Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 204

 

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia – Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it – e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario n° 204

al BOLLETTINO PARROCCHIALE – 5 FEBBRAIO 2017

Carissimi Fedeli,

abbiamo chiuso il mese dellaPACE, ma speriamo che tutti continuino a pregare per essa. Ne abbiamo bisogno dappertutto: in Siria, in Israele, in Kurdistan… A Castelletto c’è bisogno di chiedere, ma di chiedere tanto la pace del cuore, che, sappiamo, viene solo dall’unione con Dio e dall’umiltà verso gli altri. Mi pare inserirsi bene proprio qui un estratto dall’OMELIA di Papa Francesco del 15 gennaio scorso nella Parrocchia di Santa Maria in Roma (a Setteville di Guidonia):

 

“dodici Apostoli, erano pieni di difetti, erano invidiosi, provavano gelosia tra loro, discutevano su chi dovesse occupare il primo posto. Erano persino traditori e lo dimostra il fatto che quando Gesù viene preso, tutti scapparono…. Avevano paura, si nascosero. Lo stesso Pietro, che era il capo, prova a seguire più da vicino il Maestro nella sua prova finale ma quando una domestica lo riconosce, lui rinnega Gesù: il primo Papa tradisce Gesù! Tutti quei primi discepoli, però, si sono lasciati salvare e sono diventati testimoni della salvezza, donata loro da Gesù. Commisero tanti peccati, compreso il tradimento del Signore, ma in un aspetto furono grandi: non erano chiacchieroni, non parlavano male l’uno dell’altro, a differenza di tante comunità di oggi, dove si finisce per togliersi la pelle l’uno all’altro.

Una comunità dove ci sono i chiacchieroni non dà testimonianza. Se hai qualcosa da dire, dillo in faccia o, al limite, dillo al parroco. Vorrei che questa comunità facesse il proposito di non chiacchierare. Di fronte a una tentazione simile mordetevi la lingua!

Dal momento in cui gli apostoli non hanno mai chiacchierato gli uni degli altri, una parrocchia senza chiacchiere è una parrocchia perfetta, fatta di testimoni, di cui si può dire, in modo credibile: Come si amano! Chiedo per voi la grazia di non sparlare mai gli uni degli altri”.

 

Se poi oltre a cavarsi l’onore l’un contro l’altro lo si fa anche contro il Parroco… è ovvio che il problema diventa più complesso… perché si rischia di scivolare nell’anarchia (come sta avvenendo nel teatrino della politica: Renzi – D’Alema – Bersani & company…); sono le conseguenze logiche di un soggettivismo sempre più crudo ed esasperato!

Abbiamo celebrato quest’anno in tono minore le Feste di Sant’Agnese e di Don Bosco: la prima s’è ridotta a una buona pizzata in Oratorio; la seconda con mezza chiesa vuota e con una parte di bambini arrivati a Messa già iniziata… Alcuni ragazzi hanno recuperato molto bene festeggiando San Giovanni Bosco martedì pomeriggio 31 gennaio dopo la scuola e le bariste di turno ci hanno preparato un’ottima merenda! Anche la Candelora è stata partecipata bene e con devozione, specialmente dai ragazzi di Emmaus, che si preparano alla Cresima e alla Prima Comunione, che riceveranno il 2 giugno prossimo.

Il nostro Consiglio Pastorale (23 gennaio) ha iniziato a lavorare per arrivare ad un progetto missionario parrocchiale ed il Consiglio dell’Oratorio (2 febbraio) ha messo in cantiere le prossime feste di Carnevale e della Vecchia, che saranno opportunamente pubblicizzate.

Celebriamo il 5 febbraio la Giornata per la Vita, a fronte di sette lutti che hanno interessato direttamente in gennaio la nostra Parrocchia: Olga, Angelo, Giovanni Battista, Aldo, Pietro, Vincenza e Don Nino; il Signore doni loro il riposo eterno e la pace.

Don Gianluca Loda

 

PS: CONOSCERE L’ISLAM PER APRIRE GLI OCCHI– Sono certo che questa conoscenza sarà impossibile da farsi a Brescia. Si dovrebbe invece abitare per qualche tempo in Pakistan, Iran, Sudan, Arabia Saudita (se ti lasciano entrare, visto che oltre ad essere per loro un “infedele” cioè un essere di categoria inferiore, cioè un sub-umano, non hai grandi capitali di denaro che ti supportano). Il mio parere non cambia: dialogo della RECIPROCITA’ sì, come dicevo dalle colonne di La Comunità racconta, 2015, n° 4, pagina 3 (adesso devono fare una mossa anche loro); buonismo: no.

