Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 226

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 226– 27 AGOSTO 2017

 Carissimi parrocchiani,

mancano ormai poco più di due settimane alla riapertura delle scuole. Il pensiero va subito ai nostri ragazzi. Come è già stato avvisato faremo il MINI-GREST nei giorni dal 4 all’8 settembre. Speriamo che ci sia una bella adesione, anche dei piccoli, che inizieranno la prima elementare subito dopo. Può essere utile per avvicinarli gradualmente alla Parrocchia e agli ambienti dell’Oratorio, dove frequenteranno il catechismo settimanale. Ma lascio ad un originale testo, che può essere una “verifica” pratica dell’estate che volge a termine:

 

COMPITI PER LE VACANZE

Leggere il testo “Il peso della farfalla” di Erri De Luca

È un testo adatto ai bambini, ai giovani e anche a chi ha qualche anno in più…

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♥ Vedere almeno un’alba al mare.

♥ Fare almeno una camminata

in montagna.

♥ Arrampicarsi su di un albero.

♥ Guardare un bel film,

possibilmente in un cinema all’aperto.

♥ Nuotare.

♥ Ballare.

♥ Correre.

♥ Visitare un posto nuovo, mai visto prima, perdervisi e ritrovarvisi.

♥ Sdraiarsi su di un prato e aspettare di vedere una stella cadente.

♥ Esprimere un desiderio.

♥ Mangiare un piatto nuovo, mai assaggiato prima.

♥ Leggere almeno un articolo di quotidiano al giorno.

♥ Ascoltare buona musica.

♥ Prendere la metropolitana.

♥ Imparare a fare una cosa mai fatta prima.

♥ Respirare a pieni polmoni in mezzo ad un bosco.

♥ Cantare.

♥ Urlare.

♥ Abbracciare un amico.

♥ Cogliere un fiore.

♥ Raccogliere conchiglie.

♥ Scrivere.

♥ Sottolineare.

♥ Stendersi sull’erba e guardare il cielo per almeno cinque minuti.

♥ Assaggiare le ciliegie.

♥ Aiutare.

♥ Disegnare.

♥ Vedere una mostra.

♥ Risolvere un indovinello.

♥ Andare ad un concerto.

♥ Andare in bicicletta.

♥ Sognare.

 

Ed io aggiungo:

♥ Leggere una pagina del Vangelo

♥ Pregare in casa senza fretta

♥ Fare una visita a Gesù in chiesa

♥ Visitare un Santuario

♥ Fare 15 minuti di meditazione al giorno

 

e chi più ne ha più ne metta…

“Mens sana in corpore sano” dicevano i Romani. Non dimentichiamo il corpo, né la mente, né l’anima!

Cordialmente – a tutti

Don Gianluca



Don ANDREA MAGGINI

di anni 68 e 41 di sacerdozio

Curato di Castelletto dal 1891 (19 maggio) al 1895 (28 maggio) per 3 anni e 10 mesi

 1

Nacque a Manerbio il 26 luglio 1862, alle ore 11, figlio di Lorenzo e Lorenzi Maria. Fu battezzato il giorno seguente dal Curato don Slanzi, avendo come padrino Pizzamiglio Luigi[1].

Ordinato Sacerdote a Brescia il 24 agosto1889[2] fu curato a Castelletto di Leno.

Non risulta che abbia avuto nomine nei primi due anni di sacerdozio, dal 1889 al 1890.

Fu il 4° Curato dell’Arciprete don Giovanni Barbi, arrivato a sostituire il Curato don Giuseppe Landi (effettivo dal 1889 al 1890) ch’era stato nominato Canonico Curato di Gambara.

Si può ritenere che don Barbi e don Maggini, essendo entrambi nati a Manerbio, si conoscessero già.

Dal 18 giugno 1895 don Maggini fu trasferito curato a Ghedi.

Intanto a Castelletto rimaneva l’Arciprete da solo, fino a che arrivò il giovane curato don Andrea Pedracini (effettivo dal 1897 al 1899)[3].

A Ghedi Don Maggini rimase fino alla morte, avvenuta il 13 agosto 1930. È sepolto nella Cappella dei Sacerdoti nel Cimitero di Ghedi[4].

Il 1° febbraio 1897 con dodici piccoli proprietari e con un capitale di 44 lire il Curato don Maggini fondava la “Cassa Rurale di Ghedi”, diventata poi la “Cassa Rurale dell’Agro Bresciano”[5], a sostegno dell’artigianato e dell’economia ghedese, basato sull’industria agricola e altre forme minori, in forte espansione e sviluppo nell’ultima parte del diciannovesimo secolo. La nuova Banca contava 170 soci nel 1906 e 190 nel 1909[6].

