Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 216

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario n° 216 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

4 GIUGNO 2017 – PENTECOSTE

 

 

Carissimi fedeli,

mi pare ben riuscita, partecipata e studiata la FESTA PATRONALE di Santa Restituta di quest’anno, 2017.

Come suggerito dal Consiglio Pastorale abbiamo suddiviso in due parti la Festa liturgica, con le due vigilie: la prima sul giorno giusto, il 17 maggio con la Messa dei Sacerdoti, presieduta da Mons. Abate di Leno e la seconda sulla domenica successiva, il 21 maggio. È stata ben partecipata la PROCESSIONE per alcune vie di Castelletto, con la Reliquia – la Benedizione in chiesa, al ritorno ed il Bacio, al mattino, dopo la Messa Solenne delle ore 10. Contrariamente a quanto era previsto dal calendario del Bollettino Parrocchiale abbiamo cantato i Vespri in onore della Santa alle ore 15, ma non c’è stato il consueto panegirico, che è il discorso celebrativo ed encomiastico in onore della Santa. In effetti il panegirico dovrebbe essere declamato davanti ad una folla riunita, entusiasta e partecipe; invece non eravamo proprio in tanti nel pomeriggio, né in Chiesa, né in Oratorio…

Quest’anno sono state realizzate dalla Parrocchia delle ICONE ad effetto affresco, che raffigurano la pala dell’altare di Santa Restituta: al centro la Santa, fra Santa Caterina d’Alessandria, Vergine e Martire (si distingue per la ruota dentata) e San Francesco Da Paola. Al livello superiore la Madonna col Bambino in braccio, nel tradizionale abito rosso e manto blu, attorniata da angioletti che richiamano il cielo. Le misure: cm 13 x 25, con la dicitura:

S. Restituta Vergine e Martire – Parrocchia Castelletto di Leno, in oro, che si vede, ma all’occorrenza scompare e che non si presenta invasiva. Sono volutamente pensate non troppo piccole, né troppo grandi. Queste immagini sono a disposizione delle famiglie; basta richiederle a me direttamente.

La stessa domenica 21 maggio il Papa faceva la sua Visita Pastorale alla 15esima Parrocchia romana e teneva una vibrante omelia, anche se fatta “a braccio”, su un tema sul quale ricorre con molta frequenza, quello delle CHIACCHIERE che fanno male. Mi pare una riflessione che può aiutare anche noi, a Castelletto. Un celebre detto declama: “lavare i panni sporchi in casa”: tutte le osservazioni, i pareri, le constatazioni vanno bene, se e quando vengono da uno spirito costruttivo, che ama la comunità, questa comunità e tutte le persone che la compongono… e da parte di chi si dà da fare in prima persona, non di chi guarda gli altri senza muovere un dito! Se invece lo spirito che anima la critica non è questo ha ragione il Papa nel mettere in guardia da quello che è il più comune e diffuso dei peccati delle parrocchie! Sì, perché la critica si trasforma in chiacchiera, che mette in visione negativa uno o l’altro degli operatori della Parrocchia o dell’Oratorio o un gruppo a danno di un altro… Da una parte arriva BABELE: gli uomini che non si capiscono più e si dividono e dall’altra PENTECOSTE: dove lo Spirito Santo riunisce i popoli nell’unico linguaggio dell’amore! A Castelletto abbiamo in qualche modo “anticipato” Pentecoste, con la celebrazione solenne delle CRESIME, il 2 giugno scorso, associate da alcuni anni alla PRIMA COMUNIONE, l’incontro con Gesù Eucaristico, che aspetta tutti i fedeli ogni domenica, giorno del Signore.

Con questo spirito buono ecco il mio augurio per una Festa di Pentecoste che sia buona e proficua per tutti e l’augurio di un’estate spiritualmente ricca di frutti!

