Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 207

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia 

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it 

e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario n° 207 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

19 MARZO 2017 – SAN GIUSEPPE, PATRONO DELLA CHIESA UNIVERSALE

Carissimi Parrocchiani,

mentre stiamo arrivando a metà Quaresima, contrassegnata dal ROGO DELLA VECCHIA e dalla

PROCESSIONE AL CIMITERO nella Quarta domenica (il 26 marzo prossimo) è doveroso domandarsi:

  1. Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai – ci hai pensato? oppure tutto è già finito il giorno dopo le Ceneri?
  2. Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio – la Parola di Dio segna i passi quotidiani della tua vita? Sei diventato un po’ meno materialista?
  3. Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo! – Quali sono le voci, roboanti o silenziose, che ascolti davvero? È Gesù che misura i tuoi passi o quello che conta davvero sta da tutt’altra parte?

 LA GRAZIA

Nella terza domenica il popolo d’Israele che nel deserto soffre la sete cattura la nostra attenzione.

Mosè percuote la roccia col bastone e subito sgorga una sorgente d’acqua che disseta tutti.

È figura di Gesù Cristo, il Messia, che offre acqua viva zampillante alla Samaritana: l’acqua del Battesimo, del perdono dei peccati (che otteniamo nella Confessione), della vita di Grazia (che riceviamo nei Sacramenti, specialmente nell’Eucaristia).

San Paolo ci ricorda (Romani 5,2) che attraverso la fede possiamo ottenere l’accesso a questa grazia.

Viene spontaneo domandarsi:

  1. che cos’è la grazia?
  2. ma per te è importante, sì o no?
  3. vivere in grazia, è il tuo primo ed unico desiderio?
  4. vai con frequenza abituale alla Confessione, sacramento abituale per ricevere o per aumentare la grazia nell’anima?
  5. Se pensi che questo è solo una serie di parole inutili e sorpassate, non è forse che un segnale grave, che sei tu ad esser uscito dalla vita cristiana?

 

Tra pochi giorni verranno ricordati 60 anni dalla firma dei TRATTATI DI ROMA (25 marzo 1957); nelle due pagine seguenti si propongono due riflessioni… sull’Europa, attuali.

Chissà che forse questi fatti non aiutino a riflettere, evitando di passarci sempre e solo sopra la testa, perché mentre gli altri comandano noi siamo curvati a lavorare e sempre pronti a pagare…     Don Gianluca

Estratto da FAMIGLIA CRISTIANA – n° 12 – 19 marzo 2017 – pagina 17

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POPULISTI (contro l’Europa) o BUONISTI (per qualsiasi Europa)?

E se ci fosse ancora una terza via di equilibrio tra i due estremi?

 

La Storia è maestra di vita: peccato che pochi la conoscono, meno ancora la ricordano e che da ragazzi ne abbiamo studiata davvero poca, spesso mediata anche da insegnanti comunisti o di parte.

Con la formazione degli Stati Ellenistici e dell’Impero Romano, quella che si chiama la CIVILTA’ GRECO-ROMANA si era formato un continente che divenne in seguito la base dell’Europa, ma che aveva tutt’altri confini rispetto a quelli attuali: erano i confini delle terre che si affacciavano sul Mar Mediterraneo, le quali, in virtù del commercio e di un sistema politico simile formavano un vero e proprio continente.

Solo l’avanzata trionfale dell’ISLAM nel 7° e 8° secolo ha tracciato un nuovo confine attraverso il Mediterraneo, tagliandolo a metà: quello che prima era come un unico continente ora si trovava diviso in tre nuovi continenti: Asia, Africa, Europa.

Fino al 7° secolo le sponde meridionali e orientali del Mediterraneo erano parte integrante della civiltà cristiana: basti ricordare i grandi santi antichi, numerosissimi, di origine africana e medio-orientale!

Oggi l’Europa si è sviluppata come un enorme colosso di materialità, ma è diventato fragile, perché è rimasto senz’anima!

L’impressione, che ogni giorno i fatti rendono sempre più solida, è che il mondo di valori dell’Europa, la sua cultura e la sua fede, la sua identità… sono arrivati alla fine e già usciti di scena. Sembra già suonata l’ora di altre culture, sì, qui da noi: dell’Islam, della mistica asiatica e dell’America pre-colombiana…

È diffusa una strana mancanza di voglia di guardare al futuro: la denatalità non ha mai toccato vertici così preoccupanti e i figli sono visti solo come un peso e un costo! C’è una strana democrazia, un po’ strabica: si chiede il rispetto di tutti, ma quando si contesta la fede cristiana si dice che è libertà di opinione. Della propria storia si è capaci di vedere solo ciò che è deprecabile e distruttivo e non si è più in grado di capire ciò che è stato grande, nobile e puro.

