Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 242

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 242 

4 FEBBRAIO 2018

 

Carissimi Parrocchiani,

abbiamo pregato tanto per la PACE, quindi per la VITA, ricordando le parole profetiche di Padre Pio, del quale ricorrono quest’anno il centenario delle stigmate (1918) e il cinquantenario di morte (23 settembre 1968). S’è celebrato il TRIDUO DEI MORTI, pregando pei defunti ed elevando suffragi per le loro anime, riflettendo, come già preannunciato, sui novissimi: morte – giudizio – inferno – paradiso. Adesso ci sta dinanzi la FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO, Patrono del nostro Oratorio. Mons. Vigilio Mario Olmi ci onora della sua presenza alla Messa Solenne delle ore 10, nella quale ricorderà il 1° anniversario della morte di Mons. Giuseppe Treccani (don Nino).

Nella stessa domenica si celebra in Italia la GIORNATA PER LA VITA: il Signore ha creato la vita e vuole la vita. Al contrario sappiamo che la morte è stata introdotta nel mondo per invidia dal diavolo, col peccato. Ringraziamo il Buon Dio per il dono della vita e facciamoci sostenitori e promotori di vita, contro una cultura di disinteresse, d’indifferenza, di violenza e di morte. Ricorrono nel 2018 i 50 anni dell’Enciclica HUMÁNÆ VITÆ del Beato Paolo VI (pubblicata nel 1968): una pietra miliare, uno scoglio inamovibile, contro ogni possibile deriva, aberrazione ed abominio che si è scatenato da allora (ed oggi ancor di più) da ogni parte, in tutto il mondo, anche da parte di alcune frange di una chiesa alla deriva e degradata, contro la dignità e la sessualità umana, contro la famiglia e contro la trasmissione della vita come è voluta da Dio nel meraviglioso e misterioso disegno della creazione.

Martedì 6 febbraio ricorderò con gioia sette anni dal mio INGRESSO a Castelletto come vostro Parroco. Non è previsto nessun festeggiamento particolare, anche perché facilmente devo passare un po’ di tempo in clinica proprio in quei giorni. Vi chiedo solo di continuare a pregare per me, come molti di voi avevano iniziato a fare già in dicembre 2010. Sapete che le vostre preghiere mi sono sostegno e rafforzamento importantissimo? Non sono mancati giorni di fatica, ma ho raccolto anche tantissime soddisfazioni umane e spirituali! Si dice che la Provvidenza non manca mai. Anche a Castelletto, in questi sette anni con voi, l’ho sperimentata molte volte. Non chiedo niente di meglio; non aspiro a niente di più.

Arriveranno, soprattutto per i ragazzi, i giorni lieti di CARNEVALE.

Poi, regolate bene gli orologi ed i calendari, per iniziare la QUARESIMA, che inizia presto, il 14 febbraio prossimo, giorno in cui cade il MERCOLEDÌ DELLE CENERI.

Lo stesso giorno uscirà il nuovo BOLLETTINO PARROCCHIALE, il 1° del nuovo anno. Ringrazio le vostre famiglie che sostengono economicamente le spese pubblicare “La Comunità Racconta”, uno strumento semplice, che vuole informare in modo pratico circa la vita della parrocchia e dell’oratorio, senza dimenticare la dimensione diocesana, italiana e cattolica della nostra famiglia di famiglie. Ringrazio le dispensatrici dei bollettini stessi, che fanno un servizio alla parrocchia e alle vostre famiglie che la costituiscono. La vostra generosità in questi sette anni ha sempre permesso di coprire le spese, anche senza mettere una quota “obbligatoria” per l’acquisto delle copie. Grazie di cuore. È evidente che apprezzate questo strumento e che lo utilizzate con la giusta attenzione.

Abbiamo seguito con interesse il VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN CILE E IN PERÙ nei giorni dal 15 al 22 gennaio, che lui stesso ha riassunto nell’udienza di mercoledì 24 gennaio seguente.

