Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 262

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia 

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n°262

del 29 settembre 2018

 

Il microfono – cap. 5(Delpini – Con il dovuto rispetto)

Il microfono è molto utile durante le celebrazioni liturgiche perché tutti possano sentire bene le parole che vengono annunciate e pregate.

Il microfono è molto utile, a meno che sia spento.

Il microfono è molto utile, a meno che trasmetta fischi, fruscii e interferenze.

Il microfono è molto utile, a meno che sia spostato a destra, mentre il lettore legge rivolto a sinistra, o sia all’altezza di un metro e ottanta, mentre il lettore è alto uno e sessanta.

Il microfono è molto utile, se il lettore legge bene.

Se invece commette errori grossolani, l’amplificazione fa sì che la gente, invece che essere mossa a conversione dalla Parola di Dio, sia mossa al riso dagli strafalcioni del lettore.

Il microfono è molto utile, a meno che la catechista si ostini a far leggere un cresimato che non sa leggere e la gente, invece che capire per cosa pregare, capisca che i risultati dell’istruzione sono piuttosto scadenti.

Il microfono è molto utile, a meno che il filo del microfono attraversi tutto il luogo della celebrazione e un chierichetto vi inciampi fracassando le ampolline con l’acqua e il vino.

Così anche il microfono può dire qualche cosa di come siano curate le celebrazioni.

 

Il Papa a Palermo per don Pino Puglisi

Un tributo al primo sacerdote beato, martire della mafia, a 25 anni esatti dalla morte – Estratto dall’omelia di sabato 15 settembre 2018

 “… Potreste dirmi: donarsi, vivere per Dio e per gli altri è una grande fatica per nulla, il mondo non gira così: per andare avanti non servono chicchi di grano, servono soldi e potere. Ma è una grande illusione: il denaro e il potere non liberano l’uomo, lo rendono schiavo. Vedete: Dio non esercita il potere per risolvere i mali nostri e del mondo. La sua via è sempre quella dell’amore umile: solo l’amore libera dentro, dà pace e gioia. Per questo il vero potere, il potere secondo Dio, è il servizio. Lo dice Gesù. E la voce più forte non è quella di chi grida di più. La voce più forte è la preghiera. E il successo più grande non è la propria fama, come il pavone, no. La gloria più grande, il successo più grande è la propria testimonianza.

Cari fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a scegliere da che parte stare: vivere per sé – con la mano chiusa [fa il gesto] – o donare la vita – la mano aperta [fa il gesto]. Solo dando la vita si sconfigge il male. Un prezzo alto, ma solo così [si sconfigge il male]. Don Pino lo insegna: non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli anti-mafia, e nemmeno si accontentava di non far nulla di male, ma seminava il bene, tanto bene. La sua sembrava una logica perdente, mentre pareva vincente la logica del portafoglio. Ma padre Pino aveva ragione: la logica del dio-denaro è sempre perdente. Guardiamoci dentro. Avere spinge sempre a volere: ho una cosa e subito ne voglio un’altra, e poi un’altra ancora e sempre di più, senza fine. Più hai, più vuoi: è una brutta dipendenza. È una brutta dipendenza. È come una droga. Chi si gonfia di cose scoppia. Chi ama, invece, ritrova se stesso e scopre quanto è bello aiutare, quanto è bello servire; trova la gioia dentro e il sorriso fuori, come è stato per don Pino.

Venticinque anni fa come oggi, quando morì nel giorno del suo compleanno, coronò la sua vittoria col sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore, il quale disse: «c’era una specie di luce in quel sorriso». Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore. È la luce dell’amore, del dono, del servizio…

Abbiamo bisogno di cristiani del sorriso, non perché prendono le cose alla leggera, ma perché sono ricchi soltanto della gioia di Dio, perché credono nell’amore e vivono per servire. È dando la vita che si trova la gioia, perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35). Allora vorrei chiedervi: volete vivere anche voi così? Volete dare la vita, senza aspettare che gli altri facciano il primo passo? Volete fare il bene senza aspettare il contraccambio, senza attendere che il mondo diventi migliore? Cari fratelli e sorelle, volete rischiare su questa strada, rischiare per il Signore?

Don Pino, lui sì, lui sapeva che rischiava, ma sapeva soprattutto che il pericolo vero nella vita è non rischiare, è vivacchiare tra comodità, mezzucci e scorciatoie. Dio ci liberi dal vivere al ribasso, accontentandoci di mezze verità. Le mezze verità non saziano il cuore, non fanno del bene.

 

Festa di San Luigi – domenica 23 settembre

Durante l’omelia il don ha richiamato quanto è necessario che i genitori si facciano vicini ai figli, accompagnandoli nel cammino di fede. Si accompagna per l’allenamento, per l’esibizione, per il saggio, per la partita…

Lo stesso ragionamento si può applicare al CATECHISMO e alla MESSA. Non si tratta solo di un problema religioso, ma educativo: è preliminare e fondamentale in tutto.

Se non facciamo noi il tifo per i nostri ragazzi, chi potrà farlo?

Ecco perché i genitori devono lasciarsi coinvolgere, per essere i primi e insostituibili sostenitori dell’esperienza religiosa dei propri figli.

