Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 245

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 245    4 MARZO 2018

 

► non dimenticare che MARZO – è il MESE di San GIUSEPPE – Patrono della famiglia, al quale ci affideremo ogni giorno.

► con questo supplemento termino di mantenere la promessa di offrire una relazione scritta dei Sacerdoti defunti (avevo già terminato quelli delle suore col supplemento 229 del 17 settembre scorso); mancavano ancora quattro profili.

 

Carissimi Parrocchiani,

speriamo che la neve fuori programma all’inizio di marzo sia motivo di gioia per i bambini, che ringrazieranno la nostra società per qualche meritato giorno di vacanza da scuola (gli unici felici per la politica e per le elezioni di questi giorni) e non crei disagio più di tanto a nessuno. Che la neve non si trasformi in uno strumento ulteriore nelle mani del demonio, per dare qualche patente in più alla tiepidezza spirituale di molti cristiani, anche di Castelletto, che facilmente giustificano tutto.

Il Parroco – Don Gianluca

 

Zini Mons. Giovanni Carlo Zini – di anni 69

 Curato di Castelletto dal 1926 al 1930

Nacque a Brescia il 12 novembre 1900

Morì a Campagnola di Concesio il 31 ottobre 1970

È sepolto nel Cimitero di Concesio, nella tomba dei Sacerdoti a destra della Cappella

Figlio di Antonio Zini di Chiari e di Caterina Lisier, di origine piemontese, era figlio unico[1]. Rimase orfano di padre in tenera età, ma fu assistito con amore dalla mamma e dalla nonna materna. Da giovane frequentò l’Oratorio di San Giovanni, dove conobbe lo studente Giovanni Battista Montini (il Beato Paolo VI, ch’era nato nel 1897, solo tre anni prima) che gli fu amico. Studiò presso il Collegio Arici, dove conseguì la licenza liceale. Quindi entrò in Seminario e contemporaneamente si laureò in Scienze Sociali a Bergamo presso l’Istituto Cattolico. Fu ordinato Sacerdote il 27 maggio 1923. Fu dapprima Curato a Sant’Alessandro in città, quindi passò a Castelletto. Qui da noi venne in aiuto all’Arciprete don Giovanni Barchi e celebrò le SS. Messe regolarmente dal 31 ottobre 1926 al 6 marzo 1930[2]. Passò quindi Curato a Carpenedolo negli anni dal 1930 al 1939, dove manifestò le sue doti particolari d’intelligenza e di attività. Diede inizio alla pubblicazione del Bollettino Parrocchiale di Carpenedolo, che ebbe in seguito lunga vita. Desideroso di quiete e amante dello studio, chiese ed ottenne di ritirarsi in una piccola contrada di Concesio, Sant’Andrea, molto vicino alla città, dove si fece amare e riparò ed abbellì la chiesa. Nel frattempo riprese gli studi frequentando l’Università Cattolica; nel 1943 ottenne la laurea in lettere antiche con profitto lodevole. Divenne Professore a Brescia, nel Collegio Arici, ma per poco tempo, fino al 1947. Con notevole impegno contribuì alle iniziative bresciane della Resistenza. Alla morte dell’Arciprete del Duomo di Rovato, don Lorenzo Serramondi, avvenuta l’11 aprile 1947, aspirò a quella parrocchia e la ottenne. Successe. Qui nell’attività parrocchiale donò tutto se stesso: energia, intelligenza e buona volontà. Nel 1949 furono ricollocate sul campanile cinque nuove campane, sostituendole a quelle vecchie incamerate negli anni della guerra[3]. Ebbe come Curati don Pierino Casnici (1950-1952) e don Enrico Camisani (1954-57). Don Zini dotò l’Oratorio di un buon fabbricato: sette nuove stanze per l’insegnamento del catechismo e un lungo portico per la ricreazione dei fanciulli; in quest’opera incontrò buone persone che lo coadiuvarono. Fece sconsacrare l’antica chiesa della Frazione, che sperava di trasformare in cinema, com’era di moda in quegli anni, ma il progetto non ebbe continuità. Anche qui fece nascere la pubblicazione di un Bollettino Parrocchiale che ancora vive, ma dopo otto anni di permanenza nel 1955 divenne Prevosto alla Volta Bresciana, dove successe a don Pietro Rocca e dove rimase fino al 1964. Gli succederà il nostro concittadino don Giovanni Colenghi. Anche alla Volta si ricordano alcune opere che realizzò, non senza qualche dispiacere. Ultimamente si ritirò a Concesio nella Frazione Campagnola, presso la chiesa di San Giuseppe, nell’abitazione adiacente. Il vescovo lo nominò Canonico della Cattedrale e Monsignore; ma nel 1967 fu colpito da paralisi che lo rese immobile e sofferente fino alla morte.

