Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 201

 

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia – Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it – e-mail: don.gianluca.loda@virgilio.it

 

Supplemento Straordinario n°201 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

1° GENNAIO 2017 – MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

AUGURI

per un Felice e Lieto Anno Nuovo!!!

L’Arciprete, don Tito, Jomish e Francis

 

Carissimi Parrocchiani,

Anno nuovo, vita nuova… si dice. Se vogliamo può esser vero; via ciò che è vecchio, stantio, ammuffito; avanti la novità, il bello, che per noi è il Bambino Gesù, che si fa uomo nella grotta di Betlemme e porta la PACEall’umanità! Devo un grazie grande grande a tutte le persone – moltissime – che hanno fatto arrivare i loro auguri in qualsiasi modo (rispondere a tutti è impossibile!); un grazie ancora a chi ha fatto pervenire aiuti per i seminaristi, che sono nostri ospiti; la Vostra gentilezza e generosità è sempre superiore alle esigenze. Sto preparando i resoconti, che verranno dati ufficialmente all’Epifania, come

 

avviene ogni anno. Trovate di seguito il calendario “emerologico” dei Sacerdoti e religiosi defunti di Castelletto, per i quali celebreremo nel 2017 una S. Messa di suffragio nel giorno anniversario della morte. Per comodità sono riportati tutti, qui sotto, in una visuale “sinottica”. Inoltre trovate un’intervista al chierico Jomish; sul prossimo settimanale concluderò con un’intervista anche a Francis. Infine partiamo sabato con la devozione dei primi cinque sabati del mese, che ci preparano al 1° centenario della prima apparizione della Madonna di Fatima del 13 maggio (1917-2017).

Don Gianluca

 

INDICE EMEROLOGICO dei SACERDOTI defunti di Castelletto

GENNAIO

2 – don Antonio Bodini – 1934 – 55 anni

3 – don Agostino PARACCHINI – 1918 – 62 anni

24 – don Luigi Mancini – 1955 – 55 anni

FEBBRAIO

12 – seminarista Angelo Mainetti – 1943 – 20 anni

MARZO

15 (o 16) – don Pierino Casnici – 2002 – 76 anni

16 – don Eugenio Cattina – 1952 – 65 anni

21 – don Andrea Pedraccini – 1900 – 27 anni

APRILE

7 – don Giuseppe Zandonini – 1927 – 70 anni

7 – don Giovita Beschi – 1982 – 76 anni

13 – don Lanfranco Fanchini – 1945 – 81 anni

17 – Mons. Giuseppe Miglioli – 1958 – 65 anni

MAGGIO

8 – mons. Stefano Tomasoni – 1987 – 87 anni

16 – don Vitale Savoldi – 1996 – 59 anni

GIUGNO

19 – fra’ Onorio Tosini – 1996 – 76 anni

20 – fra’ Giovanni Trotti – 1975 – 79 anni

30 – don Giuseppe Landi – 1944 – 79 anni

LUGLIO

7 – padre Patrizio Ramponi – 2013 – 87 anni

17 – don Davide Pinardi – 2002 – 73 anni

17 – don Giovanni Colenghi – 2005 – 90 anni

23 – padre Alfredo Feroldi – 1962 – 56 anni

28 – don Giacomo Rolfi – 2011 – 78 anni

AGOSTO

13 – don Andrea Maggini – 1930 – 78 anni

16 – mons. Giuseppe Nomolli – 1977 – 69 anni

24 – don Giovanni Michele Barbi – 1917 – 77 anni

25 – don Lorenzo Vescovi – 1960 – 80 anni

26 – don Angelo Rocco – 1955 – 74 anni

SETTEMBRE

8 – mons. Giovanni Barchi – 1966 – 78 anni

14 – don Mario Prandini – 1993 – 62 anni

OTTOBRE

3 – padre Sergio Treccani – 1998 – 73 anni

3 – mons. Giuliano Franzoni – 2006 – 64 anni

18 – don Giacomo Marenda – 1925 – 50 anni

31 – mons. Giovanni Carlo Zini – 1970 – 69 anni

NOVEMBRE

10 – don Paolo Barchi – 2007 – 90 anni

27 – don Giulio Maccagnola – 1988 – 58 anni

DICEMBRE

5 – don Adriano Sperlari – 1978 – 58 anni

7 – don Mansueto Bonera – 1979 – 623 anni

9 – don Giuseppe Facchi – 1962 – 51 anni

10 – mons. Vincenzo Smussi – 1999 – 72 anni

13 – don Giuseppe Bettinazzi – 1961 – 58 anni

23 – don Giovanni Battista Frosio – 1972 – 88 anni

 

BREVE INTERVISTA AL CHIERICO

JOMISH JOHN

 È la prima volta che vieni a Castelletto?