Iscrivendo i figli al catechismo ci si prende un impegno: anche i genitori si devono dunque mettere in gioco. I bambini hanno bisogno di essere accompagnati e non solo ‘portati’ o ‘mandati’.

Hanno bisogno di vedere e toccare con mano che papà e mamma apprezzano quello che si fa a catechismo, che lo valorizzano partecipando anche loro alla Messa e alle attività della parrocchia.

Se c’è indifferenza è meglio lasciar perdere, per il bene dei ragazzi.

Nessuno può sostituirsi ai genitori: se i bambini non respirano un po’ di aria cristiana in casa, diventa difficile credere che per loro la vita cristiana sia significativa è bella. È attraverso la famiglia, Chiesa domestica, che si incontra il Signore.

È stato detto:

“Oggi molti vanno al catechismo un’ora alla settimana e tutto finisce lì.

E io mi chiedo: se è considerato normale far fare sport a un bambino anche tre volte alla settimana per irrobustire il suo fisico, perché non si dedica la stessa cura anche alla sua crescita spirituale? In palestra vedi i muscoli crescere, ma se non alleni pure lo spirito è difficile che un bambino si soffermi a riflettere sulla sua vocazione nel mondo e sul senso della sua vita”.

Proviamo quindi a individuare qualche gesto da compiere in casa per far respirare un po’ di aria cristiana in famiglia: una preghiera detta insieme alla sera o al mattino; il segno della croce prima dei pasti; la Messa della domenica a cui partecipa insieme tutta la famiglia; un gesto concreto di solidarietà…

Il vocabolario dice che “Accompagnare: è andare insieme a qualcuno per fargli compagnia, per proteggerlo e sostenerlo”. Ecco il verbo che ripeto oggi alle mamme a ai papà dei nostri ragazzi.

Poi il don ha continuato rivolgendosi ai ragazzi:

SAN LUIGI è stato accompagnato, specialmente dalla sua mamma, che lo ha allenato fin da piccolo, nella via del Signore; il papà invece lo ha allenato ad essere forte e a portare a termine quello che si è deciso, fino in fondo, costi quel che costi…

Crescendo e diventando adolescente, Luigi ha capito quello che il Signore voleva da lui (si dice: ha capito la sua vocazione) e allora decide: diventerà religioso e sacerdote, per donarsi tutto a Gesù e per servire le anime.

Con tante difficoltà è fermo nel suo proposito: nessuno riesce più a fermarlo.

Rinuncia al ducato di Mantova, con profondo dispiacere di papà ed entra a Roma nei Gesuiti. Soccorrendo un malato di peste, rannicchiato come un fagotto di stracci per la strada, se lo carica sulle spalle, ma viene contagiato dal male e muore a 23 anni soltanto, prima di arrivare il sacerdozio. Ma raggiunge il traguardo più importante e più bello: il cielo. Ecco perché è uno dei patroni dei ragazzi e dei giovani!

 

Mandato ai Catechisti

Dopo la lettura del Vangelo sono stati chiamati e presentati alla comunità i 22 catechisti ed assistenti di quest’anno. Dopo l’omelia ecco le tre domande del parroco, il “Sì, lo voglio”, dei catechisti, la preghiera insieme e la benedizione su di loro e sui rispettivi gruppi di fanciulli o di genitori affidàti. Come ogni educatore, anche il catechista insegna con le parole e con la vita. In chiesa i ragazzi vedranno il suo raccoglimento, la sua preghiera, la sua partecipazione al rito e ai canti; perciò saranno facilmente trasportati ad imitarlo, a copiarne gli esempi più belli e significativi. Sono sicuro che anche voi, genitori dei ragazzi, stimate il lavoro e l’impegno dei catechisti dei piccoli e degli adulti. Un dialogo costante con loro e col parroco è utile perché rende più facile il lavoro educativo su più fronti. Anche la conoscenza dei programmi scolastici di Religione o di altre materie inerenti la fede cattolica potrebbe aiutare a non ripetere le stesse cose oppure per rimarcare le più importanti. Ringrazio i più giovani che hanno promosso diversi giochi in cortile e nel campo nel pomeriggio. Sembrava che perfino l’immagine di don Bosco si fosse messa a sorridere più del solito. Grazie anche alle mamme delle “merende”: c’è una serie di forni di famiglia che all’occorrenza vengono sempre accesi, preparando il meglio per i nostri ragazzi. Una fetta di torta o un bicchiere di bibita si prendono sempre volentieri, specialmente dopo un po’ di gioco e movimento con gli amici…

Il bar dell’Oratorio ancora chiuso ha spinto ad una riflessione ulteriore, affrontata giovedì sera al Consiglio Pastorale, di cui riprendiamo la settimana prossima.

 

Iscrizioni al catechismo

Tante famiglie hanno fatto l’iscrizione dei figli domenica scorsa, in oratorio, nel pomeriggio. Grazie anche per il sostegno economico che avete dato per le attività catechistiche che si andranno a promuovere e per la spesa dei materiali di consumo.

Nei prossimi giorni sarà necessario un confronto da parte mia col parroco di Leno, per sentire alcune linee di riferimento e di orientamento, e per muoverci anche noi il più possibile in sintonia con le parrocchie confinanti.

Sollecito i “ritardatari” a compilare anche loro l’iscrizione, consegnandola direttamente al don. Grazie.