Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 214

PARROCCHIA CASTELLETTO – SPECIALE FATIMA

SUPPLEMENTO AL BOLLETTINO PARROCCHIALE – N° 214

 

PELLEGRINAGGIO di PAPA FRANCESCO

Santa Messa con il Rito della Canonizzazione dei Beati Francisco Marto e Jacinta Marto

Solennità della Beata Vergine Maria di Fátima

Sagrato del Santuario – Sabato 13 maggio 2017

 

OMELIA DEL SANTO PADRE

 «Apparve nel cielo […] una donna vestita di sole»: attesta il veggente di Patmos nell’Apocalisse (12,1), osservando anche che ella era in procinto di dare alla luce un figlio.

Poi, nel Vangelo, abbiamo sentito Gesù dire al discepolo: «Ecco tua madre» (Gv 19,26-27).

Abbiamo una Madre!

Una “Signora tanto bella”,

commentavano tra di loro i veggenti di Fatima sulla strada di casa, in quel benedetto giorno 13 maggio di cento anni fa. E, alla sera, Giacinta non riuscì a trattenersi e svelò il segreto alla mamma: “Oggi ho visto la Madonna”. Essi avevano visto la Madre del cielo. Nella scia che seguivano i loro occhi, si sono protesi gli occhi di molti, ma… questi non l’hanno vista. La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo.

Ma Ella, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre, perché, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il «figlio fu rapito verso Dio» (Ap 12,5). E, secondo le parole di Lucia, i tre privilegiati si trovavano dentro la Luce di Dio che irradiava dalla Madonna. Ella li avvolgeva nel manto di Luce che Dio Le aveva dato. Secondo il credere e il sentire di molti pellegrini, se non proprio di tutti, Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre per chiederLe, come insegna la Salve Regina, “mostraci Gesù”.

Carissimi pellegrini, abbiamo una Madre, abbiamo una Madre!

Aggrappati a Lei come dei figli, viviamo della speranza che poggia su Gesù, perché, come abbiamo ascoltato nella seconda Lettura, «quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo» (Rm 5,17). Quando Gesù è salito al cielo, ha portato accanto al Padre celeste l’umanità – la nostra umanità – che aveva assunto nel grembo della Vergine Madre, e mai più la lascerà.

Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel Cielo alla destra del Padre (cfr Ef 2,6).

Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi! Una speranza che ci sostiene sempre, fino all’ultimo respiro.

Forti di questa speranza, ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della Terra.

Come esempi, abbiamo davanti agli occhi San Francesco Marto e Santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarLo.

Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze. La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo.

Nelle sue Memorie (III, n. 6), Suor Lucia dà la parola a Giacinta appena beneficiata da una visione: «Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di persone che piangono per la fame e non hanno niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa, davanti al Cuore Immacolato di Maria, in preghiera? E tanta gente in preghiera con lui?». Grazie, fratelli e sorelle, di avermi accompagnato! Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati. Carissimi fratelli, preghiamo Dio con la speranza che ci ascoltino gli uomini; e rivolgiamoci agli uomini con la certezza che ci soccorre Dio.

Egli infatti ci ha creati come una speranza per gli altri, una speranza reale e realizzabile secondo lo stato di vita di ciascuno.

Nel “chiedere” ed “esigere” da ciascuno di noi l’adempimento dei doveri del proprio stato (Lettera di Suor Lucia, 28 febbraio 1943), il cielo mette in moto qui una vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore e aggrava la nostra miopia.

Non vogliamo essere una speranza abortita!

La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita.

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24): lo ha detto e lo ha fatto il Signore, che sempre ci precede.

Quando passiamo attraverso una croce, Egli vi è già passato prima.

Così non saliamo alla croce per trovare Gesù; ma è stato Lui che si è umiliato ed è sceso fino alla croce per trovare noi e, in noi, vincere le tenebre del male e riportarci verso la Luce.

Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore.


“Guarda i dolori della famiglia umana”

Preghiera di papa Francesco nella Cappellina delle Apparizioni

12 maggio 2017 – Testo integrale

 

Dopo un breve volo l’elicottero con a bordo papa Francesco è atterrato alle ore 17.35 allo Stadio di Fatima, da dove si è trasferito al Santuario e ha iniziato il suo pellegrinaggio con la visita della “Capelinha das Aparições” (Cappellina delle Apparizioni). Nella cappellina, ha recitato una preghiera, che riportiamo di seguito in traduzione italiana.

