Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 248

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

– Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 248

31 MARZO 2018

  

Buona Pasqua!

 

Gesù Risorto ti doni la sua pace,

porti luce alla tua vita

e a tutti i tuoi cari.

Gli auguri più belli e sinceri

dal Parroco don Gianluca

e dagli ospiti: don Franklin, Vitus e Gift

 


Carissimi fedeli di Castelletto,

sono veramente tanti i fatti che potrei o dovrei ricordare e descrivere: giorni belli, solennità, celebrazioni, riflessioni, incontri di persone… Di tutto riprendo con voi solo un momento: il VENERDI’ SANTO 2018. Quest’anno cadeva il 30 marzo, giorno in cui venne ghigliottinata una suora austriaca, la BEATA RESTITUTA KAFKA, nel 1943, 75 anni fa. Porta il nome della nostra Patrona e tutta la sua vita è stato un servizio, specialmente in favore degli ammalati in ospedale come infermiera e come anestesista. Venne condannata a morte per decapitazione dai nazisti, perché accusata di “alto tradimento” verso il Reich. Suor Restituta è la santa “del Crocifisso”, che si è immolata volontariamente come Gesù sulla Croce… Leggete il breve profilo e le parole di Papa Giovanni Paolo II, che la beatificò durante il viaggio in Austria, il 21 giugno 1998, 20 anni fa, a Vienna.

Com’è ormai prassi ho fatto una breve intervista a DON FRANKLIN, il confessore dell’Ecuador, che proprio nel pomeriggio di Pasqua tornerà a Roma.

Prima del Calendario c’è infine un invito al GREST per i ragazzi e per le famiglie, sperando che sia accolto positivamente.

Con grande cordialità per tutti

Il Vostro Parroco – Don Gianluca

Beata Maria Restituta Kafka Da Wikipedia Kafka


Maria Restituta, al secolo Helena Kafka (Hussowitz, 1º maggio1894Vienna, 30 marzo1943), beatificata a Vienna da Giovanni Paolo II il 21 giugno 1998 – è stata una religiosaaustriaca – FESTA: il 29 ottobre

Biografia

Helene Kafka aveva due anni quando la famiglia si trasferì a Vienna. Giovanissima, lavorò inizialmente come aiuto-infermiera presso l’ospedale di Lainz. All’età di 19 anni entrò nella Congregazione della Suore Francescane della Carità Cristiana. Dopo la prima guerra mondiale entrò come infermiera presso l’ospedale di Mödling, giungendo al livello di un’efficiente infermiera di sala operatoria.

Anche l’ospedale di Mödling non fu risparmiato dagli effetti dall’Anschluss (= l’annessione fatta da Hitler dell’Austria all’impero germanico) del 1938. Suor Restituta si rifiutò di togliere i Crocifissi dalle stanze dei degenti. Questa circostanza e due testi di critica al regime nazista da lei redatti la condussero in prigionia. Il Mercoledì delle Ceneri del 1942 fu arrestata dalla Gestapo e il 29 ottobre del medesimo anno fu condannata a morte con l’accusa di favoreggiamento del nemico e di preparativo di alto tradimento; il 30 marzo del 1943 fu giustiziata tramite ghigliottina. Nonostante la volontà ecclesiastica, la sua salma non fu consegnata all’Ordine cui apparteneva e, come altre circa 2.700 persone che subirono analoga sorte, fu sepolta anonima nel cosiddetto 40º Gruppo dello Zentralfriedhof.

Culto

Il 21 giugno 1998, in occasione della visita a Vienna di papa Giovanni Paolo II, ella fu proclamata beata ed il giorno dedicato alla celebrazione della sua memoria è il 29 ottobre. A Mödling la parte occidentale della Weyprechtgasse, dinnanzi all’ospedale, è stata rinominata in suo onore Schwester-Maria-Restituta-Gasse. Nel 2000 le fu intitolata la piazza in Wien-Brigittenau, il quartiere della sua infanzia e giovinezza, nei pressi del ponte sul Danubio e della stazione della metropolitana Handelskai.

