato riparo in un campo allestito dalla Croce rossa nel cortile di una scuole di San Donato Milanese. Qui hanno ricevuto le prime cure e il supporto psicologico sicuramente necessario.

L’arresto

Intanto il 47enne è stato fermato e arrestato. Il procuratore di Milano Francesco Greco aveva auspicato l’interrogatorio immediato, ma l’uomo è stato prima soccorso in seguito all’ustione riportata a un braccio. Alle Forze dell’ordine il plauso per l’intervento tempestivo e risolutivo mentre le indagini sono affidate ad Alberto Nobili dell’anti terrorismo milanese.

Le motivazioni

Al momento non è possibile dire con certezza se si sia trattato del gesto di un pazzo o di un vero attentato terroristico. È certo che il 47enne, al volante dell’autobus, abbia parlato delle morti nel Mediterraneo e di un’azione “per mettervi fine”.

Ma chi è Ousseynou Sy?

Il senegalese, in Italia dal 2004 e con cittadinanza italiana, era un dipendente di Autoguidovie da 15 anni. Sconcerto in azienda per il gesto che non si sarebbero mai aspettati. Il 47enne era passato alle dipendenze da un’altra azienda, ma ciò che lascia perplessi è il fatto che avesse già diversi e gravi precedenti penali tra cui guida in stato d’ebbrezza e violenza sessuale contro una ragazza diciassettenne.

Molte le reazioni del mondo politico…

 

OSSERVAZIONI e CONSEGUENZE (a mio parere)

 Cosa ci potremmo immaginare ora?

► Siccome siamo in Italia, dove fino a pochi giorni fa si voleva processare il Ministro dell’Interno per sequestro di persona, dove ONG e Centri Sociali continuano ad operare imperterriti nel Mediterraneo favorendo l’immigrazione clandestina ed il commercio degli scafisti su poveri esseri umani senza che nessuno sia capace di fermarli una volta per tutte (non esiste Europa, Italia, ONU… nessuno!) proprio nessuno che sia capace di porre fine a questo intollerabile schifo? E che orde di criminali abbiano un potere superiore a quello degli Stati legalmente costituiti e di qualsiasi organismo sovrannazionale? Scusatemi, ma non riesco proprio a capire come tutto questo andirivieni continui ad essere possibile!

► Non dimentichiamo che tra i “poveri esseri umani” più di una volta s’è detto di fare attenzione anche al passaggio di autentici criminali e terroristi, che usano qualsiasi mezzo per raggiungere i loro scopi nefasti.

► Siamo in Italia, dove pochi giorni fa è stato condannato un cittadino italiano che si era difeso dopo decine di furti alle sue proprietà a risarcire per danneggiamento anche i parenti dei criminali dichiaratisi “parte offesa” in un eccesso di legittima difesa!

► I soliti buonisti hanno detto prontamente che se ci sono personaggi come Ousseynou Sy è colpa nostra (scusate, ma, avete capito bene? È colpa nostra!). Chi sostiene questo non può che essere un aspirante suicida! Il problema grosso è che gente che pensa così è la zavorra d’Italia, che ci tiriamo dietro ormai da troppi anni e che ha fatto di tutto per trascinare il nostro popolo verso il più becero ed ottuso suicidio: quello di religiosità, di valori, di economia e metteteci tutto il resto che non va, dalla corruzione fino alle leggi che favoriscono i delinquenti e penalizzano i cittadini corretti ed onesti!

► S’è parlato di nuovo di cittadinanza per gli stranieri… a proposito e a sproposito (come il famigerato “ius soli”,riproposto da autorevoli esponenti del PD – ricordate, lo ius soli, prima che cadesse l’ultimo governo PD, dopo le conquiste della cara Cirinnà, “chela dei cà”)!

Si è detto: la cittadinanza dev’essere data agli eroi come premio o è un diritto per tutti?

A me sembra che si possa dare la cittadinanza anche come premio a chi è meritevole, in singoli casi, in seguito a gesti eroici e positivi e che si DEBBA (non che si possa) togliere a chi si macchia di reati gravi, come nel presente caso. Tuttavia, se all’eroe non interessa la nostra cittadinanza e non la chiede, non mi pare che dovremmo farcene un problema per mettergliela addosso a qualsiasi costo!

Quanto agli altri stranieri? Forse sarebbe utile aprire meglio gli occhi! Il terrorista del pullman aveva già collezionato in Italia due condanne penali e non di poco conto! Quanti altri ne dobbiamo sopportare in mezzo a noi, persone che sembrano “normali” finché non ci scappa il morto?

Si dirà che è la prima volta che succede un fatto del genere. È vero. Ma di quante prime volte si sono fregiati diversi amici stranieri in altre azioni di eroismo al contrario?

► I carabinieri che si sono resi autori dell’eroico salvataggio dei 50 ragazzi, sì meriterebbero un premio dallo Stato; un premio significativo, in denaro (esentasse, si spera!), oltre ai complimenti delle autorità e delle strette di mano di rito in queste circostanze!

► Considerando che in questa storia di terrore, alla fine, non è successo niente (sì, un autobus bruciato, ma nient’altro, i bambini sono tutti sani e salvi) non mi stupirei che arrivi il giudice aquila di turno che tra poco rimetterà in libertà il personaggio, sostenendone l’infermità mentale, che magari chiederà e otterrà il reddito di cittadinanza, che forse verrà mantenuto da qualche Caritas o da qualche Parrocchia (sai, poverino!) o che arrivi qualche sindaco ancor più intelligente ad intitolargli una via per essersi distinto in quanto spinto da nobili motivazioni

Vi stupireste? Io – purtroppo – non mi stupirei affatto.

Dgl