Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 240

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com


 Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE240

7 GENNAIO 2018 – BATTESIMO del SIGNORE

 

Carissimi Parrocchiani,  

sono state bellissime le FESTIVITÀ NATALIZIE, che ci lasciamo alle spalle.

Devo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito:

1 – a rendere più belle, partecipate e decorose le numerose celebrazioni liturgiche in chiesa, con la preparazione (c’è sempre un prima-durante-dopo ogni celebrazione), la realizzazione del presepio in chiesa (che quest’anno è stato rispettato e non è stato vandalizzato), il servizio organistico e nella guida del canto; la presenza della scuola di canto alle celebrazioni più importanti della comunità, la pulizia e il riordino della chiesa, dell’oratorio e degli altri ambienti parrocchiali;

2 – a realizzare le iniziative dell’Oratorio San Giovanni Bosco per i bambini e ragazzi: gli auguri di Natale con una bellissima rappresentazione sacra e canti natalizi; il mini-Grest invernale feriale, mattino e pomeriggio, col pranzo in Oratorio… numerosi i giorni e assai ampio l’orario dell’attività, voluta per i piccoli e come supporto alle nostre famiglie; il corteo dei Re Magi, con un impegno notevole di catechiste e mamme, di sartoria e di allestimento costumistico… molti hanno notato vicino ai Re Magi anche due straordinari cammelli…

3 – a contribuire economicamente alle numerose spese della Chiesa e dell’Oratorio, con offerte volontarie e con quelle raccolte in chiesa. La sfida era alta, ma voi l’avete affrontata e superata! Castelletto continua ad essere una comunità attenta e generosa… bollettini, buste, ravioli, pesca…

Un grazie grande grande arrivi a tutti; non vorrei tralasciare proprio nessuno. Mentre riprendiamo il tempo ordinario, resti nei nostri cuori un ricordo di condivisione, collaborazione e movimento.

Vorrei spendere due parole anche per segnalare il notevole aiuto che ho ricevuto personalmente dalla presenza di un sacerdote, don Alberto e di due seminaristi, Vitus e Gift, che sono rimasti con noi circa tre settimane. Questa presenza significativa ci ha permesso di intensificare anche i momenti di preghiera in chiesa e in Cappella (invitatori, Uffici delle Letture, lodi, ore medie, Rosari…), trasmettendoli alla radio, quasi come se fossimo una Collegiata, col prevosto e i suoi canonici… cose d’altri tempi! Che da noi invece, si sono potute realizzare. Don Alberto ha confessato quasi tutti i fedeli che ne hanno fatto richiesta (un aiuto preziosissimo!) e ha portato la Comunione natalizia ai nostri ammalati, accompagnato dai ministri straordinari e dando la possibilità agli ammalati di potersi confessare. Mi fa piacere che tutti hanno accolto questo sacerdote messicano con grande spirito di fede e ammirazione. Anche i seminaristi, entrambi africani, che hanno una cultura e una sensibilità molto diverse rispetto alla nostra, si sono integrati molto bene, pur non avendo nessuna esperienza pastorale diretta né liturgica e tanto meno oratoriana (infatti sono studenti di teologia e vivono in un collegio di seminaristi). Anche voi li avete accolti molto bene. Grazie alle famiglie dove siamo stati ospiti per i numerosi pranzi e cene: non ci avete fatto mancare niente; anzi, ci avete sempre preparato troppo!

Il Signore vi ricompensi con la sua Benedizione propiziatrice all’inizio di questo nuovo anno e vi ricolmi di ogni letizia.

                                          Don Gianluca

I primi nati del 2018 in Italia sono stranieri

ALLARME: la famiglia italiana si estingue

 

Coi botti di mezzanotte, abbondanti dappertutto, sono arrivati anche i primi bambini, nati della notte di Capodanno nel nostro paese, sempre più multiculturale e composto da persone non-italiane.

La famiglia italiana si estingue: la prima neonata del 2018 a Roma è figlia di moldavi, il primo neonato è figlio di filippini. A Torino il primo neonato è figlio di egiziani. Auguri ai piccoli e ai loro genitori, la vita nascente è sempre una ricchezza e una gioia grandissima!

