Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 236

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

– Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915  

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 


Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE236

3 DICEMBRE 2017 – PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

 

Carissimi Parrocchiani,  

il mese di novembre si è concluso, e con lui anche il vecchio Anno Liturgico. È stato un mese ricco d’iniziative e di appuntamenti, anche a livello parrocchiale. Abbiamo onorato TUTTI I SANTI e pregato nell’Ottavario in suffragio dei DEFUNTI. Personalmente ho avuto l’opportunità di passare cinque giorni di ESERCIZI SPIRITUALI all’Eremo di Bienno, predicati da Mons. Marco Frisina, teologo romano, biblista e musicista di fama internazionale. Abbiamo meditato in particolare sul libro dell’Apocalisse, sempre meraviglioso e misterioso… rileggere queste pagine ha fatto bene a me e assicuro che farebbe bene anche a tutti voi. Sì, perché da una parte ridimensiona le maníe di onnipotenza di questa umanità del terzo millennio che stoltamente pensa di poter fare a meno di Dio; dall’altra ci fa ricordare il traguardo, dopo le grandi tribolazioni, che è la Gerusalemme celeste, ossia la vita eterna. Ne abbiamo avuto conferma domenica 26 novembre scorso, celebrando la Solennità di CRISTO RE: cosa sono riusciti ad ottenere i grandi generali, i governatori, i dittatori del 20° secolo che si erano sostituiti a Cristo Re? Miserie, rivoluzioni, guerre, odio e popoli alla deriva e nella più buia disperazione! Abbiamo rinnovato la Consacrazione del Genere Umano a Cristo Re a nome di tutti, sicuri che se mettiamo da parte il regno di Dio anche gli uomini saranno meno uomini e le democrazie si svuoteranno, trasformandosi in crudeli tiranníe, dove comandano sempre i più forti a scapito dei più deboli. Se le nazioni NON vogliono che Cristo regni è inevitabile che le occupi il Demonio, che vuole distruzione, divisioni, odio e morte! La storia del 20° secolo ci ha insegnato davvero tanto a questo riguardo! Attorno a queste considerazioni abbiamo alcune preferenze: celebrando la RACCOLTA DI SAN MARTINO sabato 11 novembre per la Caritas parrocchiale, con l’aiuto dei ragazzi e catechisti del gruppo Gerusalemme; il 12 il ringraziamento ed ora la BENEDIZIONE DELLE CASCINE.

Domenica 19 abbiamo vissuto la prima GIORNATA MONDIALE DEI POVERI, ricordando che sono loro i veri tesori della Chiesa, in quanto ci offrono la possibilità di esercitare le buone azioni (= le opere di misericordia) materiali e spirituali. È stato nostro ospite PADRE SANDRO, della Consolata, che abbiamo aiutato con la bancarella di fine ottobre, promossa da catechiste e ragazzi del gruppo Cafárnao.

Grazie agli input continui che ci vengono dal SANTO PADRE, sempre attento ai poveri, ai bisognosi, agli ultimi a qualsiasi genere o categoria e religione appartengano (sta dando una meravigliosa lezione all’intera umanità con la visita in Myanmar e in Bangladesh!). Abbiamo pregato per le vocazioni celebrando domenica scorsa, 26 novembre, la GIORNATA DEL SEMINARIO. Potete leggere a parte anche alcune considerazioni numeriche circa il clero in Italia.

L’impoverimento di vocazioni e l’età media dei sacerdoti che s’innalza dovrebbe farci riflettere e forse apprezzare di più il dono dei sacerdoti (finché il Signore li mantiene) facendoli lavorare di più spiritualmente e di meno materialmente (spesso invece avviene l’esatto contrario!).

Talvolta ho la vaga impressione di appartenere all’ultima generazione credente…

Mi piacerebbe essere smentito dai fatti…

 

Anno Nuovo, vita nuova, si dice.