 

Don-GiulioDon Giulio Maccagnola – di anni 58

 Arciprete di Castelletto dal 1976 al 1986

Nacque a Torchiera di Pontevico il 22 gennaio 1930

Morì a Palazzolo sull’Oglio il 27 novembre 1988

È sepolto nel Cimitero di Pontevico, nella Cappella dei Sacerdoti

 

►Si rimanda allo “Speciale don Giulio” in due pagine, pubblicato su “La Comunità Racconta” anno 2013, n° 3 – settembre alle pagine 24-25.

 

BREVE PROFILO – Fu ordinato sacerdote a Brescia il 26 giugno 1959; fu Vicario cooperatore a Poncarale dal 1959 al 1960. Dal 1960 al 1966 fu Vicario cooperatore a Trenzano. Dal 1966 al 1976 fu Parroco a Provaglio Sotto in Val Sabbia. Dal 1976 al 1986 fu Parroco a Castelletto, dove fece opere di restauro della Chiesa Parrocchiale: tetto, cornicioni, gronde, intonacature esterne, tetto sacrestia, altare della Madonna e statua, nuovo impianto completo d’illuminazione interna della Chiesa, tappeti e suppellettili sacre. Nel 1979 si tennero le Missioni durante l’anno del Sinodo Diocesano Morstabilini, a Castelletto e nella zona pastorale di Leno. Nel 1982 don Giulio organizzò delle imponenti feste per il Centenario della Chiesa (dal 5 al 12 settembre) e fece preparare un Libro della Storia di Castelletto, pubblicato all’inizio del 1983. Promosse un altro ciclo di Missioni popolari nel 1983. Nello stesso anno, il Venerdì Santo, ripristinò la processione col Crocifisso, detta del “Cristo morto”. Nel 1984 celebrò il 25° anniversario di sacerdozio. Realizzò anche opere di restauro in oratorio: la casa del curato fu riadattata come appartamento delle suore, riparazioni varie di tutto, illuminazione del campo sportivo e sistemazione della sala della canonica. Aveva una grande attenzione verso i malati e cura per i giovani; si dedicava puntualmente alla benedizione annuale delle case. Dal 1986 al 1988 fu Parroco della Parrocchia di San Giuseppe a Palazzolo sull’Oglio, dove arrivò già ammalato, e dove continuò fino alla morte, che lo colse prematuramente.

 

SperlariDon Adriano Sperlari – di anni 58

 Sacerdote Secolare di Cremona – Oriundo di Castelletto

Nacque il 13 dicembre 1919

Morì a Calvenzano (Bergamo) il 5 dicembre 1978

È sepolto nel Cimitero di Salvirola (Cremona)

Figlio di Giovanni Sperlari ed Elvira Sperlari, era nato il 13 dicembre 1919 all’una del pomeriggio con l’aiuto dell’ostetrica Ernesta Merli. Fu battezzato coi nomi di Adriano Alessandro il 21 dicembre 1919 dal nuovo arciprete di Castelletto don Giovanni Barchi; padrini erano stati Mancini Oreste e Sperlari Giuseppina. Negli anni successivi la famiglia si trasferiva in Diocesi di Cremona. Infatti il piccolo Adriano veniva cresimato ad Olmeneta (Cremona) il 19 aprile 1928, pochi chilometri a sud di Pontevico. Frequentò il Seminario diocesano di Cremona e fu ordinato sacerdote il 10 aprile 1943, nella Cattedrale di Cremona dal Vescovo Mons. Giovanni Cazzani. Celebrò la sua Prima Messa a Castelletto di Leno l’11 aprile 1943. I grandi festeggiamenti furono ricordati sul Bollettino parrocchiale di Castelletto del mese di maggio 1943: “la festa fu preceduta da un triduo di preparazione predicato una sera dal Rev. Arciprete di Verolavecchia. Il mattino della festa parecchi sacerdoti forestieri si presentarono per le Confessioni dei giovani e degli uomini che adempirono per tal modo il loro precetto pasquale, e si susseguirono perciò dalle ore 6 alle ore 9 un buon numero di Messe… Il corteo si snodò da Milzanello fino ad arrivare in paese, fra archi di trionfo numerosi e ben disposti, alle ore 10. Il Novello Sacerdote era attorniato dai genitori e parenti, da Mons. Alfredo Mainardi, Pro-Vicario Generale di Cremona, dal Prevosto di Gambara don Giovanni Barchi, da don Vittorio Cominetti di Cremona, don Cornelio Roncasio, Parroco di Binanuova, da don Antonio Siracusa, Curato di Carpenedolo, don Luigi Mancini, Parroco di Bargnano… Nel pomeriggio si cantarono i Vespri Solenni della domenica di Passione, il Novello Sacerdote disse alcune parole di gratitudine alla popolazione e infine impartì la Benedizione Eucaristica… La radiosissima giornata si chiuse con una solenne Accademia vocale-istrumentale”. Don Adriano fu curato a Rivolta d’Adda dal 1943 al 1958. Fu quindi Parroco di Calvenzano (in provincia di Bergamo) dal 20 aprile 1958 fino alla morte, sopraggiunta quasi improvvisamente pochi giorni prima del festeggiamento organizzato in Parrocchia per il suo 20° anniversario di parrocchiato e 35° di sacerdozio. Infatti era stato ricoverato in ospedale pochi giorni prima per problemi cardiaci, ma morì a motivo dell’intervento chirurgico.