Ma dov’è la famiglia italiana? Una legislazione pesantemente contro la famiglia e anti-cristiana, una cultura abortista e necrofila, producono effetti ben visibili nel nostro paese; effetti che non sono affatto una novità, ma che confermano una tendenza, un declino, che sembrano ormai inesorabili e irrimediabili.

I nati della notte di Capodanno sono Lucas Nathaniel, il primissimo del 2018, venuto alla luce proprio allo scoccare della mezzanotte: la sua mamma è filippina e ha partorito presso la Casa di cura Santa Famiglia a Roma. La prima femminuccia invece si chiama Hadega ed è venuta alla luce a Torino, nell’ospedale Sant’Anna alle 00.05. I suoi genitori sono entrambi egiziani e vengono dal Cairo: lui, magazziniere trentunenne, è in Italia da otto anni; la mamma 22enne invece è arrivata nel nostro Paese solo due mesi fa.

I dati dell’Istat sulla de-natalità in Italia sono noti e la meraviglia è che nessuno lanci un serio allarme. Alcuni personaggi della politica avanzano qualche proposta. Ad esempio:

“Reddito di maternità di mille euro al mese per le donne italiane che avranno figli e si dedicheranno alla famiglia, riforma fiscale del quoziente familiare, incentivo alle politiche pro-life e limitazione della cultura abortista”.

Costruire un paese desertificato da offrire come terra di conquista a chi non è italiano è come voler operare una sostituzione etnica di popolazione, meglio se di religione non cristiana… è un crimine che non può più essere silenziosamente tollerato. Animalisti e ambientalisti si affannano tanto per le specie in via d’estinzione.

Possiamo gridare: salviamo la famiglia italiana dall’estinzione?

 

Aggiornamenti… di quanto bolle in pentola

 

All’inizio di dicembre si è ricevuta comunicazione che la Curia Diocesana, tramite l’ufficio amministrativo e il suo direttore in particolare, don Girelli, si farà mediatrice tra la nostra parrocchia e l’assicurazione in merito all’indennizzo che stiamo aspettando in seguito alla tromba d’aria del 6 giugno 2017, che ha prodotto ingenti danni ai nostri fabbricati.

Anche se finora non abbiamo ancora ottenuto niente in termini di rimborsi, sembra di poter sperare che le operazioni dovrebbero avvenire in tempi rapidi e con una buona copertura, in riferimento alle spese per la messa in sicurezza degli ambienti e dei lavori che sono già stati eseguiti e di quelli che seguiranno.

Questa “triangolazione” (Assicurazione – Curia – Parrocchia) mi solleva personalmente da alcune “rogne”, come dover seguire direttamente i lavori e fare controlli su materie di cui posso avere un’esperienza e una competenza limitata.

Penso che la triangolazione voluta sia anche opportuna e favorevole per tre motivi:

1 – la Curia controlla direttamente e segue (in concertazione col nostro Architetto Dott.sa Raffaella Giaretta) i lavori che verranno eseguiti e opererà una mediazione con l’Assicurazione e con la Soprintendenza per quanto riguarda i beni vincolati (quasi tutti quelli con cui abbiamo a che fare). Questo permetterà di evitare “cantonate” che sono sempre possibili e dietro l’angolo, anche quando si opera con le migliori intenzioni;

2 – la persona del Parroco si trova ad essere “con le spalle coperte” verso qualsiasi ipotesi o sospetto di opzioni operate o di spese eseguite che potrebbero sembrare ingiustificate o ingiustificabili, anche verso eventuali detrattori futuri (del senno di poi… – i “maestri in Israele” non mancano mai);

3 – i fedeli, tutti (chi ha fiducia nel parroco e chi potrebbe non averne) possono sentirsi tranquilli per il fatto che non mancano dei “supervisori” e che ogni operazione verrà valutata, vagliata e controllata; niente sarà lasciato al caso o sfuggirà di mano!

Nel frattempo dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza, tutti, compresi i nostri creditori che hanno già lavorato da mesi e che aspettano la giusta mercede.