Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 241

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com



Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE241

14 GENNAIO 2018

 

PACE e VITA 

Padre Pio

Gruppo di Preghiera di Padre Pio

S. Messa di mercoledì 10 gennaio 2018 – ore 17

 

Pochi ricordano un’affermazione di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio):

“BASTEREBBE UN GIORNO SENZA NESSUN ABORTO

E DIO CONCEDEREBBE LA PACE AL MONDO

FINO AL TERMINE DEI GIORNI”

La pace è un dono di Dio, e la guerra può senza dubbio essere un castigo

inflitto da Dio in punizione dei peccati.

 


► Ogni anno nel mondo si uccidono oltre 40milioni di esseri umani col crimine dell’aborto.

Di fronte a questa immane carneficina, le parole di San Pio da Pietrelcina risuonano come un terribile monito. Il mondo è intriso di male, immerso nella malvagità, resa ancor più perversa dalla legalizzazione con cui gran parte degli Stati cosiddetti “civili”  (fra i quali anche l’Italia, come sapete) ha elevato un crimine abominevole al rango di “diritto”.

Il 31 dicembre e il 1° gennaio si prega per la pace. Perché tanta mobilitazione a livello mondiale non si fa, né si è mai fatta, per la strage continua e inarrestabile delle creature più innocenti che ci siano, i bimbi che ancora devono vedere la luce?

La lotta per la Vita è stata condotta dalle animose associazioni pro-life, che in America, Stati Uniti, hanno già portato in piazza milioni di persone e in Italia hanno organizzato grandi eventi come le marce per la Vita.

Di recente il Presidente del Movimento per la Vita in Italia si è dissociato da questo tipo di iniziative.

Pare che si preghi per la pace spinti dalla paura della guerra, più che da sincero amore cristiano, che è amore a Dio, alla persona umana e alla vita.

La guerra è qualcosa che può colpirci direttamente e se è guerra atomica potrebbe essere qualcosa di catastrofico (vedi gli attuali contrasti diplomatici tra USA e Corea del Nord).

Il crimine dell’aborto invece non ha bisogno di missili: le sue vittime sono piccole e indifese e tutto è stato “legalizzato”. Queste vittime sono così piccole che ce ne scordiamo troppo spesso e non ne parliamo più.

Uccidere con i gas (come fecero i nazisti con la shoah e molti altri dittatori, come Saddam Hussein in Iraq coi Curdi…) è brutto e cattivo, ma si può “glissare” sull’assassinio dei bambini nel grembo materno, passando in fretta sopra un abominio del genere?

Un mondo così pieno di peccato, che uccide ogni anno oltre 40 milioni di bambini innocenti come se niente fosse, potrà avere pace?

Si è creata una sciagurata assuefazione al male. Abbiamo paura che piovano armi atomiche sulle nostre teste (ce ne sono, stoccate,  in deposito qui, proprio vicino a noi, all’aerobase militare di Ghedi).

Grazie a leggi perverse, che possono essere suggerite solo dal demonio, ogni giorno nel mondo si combatte una guerra orribile, in cui le vittime predestinate non hanno nemmeno la possibilità di piangere per difendersi.

In Italia, grazie a Dio, s’è finalmente chiusa, col 2017, una penosa e vergognosa legislatura (credevamo che non ce ne potesse essere una peggiore di quella precedente, che si era caratterizzata dalle molte promesse, puntualmente tradite, dell’ultimo governo Berlusconi). Invece, negli ultimi due anni, il capolavoro dei governi Renzi e Gentiloni ci ha regalato le vere riforme di cui l’Italia aveva bisogno, fra le quali la legge sulle unioni civili e quella del 14 dicembre scorso sul biotestamento…

Ricordate alcuni nomi? Cirinnà, Vendola, Bonino, Scalfarotto, Fiano, amici LGBT e compagnia bella? Poveretti! Loro e noi!

Gente equivoca, incapace di decidere in modo equilibrato per sé stessa, alla quale si è delegata “in bianco” l’opinione pubblica di un intero popolo, quello italiano! Roba da matti.           Dgl

 

 ► Gennaio è il mese della PACE.

► Ricorderemo i bambini in cielo da piccoli e le vittime dell’aborto procurato nella Messa della Candelora, il 2 febbraio prossimo, alle ore 16.

► Celebreremo la Giornata Nazionale della VITA domenica 4 febbraio, specialmente coi bambini e coi ragazzi alla Messa delle 10, che sarà celebrata da Mons. Olmi, nella Festa di San Giovanni Bosco, Patrono del nostro Oratorio e nel primo anniversario di morte di Mons. Nino (Giuseppe) Treccani, nato nella nostra Parrocchia, che per molti anni fu Curato dell’Oratorio di Castelletto.

 

VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN CILE E IN PERÙ

nei giorni 15-22 gennaio 2018

Senza-titolo-1

 

“Vengo da voi per condividere con tutti la pace del Signore e confermarvi in una stessa speranza

Desidero incontrarvi, guardarvi negli occhi, vedere i vostri volti e poter sperimentare insieme la vicinanza di Dio, la sua tenerezza e la misericordia che ci abbraccia e ci consola. Conosco la storia dei vostri paesi, forgiata con impegno, dedizione. Desidero, insieme a voi, rendere grazie a Dio per la fede e l’amore a Dio e ai fratelli più bisognosi, specialmente per l’amore che provate verso quanti sono scartati dalla società. La cultura dello scarto ci ha invaso sempre più.