Giovedì 25 gennaio abbiamo tenuto a Leno l’incontro mensile dei SACERDOTI DELLA ZONA, nel quale ci siamo interrogati sulla realtà giovanile delle nostre parrocchie, in vista del SINODO dei Vescovi che sarà celebrato in ottobre in Vaticano. Luci ed ombre non mancano; tutti noi sacerdoti siamo pronti a rinnovare per i giovani le nostre attenzioni ed il nostro impegno; tuttavia ci troviamo davanti ad una situazione del tutto inedita e completamente diversa da quella del passato, anche di quello più recente.

Lunedì 29 gennaio è stata presentata in Vaticano la Costituzione Apostolica VERITÁTIS GÁUDIUM, con la quale aggiorna i documenti precedenti che regolano le attività e gli studi negli Istituti ecclesiastici del mondo.

Buona lettura!

Il Parroco – Don Gianluca


IL PAPA RACCONTA IL SUO VIAGGIO IN CILE E IN PERÙ

dal 15 al 22 gennaio 2018 nell’udienza generale

in Piazza San Pietro mercoledì 24 gennaio

 

… Sono rientrato due giorni fa dal Viaggio apostolico in Cile e Perù… Ringrazio il Signore perché tutto è andato bene: ho potuto incontrare il Popolo di Dio in cammino in quelle terre – anche quelli che non sono in cammino, sono un po’ fermi, ma è buona gente – e incoraggiare lo sviluppo sociale di quei Paesi…

► Il mio arrivo in Cile era stato preceduto da diverse manifestazioni di protesta, per vari motivi, come voi avete letto nei giornali. E questo ha reso ancora più attuale e vivo il motto della mia visita: «Mi paz os doy – Vi do la mia pace». Sono le parole di Gesù rivolte ai discepoli, che ripetiamo in ogni Messa: il dono della pace, che solo Gesù morto e risorto può dare a chi si affida a Lui. Non solo ognuno di noi ha bisogno della pace, anche il mondo, oggi, in questa terza guerra mondiale a pezzetti … Per favore, preghiamo per la pace! … contano più i gesti delle parole, e un gesto importante che ho potuto compiere è stato visitare il carcere femminile di Santiago: i volti di quelle donne, molte delle quali giovani madri, coi loro piccoli in braccio, esprimevano malgrado tutto tanta speranza. Le ho incoraggiate ad esigere, da sé stesse e dalle istituzioni, un serio cammino di preparazione al reinserimento, come orizzonte che dà senso alla pena quotidiana… Con i sacerdoti e i consacrati e con i Vescovi del Cile ho vissuto due incontri molto intensi, resi ancora più fecondi dalla sofferenza condivisa per alcune ferite che affliggono la Chiesa in quel Paese. In particolare, ho confermato i miei fratelli nel rifiuto di ogni compromesso con gli abusi sessuali sui minori, e al tempo stesso nella fiducia in Dio, che attraverso questa dura prova purifica e rinnova i suoi ministri. Le altre due Messe in Cile sono state celebrate una nel sud e una nel nord. Quella nel sud, in Araucanía, terra dove abitano gli indios Mapuche, ha trasformato in gioia i drammi e le fatiche di questo popolo, lanciando un appello per una pace che sia armonia delle diversità e per il ripudio di ogni violenza. Quella nel nord, a Iquique, tra oceano e deserto, è stata un inno all’incontro tra i popoli, che si esprime in modo singolare nella religiosità popolare. Gli incontri con i giovani e con l’Università Cattolica del Cile hanno risposto alla sfida cruciale di offrire un senso grande alla vita delle nuove generazioni. Ai giovani ho lasciato la parola programmatica di Sant’Alberto Hurtado: “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”