A Castelletto viene profanato il presepio, le donne possono girare col velo islamico, come se ci trovassimo al Cairo o in medio-Oriente e nessuno dice niente. Oggi, nel 2017, per esempio, un uomo italiano di Castelletto non sarà mai autorizzato a sposare una donna musulmana se prima non rinnega la sua fede cristiana professandosi islamico. Lo esigono tutti i paesi musulmani, anche quelli considerati “moderati”.

La storia dell’Europa attuale (cioè della Terra a nord del Mediterraneo) coincide con le guerre di resistenza e di liberazione dei cristiani, che hanno rifiutato di essere sottomessi all’Islam. Si potrebbero ricordare: Poitiers (732), la Reconquista (1492), Lepanto (1571), Vienna (1683).

E dall’altra parte non si possono ignorare le aggressioni violente: le razzie di cristiani schiavizzati e portati in massa in Africa dai Mori (si studi la storia di Ordini Religiosi come i Mercedari e i Trinitari fondati per il riscatto degli schiavi), molto più numerosi della tratta dei neri africani venduti come schiavi in America, il martirio di 800 cristiani nella Cattedrale di Otranto (1480) fino ad arrivare (dopo il 2000, non nel lontano medioevo!) a vere e proprie pulizie etniche dai cristiani in alcuni Stati Islamici, cose che tutti sanno, che non sono ancora storia, perché attualità: Nigeria, Egitto, Pakistan, Sudan, Iraq. Cosa dicono e cosa fanno i governanti europei? In Europa si vendono chiese e si costruiscono moschee e centri culturali islamici (anche a Brescia), che talvolta si sono dimostrati scuole di fondamentalismo e di terrorismo; ciò conferma che a casa nostra siamo noi le prime vittime del buonismo e del relativismo di chi ci governa, in Italia e in Europa.

60 anni fa, il 25 marzo 1957 sei paesi europei, tra i quali l’Italia, firmarono i TRATTATI DI ROMA, dai quali nacquero la CEE (Comunità Economica Europea) e l’EURATOM (Comunità Europea dell’Energia Atomica). I fondatori dell’Europa miravano alto: ad un continente unito anche politicamente, attorno a valori e ideali grandi, che avevano contribuito alla sua civiltà… Oggi siamo arrivati ad un palo. Ricordate gli accorati appelli di Giovanni Paolo II (che nessuno in Europa ascoltò), per inserire le radici cristiane nella Costituzione Europea, che di fatto fu bocciata dai primi referendum nazionali che avrebbero dovuto approvarla!

Ci ritroviamo ad essere ostaggio di governanti che fanno concorrenza alla “Banda Bassotti”: arraffa, arraffa – magna, magna! (non si capisce bene se in questo son più bravi quelli di Roma o quelli di Bruxelles). L’unica preoccupazione è il PIL, il mondo della Finanza e quello delle Banche. La grande politica, sempre più ingessata nella burocrazia, si allontana in modo sempre più vistoso dalla vita concreta dei cittadini e la legislazione, anche su materie sensibili, fatta da burocrati, non può che riservare possibili risultati inquietanti. Cosa significa secondo voi la Brexit? Ma, adesso si deve stare tutti buoni e zitti, davanti al Sultano Erdogan (Turchia), altrimenti ci fa invadere di nuovo tutta l’Europa da migliaia di disperati, sulla rotta balcanica, che lui può riaprire quando e come vuole…

Non vi siete domandati come mai i veri profughi provenienti dal Medio Oriente e dal Corno d’Africa, quasi tutti islamici, non cercano asilo e rifugio presso i loro fratelli nella Penisola Arabica, in Iran, o in Oriente (Pakistan, Cina, Indonesia) e vengono invece tutti da noi, seguendo la rotta della Libia?

Come si fa a non capire (i nostri governanti per primi!) che da più di vent’anni è in atto UN’INVASIONE ISLAMICA dell’Europa, pianificata, studiata e calcolata in modo preciso a livello mondiale e che negli ultimi anni sta prendendo anche qualche piega violenta, vedi alcune stragi terroristiche, ma sono ancora niente, rispetto a quello che questi signori sono capaci di fare nei loro paesi? Se in Italia non si fanno più figli e quasi il 9% degli abitanti sono di altra nazionalità, secondo voi cosa sarà Castelletto, Leno, Brescia, Milano… tra venti o cinquant’anni?

Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce; ed è vero.

Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente.

Ma: fino a quando?                                 

 Il Vostro Parroco