Sì, è la prima volta che arrivo in Lombardia. Ero già stato a Napoli e a Genova per il lavoro pastorale, come sto svolgendo in questi giorni.

Hai visitato qualche luogo d’arte o città italiana?

Sì; perché il nostro Collegio promuove visite presso luoghi d’arte e di storia. Ricordo in particolare: il Colosseo, Castel Sant’Angelo, Colle Palatino, Foro Romano, i Musei Nazionali di Roma, Musei d’arte moderna e contemporanea. Ho visto Assisi e il Santuario di Pompei.

Qual è il tuo Paese d’origine?

Sono indiano, dello Stato del Kerala, nel sud-ovest del Paese, la culla del cristianesimo indiano. Se nell’intera India i cattolici sono quasi il 2% della popolazione, in Kerala raggiungono circa il 15%. L’India è una grande Federazione che comprende 29 Stati e 7 Territori. Io appartengo, come detto, al Kerala, e sono della città di Aleppey (si dice Àlepi), che è detta la Venezia dell’Oriente, perché ci sono tanti canali navigabili e il Lago Vembanad, che si collega col Mare Arabico. Molti turisti visitano la nostra città, soprattutto europei; anche alcuni italiani.

Raccontaci qualcosa di te, della tua infanzia…

Sono nato il 24 luglio 1989 nel villaggio di Thanneermukkom a circa 20 Km da Aleppey, a mezz’oretta di strada a piedi dal Lago. Sono l’ultimo di tre fratelli maschi: Ajish e Lolek. Mio papà Johny era impiegato in banca ed ora è in pensione; la mamma è casalinga e si chiama Sherly. La mia famiglia è cattolica di rito Siro-Malabarese. Pensate che nello stesso villaggio ci sono anche famiglie cattoliche di rito latino, che frequentano la Parrocchia “Latina”. Sono sempre stato un bambino tranquillo e riservato. Ho frequentato la scuola nella cittadina di Cherthala e riuscivo bene. Mi piaceva studiare, ma giocavo pochissimo. Frequentavo la Scuola di San Giuseppe, tenuta dalle Suore Francescane Clarisse, con circa tremila bambini, indu per la maggioranza; io ero in una classe mista, ma divisa a metà dai banchi maschi e femmine. Ero simpatico alle bambine, perché non facevo mai i dispetti… mi vedevano come lo studente modello.

Come ti è venuta l’idea di farti prete?

Verso i 14 anni ho iniziato a fare il chierichetto in Parrocchia, nella chiesa a circa un quarto d’ora a piedi dalla mia casa. Ero simpatico al Parroco Don Jose, che mi aiutava ed incoraggiava negli studi e nella devozione. Ho sentito una chiamata interiore, coltivata da un altro giovane sacerdote, Don Varghese (si dice Varghìs), amico della mia famiglia. Nel frattempo, mentre non capivo bene cosa avrei fatto in futuro, l’esito degli studi ebbe una flessione: i voti diminuivano ed io mi sentivo preoccupato. Allora Don Varghese mi ha consigliato di concentrarmi negli studi. Nelle ultime vacanze ho riflettuto con lui e ho deciso di entrare in Seminario. Ne ho parlato coi genitori, che dapprima non volevano lasciarmi partire, per potermi avere sempre in casa con loro. La mamma mi ricordava che per diventare prete avrei dovuto abbracciare il “celibato”, perché i sacerdoti non si sposano; mi sentivo pronto per tutto. Solo in un secondo momento anche papà e mamma compresero che questa era la volontà di Dio. Sono entrato in Seminario Minore a 16 anni a Ernakulam, dove ho compiuto gli studi superiori; quindi sono passato al Seminario Maggiore di Aluva, dove ho fatto tre anni di filosofia. Quindi, come a tutti gli altri seminaristi, mi è stato chiesto di fare un anno di servizio pastorale in una Parrocchia e scuola annessa, interrompendo gli studi. Da noi, infatti, è normale che dove c’è una Parrocchia ci sia anche una scuola cattolica collegata, tenuta da Suore o da Sacerdoti. Queste scuole sono aperte a tutti, senza distinzione di religione o di caste. Io risiedevo presso il Parroco; mi piaceva il servizio, anche se, a motivo del mio carattere introverso, ho incontrato alcune difficoltà nel rapporto con le persone. Ho potuto fare in un anno la visita delle famiglie ed è stata una bella esperienza. Talvolta presiedevo anche le riunioni mensili di preghiera dei gruppi delle famiglie.