Nel 2006 l’artista di ColoniaGunter Demnig le ha dedicato dinnanzi al n. 12 di Sr.-Maria-Restituta-Gasse una delle sue Stolpersteine (letteralmente: Pietre d’inciampo)…

Dal 27 maggio 2009 nella Barbara-Kapelle della cattedrale di Santo Stefano in Vienna è stata posta una scultura che la ricorda, opera di Alfred Hrdlicka.

 

Dall’OMELIA della Beatificazione

– Papa Giovanni Paolo II Vienna

– domenica 21 giugno 1998 – Heldenplatz

 

… Non gli eroi del mondo hanno la parola oggi qui sulla Heldenplatz, ma gli eroi della Chiesa, i tre nuovi Beati.

Dal balcone che si affaccia su questa piazza, sessant’anni or sono [1938], un uomo ha proclamato in se stesso la salvezza. I nuovi Beati portano un altro annuncio: la salvezza non si trova nell’uomo, ma in Cristo, Re e Salvatore!

… 7. SUOR RESTITUTA KAFKA non era ancora maggiorenne, quando espresse la sua intenzione di entrare in convento. I genitori si opposero, ma la giovane restò fedele al suo obiettivo di farsi suora “per amore di Dio e degli uomini”. Voleva servire il Signore specialmente nei poveri e nei malati. Ella trovò accoglienza presso le Suore Francescane della Carità per realizzare la sua vocazione nel quotidiano impegno ospedaliero, spesso duro e monotono. Autentica infermiera, diventò presto a Mödling un’istituzione. La sua competenza infermieristica, la sua risolutezza e la sua cordialità fecero sì che molti la chiamassero suor Resoluta e non suor Restituta.

Per il suo coraggio e il suo animo deciso essa non volle tacere neanche di fronte al regime nazionalsocialista. Sfidando i divieti dell’autorità politica, suor Restituta fece appendere in tutte le stanze dell’ospedale dei Crocifissi. Il mercoledì delle Ceneri del 1942 venne portata via dalla Gestapo. In prigione cominciò per lei un “Calvario” che durò più di un anno, per concludersi alla fine sul patibolo. Le sue ultime parole a noi trasmesse furono: “Ho vissuto per Cristo, voglio morire per Cristo!”

Guardando alla Beata suor Restituta, possiamo intravedere a quali vette di maturità interiore una persona può essere condotta dalla mano divina. Essa rischiò la vita con la sua testimonianza per il Crocifisso. E il Crocifisso conservò nel suo cuore testimoniandolo di nuovo poco prima di essere condotta all’esecuzione capitale, quando chiese al cappellano carcerario di farle “il segno della croce sulla fronte”. Tante cose possono essere tolte a noi cristiani. Ma la croce come segno di salvezza non ce la faremo togliere. Non permetteremo che essa venga esclusa dalla vita pubblica! Ascolteremo la voce della coscienza che dice: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini!” (At 5,29)…

… Cari giovani! Un saluto particolare rivolgo oggi a voi. La vostra presenza così numerosa è motivo di grande gioia per me. Molti di voi sono venuti da lontano, e non soltanto in senso geografico… Ora però siete qui: il dono della giovinezza che ha davanti a sé la vita!

I tre eroi della Chiesa appena iscritti nell’albo dei Beati vi possono sostenere nel vostro cammino: il giovane Jakob Kern, che proprio attraverso la sua malattia conquistò la fiducia dei giovani; Padre Anton Maria Schwartz che seppe toccare i cuori degli apprendisti; Suor Restituta Kafka, pronta a pagare pur di non venir meno alla propria convinzione.

