Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 274

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n°274

del 23 febbraio 2019

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 Carissimi Parrocchiani,

la settima domenica del tempo ordinario di quest’anno “C” potrebbe essere definita dellaMISERICORDIA, se questo titolo non fosse già stato attribuito alla Domenica dell’Ottava di Pasqua.

Infatti la prima lettura mette al centro DAVIDE; il giovane figlio di Jesse è inseguito dal Re Saul e dalle su truppe, che gli danno la caccia per catturarlo e ucciderlo. Infatti i successi di Davide avevano scatenato un’incontenibile invidia in Saul, che s’era ingigantita fino a diventare vero e proprio odio verso il betlemmita. La Provvidenza permette che su tutto l’accampamento di Saul scenda un inspiegabile torpore: tutti dormono, anche le sentinelle di guardia! Davide potrebbe uccidere Saul, suo nemico; invece non si vendica, ma prende la lancia del re e la brocca dell’acqua che era dalla parte del capo del re. Portatosi poi a distanza di sicurezza grida che un soldato venga a prendere la lancia del re, per dare prova che se avesse voluto avrebbe potuto ucciderlo nel sonno, ma non l’ha fatto:

“Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà”

dice il giovane Davide.

Sono parole di una saggezza incomparabile, che trapassa i millenni; parole che si adattano benissimo anche a noi, oggi.

Ecco alcune considerazioni, in chiaro-scuro.

1 – Davide è FORTE, perché sa dominare il sentimento di rivalsa su chi vuol dargli la morte e fa prevalere la misericordia sull’istinto di vendetta. È sempre più facile vendicarsi che perdonare. Chi è davvero forte non si vendica, ma perdona. Il forte sa dominare l’istinto; chi invece si vendica è un debole, perché non sa comandare a se stesso!

2 – Davide lascia il GIUDIZIO a Dio. L’errore grave che fin dal peccato originale caratterizza ogni male è quello dell’uomo che si vuole sostituire a Dio. Davide sa che l’unico vero giudice è Dio: il Signore non sbaglia, Dio è giusto e non abbandona mai chi gli si affida con umiltà.  Sappiamo tutti la fine che farà il povero Saul, lui e tutte le sue più perfide gelosie, fino ad arrivare alla sconfitta e alla misera morte sul monte Gelboe… Anche oggi Dio sa fare giustizia già in questo mondo (non sempre, ma quasi sempre): tu non precipitare le cose, sembra dirci Davide. Se lasci fare a Dio, guarda che Lui vede e sa tutto, sa ricompensare chi opera il bene e sa punire, anche con rigore, chi opera il male. Vedete quali lezioni di sapienza noi possiamo ricavare dai testi meravigliosi della Sacra Scrittura, ancor prima che arrivasse Gesù Cristo sulla terra!

3 – Davide NON OSA mettere le mani sul consacrato del Signore. Sì, Saul era stato scelto da Dio e consacrato re dal profeta Samuele. Ora il Re Saul aveva sbagliato cercando di dare la morte a Davide; aveva sbagliato gravemente, ma rimaneva il consacrato, l’Unto del Signore, il suo primo rappresentante in mezzo al popolo d’Israele. Guai a chi osa toccare i consacrati di Dio! sembra dirci Davide, oggi. Gli uomini hanno sempre sbagliato e sempre sbaglieranno! L’unica anima impeccabile di un essere umano è stata l’anima di Maria Santissima!

Anche i consacrati di Dio sbagliano, peccano, fanno errori e pasticci, anche gravi. Basterebbe ricordare gli ultimi fatti documentati della vita della Chiesa cattolica e le parole addolorate del Papa pronunciate nei giorni scorsi davanti ai Vescovi a Roma nell’Aula del Sinodo a motivo di reati e crimini commessi da uomini di Dio… Se Dio avesse voluto rappresentanti impeccabili e perfetti non li avrebbe scelti tra gli uomini, ma tra gli angeli! Questo non giustifica i peccati commessi dai consacrati di Dio, aiuta però a ridimensionare la bramosia di vendetta che talvolta si respira oggi nell’opinione pubblica, assetata di sangue, anche di quello di anime innocenti, sporcate dagli untori del ventunesimo secolo, che sono sempre dietro l’angolo per motivi subdoli o squallidi (questo è il mio parere, al momento, sulla storia che ha coinvolto Mons. Luigi Ventura, Nunzio Apostolico in Francia, si cui io ho sempre avuto e continuo ad avere una grandissima stima).

Nel SALMO RESPONSORIALE

(tratto dal n° 102) viene detto:

“come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono”.