Da quanto tempo sei a Roma?

Sono a Roma da 5 anni, per finire teologia e ottenere la Licenza in Teologia Spirituale. Frequento la Pontificia Università della Santa Croce e alloggio presso il Collegio Sedes Sapientiae. Il Collegio è come una grande famiglia: quest’anno siamo 80 seminaristi e 11 sacerdoti; ogni anno arrivano seminaristi nuovi ed escono quelli che hanno terminato. Io, ad esempio, finirò gli studi a giugno 2017.

Come sarà il tuo futuro?

Dopo gli studi tornerò in India. Riceverò il Diaconato e farò servizio in una parrocchia; dopo alcuni mesi potrei essere ordinato sacerdote.

Secondo le previsioni più ovvie potrei diventare direttore spirituale o formatore in Seminario, per i giovani che si preparano al Sacerdozio. Il mio desiderio più grande è di dedicarmi pienamente al servizio della Chiesa, come fecero San Francesco d’Assisi e il Curato d’Ars.

 

I PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE

Questa devozione è stata indicata dalla Vergine Santissima, apparsa con Gesù Bambino a Suor Lucia e ha lo scopo di riparare le offese arrecate al Cuore Immacolato di Maria. Chi l’abbraccia coopera al trionfo del bene sul male, alla salvezza di tante anime e alla pace del mondo.

Nell’anno 2017 ricorderemo il primo centenario delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima, in Portogallo, iniziate il 13 maggio 1917. Vorremmo allora proporre ai fedeli della nostra Parrocchia di Castelletto, da gennaio a maggio 2017, “una tantum” questa devozione, proponendo la recita del Rosario insieme del Primo Sabato, prima della Messa Vespertina.

 

Guarda, figlia mia, il mio Cuore coronato di spine, che gli uomini ingrati ad ogni momento mi infiggono, con bestemmie ed ingratitudini. Tu almeno, cerca di consolarmi, ed a tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la Santa Comunione, diranno una corona, e mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del Rosario coll’intenzione di soddisfarmi, io prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di quelle anime.

(La Madonna a Suor Lucia, il 10 dicembre 1925)

Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre, che è coronato di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle.

(Gesù a Suor Lucia, il 10 dicembre 1925)

 

1. Vantaggi o Promesse

“Alle anime che in questo modo cercheranno di consolarmi, prometto di assisterle,

in punto di morte, con tutte le grazie necessarie per la salvezza di quelle anime”.

 

2. Perché devono essere “cinque sabati”?

“Sono cinque le specie di offese e bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria”

1. Le bestemmie contro l’Immacolata Concezione;

2. contro la sua verginità;

3. contro la Maternità Divina, rifiutando allo stesso tempo di riceverla

anche come Madre degli uomini;

4. l’oltraggio di quelli che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza,

il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata;

5. l’offesa di quelli che la oltraggiano direttamente nelle sue Sacre Immagini.

 

3. Per chi non potrà soddisfare tutte le condizioni al sabato…?

“Sarà ugualmente accettata la pratica di questa devozione alla domenica dopo il primo sabato,

quando i miei sacerdoti, per giusti motivi, lo concederanno alle anime”.

 

 CONDIZIONI RICHIESTE

 

  1. Confessione con intenzione riparatrice;

La confessione si può fare in qualunque giorno, purché si riceva la Comunione in stato di grazia.

 

  1. Comunione Riparatrice;

 

  1. Recita del Rosario meditandone i misteri.

La meditazione, di un quarto d’ora, si può fare su uno o più misteri.