… Essi non furono “cristiani fotocopiati”, ma ognuno fu in se stesso autentico, irripetibile, unico. Hanno cominciato come voi: da giovani, pieni di ideali, cercando di dare un senso alla loro vita. Un’altra cosa rende i tre Beati così attraenti: le loro biografie ci dimostrano che le loro personalità conobbero una maturazione progressiva. Così anche la vostra vita deve ancora diventare un frutto maturo. Perciò è importante che voi coltiviate la vita in modo che possa fiorire e maturare. Alimentatela con la linfa del Vangelo! Offritela a Cristo, a Lui che è il sole della salvezza! Piantate nella vostra vita la croce di Cristo! È la croce il vero albero della vita.

La Chiesa di oggi non ha bisogno di cattolici part-time ma di cristiani a tempo pieno.

Tali sono stati i tre nuovi Beati! Da loro possiamo prendere le misure. Grazie, Beato Jakob Kern, per la tua fedeltà sacerdotale! Grazie, Beato Anton Maria Schwartz, per il tuo impegno per gli operai! Grazie, suor Restituta Kafka, per la tua resistenza alla moda del momento! Voi tutti Santi e Beati, pregate per noi. Amen.

 

Intervista a Don Franklin Darío Toapanta Sisa

Castelletto di Leno, Pasqua 2018

 D. Raccontaci subito qualcosa di te.

  1. Mi chiamo Franklin Darío, ho 32 anni e vengo dalla città di Ambato nella Provincia di Tungurahua in Ecuador (America Latina). Sono nato il 4 febbraio 1986 a Pillaro a circa 15 chilometri dalla città di Ambato, che è anche la sede della mia Diocesi. Il mio vescovo di Ambato si chiama Jorge Giovanni Pazmiño Abril. È lui che mi ha inviato a Roma per il perfezionamento degli studi, in particolare per fare la Licenza in Diritto Canonico.

D. Com’è la tua famiglia?

  1. La mia famiglia è composta da cinque persone: papà Juan Serafín, la mamma Petrona, io, che sono il primogenito, e i miei due fratelli Juan Carlos e Luis Medardo. Il papà è sarto di professione, ma lavora come elettricista; la mamma invece è casalinga, ma tiene anche l’orto della famiglia dove si producono anche verdure o cereali per la vendita.

D. Com’è la tua storia e com’è nata la tua vocazione?

  1. Da bambino mi sarebbe piaciuto essere avvocato, una volta diventato grande. Un’insegnante del Collegio (= la scuola media superiore) mi disse che mi avrebbe visto bene come sacerdote, ma io non ci pensavo affatto. Nel frattempo mio papà lavorava nella città di Quito (= capitale dell’Ecuador) come sarto, facendo sempre dei turni di notte; di giorno invece era elettricista. Vista la distanza da casa papà aveva bisogno di un luogo di appoggio in città, che trovò in una comunità di Salesiani, che davano ospitalità a giovani e adulti arrivati a Quito per lavoro. Al termine della scuola superiore la stessa professoressa mi chiese se sarei andato in seminario, ma io non sapevo neanche cosa fosse. Allora lei si pose come intermediaria, dicendo che mi avrebbe fornito ogni spiegazione necessaria. Come primo passo prese un appuntamento col Vescovo e mi accompagnò da lui. Il Vescovo telefonò al Rettore e mi propose di visitare il Seminario. Io accettai e l’insegnante, d’accordo coi miei genitori, mi accompagnò. Nel Seminario vidi subito una casa molto grande. Quindi, fatti alcuni incontri vocazionali, il 17 ottobre 2003 iniziai a frequentare il Seminario con l’anno propedeutico. A Pasqua 2004, durante l’esperienza pastorale in una parrocchia, ho scoperto che quella del Sacerdote sarebbe stata la mia vocazione. Un anno dopo l’altro sono arrivato alla sacra ordinazione, che ho ricevuto il 29 giugno 2011 dal Vescovo German Pavon nella Cattedrale di Ambato.

