Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 225

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915

Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 225– 20 AGOSTO 2017

 

PROFILI dei SACERDOTI

in ordine di data di morte e non ancora pubblicati

 

FANCHINI don LANFRANCO

Di anni 81 – 56 di sacerdozio

Curato di Castelletto dal 1907 (9 febbraio) al 1908 (16 settembre)

Nacque a Vissone nel 1864, fu ordinato sacerdote nel 1889. È una delle ultime figure di quei preti che prima della guerra 1940-45 prestavano servizio per i funerali e per le funzioni nelle parrocchie cittadine chiamati “galoppini”.

Dagli annuari diocesani risultano alcune tappe del suo lungo peregrinare: 1890 Fraine, 1894 Cimmo, 1896 Ome, dal 1899 al 1905 Malegno, 1906 Ossimo, 1907-1908 Castelletto di Leno, 1912 Manerbio ed infine nel 1915 in città, al Santuario delle Grazie.

 

A Castelletto arrivò a sostituire il Curato don Lorenzo Vescovi, mentre era Arciprete don Giovanni Barbi. Dopo di lui fu nominato Curato di Castelletto don Angelo Rocco. Gli spostamenti cittadini negli anni ’20 hanno avuto come base il santuario delle Grazie; negli anni ’30 S. Giuseppe; negli anni ’40 S. Francesco.

Il 13 aprile 1945 è morto a Sant’Emiliano (Urago Mella) all’età di 81 anni e sacerdote da 56.

 

 

LANDI don GIUSEPPE

Di anni 78 – 55 di sacerdozio – Curato di Castelletto dal 1889 (3 settembre) al 1890 (19 nov.)1

 Nacque a Bedizzole il 1° luglio 1865, figlio di Battista e di Rosa Bontempi. Fu ordinato sacerdote il 6 aprile 1889. Dapprima Curato a Castelletto di Leno (1889-90) fu in seguito Curato canonico a Gambara (1890-1906).

Virle lo ebbe come economo spirituale alla rinuncia dell’Arciprete don Faustino Savoldi (avvenuta il 10 marzo 1906) e con tanto piacere lo accolse quando fu nominato titolare della parrocchia il 7 agosto 1906. Grazie all’opera di don Giuseppe, nel 1912 a Virle nacque l’asilo e l’anno dopo l’Oratorio maschile con edificio e ricreazione.

 

Nel 1913 veniva festeggiato con solennità il suo 25° di sacerdozio, con l’edizione di un libretto a cura di Carlo Rota e don Paolo Guerrini “Virle Treponti – Appunti di storia civile ed ecclesiastica” edito dalla Tipografia Artigianelli di Pavia.

Nel 1924 si realizzò a Virle un nuovo concerto di campane, consacrato dal vescovo Mons. Giacinto Gaggia. Nel 1929 si effettuarono i restauri alla facciata della chiesa. Nel 1937 furono compiuti i nuovi ampliamenti all’oratorio con l’aggiunta di un cinema-teatro.

Don Giuseppe era ricordato da tutti come un uomo di carattere cordiale e cortese.

Amò tanto i suoi parrocchiani, in particolare i soldati nel tempo delle due Guerre Mondiali (1915-18/ 1940-45).

I militari gli spedirono le loro offerte per la costruzione di un altare marmoreo votivo a S. Teresa, che venne inaugurato nell’ottobre del 1942.

L’arciprete don Giuseppe Landi moriva a Virle il 30 giugno 1944 alla vigilia del suo 79° compleanno, compianto da tutti, mentre poco prima lo scoppio di una polveriera aveva frantumato le belle vetrate istoriate della chiesa parrocchiale, che lui aveva voluto e fatto realizzare. È sepolto nel cimitero di Virle Treponti. In canonica di Virle si conserva un suo ritratto ad olio e nei pressi della chiesa fu eretto per volontà dei fedeli un monumento in suo onore, per ricordare i 38 anni trascorsi a Virle come Arciprete e Vicario Foraneo.