Desidero farmi partecipe delle vostre gioie, tristezze, difficoltà e speranze, e dirvi che non siete soli, che il Papa è con voi, che la Chiesa intera vi accoglie, che la Chiesa vi guarda. Con voi desidero sperimentare la pace che viene da Dio, tanto necessaria; solo Lui ce la può dare. È il dono che Cristo fa a tutti noi, il fondamento della nostra convivenza e della società; la pace poggia sulla giustizia e ci permette di trovare istanze di comunione e armonia.

  

Bisogna chiederla costantemente al Signore e il Signore la dona. È la pace del Risorto che porta la gioia e ci spinge a essere missionari, ravvivando il dono della fede che ci conduce all’incontro, alla comunione condivisa di una stessa fede celebrata e trasmessa. Questo incontro con Cristo risorto ci conferma nella speranza… Pongo nelle mani della Vergine Maria, Madre d’America, questo viaggio apostolico e tutte le intenzioni che serbiamo nel nostro cuore, affinché sia Lei, come buona Madre, ad accoglierle e a indicarci il cammino verso il Figlio…)                                              

dal video-messaggio del Papa

del 9 gennaio 2018

 

► Con rammarico e preoccupazione abbiamo sentito di manifestazioni contrarie alla visita del Papa e violente a Santiago del Cile. Abbiamo un motivo in più per pregare, chiedendo che la visita porti riconciliazione e pace fra le persone di buona volontà.


TRIDUO DEI MORTI… e l’inferno

 

Li celebreremo a fine di gennaio, prima dell’inizio della Quaresima, come di consuetudine. Rifletteremo sui NOVISSIMI: morte, giudizio, inferno e paradiso. Siamo tutti d’accordo che “la nostra patria è nei cieli” e che di tutti il più importante è il PARADISO. Ma non dimentichiamo gli altri tre aspetti: la MORTE, oggi tabù di cui non si deve parlare, mai, soprattutto coi bambini – grave errore! – perché dai complessi patologici degli adulti derivano poi carenze educative nelle generazioni più giovani. GIUDIZIO: perché osservare i comandamenti, perché fare bene… se si dimentica che tutti saremo sottoposti al Giudizio di Dio, che non sarà qualcosa di allegro né da sottovalutare! INFERNO: forse per le gravi assenze nella predicazione in generale degli ultimi cinquant’anni mai come oggi si fa fatica a capire la grandezza della misericordia di Dio.

“Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno, il giorno che ci guarderemo si saprà”, cantava Luciano Ligabue. Domanda legittima, alla quale c’è una risposta, granitica, data dalla Chiesa da almeno 2000 anni. Peccato che la stessa domanda ormai non la si faccia più per l’anti-Cielo, altrimenti detto Inferno, che negli ultimi tempi è diventato sempre più off-limits: esisterà? E se esisterà, non sarà forse vuoto? Colpa di una teologia che ha cercato di sbarazzarsi dello stato di lontananza eterna da Dio nel quale sprofondano le anime che hanno scelto deliberatamente di rifiutare il suo Amore. 

Di recente un abate francese, Guy Pagès, che ha dato alle stampe un libro intitolato “Giuda, è all’inferno?”, con sottotitolo: Risposte a Hans Urs von Balthasar; nel quale rivolge un accorato appello rivolto nientemeno che al Papa: quello di affermare un nuovo dogma, che dica sostanzialmente che attualmente ci sono numerose anime all’inferno, e quindi anche quella di Giuda. Sfida improba, ma forse interessante, almeno nella disquisizione…

Pagès sostiene che fino alla metà del XX secolo si era sempre professato che Giuda fosse all’inferno. Sia il Catechismo del Concilio di Trento, San Tommaso d’Aquino, i Padri, la liturgia, tutto faceva parte di questa credenza. Ma oggi, invece, si sostiene di non saperlo. Tutto ciò deriva dal lavoro di Hans Urs von Balthasar, che ha influenzato tutti i teologi e i pastori della sua epoca.

Pagès sostiene che Giuda è all’inferno: “Ce l’ha voluto rivelare lo stesso Nostro Signore Gesù Cristo. Affermare che l’inferno può essere vuoto è una contraddizione in termini, perché l’inferno in sé stesso è il deliberato rifiuto che l’uomo può dare a Dio per il dono della libertà da Lui ricevuto. Non c’è nessun inferno se nessuno rifiuta Dio. Dunque, parlare di inferno vuoto suppone perlomeno un rifiuto esistenziale dovuto alla libertà umana. Dunque, dire che l’inferno è vuoto è un non senso”.

L’abate ricorda che “lo stesso sant’Alfonso Maria de Liguori dice che Dio ha creato l’inferno per essere amato da noi. Se non ci fosse l’inferno, chi amerebbe Dio? e che la ragione fondamentale per cui oggi la Chiesa si è tanto debilitata è dovuta al fatto che ha perso il senso di ciò che significa essere salvata. Quindi la verità del Vangelo è dire che se non ci convertiamo siamo tutti perduti e siamo destinati all’inferno”. 

Non potevano mancare le apparizioni mariane, come Fatima, a dare manforte a questa verità: “All’inizio del XX secolo la Vergine Maria ha giustamente parlato anche dell’inferno, perché Ella sapeva che era necessario preservare quel dogma e che si doveva ricordarlo; che se i popoli non si fossero davvero convertiti sarebbero andati all’inferno. Se questa realtà è stata mostrata a dei bambini, vuol dire che voleva far sapere che cosa succede in quel luogo”.

In conclusione: se pensiamo un po’ anche all’inferno forse riusciamo a capire meglio il concetto di misericordia di Dio. Se non ci fosse l’inferno o fosse davvero vuoto, il concetto stesso di misericordia di Dio verrebbe completamente svuotato dalla sua meravigliosa grandezza!