Il Parroco – Don Gianluca Loda

 

 

Papa: “Il chiacchiericcio

distrugge le comunità”

Omelia nella Parrocchia di San Pier Damiani a Casal Bernocchi

Domenica 21 maggio 2017

papa

 

Parrocchia San Pier Damiani, Casal Bernocchi, 21 maggio 2017 / © PHOTO.VA – OSSERVATORE ROMANO

 

La visita pastorale di papa Francesco alla Parrocchia di San Pier Damiani

si è conclusa con la Santa Messa.

La Celebrazione Eucaristica è stata preceduta da due incontri: il primo al campo della Polisportiva di Casal Bernocchi, con i bambini e i giovani del quartiere; il secondo con le famiglie dei battezzati nell’ultimo anno, i poveri assistiti dalla Caritas parrocchiale, gli ammalati e la Comunità neocatecumenale, nei locali della parrocchia, dove Francesco ha anche confessato quattro fedeli.

Nell’omelia, tenuta a braccio, Francesco ha sottolineato come il “nemicoche distrugge le comunità”è “il chiacchiericcio”.

 Partendo dalle letture, che la liturgia della VI Domenica di Pasqua ha offerto, Francesco ha presentato lo scenario del brano evangelico nel quale Gesù si congeda dai suoi, ai quali chiede di osservare i suoi comandamenti e promette un altro Paraclito, un altro “Avvocato”.

“Lo Spirito Santo — dice il Papa — è in ognuno di noi” e lo abbiamo “ricevuto nel Battesimo” da “Gesù e dal Padre”.

Siamo chiamati a custodire e non rattristare lo Spirito Santo, esorta Francesco, perché si ha dentro  “Dio stesso” che dice “cosa fare e cosa non devi fare”, aiuta a “non sbagliare”, è l’Avvocato che “difende dal maligno”.

Pietro nella seconda lettura, fa notare il Santo Padre, ci dice che lo Spirito Santo “ci aiuta ad adorare Cristo nei cuori” e, con la sua “ispirazione”, a comprendere cosa “è buono” e cosa non lo è.

A chi chiede, continua Francesco, perché noi cristiani “siamo così” bisogna rispondere con “dolcezza e rispetto”.

“Il linguaggio” dei cristiani che “custodiscono” il “dono” dello Spirito è un “linguaggio speciale”, non è un linguaggio tecnico come “il latino”,

ma è “quello della dolcezza e del rispetto”. “Pensiamo — invita il Vescovo di Roma — al nostro atteggiamento: è un atteggiamento di dolcezza o di ira, amaro?”.

Francesco definisce “brutti” quei cristiani “pieni di amarezza” perché, al contrario, si è sempre chiamati a custodire lo Spirito Santo che è “il dolce ospite dell’anima” che “insegna a rispettare gli altri”.

Il Papa, però, invita a fare attenzione “al diavolo” che “ci indebolisce nel servizio di Dio” e “farà di tutto” per sovvertire quel linguaggio di dolcezza.

 Poi, citando il Regina Cæli di oggi, ripete che molta “gente si avvicina” alle comunità in ricerca di “pace”,di “rispetto”, ma invece trova“lotta interna”, “chiacchiere”, “maldicenze”, “concorrenza”.

Questa gente se ne va delusa, perché la comunità invece di “attrarre”, custodendo lo Spirito Santo, “allontana” con i suoi atteggiamenti.

 “Questo — dice il Papa con un velo di tristezza — è il peccato più comune delle nostre comunità cristiane”.

Allora Francesco invita a notare, come ha fatto lui durante l’incensazione alla statua della Vergine, come la “Madonna” schiaccia il “serpente” perché è stata capace di custodire lo Spirito, diventando Madre di Gesù.

La comunità che invece non è capace di custodire lo Spirito è “come il serpente”.

“Questo è il nemico che distrugge le comunità: il chiacchiericcio”, sentenzia Francesco.

Il Papa in conclusione ci invita a chiedere la grazia di diventare custodi dello Spirito Santo “e non rattristarlo”, tenendo un “atteggiamento di dolcezza e di rispetto” così come lo Spirito “agisce in noi”.