► In Perù il motto della Visita è stato: “Unidos por la esperanza – Uniti dalla speranza”. Uniti non in una sterile uniformità, tutti uguali: questa non è unione; ma in tutta la ricchezza delle differenze che ereditiamo dalla storia e dalla cultura. Lo ha testimoniato emblematicamente l’incontro con i popoli dell’Amazzonia peruviana, che ha dato anche avvio all’itinerario del Sinodo Pan-amazzonico convocato per l’ottobre 2019, come pure lo hanno testimoniato i momenti vissuti con la popolazione di Puerto Maldonado e con i bambini della Casa di accoglienza “Il Piccolo Principe”. Insieme abbiamo detto “no” alla colonizzazione economica e alla colonizzazione ideologica. Parlando alle Autorità politiche e civili del Perù, ho apprezzato il patrimonio ambientale, culturale e spirituale di quel Paese, e ho messo a fuoco le due realtà che più gravemente lo minacciano: il degrado ecologico-sociale e la corruzione… La corruzione rovina i cuori. Per favore, no alla corruzione. E ho rimarcato che nessuno è esente da responsabilità di fronte a queste due piaghe e che l’impegno per contrastarle riguarda tutti. La prima Messa pubblica in Perù l’ho celebrata sulla riva dell’oceano, presso la città di Trujillo, dove la tempesta detta “Niño costiero” l’anno scorso ha duramente colpito la popolazione. Perciò l’ho incoraggiata a reagire a questa ma anche ad altre tempeste quali la malavita, la mancanza di educazione, di lavoro e di alloggio sicuro. A Trujillo ho incontrato anche i sacerdoti e i consacrati del nord del Perù, condividendo con loro la gioia della chiamata e della missione, e la responsabilità della comunione nella Chiesa. Li ho esortati ad essere ricchi di memoria e fedeli alle loro radici. E tra queste radici vi è la devozione popolare alla Vergine Maria. Sempre a Trujillo ha avuto luogo la celebrazione mariana in cui ho incoronato la Vergine della Porta, proclamandola “Madre della Misericordia e della Speranza”. La giornata finale del viaggio, domenica scorsa, si è svolta a Lima, con un forte accento spirituale ed ecclesiale. Nel Santuario più celebre del Perù, in cui si venera il dipinto della Crocifissione chiamato “Señor de los Milagros”, ho incontrato circa 500 religiose di clausura, di vita contemplativa: un vero “polmone” di fede e di preghiera per la Chiesa e per tutta la società. Nella Cattedrale ho compiuto uno speciale atto di preghiera per intercessione dei Santi peruviani, a cui ha fatto seguito l’incontro con i Vescovi del Paese…

Anche ai giovani peruviani ho indicato i Santi come uomini e donne che non hanno perso tempo a “truccare” la propria immagine, ma hanno seguito Cristo, che li ha guardati con speranza.

Come sempre, la parola di Gesù dà senso pieno a tutto, e così anche il Vangelo dell’ultima celebrazione eucaristica ha riassunto il messaggio di Dio al suo popolo in Cile e in Perù: «Convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15).

 

CONGREGA DEI SACERDOTI DELLA ZONA 12 DI LENO

Giovedì 25 gennaio 2018 – In vista del sinodo dei giovani

 Il primo incontro tra Gesù e i discepoli (Vangelo di Giovanni), suggerisce che il primo atteggiamento da verificare, nel rapporto con i giovani, è il nostro sguardo, le nostre aspettative, le nostre sensazioni. Questa verifica è molto delicata, ma decisiva. È stata molto utile la condivisione di opinioni e di esperienze pratiche vissute da noi sacerdoti nelle parrocchie di questo territorio. Siamo tutti “nella stessa barca”, nel senso che le dinamiche giovanili, con le opportunità e le difficoltà, sono simili per tutte le nostre realtà parrocchiali.

I giovani del 2018 vivono la propria condizione in un mondo diverso dalla generazione di chi li ha preceduti; ad esempio oggi mancano ai giovani scadenze, tempi ordinati e condivisi (che aiutavano noi, quando eravamo giovani); c’è una profonda incertezza quando guardano al loro futuro (studi, lavoro, famiglia, stabilità in un rapporto di coppia) che spinge a rimandare scelte per la propria vita che siano coinvolgenti e definitive. Per alcuni di loro gli ideali della vita si riducono al denaro e al divertimento. Le trasformazioni economiche e sociali rendono mutevoli le situazioni e le opportunità. Mutano anche i desideri, i bisogni, la sensibilità ed il modo di relazionarsi con gli altri. Con la globalizzazione i giovani tendono ad essere sempre più omogenei in ogni parte del mondo (vedi ad esempio l’esagerata dipendenza dai social network), ma nei contesti locali rimangono peculiarità culturali e istituzionali che hanno ricadute nel processo di socializzazione e di costruzione della proprie identità.