 

 

Mons. Giuseppe Treccani – Don Nino – in memoriam

 

 

È morto martedì 31 gennaio 2017, alle ore 9.30, presso la Casa di Riposo di Orzinuovi, dove abitava da alcuni anni. Si è spento dopo qualche giorno di malattia, alla veneranda età di 102 anni e tre mesi!

Era il Sacerdote Diocesano di Brescia più anziano vivente; si dice “decano del Clero Bresciano”.

È stato anche l’ultimo Curato di Castelletto che rimaneva ancora in vita.

Era nato a Castelletto di Leno il 24 ottobre 1914 – alle ore 9 – figlio di Angelo Treccani e di Emilia Bulgari. Il 29 ottobre seguente veniva portato al Sacro Fonte dal papà per il Battesimo, che gli veniva amministrato dal Curato di Castelletto don Eugenio Cattina, avendo padrini Manara Eliseo e Piva Clementa. A 6 anni, ancora a Castelletto, nella nostra Chiesa, il 5 maggio 1921, riceveva la Cresima dal Vescovo Mons. Giacinto Gaggia.

Entrava in Seminario San Cristo (dove oggi ci sono i Missionari Saveriani, in Castello a Brescia) per la prima ginnasio (equivalente alla prima media odierna) dopo essere stato aiutato e preparato in Parrocchia dal nostro Curato di Castelletto Don Giovanni Carlo Zini.

Passava quindi al Seminario Santangelo (dove oggi si trova il Centro Pastorale Paolo VI) per gli anni del Liceo e della Teologia. Veniva ordinato Sacerdote in Cattedrale il mattino del 26 giugno 1938 da Sua Ecc. Mons. Giacinto Tredici, Vescovo di Brescia: una classe di 28 Novelli Sacerdoti. Celebrava la sua Prima Messa Solenne a Castelletto il 3 luglio seguente. Così ricordava l’evento don Giovanni Barchi, Arciprete di Castelletto, con una cronaca descrittiva e puntuale:

 

La Prima Messa Solenne di D. Giuseppe Treccani

Castelletto ha accolto con pieno entusiasmo il concittadino D. Giuseppe Treccani la mattina del 3 luglio u.s. Una mattinata di sole d’estate, rinfrescata da una brezza salutare, che, in questo pieno estate, sembrò una giornata d’eccezione. Incontrato alla Volta Bresciana, in Canonica, dove il Rev.mo D. Giuseppe Miglioli, pure nostro concittadino, servì signorilmente un vermout d’onore, fu accompagnato da un bel corteo d’automobili alle prime case della Parrocchia. Qui era riversato tutto il paese. Il corteo delle associazioni religiose e d’A.C. (Azione Cattolica) preceduto da giovani ciclisti e cavalieri e una folla che seguiva si portò alla Parrocchiale.

Auguri di bimbi innocenti. Canto augurale della Cappella locale, discorso forbito ed elegante di Mons. Bonomini [Felice – allora Prevosto di San Nazaro – Brescia – n.d.r]. La Prima s. Messa solenne fu poi accompagnata dalla musica, ormai nota, ma sempre bella e bene interpretata, del Refice e di Caudana. Giornata di gioia serena e di letizia ineffabile pel novello Levita, per i suoi cari, per tutta la Parrocchia. La quale parrocchia è ora orgogliosa d’averlo “curato”.

Sua Eccellenza, dopo ripetute e insistenti preghiere, benignamente per via eccezionale concesse che D. Nino restasse con noi. Abbiamo insistito per moltissime ragioni che non è il caso di ripetere qui e che del resto sono state sanzionate dall’entusiasmo con il quale si è accolta la lieta notizia e dalla soddisfazione che se ne dimostra.

Pertanto il nostro augurio è che sempre più si rinsaldi la nostra unione, a qualunque costo e malgrado le quotidiane insidie, per il bene delle anime a noi affidate, e perché la nostra attività riesca sempre più feconda.      

