Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 267

 

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n°267

 del 10 novembre 2018

 

I SANTI

Son gli amici più vicini al Signore e a Maria Santissima, che è la loro Regina.

Li abbiamo festeggiati tutti insieme la sera del 31 ottobre ed il 1° novembre scorso.

Ci insegnano la strada del cielo, che si raggiunge vivendo le otto BEATITUDINI e praticando le OPERE DI MISERICORDIA.

Abbiamo guardato anche ad alcune figure di “santi della porta accanto” come piace definirli Papa Francesco, i santi più vicini a noi, oppure quelli “del paese accanto”; tre ragazzi in particolare: Maggiorino, Carolina e Angiolino.

 

Anche nel mese di novembre ricorrono alcuni anniversari particolari di santi e beati. Appena è possibile li ricordiamo anche durante la Messa di quel giorno. Ci sono alcune figure un po’ lontane, a noi pressoché sconosciute, ma altre molto vicine ed attuali.

Eccoli, in un riepilogo essenziale (in internet si trovano facilmente anche profili più dettagliati).

Hai letto l’esortazione apostolica del Papa:

“GAUDETE ET EXSULTATE” dedicata proprio alla santità, oggi? Non ancora??? E cosa aspetti?

Il tuo don


  

ECCO TRE RAGAZZI “SANTI” – MOLTO VICINI A NOI

 

MAGGIORINO VIGOLUNGO – VENERABILE

vicolungoAspirante paolino – di 14 anni

Nato a Benevello, Cuneo, 6 maggio 1904 – Ivi morto il 27 luglio 1918 (Centenario)

 

Maggiorino Vigolungo (al Battesimo, Maggiore Secondo) nacque a Benevello, in provincia di Cuneo e diocesi di Alba, il 6 maggio 1904. «O santo o brigante»: è l’alternativa, nel contempo affascinante e drammatica, che si prospetta per ogni bambino che si affaccia alla vita e particolarmente per Maggiorino Vigolungo, intelligente, volitivo, vivace e con tendenza a primeggiare. Se ne accorge la maestra fin dalla prima elementare, avvertendo i genitori che tutto dipenderà dall’educazione che sapranno dargli. Punto sul vivo, il bambino è categorico nel rispondere subito «Brigante no!»; non ha quindi altra alternativa che la santità, e su questa strada si avvia deciso. Vivace d’intelligenza e di carattere, dopo la Prima Comunione, avvenuta nel 1910, divenne chierichetto nella sua parrocchia, intitolata a San Pietro in Vincoli. In quella veste conobbe don Giacomo Alberione (beatificato nel 2003), venuto ad aiutare il parroco di Benevello: subito si affidò alla sua direzione spirituale. Il 15 ottobre 1916 Maggiorino entrò nella Scuola Tipografica Piccolo Operaio, fondata il 20 agosto 1914 da don Alberione stesso, primo passo per la nascita della Pia Società San Paolo e, più in generale, della Famiglia Paolina, per diffondere e comunicare il Vangelo attraverso il mezzo della stampa. Nella primavera del 1918, Maggiorino dovette tornare a casa, perché molto malato: alla pleurite si aggiunse una forma di meningite. Disposto a compiere la volontà di Dio, sia che comportasse la morte, sia la guarigione, ricevette l’ultima visita del suo direttore e padre spirituale. Morì il 27 luglio 1918, in casa sua: aveva 14 anni, due mesi e ventitré giorni. È  stato dichiarato Venerabile il 28 marzo 1988. Il corpo riposa nel Tempio di San Paolo ad Alba (Cuneo) dal 2 maggio 1963.

 

CAROLINA SCHIOPPETTI– di 12 anni

carolinaNata Poncarale nel 1922 ed uccisa nel 1934

Martire della purezza. Il suo corpo riposa nel cimitero di Poncarale.

 

ANGIOLINO BONETTA – Servo di Dio– di 14 anni

angiolinoNato a Cigole il 18 settembre 1948 e morto il 22 gennaio 1963

Vive in una modesta famiglia di operai. A dodici anni un sarcoma osseo lo sottopone all’amputazione di una gamba. Portandolo in sala operatoria la suora gli chiede:

“Angiolino, hai pensato a chi offrire la tua sofferenza?”. “Sì, suora – risponde il giovane – ho già offerto tutto a Gesù per la conversione dei peccatori”.