D. Perché sei venuto a Roma?

R. Io non avrei desiderato venire a Roma, ma ciò mi è stato chiesto dal vescovo, ed ho obbedito. Con l’aiuto di altri sacerdoti, ho potuto capire il senso del sacerdozio, la missione della Chiesa e le necessità della mia Diocesi, ho preso la decisione di continuare la mia formazione nell’Università Pontificia della Santa Croce. Sono arrivato a Roma il 29 agosto 2017 e abito nel Collegio Sacerdotale “Maria Immacolata” in Via del Mascherone, 55. Frequento gli studi di Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce, vicino a Piazza Navona, adiacente la Basilica dell’Apollinare.

D. Quali sono state le tue prime impressioni?

  1. Innanzitutto il trovarmi vicino a presbiteri, come me, provenienti da ogni parte del mondo, con l’esigenza di dover imparare tutti la lingua italiana; quindi di vedere accanto a me altri sacerdoti di nazionalità e culture distanti dalla mia, ma avvicinati da un medesimo ideale: quello di compiere studi specializzati nel Diritto Canonico. Ho percepito così cosa significa l’universalità della Chiesa (= Credo la Chiesa… Cattolica). Arrivando all’aeroporto di Fiumicino sono stato accolto da una famiglia ecuadoregna della mia diocesi che vive a Roma. Anche da incontri successivi che abbiamo avuto ho capito con quale attenzione cercavano di inserirmi nelle abitudini e usanze della cultura italiana e della città di Roma. Loro mi hanno fatto vedere il Colosseo ed il Vaticano: il primo luogo, un posto dove molte persone si divertivano ammazzandone altre e l’altro, dove mi hanno portato subito davanti al tabernacolo della Basilica di San Pietro per un momento di preghiera…

D. Come immagini il tuo futuro? Cosa ti piacerebbe di più?

R. Mi piacerebbe diventare parroco in Ecuador, nella mia diocesi, a contatto e a servizio dei fedeli. Vorrei vivere il mio sacerdozio condividendo la fede e la mia vita cristiana con una comunità parrocchiale. Il vescovo mi ha detto che devo compiere questi studi perché dovrò aiutare i futuri sacerdoti come insegnante in Seminario.

Sono contento di essere stato a Castelletto durante questa Settimana Santa. Ho percepito una fede molto grande durante le celebrazioni, cantate bene, vi confessate bene e visitando gli ammalati per la Comunione Pasquale ho visto persone ricche di speranza, col gran desiderio di ricevere Gesù Eucaristico.

Vorrei augurare a tutti di essere perseveranti nella fede, in qualsiasi momento, lieto o difficile, che vi troverete dinanzi.

Don Franklin


GREST 2018

IN PROGRAMMA  DAL 2  AL 20 LUGLIO


Cari Genitori e ragazzi/e

L’estate 2018  è alle porte e la nostra parrocchia con gli animatori sta già pensando ad organizzare il Grest. Seguiremo il tema proposto dalla diocesi, che verrà presentato il 9 aprile presso “Casa Foresti”. Da parte nostra vogliamo impegnarci nel dare il meglio per vivere una bella esperienza di gioco, svago e anche momenti formativi e di spiritualità calibrati sui nostri ragazzi. Crediamo che l’esperienza dell’anno scorso sia stata positiva ed è per questo che vorremmo ri-proporla e migliorata in certi aspetti. Anche quest’anno il servizio mensa è garantito come nell’edizione precedente.

 

ANIMATORI: il gruppo degli animatori ben coeso è aperto ad altre collaborazioni con altri che vorrebbero unirsi al nostro gruppo. I ragazzi che vogliono darci una mano ad animare le attività del Grest sono ben accetti.

ISCRIZIONE: dal 6 al 27 maggio dalle 16,00 alle 18,00 presso l’Oratorio in “Sala Chiara”.

Il modulo delle iscrizioni sarà anche scaricabile dal sito della parrocchia.

Il programma definitivo verrà pubblicato quanto prima.

PER INFO: chi è interessato a dare una mano contatti

Luca Bolentini al 3480785201

Don Gianluca, Luca e gli animatori