 

FRA’ GIOVANNI di S. TERESINA

dei Carmelitani Scalzi – Al secolo ANGELO TROTTI di anni 79 – religioso laico2

 Nacque a Castelletto di Leno il 28 maggio 1896 alle ore 5, figlio di Trotti Pietro e di Feroldi Giuseppa. Battezzato il 31 maggio 1896 dal parroco don Giovanni Barbi ebbe come padrini Losio Carlo e Polotti Caterina. Fece la sua Professione solenne il 24 novembre 1928.
Visse come “fra sercòt” tutta la vita nella comunità di Adro. Questa figura, ormai scomparsa da decenni, era quella del frate non sacerdote che si recava presso le abitazioni dei fedeli e nelle cascine per chiedere l’elemosina per sé e per il proprio Convento.

Fra’ Giovanni è ancora ricordato anche nei paesi vicini ad Adro, in Franciacorta, dove tutti gli volevano bene e lo sentivano come “uno del popolo”, vicino ai contadini e ai poveri. È celebre l’asinello col suo carretto, che ormai conosceva a perfezione tutte le stradine della campagna e che, soprattutto al termine della questua, tornava tranquillo al Convento di Adro col suo carico, compreso il padrone che, dopo la sua missione ufficiale, non disdegnava qualche buon bicchier di vino che i contadini gli offrivano generosamente!

Moriva al convento di Adro il 20 giugno 1975. Venne sepolto nel cimitero di Adro, sotto la cappella dei sacerdoti.

 

LA MADONNA DI CZĘSTOCHOWA REGINA della POLONIA – FESTA il 26 AGOSTO3

 Il Santuario di Częstochowa è uno dei più importanti centri di culto cattolico di tutto il mondo. Si trova in Polonia, sui pendii del monte Jasna Góra (Monte chiaro, luminoso): qui è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa (Madonna Nera).La tradizione vuole che sia stata dipinta da San Luca e che, essendo contemporaneo alla Madonna, ne abbia dipinto il vero volto. Secondo i critici d’arte il quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (Colei che indica e guida lungo la strada), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria. Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, risulta in qualche modo fisso altrove. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili.

Questi segni sono presenti perché nel 1430 alcuni hussiti (seguaci dell’eretico Jan Hus), attaccarono e predarono il convento.

Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Ricorre quest’anno il 300° anniversario dell’incoronazione della Vergine di Czestochowa come Regina di Polonia, che fu la prima incoronazione di una effigie della Vergine al di fuori di Roma avvenuta l’8 settembre del 1717.

Fin dal medioevo da tutta la Polonia si svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km.

Questo pellegrinaggio è stato fatto anche da Karol Wojtyła (San Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

L’elezione del Papa polacco nel 1978 è stata considerata una grazia ottenuta dalla Madonna nera alla Polonia e al mondo intero!

Furono ben sei le visite di Papa Giovanni Paolo II al Santuario: 1979 – 1983 – 1987 – 1991 – 1997 – 1999; di Papa Benedetto XVI nel 2006 e di Papa Francesco nel 2016 (in occasione della GMG di Cracovia, il 28 luglio).

 

INNO

alla MADONNA NERA

 

1 C’è una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare,

una terra e un dolce volto con due segni di violenza:

sguardo intenso e premuroso, che ti chiede di affidare,

la tua vita e il tuo mondo in mano a lei.

 

  1. Madonna, Madonna nera

       è dolce esser tuo figlio.

       Oh, lascia, Madonna nera,

       ch’io viva vicino a te.

 

2 Lei ti calma e rasserena, lei ti libera dal male,

perché sempre ha un cuore grande per ciascuno dei suoi figli.

Lei ti illumina il cammino, se le offri un po’ d’amore,

se ogni giorno parlerai a lei così.

 RIT.

 

3 Questo mondo in subbuglio cosa all’uomo potrà offrire?

Solo il volto di una Madre pace vera può donare.

Nel tuo sguardo noi cerchiamo quel sorriso del Signore,

che ridesta un po’ di bene in fondo al cuor.

            RIT.