È l’inizio di una rapida e prodigiosa trasformazione spirituale. Da ragazzo diventa improvvisamente uomo, tanto la sofferenza accelera la sua interiore maturazione.

Dirà: “Ho chiesto alla Madonna che mi faccia morire, prima di diventare un ragazzo cattivo”.

Quando viene a conoscenza del suo male implacabile, esclama: “Finora chiedevo al Signore di guarire, ora gli chiederò solo di farmi santo”. A chi gli suggeriva di chieder la grazia della guarigione rispondeva:

“No, io prego il Signore soltanto di aiutarmi a fare la sua volontà”. In certe crisi mortali affermava: “Mamma, non temere, ciò che il Signore chiede non è mai troppo, io mi sento forte”.

 

Beato PIO CAMPIDELLI – Festa il 2 novembre.

L’abbiamo ricordato nel giorno del suo 150° Anniversario di nascita (1868), il 29 aprile.

Religioso passionista, morì a 21 anni a Rimini il 2 novembre 1889.

 

SAN PIMEN di ZOGRAFO, Monaco

san pimen– Morto nel 1618 – 400° Anniversario

Memoria il 3 novembre – per gli orientali

Nacque a Sofia (in Bulgaria) nella seconda metà del XVI secolo. Fu battezzato col nome Paolo, essendo nato il giorno dei santi Pietro e Paolo; il padre si chiamava Pietro. Apprese a leggere, a scrivere e ad eseguire il canto liturgico presso la chiesa di San Giorgio. A ventisei anni circa entrò nel monastero bulgaro di Zografo (Zogràphou) sul Monte Athos. Divenne noto come copista e fu un pittore di icone e affreschi tra i migliori e i più attivi del suo tempo. Invidiosi del progresso spirituale da lui compiuto, i confratelli lo sottoponevano a pesanti scherzi e a prove di ogni genere. Tornato a Sofia viaggiò in lungo e in largo per tutta la regione, costruendo e ornando di pitture ben trecento chiese.

 

SAN DEÙSDEDIT, PAPA (Chiamato anche ADEODATO I)

san deus– Memoria l’8 novembre

Nacque a Roma in data indefinita – morì nel 618 – 1400° Anniversario

È stato il 68º papa, dal 19 ottobre 615 fino alla sua morte, avvenuta tre anni dopo. Fu il primo papa ad usare i sigilli in piombo (bullæ) sui documenti papali, che con il tempo presero il nome di “bolle papali”.

Al momento dell’elezione (per il cui beneplacito imperiale dovette attendere cinque mesi) era già prete da quarant’anni. Prima di divenire papa si sarebbe fatto monaco benedettino. È ricordato come un papa semplice, pio, saggio e accorto. Sul letto di morte lasciò un’indennità al suo clero, l’equivalente di un anno di paga per ciascuno, come dono per la partecipazione ai suoi funerali.

Venne sepolto nella basilica di San Pietro in Vaticano. Nel XVII secolo il corpo fu traslato nella chiesa di San Bartolomeo a Valnogaredo, frazione di Cinto Euganeo (Padova), su volere di Papa Innocenzo XII.

 

SAN LEONIANO di VIENNE – Festa il 13 novembre

san leonianoMorto nel 518 – 1500° Anniversario

Originario della Pannonia (attuale zona tra Austria e Ungheria), Leoniano sarebbe stato fatto prigioniero dai barbari e condotto in Gallia (attuale Francia).

Durante più di quarant’anni egli avrebbe vissuto da recluso, prima ad Autun e poi a Vienne, accettando di ricevere i visitatori e di parlar loro, ma non lasciando scorgere il suo viso. La reclusione non gli avrebbe impedito di dirigere un numeroso gruppo di monaci che viveva nei pressi della sua cella e anche di occuparsi, a Vienne (città vicina a Lione), di un monastero con oltre sessanta monache.

Il suo culto è stato approvato da san Pio X nel 1903.

 

BEATA SALOMEA di CRACOVIA – Regina d’Ungheria e Badessa

salomeaFesta il 17 novembre

Nacque circa nel 1211 in Polonia

Morì il 17 novembre 1268 a Cracovia – 750° Anniversario

Figlia di Leszek I, Granduca di Polonia, ancor giovinetta Salomea fu data in sposa a Colomanno, figlio di Andrea II, e divenne così regina d’Ungheria.