(Estratto da “Il Bollettino della mia parrocchia” – agosto 1938)

 

Così ricorda Giovanni Battista Gabrieli un aneddoto goliardico di giugno 1940:

Sempre vigile, ma anche spensierato, Don Nino non mancava mai alle riunioni festose di noi giovani intellettuali. Me lo ricordo ancora, quando, durante gli esami a Crema, venne a trovarci e un pomeriggio, liberi da impegni scolastici, decidemmo di andare a visitare il Santuario di Caravaggio. Don Nino salì in tandem con me, mentre suo fratello Battista con Don Siracusa… Furono venti chilometri di risate e di gara di velocità per percorrere il vialone che porta al Santuario. Don Nino allora era già Curato della Parrocchia di Castelletto. Così, dopo la partenza di Don Barchi per Gambara, preparò l’ingresso del nuovo Parroco, Don Giuseppe Bettinazzi… Poco dopo Don Nino si trasferì dalla canonica e si sistemò presso la signora “Faustina Frera”, Faustina Polastri, e fu lì che, durante e dopo la guerra, noi giovani trovammo il naturale punto di riferimento e di ritrovo. Lì fondammo la sezione della D.C. [Democrazia Cristiana] di Castelletto, preparammo le prime elezioni, accogliemmo il Prof. Pedini di Ghedi, futuro Ministro della Pubblica Istruzione, per il primo comizio che si tenne a Castelletto dopo la guerra, fondammo le ACLI e il conseguente Circolo Ricreativo. Lì, a casa di Don Nino, vivemmo gli anni più produttivi della ricostruzione.

(Estratto da La Comunità racconta – settembre 1998).

 

Nel 1949 Don Nino fu trasferito a Brescia come Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica e con altri incarichi. Nel 1962 iniziò il suo Parrocchiato come Arciprete di Orzinuovi, per 29 anni, fino al 1991. Quiescente si fermò in paese in un’apposita abitazione vicina alla Chiesa. Solo negli ultimi anni fu trasferito per sua volontà nella locale Casa di Riposo. Dopo il funerale, presieduto dal Vescovo Mons. Mons. Luciano Monari giovedì 2 febbraio alle ore 10, il feretro di Don Nino è stato sepolto per sua volontà nel cimitero del paese dove ha trascorso gli ultimi 54 anni di vita.

 

RIMANDI interessanti, specialmente del periodo riguardante Castelletto di Leno

► Bollettino Parrocchiale – 1938 – nei tre numeri di giugno – luglio – agosto, con ampia descrizione dei festeggiamenti per l’Ordinazione sacerdotale e per la Prima Messa – a cura della Diocesi e di Don Giovanni Barchi

► Bollettino Parrocchiale – 1943 – n° 5 – maggio – in morte del maestro Francesco Bulgari, di anni 78 – rievocato da don Giovanni Barchi (nonno materno di don Nino)

► La Comunità racconta – maggio 1988 – pag. 20-21 – testimonianze di un amico ed estimatore – Mons. Giacomo Capuzzi, Abate di Leno (per il 50° di Sacerdozio di Monsignore)

 

 

► La Comunità racconta – Settembre 1998, pag. 25-26 – rievocazione del maestro Giovanni Battista Gabrieli – ricordando gli anni di gioventù (per il 60° di Sacerdozio)

► Don Giuseppe Treccani 1914 – 2014: raccolta di pensieri spirituali tratti dagli scritti di Monsignore – a cura dei nipoti

► La Comunità racconta – Dicembre 2014 – inserto speciale di 4 pagine – in occasione dei cento anni di Monsignore

► La Comunità racconta – Maggio 2016 – pag. 13-14 – Ricordo di Mons. Giovanni Barchi (tenuto da don Nino a Gambara il 3 agosto 1996, nel 30° anniversario della morte del suo primo Arciprete a Castelletto)

 

Sette morti in un mese! Gennaio 2017 è stato per Castelletto un mese anomalo (nell’intero anno 2016 avevamo funerato sei defunti!) Sono sicuro che il Signore

ci manda un messaggio, anche attraverso quello che avviene quotidianamente. Ciascuno di noi è chiamato a leggere “i segni dei tempi”, alla luce del Vangelo,

che troppi hanno messo da parte, per dare rilievo a tutt’altri interessi ed affari…

La pagina riportata sotto vorrebbe essere una riflessione positiva,nella GIORNATA PER LA VITA, a ricordo degli ultimi nostri sette defunti:  

 

RACCONTO

Estratto dal Bollettino Salesiano – Gennaio 2017
a cura del Direttore Don Bruno Ferrero

 

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