Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n, 259

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia – Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda –

Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE n°259

del 2 settembre 2018

 

LE PORTE DELLE CHIESE

Alcuni si sono abituati a pensare che le porte delle chiese sono lì per impedire l’ingresso a ladri e vandali: porte imponenti, serrature rinforzate, sbarre e catenacci.

Dicono: “Ladri, andate via!”. Alcuni forse pensano che servano per esporre opere d’arte, sculture preziose, originali narrazioni di Vangelo.

Dicono: “guardateci, come siamo belle e istruttive!”.

La verità è che le porte delle chiese sono per dire alla gente: “Entrate! Siete attesi! Questa è la vostra casa!”.

E, dunque, che si deve pensare se le porte delle chiese sono spesso chiuse?

Si deve pensare che ladri e vandali siano più numerosi della gente che vuole passare in chiesa per una preghiera, prima o dopo il lavoro.

Si deve pensare che tocchi al parroco, oltre a tutto il resto, di aprire e chiudere la chiesa e quindi, tutto dipende dai suoi orari.

Le porte delle chiese mi confidano d’essere ancora commosse quando accolgono la nonna che accompagna il nipotino a dire una preghiera alla Madonna e quando il ragioniere tornando dal lavoro si inginocchia e lascia quietare stanchezza e nervosismo per andare a casa sorridente.

Lo salutano quando entra e quando esce gli dicono: “Dio ti benedica!”.

[DELPINI – Con il dovuto rispetto – San Paolo – 2017 – n°1 – pag. 9-10]


Beato Ivan Merz

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LAICO DELLA CROAZIA 1896-1928

È uno dei tre Santi TESTIMONI scelti come protettori pel Sinodo dei Vescovi di Ottobre

Assieme a SANTA GIOVANNA D’ARCO e a SANTO STANISLAO KOSTKA

 

Ivan Merz è nato a Banja Luka in Bosnia il 16 dicembre 1896. Lì riceve un’educazione piuttosto liberale. Finisce gli studi ginnasiali nella sua città natale. Conseguito il diploma liceale nel 1914, frequenta per tre mesi l’accademia militare di Vienna e poi comincia gli studi universitari. A causa della Prima Guerra Mondiale deve interrompere gli studi e viene arruolato; sperimenta sul fronte tutte le atrocità della guerra. Finita la guerra, riprende gli studi di letteratura a Vienna e li termina a Parigi. Nel 1922, ritorna a Zagreb (Croazia) dove diventa professore di letteratura e lingua francese. Infine nel 1923, si laurea in filosofia all’Università di Zagabria con la tesi: “L’influenza della liturgia sugli scrittori francesi”.

Privatamente si dedica agli studi di filosofia, teologia e approfondisce i documenti del Magistero della Chiesa. Attraverso la meditazione, ma soprattutto grazie all’esperienza acquisita durante la guerra, raggiunge il vero significato della vita nella fede cristiana. Si dona completamente a Cristo e fa da laico il voto di castità perpetua. Dedica tutto il suo tempo libero all’educazione della gioventù croata, nell’organizzazione delle “Aquile” (Orlovi), nell’ambito dell’Azione Cattolica e crea per questa il motto “Sacrificio-Eucaristia-Apostolato”. Come intellettuale cattolico, attraverso scritti e incontri, anima e orienta giovani e adulti verso Cristo e verso la Chiesa. Diffonde sistematicamente in Croazia l’Azione Cattolica. I cattolici croati lo considerano uno dei massimi iniziatori del movimento liturgico. Come intellettuale cattolico si distingue per l’amore e la devozione verso la Chiesa di Roma e verso il Vicario di Cristo; due sentimenti che cerca di inculcare in tutte le persone con le quali viene a contatto. Anche se giovane laico, è considerato come uno dei pilastri della Chiesa croata. Con la sua vita cristiana esemplare, con l’apostolato e le voluminose opere scritte, ha lasciato nella Chiesa croata una preziosa eredità spirituale che è diventata fonte di ispirazione per le future generazioni.

Desiderava fondare una comunità di laici al servizio di Cristo e della Chiesa. Questo suo progetto, dopo la sua morte, si è concretizzato in parte per opera di Marica Stankovic, che ha fondato il primo Istituto secolare femminile in Croazia: “La Comunità delle collaboratrici di Cristo Re”. Il nome di Ivan Merz ha significato e significa tuttora un programma di vita e di lavoro. Ivan è stato un uomo di fede autentica, di viva preghiera, di tenace abnegazione. Riceveva la Comunione tutti i giorni e partecipava all’adorazione eucaristica. Fu un uomo di vasta cultura, era vicino ai suoi simili, manifestava a ciascuno tutto il suo amore cristiano. Ivan è morto a Zagabria a soli 32 anni, il 10 maggio 1928, in odore di santità.