Si fuse più tardi con quella di Fiesse e Calvisano. Apriva presto filiali nei paesi vicini: Alfianello, Montirone, Borgosatollo, Bagnolo, Poncarale, Manerbio, San Gervasio, Pontevico, Remedello, Isorella e Visano. Il 1° dicembre 1972 la Banca assunse la denominazione “Cassa Rurale Artigiana di Ghedi”. Il 1° ottobre 1977 la Cassa inaugurava la nuova sede. Nel 1979 raggruppava 9.670 soci[7].

Da informazioni telefoniche raccolte, ma non confermate, risulta che presso l’attuale Sede della Banca vi è un ritratto del Fondatore.

Si rileva infine che il breve profilo di don Maggini, riportato in Ricordatevi, presenta alcune imprecisioni, dimostrate da documentazione certa[8].

 

Mons. GIUSEPPE NOMOLLI

di anni 69 e 47 di sacerdozio

Curato di Castelletto dal 1930 (6 agosto) al 1932 (12 ottobre) per 2 anni e 2 mesi

 2


Nacque a Brescia (Parrocchia di Santa Maria in Calchera) il 17 novembre 1907, figlio di Paride e Conti Luigia.

Fu Ordinato Sacerdote il 14 giugno 1930 a Brescia in Cattedrale.

Fu destinato come Curato a Castelletto di Leno, in aiuto dell’Arciprete don Giovanni Barchi, in sostituzione del curato don Giancarlo Zini (effettivo dal 1926 al 1930). Qui operò per due anni e due mesi circa, dal 1930 al 1932. Quindi fu trasferito a Brescia, curato a Sant’Alessandro nel 1932, a fianco del Prevosto Mons. Ernesto Pasini.

Intanto a Castelletto l’Arciprete non riceveva nessun altro curato, rimanendo da solo per tre anni (dal 1932 al 1935), fino alla nomina del curato don Luigi Mancini (operativo nel 1935-36).

Don Nomolli tornava così a Brescia, per rimanervi tutto il resto della sua vita. Sono gli ultimi anni del Vescovo Mons. Giacinto Gaggia ed i primi del giovane Vescovo Mons. Giacinto Tredici, nel periodo non facile del fascismo. Nel frattempo scoppia la Seconda Guerra Mondiale (1940-45).

Negli anni 1940-45 don Nomolli fu Rettore di Sant’Eufemia (chiesa che oggi è la Parrocchiale di Sant’Afra in Sant’Eufemia, nei pressi di Piazza Arnaldo). Nel frattempo fungeva da Segretario dell’Ufficio Catechistico e della Commissione diocesana degli Oratori in Curia, vicino a Mons. Lorenzo Pavanelli.

Negli anni 1945-47 fu Vicario Economo della Parrocchia urbana di Sant’Afra. La chiesa parrocchiale era stata distrutta durante il bombardamento del 2 marzo 1945[9].

Fu Prevosto di Sant’Afra in Sant’Eufemia dal 1947 al 1974. Veniva nominato Prelato Domestico di Sua Santità (Monsignore). Rimaneva in Parrocchia quiescente, dopo la rinuncia (1974) per il resto dei suoi anni.

Morì a Brescia il 16 agosto 1977; funerato nella parrocchia di Sant’Afra in Sant’Eufemia il 18 agosto 1977 fu sepolto al Cimitero Vantiniano di Brescia[10].

Si può dire che la vita di Mons. Giuseppe Nomolli fu ispirata in particolare da due celebri prelati bresciani del tempo, che sono entrambi ritenuti “gli artefici della sua vocazione e gli archetipi cui si ispirò nella preparazione al sacerdozio”[11]:

Mons. Ernesto Pasini, del quale fu Curato a Sant’Alessandro dal 1932 al 1940; che ricoprì altri ruoli-chiave a Brescia, ad esempio Prevosto mitrato di San Nazaro, ma che oggi è ricordato specialmente come Vicario Generale della Diocesi di Brescia (25 maggio 1937 – 25 aprile 1956)[12] durante l’Episcopato di Mons. Giacinto Tredici, che svolse in maniera brillante anche durante gli anni difficilissimi della Seconda Guerra Mondiale (1940-1945); descritto come un uomo infaticabile e “sempre presente, dappertutto”, dotato di formidabile memoria, che possedeva una conoscenza eccezionale di fatti e persone di Brescia e della Diocesi, morto il 3 febbraio 1960[13];

