Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 190

Supplemento n° 190 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 23 ottobre 2016

90a GIORNATA MISSIONARIA

Domenica 23 ottobre si celebra in tutto il mondo, per la novantesima volta, la Giornata Missionaria, istituita da Papa Pio XI nel 1926, dopo l’Anno Santo 1925, anno in cui il Papa aveva fatto disporre in Vaticano una Mostra Missionaria Mondiale, evento che non c’era mai stato prima, che fece realizzare a un sacerdote bresciano, Monsignor Luigi Gramatica, uomo di studi e biblista di competenza mondiale, nativo di Gottolengo (1865-1935), che Papa Achille Ratti aveva avuto prima come suo collaboratore alla Biblioteca Ambrosiana di Milano e che volle a Roma, nominandolo Canonico della Basilica di San Pietro.
Estratto dal MESSAGGIO di Papa Francesco

“… in questa Giornata Missionaria Mondiale, siamo tutti invitati ad “uscire”, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana…

… Accogliendo e seguendo Gesù mediante il Vangelo e i Sacramenti, con l’azione dello Spirito Santo noi possiamo diventare misericordiosi come il nostro Padre celeste, imparando ad amare come Lui ci ama e facendo della nostra vita un dono gratuito, un segno della sua bontà (cfr Bolla Misericordiæ Vultus, 3)…

La fede infatti è dono di Dio e non frutto di proselitismo; cresce però grazie alla fede e alla carità degli evangelizzatori che sono testimoni di Cristo.

Nell’andare per le vie del mondo è richiesto ai discepoli di Gesù quell’amore che non misura, ma che piuttosto tende ad avere verso tutti la stessa misura del Signore.

Annunciamo il dono più bello e più grande che Lui ci ha fatto:

la sua vita e il suo amore…
Don Mansueto Bonera

Era nato a Molinetto di Mazzano (BS) il 26 settembre 1917, 20 anni esatti dopo il Beato Paolo VI. Il padre, Luigi (chiamato Bigio), aveva l’abitazione in prossimità della Chiesa Parrocchiale sulla via principale e faceva il fabbro ferraio; la madre, Caldera Maddalena, dopo Antonio e Mansueto, ebbe altri figli: Mario, Serafino, Agnese, Lina e Gina.

Mansueto crebbe alla scuola dell’Arciprete don Giacomo Baccolo e del Curato don Giovanni Maria Landi; ebbe compaesano don Faustino Togni, poi Canonico della Cattedrale, allora insegnante in Seminario.

Dopo aver compiuto regolarmente gli studi in Seminario a Brescia, Don Mansueto fu ordinato sacerdote il 7 giugno 1941.

La sorella Lina lo seguì come collaboratrice domestica. Trascorse lunghi anni di ministero pastorale per lo più nascosto, ma sempre attivo e diligente.

Fu dapprima Curato a Provezze dal 1941 al 1944; successivamente Curato a Villanuova sul Clisi e poi di seguito Parroco a Binzago (1947-1951), Parroco a Mocasina (1951-1962) dov’è maggiormente ricordato dai più anziani e Parroco a Castelletto di Leno (1962-1963).

Qui arrivò il 19 marzo 1962, pochi mesi dopo la morte dell’amato e indimenticato arciprete don Giuseppe Bettinazzi. In quei mesi il curato don Paolo Barchi aveva guidato la Parrocchia come Vicario Economo; poco dopo passò Parroco a Comella.

A luglio 1962 arrivava a Castelletto il nuovo Curato Don Vitale Savoldi, fresco di ordinazione. Ma Don Mansueto, poco più di un anno dopo l’ingresso, il 30 aprile 1963, rinunciava alla Parrocchia; forse anche per questo motivo è poco ricordato.

Aveva solo 45 anni, ma la salute veniva meno; lasciata la Parrocchia di Castelletto, don Mansueto si era ritirato a Gavardo, dove rimase per 16 anni e mezzo Cappellano delle Orsoline e dell’Ospedale. Non aveva però per nulla rinunciato all’attività pastorale. Con solerzia e attenzione si dedicò all’assistenza dei ricoverati e degli anziani dell’annessa casa di riposo.

È morto poco dopo aver celebrato la Messa, mentre stava confessando un infermo, il 7 dicembre 1979, all’età di 62 anni, accasciandosi sul letto, stroncato da un collasso di cuore; sono state vane le cure apprestategli.

Dopo il funerale fu sepolto nella Cappella dei Sacerdoti nel cimitero di Molinetto

Don Pierino Casnici

Nacque a Carpenedolo il 28 giugno 1925.

Fu ordinato Sacerdote a Brescia il 25 giugno 1950.

Fu dapprima Curato al Duomo di Rovato, con l’Arciprete don Giovanni Carlo Zini (ch’era stato Curato di Castelletto dal 1926 al 1930); fu poi Curato di Ciliverghe dal 1952 al 1960, dove formò una biblioteca parrocchiale, diede il via ad una filodrammatica e fondò una Schola Cantorum. Arrivò quindi a Leno, dove fece il Curato dal 1960 al 1970. In questi primi anni si dedicò molto alla confessione, alla direzione spirituale, al consiglio che accompagnava ad una grande capacità di ascolto e comprensione.

Fu nominato Arciprete di Castelletto, dove era stato Vicario Economo a partire dalla rinuncia di don Giovita Beschi. Qui fece l’ingresso il 28 marzo 1971. A fine 1970 era stato trasferito il Curato di Castelletto, don Vitale Savoldi e da allora non venne più inviato nessun Curato residente. Si alternarono nel servizio festivo alcuni chierici del Seminario, fra i quali Giampietro Lanzanova che, ordinato Sacerdote nel 1975, diventerà Parroco di Castelletto nel 1994. Negli anni 1974-77 fu aiutato dal Curato Festivo don Giuliano Franzoni, insegnante in Seminario. Don Pierino aveva una predisposizione a star vicino alle persone, che realizzava con familiarità e gesti semplici. Non lasciava mancare a nessuno una parola di conforto o d’incoraggiamento, testimoniando serenità e fiducia nel Signore. Chi l’ha conosciuto bene lo ricorda come Sacerdote riservato ed umile, dedito al ministero pastorale, anche se non aveva la stoffa del “manager”; anzi, la responsabilità della Parrocchia fu il suo vero peso, che lo portò alla rinuncia a partire dal 30 giugno 1976.

Fece così ritorno a Leno come Curato (1976-85); quindi rimase a Leno con l’incarico di Cappellano dell’Ospedale (1985-95), che allora era dotato di tutti i reparti e disponeva di 250-300 posti letto: richiedeva quindi una dedizione assidua. Fu ancora Curato a Leno dal 1995 in avanti, senza trascurare in alcun modo gli incarichi che gli erano assegnati. Per molti anni fu insegnante di religione a scuola, punto di riferimento per alunni e docenti. Bravissimo organizzatore di pellegrinaggi e gite, aveva saputo, attraverso queste esperienze, creare profondi legami di amicizia.

La morte, che lo colse il 15 (o il 16) marzo 2002 a 76 anni a La Verna (Arezzo), dove si trovava a trascorrere qualche giorno di spiritualità e di riposo, presso il Convento dove San Francesco ricevette le Stigmate il 14 settembre 1224. Semplicità e letizia caratterizzarono tutto il suo ministero. Il suo funerale fu celebrato a Leno. Quindi venne sepolto nella Cappella dei Sacerdoti del Cimitero di Leno.