Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 227

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

– e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 227– 3 SETTEMBRE 2017

RIPRESA delle ATTIVITÀ

 

Carissimi parrocchiani, è iniziato settembre. Molti sono tornati dalle ferie. Si riapre l’Oratorio feriale con la settimana del MINI-GREST, martedì la gita a cui possono partecipare anche altri. Di contro, col 31 agosto ha chiuso definitivamente il BAR dell’Oratorio, a motivo dell’impossibilità del gruppo volontari rimasti di poter continuare il servizio. Lunedì 28 agosto scorso ho presieduto un incontro con i baristi, ma non è emerso niente di significativo. Cosa succederà adesso? Dipende da voi; dipende dalla comunità. Se le interessa il bar dell’Oratorio aperto la comunità si darà da fare in questa direzione; altrimenti resterà chiuso. L’esperienza del volontariato è stata positiva e, a mio parere, è da preferirsi: coinvolge più persone che s’impegnano in prima persona, donando ore, fatica, corresponsabilità nell’opera educativa dei più giovani e si mettono in gioco per valori che ritengono importanti, nei quali credono. Si può anche optare per dare in gestione il bar a privati, ma è l’istituto della “delega”; dovranno essere persone che godono di buona fama in paese, ma che non s’illudano di venire a trovare una miniera d’oro finora nascosta! Sapeste quante sono le spese di gestione: ordinarie, straordinarie, di tasse, burocrazie ed imbrogli vari (ogni giorno ce n’è una!!!). Si deve fare tanti caffè e vendere molte caramelle anche solo per “stare a galla”; figuriamoci per guadagnarci qualcosa o addirittura per viverci!

Tutte le opzioni sono possibili e aperte. Prima di ogni decisione sarà mia cura sentire i pareri del CPP e del CONSIGLIO DELL’ORATORIO.

Entrambi questi Consigli, tra l’altro, hanno bisogno di una nuova boccata d’ossigeno, nel senso che negli ultimi mesi si era un po’ decaduti al ribasso e s’è battuta la fiacca.

Sul prossimo BOLLETTINO PARROCCHIALE, che uscirà giovedì 14 settembre, leggerete alcune indicazioni concrete perché la comunità possa risvegliarsi.

Per la prima volta, entro la fine di settembre, verrà convocata un’ASSEMBLEA PARROCCHIALE allo scopo di presentare alcuni aspetti attuali della comunità (ad esempio: piano pastorale annuale, situazione tromba d’aria, situazione gruppi della chiesa e dell’oratorio, situazione economica…). Veramente un’assemblea parrocchiale c’era già stata, quando abbiamo valutato a parere unanime di ospitare una famiglia di profughi (anche se da allora non è stata MAI segnalata NESSUNA FAMIGLIA!).

Accompagniamo questa settimana il VIAGGIO IN COLOMBIA del Santo Padre con la nostra preghiera e con la nostra stima, sempre rinnovata ed alta per il Vicario di Cristo, che vogliamo ascoltare con umiltà e con grande spirito di fede… Alcuni fedeli, infatti, da questo punto di vista, non si dimostrano poi tanto fedeli: nelle opinioni che esprimono, in quello che scrivono, spesso fraintendendo le parole del Santo Padre o interpretando male gesti che hanno invece un altissimo valore simbolico.

Un saluto cordiale a tutti.

Don Gianluca


 

Parolin: il Papa in Colombia per “favorire la riconciliazione”

Questo il “punto centrale” del nuovo viaggio del Pontefice in Sudamerica

 “Io credo che il compito, la missione fondamentale della Chiesa, in questo momento, sia quello di favorire la riconciliazione” in Colombia. Lo dichiara il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, in un’intervista rilasciata venerdì 1° settembre 2017 al programma italiano di Radio Vaticana.

“Uno degli strumenti principali di questa riconciliazione è la capacità del perdono, la capacità di dare e di ricevere perdono”, afferma il porporato, il quale aggiunge che il lemma del viaggio — “Facciamo il primo passo” — deve “coinvolgere tutti”.

Incoraggiare il processo di riconciliazione nel Paese sudamericano dopo oltre mezzo secolo di conflitto armato è il “punto centrale” del viaggio pontificio, in programma dal 6 all’11 settembre prossimi, sottolinea Parolin.

“Mi pare — prosegue il cardinale — che ce ne sia tanto bisogno, proprio perché la pace non sarà una realtà presente, una realtà viva ed effettiva se non nella misura in cui ci sarà una riconciliazione all’interno del popolo colombiano”.

Anche se la nuova trasferta sudamericana del Papa “ha un carattere essenzialmente pastorale”, essa avviene “in un momento molto particolare della vita del Paese”, ribadisce Parolin.

“Il Papa, come pastore della Chiesa universale e come leader spirituale, vuole affiancarsi a questo processo, incoraggiandolo, perché davvero, dopo tanti lutti, tante distruzioni, tante sofferenze, il popolo colombiano, la Nazione colombiana possa conoscere una nuova realtà di pace e di concordia”.

Si tratta di “sanare i cuori e curare le ferite, dare speranza, che poi è un po’ il carburante che alimenta un cammino concreto di riconciliazione e di pace”, spiega Parolin, ricordando che nove mesi dopo la firma dell’accordo di pace a L’Avana “entriamo nella fase dell’applicazione”.

Infatti, sottolinea il porporato veneto, “non basta firmare un documento”, perché “c’è tutto un cammino da fare”, “un cammino che si deve compiere nella quotidianità ed è un cammino che deve coinvolgere tutti e che deve coinvolgere tutto di tutti, cioè soprattutto il cuore e la mente”.