È vero. Con l’AVVENTO iniziamo il nuovo anno liturgico, che ci prepara al Santo Natale: Gesù nasce piccolo, povero, nudo… in una stalla di pastori. In questa prima domenica, che chiamiamo GIORNATA DEL PANE, alle Messe il sacerdote benedice il pane che si è poi invitati a portare a casa, mangiandolo sulla tavola in famiglia: ringraziamo il Signore per il dono del pane e ci facciamo “prossimo” per tanti fratelli che mancano di un’alimentazione dignitosa e sufficiente. Quando penso agli enormi sprechi alimentari, che mi pare di vedere anche da noi in alcune delle nostre case… sono cose che gridano al cospetto di Dio, che un giorno ci domanderà: “Avevo fame, mi hai dato da mangiare?” Quest’anno aiutiamo l’Associazione Cattolica Bresciana CHIESE DELL’EST, che faranno arrivare anche le nostre offerte a comunità dell’Europa Orientale che da anni lavorano tra bambini e ragazzi poveri: donando un piatto caldo con affetto ed un sorriso. Si può leggere alcune riflessioni del presidente don Alfredo.

Ecco la NOVENA DELL’IMMACOLATA, iniziata già mercoledì 29 novembre: è Maria Santissima la prima ad aver accolto Gesù, il Figlio di Dio che viene nel mondo, nel primo Natale, quello storico, avvenuto nella notte santa a Betlemme. La Madonna ha messo a disposizione tutta se stessa, corpo e anima: “Eccomi, sono la serva del Signore!”                                  

                                          Don Gianluca

 

 

A margine della Giornata per il Seminario Diocesano del 26 novembre

In Italia mancano ottomila parroci

Tra i motivi dell’emergenza c’è il calo delle vocazioni

(Fonte: Lapresse – 25/11/2017 – di Domenico Agasso jr, Andrea Tornielli – Roma)

 

 

Ci dovremo abituare alla scomparsa della tradizionale figura del parroco, guida unica della chiesa che sorge vicino a casa nostra, factotum per i sacramenti, il culto, l’oratorio e le attività sociali. Lo dicono i numeri (forniti dalla Conferenza episcopale italiana e dall’Istituto centrale per il Sostentamento del Clero): nelle 224 diocesi italiane le parrocchie sono 25.610, mentre i parroci 16.905. Il bilancio è un meno 8.705, che significa: molti sacerdoti devono guidare due o tre parrocchie, quando va bene.

Quando va male, anche 15, anche 19, come don Maurizio Toldo nella diocesi di Trento. In loro aiuto ci sono 6.922 viceparroci, ma la coperta resta corta. E senza prospettive di inversione di rotta: il calo di vocazioni – circa il 12% nell’ultimo decennio – interessa anche il nostro Paese.  

Non è pensabile mantenere in vita come un tempo tutta la rete capillare di parrocchie e chiese che intessono le strutture delle città e dei paesi, tantomeno garantire le messe in orari comodi per tutti. Ma se il modello don Camillo, immortalato nei romanzi di Giovannino Guareschi e citato anche da Papa Francesco al convegno della Chiesa italiana di Firenze, appare in declino, questo non significa che le parrocchie rimarranno senza un prete. I sacerdoti in Italia – secolari, ossia diocesani, e religiosi appartenenti a famiglie religiose – sono quasi 35mila, di cui, nel 2016, 31.728 attivi, mentre 3.082 non operativi per motivi di età o di salute, senza dimenticare i 399 impegnati nelle missioni del Terzo Mondo.  

Già da diversi anni le diocesi stanno sperimentando le unità pastorali.

In alcune diocesi le unità pastorali sono state trasformate in comunità pastorali: la parrocchia resta, con un prete che vi risiede, ma è inserita in una comunità più grande, che raduna diverse parrocchie sotto un unico responsabile che rimane in carica per 9 anni e un direttivo che vede presenti altri preti, ma anche laici. La necessità di coordinare meglio le forze esistenti è ben visibile anche nelle città e nei centri storici.