In punto di morte ha offerto a Dio la sua vita per la gioventù croata. I suoi resti mortali si trovano nella Basilica del Sacro Cuore a Zagabria, dove negli ultimi sei anni della sua vita era solito partecipare alla messa quotidianamente.

Nel 1958 è iniziato il processo diocesano per la sua beatificazione, conclusosi nel 1986. Fu poi trasferito a Roma presso la Congregazione per le cause dei santi, dove adesso prosegue.

Su Ivan Merz sono stati pubblicati parecchi scritti, prevalentemente in lingua croata. A Roma, sull’Anselmianum (1975) e sul Salesianum (1978) sono state scritte in italiano e pubblicate due tesi di laurea su Ivan Merz. In occasione del Sinodo dei Vescovi sui laici in Vaticano il 10 ottobre 1987 fu tenuto a Roma nella Curia Generalizia dei Gesuiti un simposio su Ivan Merz. La figura di Ivan Merz fu presentata anche nel Colloquio internazionale sulle comuni radici cristiane delle nazioni europee tenutosi in Vaticano nel novembre 1981. Nel 1998 la Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato il volume di Mons. Fabijan Veraja “Ivan Merz pioniere dell’Azione Cattolica in Croazia” di 1104 pagine, che serve anche come documento base per il suo processo di beatificazione. Nella personalità di Ivan Merz confluiscono dal punto di vista etnico e culturale elementi di varie nazioni europee, in un insieme armonico, perfettamente saldato dalla religione cattolica. In questo senso Ivan Merz può servire da modello per i cittadini di una futura Europa unita sulle comuni radici cristiane.

 PENSIERI del Beato IVAN MERZ

 

► Devi sapere che la vita universitaria a Vienna, la guerra, gli studi e, alla fine Lourdes mi hanno convinto fino in fondo sulla veridicità della fede cattolica. Ed è per questo che tutta la mia vita ruota intorno a Cristo Signore.

(lettera alla madre da Parigi nel 1921)

► La fede cattolica è la mia vocazione di vita.

► Perché amo la Chiesa Cattolica e il Santo Padre? Perché nella Chiesa vedo la chiara immagine dell’amatissimo Salvatore, l’uomo-Dio Cristo Gesù, con tutte le sue perfezioni, e nelle sembianze del Papa vedo il mio Dio e il mio Signore.

► Se non credessi cesserei di esistere.

► Alla radice di ogni apostolato deve esserci la lotta contro il peccato.

 

 

Il testamento di Ivan

 

Morto nella pace della fede cattolica. La mia vita fu Cristo e la morte un guadagno. Aspetto la misericordia del Signore e l’indivisibile, completo, eterno possesso del Santissimo Cuore di Gesù. Felice nella gioia e nella pace. La mia anima raggiungerà lo scopo per il quale è stata creata.

Ivan Merz compose questo testo da solo poco prima di morire. Oggi si trova come epitaffio sulla sua tomba.


Fonte: Santi e Beati – Autore: Bozidar Nagy

 

Vita

Nel 1896, quando Ivan Merz vi nacque, Banja Luka e tutta la Bosnia appartenevano da poco meno di vent’anni all’Impero austro-ungarico. L’anno in cui Ivan si diplomò – il 1914 – vide l’inizio della Prima Guerra Mondiale, innescata proprio in Bosnia dall’attentato a Francesco Ferdinando.

Nonostante la guerra, iniziò gli studi universitari a Vienna nel 1915, ma fu ben presto chiamato sotto le armi. Quando ritornò, a guerra finita, alla sua natia Banja Luka, fu testimone della nascita di un nuovo stato, la Jugoslavia. Ripresi gli studi universitari, prima a Vienna, poi a Parigi, infine a Zagabria, nel 1923 si laureò in quest’ultima città in filosofia. Insegnò in un ginnasio di Zagabria fino alla morte, che lo raggiunse prematuramente a soli 32 anni d’età, nel 1928. Profondamente credente, fu molto attivo nei movimenti cattolici presenti in Croazia. In particolare, fondò un movimento giovanile, l’Unione Croata delle Aquile, ispirato ai principi dell’Azione Cattolica.

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Tomba del beato Ivan Merz

nella Basilica del Sacro Cuore a Zagabria