 

Il Santo Padre

Salve Regina, – beata Vergine di Fatima,
Signora dal Cuore Immacolato, – rifugio e via che conduce a Dio!
Pellegrino della Luce che viene a noi dalle tue mani,
rendo grazie a Dio Padre che, in ogni tempo e luogo, opera nella storia umana;
pellegrino della Pace che, in questo luogo, Tu annunzi,
do lode a Cristo, nostra pace, e imploro per il mondo la concordia fra tutti i popoli;
pellegrino della Speranza che lo Spirito anima,
vengo come profeta e messaggero per lavare i piedi a tutti, alla stessa mensa che ci unisce.

 

Ritornello cantato dall’assemblea:

Ave o clemens, ave o pia! – Salve Regina Rosarii Fatimæ.
Ave o clemens, ave o pia! – Ave o dulcis Virgo Maria.

 Il Santo Padre:

Salve Madre di Misericordia, – Signora dalla veste bianca!
In questo luogo, da cui cent’anni or sono
a tutti hai manifestato i disegni della misericordia di Dio,
guardo la tua veste di luce – e, come vescovo vestito di bianco,
ricordo tutti coloro che, – vestiti di candore battesimale,
vogliono vivere in Dio – e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace.

Ritornello…

 Il Santo Padre:

Salve, vita e dolcezza, – salve, speranza nostra, – O Vergine Pellegrina, o Regina Universale!
Nel più intimo del tuo essere, – nel tuo Cuore Immacolato,
guarda le gioie dell’essere umano – in cammino verso la Patria Celeste.
Nel più intimo del tuo essere, – nel tuo Cuore Immacolato,
guarda i dolori della famiglia umana – che geme e piange in questa valle di lacrime.
Nel più intimo del tuo essere, – nel tuo Cuore Immacolato,
adornaci col fulgore dei gioielli della tua corona – e rendici pellegrini come Tu fosti pellegrina.
Con il tuo sorriso verginale – rinvigorisci la gioia della Chiesa di Cristo.
Con il tuo sguardo di dolcezza – rafforza la speranza dei figli di Dio.
Con le mani oranti che innalzi al Signore, – unisci tutti in una sola famiglia umana.

 

Ritornello…

 Il Santo Padre:

O clemente, o pia, – o dolce Vergine Maria, – Regina del Rosario di Fatima!
Fa’ che seguiamo l’esempio dei Beati Francesco e Giacinta,
e di quanti si consacrano all’annuncio del Vangelo.
Percorreremo così ogni rotta, – andremo pellegrini lungo tutte le vie,
abbatteremo tutti i muri – e supereremo ogni frontiera, – uscendo verso tutte le periferie,
manifestando la giustizia e la pace di Dio.
Saremo, nella gioia del Vangelo, la Chiesa vestita di bianco,
del candore lavato nel sangue dell’Agnello
versato anche oggi nelle guerre che distruggono il mondo in cui viviamo.
E così saremo, come Te, immagine della colonna luminosa – che illumina le vie del mondo,
a tutti manifestando che Dio esiste, – che Dio c’è,
che Dio abita in mezzo al suo popolo, – ieri, oggi e per tutta l’eternità.

 

Ritornello cantato dall’assemblea:

Ave o clemens, ave o pia! – Salve Regina Rosarii Fatimæ.
Ave o clemens, ave o pia! – Ave o dulcis Virgo Maria.

 Il Santo Padre insieme ai fedeli:

Salve, Madre del Signore,
Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!
Benedetta fra tutte le donne,
sei l’immagine della Chiesa vestita di luce pasquale,
sei l’onore del nostro popolo,
sei il trionfo sull’assalto del male.

Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,
Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,
Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,
insegnaci, in questa valle di gioie e dolori,
le eterne verità che il Padre rivela ai piccoli.

Mostraci la forza del tuo manto protettore.
Nel tuo Cuore Immacolato,
sii il rifugio dei peccatori
e la via che conduce fino a Dio.

Unito ai miei fratelli,
nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,
a Te mi affido.
Unito ai miei fratelli, mediante Te, a Dio mi consacro,
o Vergine del Rosario di Fatima.

E infine, avvolto nella Luce che ci viene dalle tue mani,
renderò gloria al Signore nei secoli dei secoli.
Amen.

Ritornello…


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