Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 222

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda

– Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario al

BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 222– 16 LUGLIO 2017

 

Mercoledì 12 luglio 2017 – ore 12 – Mons. Monari

ha annunciato il nuovo Vescovo di Brescia: è

Mons. Pierantonio Tremolada  Vescovo

  

 

Ha 60 anni: infatti è nato a Lissone (Mb) il 4 ottobre 1956, è stato ordinato sacerdote nel 1981. Studioso del testo della Bibbia ed esperto, in particolare, dei Vangeli, ha conseguito il Dottorato in Scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico.

Ha insegnato Sacra Scrittura dal 1985 al 2007 nei seminari milanesi, poi si è occupato soprattutto di formazione dei consacrati.

Nel 2012 è stato nominato dall’allora arcivescovo Scola Vicario per l’Evangelizzazione e i Sacramenti, incarico in cui rientrano anche gli ambiti della Pastorale Giovanile e Universitaria. È lui, insomma, che ha guidato e coordinato la presenza della Chiesa milanese nelle università presenti in diocesi – che sono tante, 9 di cui 7 a Milano, frequentate da oltre 200mila studenti. 

Pierantonio Tremolada è un “martiniano”, cioè cresciuto nel solco della tradizione pastorale e teologica della diocesi milanese, guidata negli ultimi anni da vescovi “forti” come Carlo Maria Martini e poi Dionigi Tettamanzi.

Il 24 maggio 2014papa Francesco lo nomina vescovo ausiliare di Milanoe vescovo titolare di Massita; riceve l’ordinazione episcopale il 28 giugno 2014, nella cattedrale di Milano, con i vescovi Franco Agnesi e Paolo Martinelli, dal cardinaleAngelo Scola, con-consacranti il cardinale Dionigi Tettamanzi ed il vescovo Mario Delpini (dal 7 luglio è il nuovo Arcivescovo eletto di Milano). Il 12 luglio 2017papa Francesco lo nomina vescovo di Brescia; succede a Luciano Monari, dimessosi per raggiunti limiti di età.

Ricopre l’incarico di delegato per la scuola e la pastorale universitaria presso la conferenza episcopale lombarda ed è membro della Commissione per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana.

L’ingresso a Brescia è previsto in ottobre.

 

La nostra Parrocchia

si congratula con l’eletto

ed inizia la preghiera

pubblica e privata

per il nuovo Vescovo

 

INTERVISTA al Seminarista VITUS NAAMEH – ESTATE 2017

 

 

Dicci il tuo nome; parlaci del tuo Paese e della tua famiglia.

Mi chiamo Vitus Naameh, sono nato il 24 settembre 1986 a Piina, che è un villaggio nel nord del Ghana. Il mio Paese si trova nell’Africa Occidentale e confina con Costa d’Avorio, Togo e Burkina Faso. A sud c’è l’Oceano Atlantico. Mio papà, Martin, è morto quando avevo solo cinque anni; la mamma, Bernedette, è maestra di scuola elementare ad Hamile. Ho una sorella maggiore, Vida, sposata, con due figli; dopo di me c’è mio fratello Vitalis. Anche lui è in Seminario in Congo presso i Missionari Verbiti. Sono stato al Seminario Minore nella città di Kumasi per 4 anni; sono poi passato al Maggiore nella città di Tamale, che è anche sede Arcivescovile.

Oggi sei studente a Roma. Da quando? Perché? Quali studi stai facendo?

Sono arrivato a Roma nel 2015, due anni fa. Mi ha mandato il mio Arcivescovo Mons. Philip Naameh. Risiedo presso il Collegio “Sedes Sapientiæ” assieme a seminaristi provenienti da una ventina di nazioni del mondo. Frequento la Pontificia Università della Santa Croce, dove ho superato i primi due anni del Corso di Teologia. Sono stato mandato a Roma per poter fare un’esperienza più forte dell’universalità della Chiesa Cattolica, vista dal centro.

In Ghana, mi pare, non c’è solo la religione cattolica. Puoi dirci qualcosa di più?

I Cattolici sono circa il 13% della popolazione; poi ci sono molti cristiani non cattolici: anglicani, presbiteriani e di altre denominazioni. Tra i non cristiani i più numerosi sono i musulmani, appartenenti a gruppi diversi; non mancano animisti (provenienti dalle antiche religioni tribali). C’è una buona convivenza tra le religioni in genere. Tra cattolici e islamici da alcuni anni ci sono incontri per favorire un dialogo che porti ad una convivenza pacifica. In alcuni luoghi ciò si realizza; da altre parti invece risulta più difficile. Non mancano anche momenti d’incontro ecumenico.

Quali somiglianze e differenze riscontri tra ghanesi e italiani?

Si assomigliano nella benevolenza. Invece la cultura è molto diversa: ad esempio circa la famiglia: in Ghana le parentele sono avvertite in modo molto più forte che in Italia. C’è anche una frammentazione linguistica che rende più difficile la comunicazione: in Ghana ci sono più di venti lingue diverse e non è facile che uno comprenda le lingue degli altri. Ho ammirato la ricchezza dell’architettura italiana che da noi manca, ad esempio a Roma: palazzi, monumenti, chiese di grande valore storico e artistico.

Come pensi il tuo futuro?

Penso di diventare sacerdote; per questo non sono sufficienti le capacità umane, ma è necessaria la grazia di Dio, per amare innanzitutto Lui e per poter accogliere le persone, per essere aperto a tutti senza escludere nessuno. Non è facile, perché ogni giorno le cose cambiano: quello che oggi sembra facile può riservare difficoltà domani. Da sacerdote penso di tornare in Ghana, tra la mia gente, anche se sono disponibile ad essere a servizio della Chiesa Universale.