Mons. Lorenzo Pavanelli, del quale fu collaboratore all’Ufficio Catechistico in Curia dal 1940; colui che, fin da giovane chierico, appassionato degli oratori e dell’educazione della gioventù era stato l’ideatore del Metodo ciclico intuitivo nell’insegnamento del Catechismo, in forma di vera scuola scrivendo testi, guide, presiedendo convegni, lanciando proposte ed iniziative, un metodo assunto anche dai vescovi di numerose altre Diocesi italiane oltre quella di Brescia e che per dare una risposta complessiva ed organica aveva fondato la “Federazione Leone XIII” per gli Oratori, che morì il 4 marzo 1945[14].

Don Nomolli ebbe vicino un altro astro del clero bresciano:

Mons. Luigi Fossati, di cui fu il successore, come Rettore della Chiesa di Sant’Eufemia [che oggi è la Chiesa Parrocchiale di Sant’Afra in Sant’Eufemia – NB: in quegli anni la Chiesa di Sant’Eufemia era una chiesa succursale della Parrocchia di Sant’Afra, che aveva la sua chiesa parrocchiale dove oggi si trova il Santuario di Sant’Angela, allora denominato Chiesa Parrocchiale di Sant’Afra, edificio che fu distrutto durante la guerra, come descritto in nota]. Infatti donFossati era stato nominato Prevosto della Cattedrale (dal 1941 al 1965) e quindi Prevosto dei Santi Nazaro e Celso dal 1965 al 1976, Rettore del Santuario di S. Angela, la ricostruita ex chiesa di S. Afra dove morì il 14 ottobre 1982. Dal 1961 al 1981 fu Superiore della Compagnia delle Figlie di Sant’Angela[15] a cui successe Mons. Vigilio Mario Olmi.

 

[1] Manerbio – Archivio Parrocchiale – Registro dei Battesimi. Nello stesso archivio si può ricavare che il Vescovo manerbiese Mons. Giacomo Capuzzi, nato a Manerbio il 14 agosto 1929, è figlio di Angelo e di Maggini Francesca, facilmente in stretta parentela con don Andrea.

[2] Brescia – Archivio Diocesano – Busta dei Sacerdoti Defunti nell’anno 1930.

[3] che muore alla Noce, curazia di San Nazaro, a soli 27 anni, il 21 marzo 1900.

[4] Anche se la data di nascita è riportata in modo errato sulla lapide.

[5] Enciclopedia Bresciana, vol. 8 – pag. 66 – alla voce Maggini.

[6] Enciclopedia Bresciana, vol. 2, pag. 126-127 – alla voce Casse Rurali.

[7] Enciclopedia Bresciana, vol. 5, pag. 244 – alla voce Ghedi.

[8] Diocesi di Brescia – Ricordatevi – Sacerdoti Defunti 1930-1983 – pag. 294.

[9] Brescia, 2 marzo 1945: sono le ore 12:25 quando il segnale di grande allarme risuona annunciando l’arrivo nel cielo della città di 71 aerei militari Liberator decollati dalle basi del sud della penisola. Venticinque minuti dopo ha inizio una delle più devastanti incursioni aeree alleate, che segnerà per sempre la storia di Brescia. Ingenti i danni inflitti al tessuto urbano: monumenti, edifici pubblici e religiosi nonché abitazioni ad uso civile vengono offesi dagli ordigni. La chiesa di Sant’Afra (l’odierna Sant’Angela Merici) viene praticamente polverizzata, dove trova la morte sotto le macerie il Prevosto don Giovanni Giuberti, mentre in mezzo ai fedeli, rifugiati nella cripta ritenuta sicura, davanti all’altare impartisce l’assoluzione.

[10]Diocesi di Brescia – Ricordatevi – Sacerdoti defunti 1930-1983 – pag. 298.

[11] Rivista della Diocesi di Brescia – 1977, n°7 – necrologio di Nomolli mons. Giuseppe – pag. 665-667.

[12] Enciclopedia Bresciana – Volume 12, pag. 154.

[13] Diocesi di Brescia – Ricordatevi – Sacerdoti defunti 1930-1983 – pag. 54.

[14]Diocesi di Brescia – Ricordatevi – Sacerdoti defunti 1930-1983 – pag. 97-99.

[15]Diocesi di Brescia – Ricordatevi – Sacerdoti defunti 1930-1983 – pag. 369-370.