Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 203

 

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia – Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it – e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario n° 203

al BOLLETTINO PARROCCHIALE – 22 GENNAIO 2017

Carissimi Parrocchiani,

gennaio è il mese della PACE. Abbiamo iniziato il nuovo anno implorando questo dono prezioso dal Signore Gesù che ha detto : “Vi dò la pace, vi lascio la mia pace”, mentre nel modo esplodevano nuovi fenomeni terroristici e di guerriglia: Istanbul, Gerusalemme, Baghdad…

La nostra comunità “ha guardato fuori”: dopo aver accolto un sacerdote, un diacono e due seminaristi durante le festività natalizie ed aver raccolto fondi a ricordo di Padre Jacques Hamel per favorire lo studio e la preparazione di mille nuovi “soldati della fede” nel mondo (concludiamo la raccolta entro la fine di gennaio), abbiamo celebrato la Giornata della Santa Infanzia nella solennità dell’Epifania, raccogliendo per i bambini poveri delle Missioni. Domenica scorsa c’è stata una vostra risposta positiva e inaspettata alla raccolta in favore della Fondazione Migrantes della CEI, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato…

Castelletto NON è sordo al richiamo e alle povertà vicine e lontane!

Vi sprono a continuare su questa strada: una strada di generosità e di amore. L’ultima domenica di gennaio si celebrerà la Giornata Mondiale dei malati di lebbra (la 64esima), raccogliendo per AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau), il grande “missionario” dei lebbrosi, morto a Parigi il 6 dicembre 1977 – 40 anni fa.

In molte delle nostre Parrocchie e Oratòri bresciani il mese di gennaio è anche il mese dell’EDUCAZIONE: si onorano SANT’AGNESE il giorno 21, Patrona della Gioventù Femminile e SAN GIOVANNI BOSCO il giorno 31, Padre e Maestro dei Giovani.

Anche se quest’anno a Castelletto celebriamo “in tono minore” non significa che l’aspetto educativo sia da sottovalutare: anzi!

Proprio per questo vorrei condividere con voi le due pagine centrali di questo supplemento n° 203 al Bollettino “La Comunità Racconta” con uno sguardo speciale ai GIOVANI, “guardando avanti: nel 2018, in ottobre, si terrà il prossimo SINODO DEI VESCOVI:

“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”:

un appuntamento di riflessione e di aggiornamento della Chiesa Cattolica Mondiale, che coinvolgerà direttamente i “vertici” dell’autorità ecclesiastica, ma che riguarda anche tutti noi e le nostre comunità parrocchiali: è già disponibile il Documento Preparatorio! Su questo tema anche Mons. Olmi, che ha presieduto con noi la Messa delle 10 nella Festa del Battesimo di Gesù ha spronato i bambini e i giovani presenti ad essere generosi nel donare al Signore la propria vita, come a Castelletto moltissimi hanno già fatto in passato, nella vita sacerdotale o in quella della consacrazione religiosa.

Don Gianluca Loda


 

SINODO dei VESCOVI 2018

GIOVANI – VOCAZIONE – COSCIENZA

  203 Sinodo

  Nel Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi in programma per l’ottobre 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, il termine “coscienza” è usato sette volte. Accanto a tale presenza c’è da rilevare l’importanza che essa assume sia per evidenziarne il processo formativo, l’imprescindibile connessione con la libertà e il ruolo nella scelta vocazionale. Certamente tale aspetto è uno di quelli da approfondire in vista del Sinodo, come evidenziano i seguenti brani del Documento in cui viene menzionata. 

 ► La Chiesa è consapevole di possedere «ciò che fa la forza e la bellezza dei giovani: la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di darsi senza ritorno, di rinnovarsi e di ripartire per nuove conquiste» (Messaggio del Concilio Vaticano II ai giovani, 8 dicembre 1965); le ricchezze della sua tradizione spirituale offrono molti strumenti con cui accompagnare la maturazione della coscienza e di un’autentica libertà.

► La Bibbia presenta numerosi racconti di vocazione e di risposta di giovani.

Alla luce della fede, essi prendono gradualmente coscienza del progetto di amore appassionato che Dio ha per ciascuno.

È questa l’intenzione di ogni azione di Dio, fin dalla creazione del mondo come luogo «buono», capace di accogliere la vita, e offerto in dono come ordito di relazioni a cui affidarsi.

► Credere significa mettersi in ascolto dello Spirito e in dialogo con la Parola che è via, verità e vita (cfr. Gv 14,6) con tutta la propria intelligenza e affettività, imparare a darle fiducia “incarnandola” nella concretezza del quotidiano, nei momenti in cui la croce si fa vicina e in quelli in cui si sperimenta la gioia di fronte ai segni di risurrezione, proprio come ha fatto il “discepolo amato”. È questa la sfida che interpella la comunità cristiana e ogni singolo credente.

 

► Lo spazio di questo dialogo è la coscienza. Come insegna il Concilio Vaticano II, essa «è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità» (Gaudium et spes, 16). La coscienza è dunque uno spazio inviolabile in cui si manifesta l’invito ad accogliere una promessa. Discernere la voce dello Spirito dagli altri richiami e decidere che risposta dare è un compito che spetta a ciascuno: gli altri lo possono accompagnare e confermare, ma mai sostituire.

► Per lungo tempo nella storia le decisioni fondamentali della vita non sono state prese dai diretti interessati; in alcune parti del mondo è ancora così, come si è accennato anche nel I capitolo. Promuovere scelte davvero libere e responsabili, spogliandosi da ogni connivenza con retaggi di altri tempi, resta l’obiettivo di ogni seria pastorale vocazionale. Il discernimento ne è lo strumento principe, che permette di salvaguardare lo spazio inviolabile della coscienza, senza pretendere di sostituirsi a essa (cfr. Amoris laetitia, 37).

► Uscire verso il mondo dei giovani richiede la disponibilità a passare del tempo con loro, ad ascoltare le loro storie, le loro gioie e speranze, le loro tristezze e angosce, per condividerle: è questa la strada per inculturare il Vangelo ed evangelizzare ogni cultura, anche quella giovanile.

Quando i Vangeli narrano gli incontri di Gesù con gli uomini e le donne del suo tempo, evidenziano proprio la sua capacità di fermarsi insieme a loro e il fascino che percepisce chi ne incrocia lo sguardo.

È questo lo sguardo di ogni autentico pastore, capace di vedere nella profondità del cuore senza risultare invadente o minaccioso; è il vero sguardo del discernimento, che non vuole impossessarsi della coscienza altrui né predeterminare il percorso della grazia di Dio a partire dai propri schemi.

► In una società sempre più rumorosa, che offre una sovrabbondanza di stimoli, un obiettivo fondamentale della pastorale giovanile vocazionale è offrire occasioni per assaporare il valore del silenzio e della contemplazione e formare alla rilettura delle proprie esperienze e all’ascolto della coscienza.