Un ragazzo giovane: perché si fa prete in eterno? Non è una decisione un po’ sorpassata o comunque “fuori moda”?

La sapienza di questo mondo è stoltezza agli occhi di Dio e la stoltezza di questo mondo è sapienza agli occhi di Dio! Il Sacerdozio è una chiamata alla quale provo a rispondere per amare Dio e servire gli uomini in quanto possibile, per sempre. Anche il matrimonio tra due giovani (uomo e donna) è una vocazione grande: un amore vero non può essere a tempo determinato, ma lo si presuppone “per sempre”.

Cosa diresti ad un giovane o ad una ragazza di Castelletto?

Lo incoraggerei a mettere impegno e forza nelle cose importanti della vita; infatti senza sacrifici non si ottiene niente. Un giovane ha il potere di costruire la sua vita e di dare un orientamento al proprio futuro… ma senza dimenticarsi di Dio, anzi, mettendolo al centro della propria vita quotidiana!

Vuoi rilasciare qualche osservazione conclusiva?

Sorridi alla vita e la vita sorriderà a te.

“La misura dell’amore è di amare senza misura” (San Francesco d’Assisi).

Vorrei incoraggiare i giovani di non negare la possibilità di rispondere alla chiamata di Dio. Ciò è possibile quando una persona si avvicina a Dio nei suoi studi, nelle azioni e in tutto il resto.

A Castelletto mi sono sentito accolto bene e vi ringrazio per l’ospitalità che mi avete dato. Ringrazio i ragazzi, specialmente quelli che ho incontrato al GREST, per avermi dato la possibilità di effettuare un tipo di attività che non conoscevo.

 

7– Suor Alessandra Torri TORRI

Al battesimo: Caterina – Dorotea da Cemmo – di anni 93

Nata a Cemmo (BS) il 14 luglio 1911

Morta a Brescia in Casa Angeli il 30 novembre 2004

 

Entrata nell’Istituto a 33 anni, servendo il Signore nell’apostolato educativo tra i bambini della Scuola Materna e le ragazze dell’oratorio in molti paesi della Valle e della Bassa Bresciana. Ha avuto una grande devozione, ammirazione e gratitudine per Madre Cocchetti che aveva scelto proprio il suo paese per gettare il seme di una istituzione santa di totale donazione al Signore e alle giovani. Nella sua lunga vita di 93 anni ha cercato di imitarla con impegno di fedeltà all’Amore.

È stata di casa a Castelletto per due anni, dal 1° settembre 1960 al 31 agosto 1962.

 

8 – Suor Annunciata Zanoni  zANONI

Al battesimo: Bartolomea – Dorotea da Cemmo – di anni 86

Nata a Paspardo il 18 febbraio 1900

Morta a Brescia, nell’infermeria, il 4 aprile 1986

 

Accogliendo la chiamata del Signore, lasciò coraggiosamente la famiglia ed entrò fra le Dorotee di Cemmo il 30 maggio 1920. Emise i voti temporanei il 25 settembre 1924 e si donò in perpetuo a Cristo nel settembre 1931.

Durante il noviziato a Cemmo, oltre ad una formazione religiosa, ottenne il diploma di maestra per l’insegnamento nelle scuole elementari. Campo del suo apostolato fu quindi prevalentemente la scuola statale: prima come supplente a Niardo-Capo di ponte-Losine-Artogne, poi di ruolo a Temù e a Castelletto negli anni dal 1943 al 1965 (per 22 anni). Per diverso tempo è stata anche Superiora della Casa: a Castelletto come a Temù, Capo di Ponte, Cimbergo. Dal 1976 si trovava a Capo di Ponte in riposo. È sepolta a Cemmo.

 

9 – Suor Ausilia Pedersoli Pedersoli

Dorotea da Cemmo – di anni 86

Nata a  Montecchio di Darfo B.T. il 22 maggio 1907

Morta a Brescia il 5 luglio 1993

 

Entrò nell’Istituto già matura di anni e di esperienza. Subito dopo il noviziato iniziò il servizio tra le giovani nella scuola di lavoro e nel servizio d’autorità.

Passò per molte case, umile e disponibile al “sì” quotidiano. Fu superiora della Comunità di Viale Cermenate in Milano nel sessennio 1957-1962, responsabilità che portò serenamente pur sentendone fortemente il peso e facendosi umilmente aiutare dalle sorelle.

Fu a Castelletto negli anni 1941-1947 (?). È sepolta a Cemmo.

 

10 – Suor Barbara Piubeni Piubeni

Al battesimo: Cesira – Dorotea da Cemmo – di anni 76

Nata a Castelletto il 3 aprile 1932

Morta a Brescia in Casa Angeli il 17 marzo 2009

 

Entrò in convento a Cemmo a soli 17 anni ed emise la professione religiosa nel 1953.

In molte comunità si dedicò ai bambini della Scuola Materna con gioia e spontaneità.

Nella bontà espansiva era presente nella pastorale parrocchiale, amando e molto riamata. Trovava parole di vita, parole belle, sapendo realizzare un angolo bello per l’incontro con il Signore, aiutando a vivere l’esperienza di essere presi da Dio, anche nella sofferenza. È sepolta a Cemmo.

La sorella maggiore, Suor Amabile, fu il suo angelo custode, che la precedeva e la accompagnava, ma che lei ha preceduto nell’incontro definitivo con Dio.