Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 196

Supplemento Straordinario n°196 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

27 NOVEMBRE 2016 – PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

 

 Cari fedeli di Castelletto,

per onestà intellettuale e per correttezza letteraria bisogna che il mio augurio per l’inizio del nuovo Anno Liturgico, che faccio prendendo pari-pari le parole del nostro Vescovo, venga citato in modo preciso e puntuale.                                            Dgl

 

Dalla lettera del Vescovo ai genitori ICFR – 8 settembre 2016

Scrivo a voi, cari genitori – lettera ai genitori dell’iniziazione cristiana

 

SANTIFICAZIONE

DEL TEMPO E DELLA VITA

 

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OGNI GIORNO

 

… voglio solo ricordare che la preghiera e la fede vanno insieme e che lasciare la preghiera significa, prima o poi, lasciare anche la fede. Si tratta di insegnare ai bambini a cominciare e finire la giornata con la preghiera; questo semplice fatto ricorda che la giornata (cioè la vita) ci viene da Dio [preghiera del mattino] e che la giornata (cioè la vita) ritorna a Dio [preghiera della sera]. Accanto a questi momenti essenziali sarebbe bello che i cristiani riprendessero la preghiera di ringraziamento ai pasti. Nel Padre nostro noi chiediamo a Dio di donarci il pane quotidiano; riconosciamo dunque che il pane quotidiano – quello che abbiamo guadagnato con il lavoro e la fatica – è però e rimane dono di Dio. Ma l’unico modo corretto di accettare un dono è ringraziare; senza ringraziamento ci si può appropriare di qualcosa, ma non lo si può ricevere realmente come dono. Per questo la breve preghiera ai pasti arricchisce di significato un gesto tipicamente umano, il mangiare a mensa con gli altri.

Insieme alla preghiera, in famiglia s’imparano anche i gesti che accompagnano la preghiera: il mettersi in ginocchio, il congiungere le mani. Il primo (mettersi in ginocchio) è un gesto di adorazione; facendolo riconosciamo che c’è qualcuno più grande di noi e del mondo in cui viviamo. Il Secondo (congiungere le mani) è un gesto di consegna di noi stessi. Usiamo le mani per lavorare e così procurarci quello che desideriamo, ma le mani non possono procurarci tutto. Le presentiamo allora al Signore perché dia forza Lui a quello che abbiamo fatto e completi Lui quello che non siamo in grado di fare…

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LA DOMENICA

… Il modo in cui una famiglia vive la domenica è decisivo per la trasmissione della fede. Al centro sta, naturalmente, la partecipazione all’Eucaristia. Qui posso solo rimandare alla lettera pastorale Un solo pane, un unico corpo. La difficoltà viene dal fatto che la società secolarizzata ha trasformato il giorno del Signore in un week end, un fine settimana che serve a ristorare le forze dopo una settimana di lavoro. Niente da dire su questo obiettivo, ma molto da osservare sul significato cristiano che è infinitamente più ampio e profondo. Per noi la domenica è il giorno nel quale siamo convocati da Signore, insieme ascoltiamo la sua Parola, partecipiamo al banchetto eucaristico che fa di noi tutti l’unico corpo di Cristo. È giorno della comunità, quindi del recupero di legami di conoscenza e di affetto; è giorno della famiglia. Non serve dare precetti sul modo di vivere la domenica; è necessario però interrogare se stessi e chiedersi se la ricchezza di significato di questo giorno si rispecchia davvero nel nostro modo di viverlo o se invece dobbiamo modificare qualche cosa.

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L’ANNO LITURGICO

Un discorso simile va fatto per le feste in genere:

Natale, Epifania, Pasqua, Pentecoste

Le feste cristiane sono generalmente memoria di eventi di salvezza nei quali protagonista è Dio con la sua Parola di salvezza.

La società secolarizzata tende istintivamente a secolarizzare anche le feste e cioè a trasformarle in celebrazioni che non hanno riferimento a Dio, ma alla natura o alla società.

Il Natale diventa allora festa dell’inverno, l’Epifania festa dei doni, la Pasqua festa della primavera e così via. Per chi non condivide una memoria di fede non può che essere così; ma per un credente questa riduzione significa una perdita grave.

Tocca soprattutto alla famiglia fare sì che questo scivolamento di significato non si verifichi; e saranno soprattutto le famiglie a trovare i modi concreti – quelli che funzionano – per ottenere questo risultato.

Alla successione ciclica delle stagioni nel calendario civile (primavera, estate, autunno, inverno, primavera…) con cicli che si ripetono a ogni rivoluzione della terra) la comunità cristiana unisce una scansione originale del tempo: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, Pentecoste, Tempo Ordinario, Feste del Signore della Madonna dei Santi.

Prendere coscienza di questa storia di salvezza che illumina l’anno naturale conferisce ricchezza di significato e di valore allo scorrere del tempo.

La corona dell’Avvento, il presepe di Natale, l’astinenza dalle carni in Quaresima, la Veglia Pasquale, la Veglia di Pentecoste…

Ci sono simboli, immagini, gesti che dobbiamo conoscere, valorizzare e vivere; in caso contrario ci vedremo rubare le feste: l’Assunzione diventerà solo Ferragosto; la Festa di Tutti i Santi diventerà solo Halloween.

In questo modo un significato religioso, che conferisce colore alla vita e trasmette dei motivi per vivere, si ridurrà a una forma di consumo (ferragosto al mare; halloween con la zucca e i mascheramenti) che possono garantire solo il piacere di un momento, non il significato di una vita…

                                                                                                                                                             † Luciano Monari