Nessuno di noi sacerdoti possiede una “pozione magica” in grado di risolvere immediatamente ogni questione. La strada che insegniamo ai giovani un sentiero stretto ed in salita, perché è la strada di Cristo; è meravigliosa e alla fine è l’unica strada che porta ad una piena realizzazione si se stessi e della propria vita, ma comporta fatica, ascesi, spiritualità… non ammette facili sconti, né scorciatoie… cose che non si ottengono a basso prezzo. Provare per verificare! Ci dispiace che sono davvero pochi i giovani disposti a “scommettere” sulla propria vita giocando all’inizio una “posta” alta e continuando a perseverare, affrontando e superando con decisione ogni possibile ostacolo e difficoltà.

Noi indichiamo un modo di vedere le cose e di agire che è l’esatto contrario della “società liquida” nella quale siamo tutti immersi fin sopra i capelli (anche gli educatori e gli adulti) e dalla quale i giovani faticano più di noi a prendere le distanze.

 

COSTITUZIONE APOSTOLICA – VERITATIS GAUDIUM

Circa la nuova normativa sugli Istituti di studi ecclesiastici – presentata in Vaticano il 29 gennaio 2018

 S. Ecc. Mons. Angelo Vincenzo Zani ha spiegato alcune novità che interessano soprattutto gli “addetti ai lavori”. Per noi può essere utile conoscere alcuni dati relativi alle istituzioni ecclesiastiche che compongono il sistema di studi superiori della Santa Sede.

► Le istituzioni create sulla base della Costituzione “Sapientia christiana” (di Papa Giovanni Paolo II), ora confermate dalla “Veritatis gaudium” e approvate dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, sono denominate principalmente come Facoltà; quando vi sono insieme più Facoltà, abbiamo allora gli Atenei (con almeno tre Facoltà) o Università (con almeno quattro Facoltà); poi esistono le Istituzioni collegate che si articolano in Istituti affiliati (che hanno cioè solo il primo ciclo di studi e rilasciano il baccalaureato), Istituti aggregati (con il primo e secondo ciclo che rilasciano il baccalaureato e la licenza), e gli Istituti incorporati (si tratta di centri accademici di secondo e terzo ciclo che rilasciano i titoli di licenza e di dottorato); infine, abbiamo gli Istituti Superiori di scienze religiose, creati soprattutto per la formazione degli insegnanti di religione o altre figure qualificate per la pastorale (servizi sociali, beni culturali, ecc.). Riassumendo tutte queste tipologie di istituti, il quadro generale è il seguente.

► Le Facoltà ecclesiastiche nel mondo sono 289 e le Istituzioni collegate (cioè affiliate, aggregate e incorporate) sono 503, per un totale di 792 Istituti. Tutte le istituzioni sono così distribuite nel mondo:

– in Africa: 15 Facoltà e 76 Istituzioni collegate;

– in Asia: 25 Facoltà e 56 Istituzioni collegate;

– in Nord America: 19 Facoltà-25 Istituzioni collegate;

– in Sud America: 22 Facoltà e 56 Istituzioni collegate;

– in Oceania 1 Facoltà e 3 Istituzioni collegate;

– in Europa: 207 Facoltà e 287 Istituzioni collegate (questi dati sono così elevati a motivo di una forte concentrazioni di Facoltà a Roma e di una forte distribuzione di Istituti Superiori di Scienze Religiose soprattutto in Italia, Spagna e altri paesi).

Totale studenti: 64.500. Totale docenti: 12.000.

Oltre a queste istituzioni vi sono 1.365 Università Cattoliche, nei vari paesi del mondo…