Sentendo la storia di Davide, tutti si mettono spontaneamente dalla parte del giusto perseguitato; nessuno si mette spontaneamente dalla parte del predatore Saul! Invece quante volte siamo proprio noi i peccatori, i predatori, quelli che compiono il male, quelli che fanno ciò che non è giusto agli occhi di Dio (e non mi riferisco a Mccarrick e a chi l’ha sempre sostenuto, ma voglio riferirmi al cristiano comune, normale, senza infamia e senza gloria). Le parole del salmo diventano significative, importanti, essenziali per chi sa guardare davvero dentro se stesso e sa conoscere nel profondo la sua realtà più scarna ed essenziale. Ma esiste, non solo a Castelletto, ma anche dalle altre parti, ma esiste ancora qualcuno che conosce davvero se stesso e la grandezza delle proprie miserie???

“Conosci te stesso” era un principio dell’antica filosofia greca, pagana, non ancora illuminata dalla luce di Cristo! Era un motto che si vedeva inciso sul tempio di Apollo a Delfi. Perché solo in questa consapevolezza, sempre meno frequente, si può capire la grandezza, la bontà e la misericordia infinita di Dio: che non giustifica il peccato, ma che perdona il peccatore!

L’invito che ci viene dalla seconda lettura, tratta dalla Prima Lettera ai Corinzi (capitolo 15) è quello di ricordare che GESÙ CRISTOè il nuovo Adamo, è l’uomo celeste (non Formigoni), di cui anche tutti noi, uomini fatti di terra, diventeremo portatori della sua immagine. Se Adamo aveva trascinato gli uomini nel peccato Gesù Cristo riscatta gli uomini dal fango del peccato e li innalza alla gloria del cielo (quel cielo che era il paradiso perduto).

Solo diventando uomini spirituali (come Cristo, il secondo uomo che viene dal cielo) si possono capire gli insegnamenti del Divin Maestro contenuti nella pagina del VANGELO odierno:

“Amate i vostri nemici” (Luca 6,27 e 35),

e fate del bene,  pregate, prestate, siate misericordiosi, non giudicate, perdonate, date…

► “Date e vi sarà dato” (Luca 6, 38)

potrebbe essere anche un invito concreto alla generosità per la vostra chiesa parrocchiale, che, sapete, dovrà essere riparata sostenendo grandi spese. Come si riparano le case, come si aggiornano i macchinari nelle fabbriche, come si cambiano le automobili (che superino almeno la categoria diesel euro 4, altrimenti ti potrebbe essere proibito l’utilizzo in alcune città in alcuni giorni in cui le polveri sottili passano i limiti massimi consentiti dalla legge!) così anche la chiesa dev’essere ripulita, riparata, specialmente il tetto, soprattutto dopo la tromba d’aria del 6 giugno 2017. Adesso abbiamo in mano tre preventivi: i costi, comprensivi dell’IVA, sono attorno ai 400 MILA EURO (= solo per il rifacimento del tetto della Chiesa, sacrestia, canonica e adiacenze) come prescritto dalla Soprintendenza. Per quanto l’assicurazione ci verrà incontro… speriamo di non essere costretti a rimandare tutto alle calende greche (= cioè mai)! Confido sulla generosità dei parrocchiani di Castelletto.

Speriamo che non mi rispondano tutti: “io ho già dato abbastanza” (30 anni fa).

 

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Ecco, siamo arrivati agli ultimi scampoli del tempo ordinario, prima che inizi la quaresima. Stiamo celebrando le domeniche che il precedente calendario liturgico chiamava di Septuagesima, Sexagesima e Quinquagesima: le tre domeniche che, in ordine, precedevano il mercoledì delle Ceneri.

In tempi lontani un’anima devota e attenta alle esigenze dei fedeli aveva fatto al Papa del momento questa domanda: “Perché la Chiesa, che è sempre così attenta ad andare incontro alle esigenze dei suoi figli, anziché proporre una quaresima ogni anno di quaranta giorni non ha pensato di suddividere durante l’anno quattro quaresime di dieci giorni ciascuna?”

Quel Papa, sicuramente uomo di Dio ma coi piedi poggiati bene per terra, rispose:

“Perché altrimenti gli uomini si sarebbero impegnati a festeggiare quattro carnevali all’anno anziché uno, senza far poi seguire nessuna Quaresima!”

Da allora sono passati secoli, ma virtù e vizi popolari si ripetono in modo simile, come scene di un film che s’è già visto.

 

Anch’io non starò qui a far propaganda al Carnevale, del quale, per altro, non paiono ancora in cantiere iniziative particolari… ma cercherò di calamitare la vostra attenzione sullaQUARESIMA: tempo di preparazione alla Pasqua (= 40 giorni), tempo di PENITENZA (= digiuno), di PREGHIERA e di ELEMOSINA (= tutte le opere di misericordia possibili, corporali e spirituali).

Se la Quaresima venisse presa sul serio da tutti, Castelletto potrebbe diventare un angolo di paradiso!

Impossibile!? Io ritengo che non è impossibile. Allora? Da chi dipende?

Da noi e da nessun altro.

                                                                                                              Il Don