I due sposi vissero in illibata castità.

Alla morte del marito, Salomea professò la regola delle Monache Clarisse e svolse santamente l’ufficio di Badessa nel monastero da lei fondato nei pressi di Cracovia.

Papa Clemente X nel 1672 ne confermò il culto quale beata.

 

BEATO TOMMASO REGGIO – Vescovo Fondatore

tommasoFesta il 22 novembre – Bicentenario della nascita

Nato a Genova il 9 gennaio 1818 – Morì ivi il 22 novembre 1901

Uomo aperto e poliedrico, fu vicino alla sua gente per comprenderla, amarla e condurla a Dio. Fermo difensore della Chiesa, la amò pagando di persona le sue scelte giornalistiche e le sue posizioni politiche. Di famiglia nobile, frequentò gli studi superiori nel Collegio Reale di Genova, retto dai padri somaschi. Fu ordinato sacerdote il 18 settembre 1841 e nominato vicerettore del seminario di Genova e, nel 1845, rettore di quello di Chiavari.

Dopo esserne stato a lungo redattore, nel 1861 divenne direttore del quotidiano “Stendardo Cattolico”. Nel 1870, obbediente alle nuove disposizioni emanate da papa Pio IX dopo la presa di Roma, chiuse il giornale anche se ciò contrastava con il suo pensiero che voleva i cattolici attivi nella vita pubblica. Nel 1877 fu nominato vescovo di Ventimiglia, dove fondò le Suore di Santa Marta, che definì il suo “audace tentativo”, col compito di aiutare i sacerdoti, soprattutto nel campo caritativo ed educativo. Le voleva così: suore della “trepidazione” più tenera e “dell’adorazione” più soda; suore essenziali e rigorose con sé stesse, pronte a servire più con il cuore che con le mani e fiduciose nella Provvidenza.

Nel 1892 fu promosso Arcivescovo di Genova. Per contrastare il fenomeno dello sfruttamento degli immigrati privi di documenti, creò un sistema di assistenza per far uscire le persone dalla clandestinità. Come arcivescovo di Genova si adoperò per allentare le tensioni tra Stato e Chiesa anche grazie ai buoni rapporti che da sempre tenne con la casa regnante: fu lui a celebrare i funerali di Re Umberto I (assassinato a Monza) l’8 agosto 1900. Il suo messaggio è riconducibile a due parole: verità e carità. Ebbe sempre una predilezione per quanti si trovavano nella difficoltà e nella sofferenza.

  

BEATO CARLO EMANUELE RODRÍGUEZ SANTIAGO

carlo emanuele– Laico Portoricano

Festa il 13 luglio – Lo ricordiamo nel Centenario della nascita

Nato a Caguas (Portorico) il 22 novembre 1918

Morì a San Juan de Portorico il 13 luglio 1963

Nacque in una famiglia umile e profondamente cristiana; dei cinque figli, due sorelle si sposarono, un fratello divenne benedettino e una sorella carmelitana. Carlos Manuel Rodríguez Santiago visse la sua fanciullezza ed adolescenza, nell’ambiente cristiano della famiglia e frequentando la sua parrocchia, dove era chierichetto. A seguito di una grande paura, presa durante la lotta con un cane lupo, che aveva aggredito un bimbo di un anno, Carlos dall’età di nove anni si ammalò di dissenteria, che lo tormenterà per tutti gli anni della sua vita. Completati gli studi liceali, lavorò come segretario in diverse ditte; nel 1946 iniziò gli studi universitari ma non poté terminarli a causa della malattia. Vero amante della liturgia, seguì con passione il rinnovamento liturgico della Chiesa, che sarà poi sancito dal Concilio Ecumenico Vaticano II; si dedicò a letture specializzate in materia, pubblicando anche degli articoli. Per divulgare la conoscenza della liturgia, creò un Centro universitario cattolico presso l’Ateneo di San Juan di Portorico. Nel 1960 lasciò il suo lavoro per dedicarsi completamente al Centro, diventando così un autentico apostolo fra i giovani. Nel marzo 1963 venne sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno, ma tutto fu inutile, dopo alcuni mesi di sofferenze, aggiunte ad un’oscurità spirituale che lo tormentò, morì a soli 45 anni, sorridente e rasserenato, assistito dal fratello da poco ordinato sacerdote.