In questo processo, la Chiesa della Colombia — “una Chiesa viva e generosa” — assume un ruolo importante.

Essa “lavora seriamente per la difesa e la promozione della dignità della persona e per la difesa e la promozione dei diritti umani,

soprattutto attraverso le sue molte opere di carità e di solidarietà”.         1

 

► Alcuni anni fa avevo potuto leggere la testimonianza di Clara Rojas, amica di Ingrid Betancourt, ostaggio delle FARC per sei anni nella foresta (indescrivibile! Terribile!)… un libro che aiutava noi occidentali a vedere dall’interno una situazione di guerriglia dall’interno di chi ne è stato protagonista o vittima.                               

Dgl

 

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 Don Lorenzo VESCOVI – di anni 80

Curato di Castelletto dal 1905 (1° luglio) al 1907 (28 gennaio) – per un anno e sei mesi

Nato a Palosco nel 1880, fu ordinato sacerdote nel 1905. Prima destinazione: Castelletto di Leno (1905/1907) in sostituzione del Curato don Antonio Bodini[1]; don Lorenzo fu trasferito quindi a Bagnolo come direttore dell’Oratorio per sette anni. A Castelletto gli successe come Curato Don Lanfranco Fanchini. Nel 1915 don Vescovi fu trasferito Curato a Offlaga, con Don Alessandrini per un ventennio. Nel 1934 fu nominato Parroco di Bargnano, dove rimase fino alla morte, per 26 anni. Morì il 25 agosto 1960 ottantenne, sacerdote da 55 anni. Fu sepolto nel cimitero di Bargnano.

 

Don Giacomo MARENDA

di anni 502 Curato di Castelletto dal 1899 (31 dicembre) al 1901 (13 gennaio) – per due anni

Nacque a Leno il 31 agosto 1875, fu ordinato Sacerdote a Brescia il 4 giugno 1898. Fu Cappellano a Pontevico negli anni 1898-1899. Fu quindi Curato a Castelletto (1899-1901) e poi trasferito Curato a Leno dal 1902 al 1916. Fu poi promosso Parroco di Mompiano (Brescia) dove rimase per  nove anni, dal 4 agosto 1916 fino alla morte, avvenuta il 18 ottobre 1925. Riposa nel Cimitero di Leno, nella Cappella dei Sacerdoti.

 

Padre SERGIO di San Giuseppe– Carmelitano Scalzo

di anni 73 – 3  nato a Castelletto – Al secolo: Treccani Giovanni (nato 1924- morto 1998)

 Giovanni Treccani, primogenito di Luigi e di Maria Smussi, nacque a Castelletto di Leno il 14 ottobre 1924. Ebbe altri cinque fratelli: Angelo, Dolores, i gemelli Sergio ed Ermes e Caterina. La famiglia si trasferì ad Isorella nel 1927. Qui Giovanni frequentò la scuola elementare e il 10 ottobre 1935 entrò nel Collegio Carmelitano di Adro. Il 6 agosto 1941 vestì l’abito carmelitano a Brescia, chiedendo di chiamarsi Sergio di San Giuseppe. Fece la prima Professione religiosa il 7 agosto 1942.

Fu ordinato sacerdote a Venezia il 19 dicembre 1948 dal Patriarca Adeodato Giovanni Piazza, cardinale Carmelitano.

Fu studioso di diritto canonico.  Dotato di un’oratoria sobria ed efficace, non mancava di sano umorismo che si accattivava l’uditorio.

Nel 1955 fu nominato Economo del Collegio internazionale carmelitano di Roma, il Teresianum, presso la Basilica di San Pancrazio sul Colle Gianicolo e svolse questo delicato ufficio per 27 anni. Fu religioso fedele nel suo ministero sacerdotale, prestando servizio festivo nella Basilica di S. Teresa a Roma e presso vari istituti di Suore.

Nel 1982 tornò al convento degli Scalzi di Venezia. Nel 1984 fu eletto Priore del Convento di Treviso e dal 1987 al 1993 Priore del Convento di Venezia. I confratelli gli riconobbero buone capacità di governo e di pazienza. Divenne proverbiale il suo detto: “Domani chi può riposare riposi!”.

Negli ultimi anni accusò vari disturbi di salute fino a subire un’ischemia cerebrale. Morì presso la Clinica Carlo Steeb al Lido di Venezia il 3 ottobre 1998. Dopo il funerale, per desiderio dei fratelli, fu tumulato nel cimitero di Gussago.

 

Don Angelo ROCCO

di anni 74 4  – Curato di Castelletto

dal 1909 (30 giugno) al 1911 (12 luglio) – per 2 anni

Nacque a Cazzago San Martino il 26 maggio 1881, ordinato nel 1909. Appena ordinato Sacerdote fu destinato a Castelletto di Leno 1909/1911 e successe al Curato don Lanfranco Fanchini (1907-1908, ch’era rimasto per un anno e sei mesi). Fu poi destinato Curato ad Isorella negli anni 1911/1914 con l’Arciprete don Agostino Paracchini[2].

Dopo don Angelo a Castelletto fu inviato come Curato don Eugenio Cattina (1911/1919).

Don Angelo, dopo l’esperienza di Isorella fu trasferito a Camignone per assistere il Parroco don Carlo Carli, in precarie condizioni di salute.

Alla morte gli succedette come Parroco, dal 1920 fino alla morte, avvenuta il 26 agosto 1955, dopo 35 anni di parrocchiato, sacerdote da 46 anni. È sepolto nel cimitero di Camignone, nella Cappella dei Sacerdoti.

 

[1] che era stato nominato Canonico Curato di Gambara

[2] ch’era stato il primo Curato di Don Barbi a Castelletto dal 1880 al 1886.