 

FacchiDon Giuseppe Facchi – di anni 51

 Oriundo di Castelletto

Nacque il 25 ottobre 1911

Morì a Coniolo (Orzinuovi) il 9 dicembre 1962

È sepolto nel Cimitero di Coniolo

Figlio di Giovanni Battista Facchi e di Ergelide Marianna Ronca, fu battezzato il 3 novembre 1911 col nome di Giuseppe Pietro dall’Arciprete don Giovanni Barbi. Fu cresimato in parrocchia il 5 maggio 1921 da Sua Ecc. Mons. Giacinto Gaggia. La sua famiglia era di piccoli agricoltori, salariati, residenti alla cascina Comuna e poi trasferiti a San Polo. Terminate le scuole elementari entrò direttamente in Seminario a Brescia. D’estate tornava a Castelletto ed era sempre presente alle Funzioni religiose e alla vita oratoriana. Fu ordinato Sacerdote il 6 giugno 1936 e celebrò la Prima Messa a San Polo (allora appartenente alla Parrocchia di Sant’Eufemia) domenica 7 giugno successivo, assistito dall’Arciprete di Castelletto don Giovanni Barchi. Tornava a celebrare una delle Prime Messe a Castelletto il 21 giugno 1936, per la Festa di Santa Restituta. Fu nominato Curato di Calvisano, dove rimase per 17 anni, dedicandosi con gioia ed obbedienza soprattutto alla gioventù. L’8 novembre 1953 fu promosso Parroco a Coniolo, Frazione di Orzinuovi. Di carattere buono e generoso seppe riuscire a riscuotere in breve tempo la più larga simpatia di tutti i fedeli a lui affidati. Fu sacerdote distinto e di fervido ingegno: ebbe uno spirito elevato e fu appassionato della poesia, della musica e dell’arte. Pubblicò su riviste poesie e scritti vari. Il suo studio era invaso da centinaia di libri d’arte e di lirica. Sapeva osservare e apprezzare la bellezza e la bontà nelle cose e nelle persone che l’attorniavano. In un suo scritto si legge: “Nei bambini che giocano sul sagrato veggo angioletti di carne”. D’idee moderne e amante del progresso offrì il Salone del Teatro in Oratorio per dar vita ad un laboratorio onde potessero trovar lavoro le giovani del paese, evitando a loro possibili disagi e pericoli. Fece abbellire la Chiesa parrocchiale con nuovi affreschi. Durante il suo parrocchiato fu ordinato sacerdote don Mario Bossoni il 16 giugno 1956 (ora residente ad Orzinuovi). La sua presenza a Coniolo fu di breve durata, neanche un decennio, perché la morte lo colse presto, all’età di soli 51 anni. Al suo Funerale, tra i molti sacerdoti presenti ricordiamo: Mons. Giuseppe Treccani diventato Arciprete di Orzinuovi da poco, Mons. Stefano Tomasoni, nativo di Castelletto e Mons. Giovanni Barchi, che aveva seguito don Facchi da chierico.

Parrocchia Trasfigurazione di Nostro Signore – Castelletto di Leno

 

[1] Antonio Masetti Zannini – Necrologio – Zini Mons. Giovanni Carlo- in “Rivista della Diocesi di Brescia” – anno 60 – n° 12, dicembre 1970, pag. 1114,1115.

[2] Castelletto – Archivio Parrocchiale – Diarium Missarum – anni 1926/1930

[3] Duomo di Rovato – Archivio parrocchiale – Diarium Missarum 1944/1950: “Novembre 30 (mercoledì). Sub Vespere Illustrissimus et Reverendissimus Vic. Gen. Ernestus Pasini adfuit solemniter benedicens novum campanarum concentum populo festante” (= mercoledì 30 novembre. A sera l’illustrissimo e reverendissimo Vicario Generale Ernesto Pasini presenziò benedicendo solennemente il nuovo concerto di campane col popolo in festa)