Nei paesi di provincia i campanilismi – anche parrocchiali – sono più difficili da superare, ma ci si dovrà fare una ragione. Più difficile è un’altra via, quella del coinvolgimento dei laici, che costituendo comunità di famiglie possano vivere nella parrocchia facendosene carico per tutto ciò che non richiede la presenza del prete.

Nella nostra Diocesi si sta provando con la direzione di alcuni Oratori, affidati a laici adeguatamente preparati (vedi, ad esempio, a Gambara)… Un cammino progressivo.

 

2-3 dicembre – Prima Domenica di Avvento

Giornata del pane

Da quando sono a Castelletto (2011) tutti gli anni abbiamo aderito all’iniziativa suggerita in tutta la Diocesi di Brescia: perché è un modo pratico, concreto, coi fatti, d’iniziare subito la preparazione al Natale, fin dal primo giorno col passo giusto: quello della riconoscenza, della gratitudine e dell’attenzione ai poveri, ancor più se sono bambini, come quelli che aiuteremo oggi.

Ogni anno abbiamo sostenuto iniziative diverse, tutte a favore del “pane” per i poveri:

 

2011 ► per i ragazzi della Diocesi di Castanhal in Brasile [Diocesi – BS];

2012 ► progetto Offri un pasto – Suore Francescane con i poveri [Suor Giovanna Dada];

2013 ► a Padre Maurizio Zaninelli del Mato Grosso – di Rovato, miss. in Peru [Cuore Amico];

2014 ► alla Mensa Menni di Brescia [Ancelle della Carità];

2015 ► alla Mensa dei poveri di Milano [Padri Francescani];

2016 ► per i Bambini poveri di Macapà in Brasile [Don Stefano Bertoni].

Sono piccole gocce, in un oceano di povertà… ma guai se non ci fossero state!

Anche i mari più profondi e gli abissi sono composti da gocce!                               Dgl

 

Ecco ora l’iniziativa 2017

Le chiese dell est

a favore dell’Associazione Chiese dell’Est – ONLUS – BS

Per il progetto: “AIUTIAMO I BAMBINI – DIAMOGLI DA MANGIARE”

 

L’anno scorso l’Associazione ha potuto offrire € 45.000 a 13 istituzioni, come indicato nel pieghevole di novembre 2017 (Anno 20-n°7) appeso alla porta principale della chiesa da circa due settimane.

 

 

“… In Romania molte comunità di suore e di laici offrono ai bambini bisognosi pranzo e doposcuola.

Ad esempio la volontaria italiana Marzia Tiberti gestisce un doposcuola nel paese rumeno di Buruienesti, che si occupa di una trentina di bambini, dai 6 ai 14 anni.

Con quale criterio vengono scelti i bambini?

“A tutti viene posta una condizione e cioè che frequentino regolarmente la scuola, altrimenti niente pranzo e niente doposcuola. Così si previene l’abbandono scolastico, che diversamente sarebbe molto alto; poi scegliamo con cura le famiglie più bisognose…”

Sono tanti i centri nei quali ogni giorno, finita la scuola, i bambini arrivano affamati. Molte sono case gestite da suore, lì trovano assieme ad un pasto caldo, tanto affetto e tanto aiuto. I pasti di queste mense delle suore per i bambini del doposcuola sono un aiuto prezioso. Per la maggior parte di essi il pasto che consumano dalle suore è l’unico pasto sicuro della giornata. Cari benefattori, aiutiamo queste sante suore… non sprechiamo soldi in cose superflue.

Care suore, vi ringraziamo per quello che fate. Date da mangiare a nome nostro a quei bambini. Voi siete le nostre mani e il nostro cuore. Vi aiuteremo volentieri…”     

Don Alfredo Savoldi