Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n.187

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Supplemento Straordinario n°187 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

2  OTTOBRE 2016

 

MARIA e la GIOIA del VANGELO

 In questa domenica, 2 ottobre, concludiamo la Settimana Mariana, che abbiamo dedicato all’esortazione del Papa Evangelii Gaudium (del 24 novembre 2013, giorno in cui si concludeva l’Anno della Fede) rilanciata dal nostro Vescovo Mons. Luciano Monari per il cammino della Diocesi di Brescia, quest’anno e negli anni a venire.

Impariamo almeno le prime parole, bellissime, di Francesco:

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera

di coloro che si incontrano con Gesù.

Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato,

dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento.

Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia…

Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani

per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia

e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.

(Evangelii Gaudium – n°1)

Nei giorni scorsi abbiamo guardato a Maria, che nella sua vita ha portato Gesù, il Vangelo vivente, innanzitutto dentro di sé e l’ha offerto agli uomini, per la salvezza del mondo.

Sono stati diversi i testi tratti dall’esortazione del Papa che abbiamo riflettuto nei momenti di preghiera e durante le numerose celebrazioni.

Per alcuni di voi è stata come un’intensa settimana di “esercizi spirituali”. Questo ci aiuti in un rilancio bello della nostra Parrocchia entrando a piè pari nel Mese Missionario e del Rosario.

Ancora il Papa ci esorta a guardare a Maria e ad affidarci con tenerezza a lei:

Maria è la STELLA

della nuova evangelizzazione

 Alla Madre del Vangelo vivente chiediamo che interceda affinché questo invito a una nuova tappa dell’evangelizzazione venga accolta da tutta la comunità ecclesiale. Ella è la donna di fede, che cammina nella fede, e la sua eccezionale peregrinazione della fede rappresenta un costante punto di riferimento per la Chiesa. Ella si è lasciata condurre dallo Spirito, attraverso un itinerario di fede, verso un destino di servizio e fecondità. Noi oggi fissiamo lo sguardo su di lei, perché ci aiuti ad annunciare a tutti il messaggio di salvezza, e perché i nuovi discepoli diventino operosi evangelizzatori.

In questo pellegrinaggio di evangelizzazione non mancano le fasi di aridità, di nascondimento e persino di una certa fatica, come quella che visse Maria negli anni di Nazaret, mentre Gesù cresceva: è questo l’inizio del Vangelo, ossia della buona, lieta novella. Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di notte della fede – per usare le parole di san Giovanni della Croce, quasi un velo attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero. È infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede.

Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa.

Perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto.

In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti.

Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perché ha rovesciato i potenti dai troni e  ha rimandato i ricchi a mani vuote (Lc 1,52.53) è la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia.

È anche colei che conserva premurosamente tutte queste cose, meditandole nel suo cuore (Lc 2,19).

Maria sa riconoscere le orme dello Spirito di Dio nei grandi avvenimenti ed anche in quelli che sembrano impercettibili.

È contemplativa del mistero di Dio nel mondo, nella storia e nella vita quotidiana di ciascuno e di tutti.

È la donna orante e lavoratrice a Nazaret, ed è anche nostra Signora della premura, colei che parte dal suo villaggio per aiutare gli altri senza indugio (Lc 1,39).

Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione.

Le chiediamo che con la sua preghiera materna ci aiuti affinché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo.

È il Risorto che ci dice, con una potenza che ci riempie di immensa fiducia e di fermissima speranza: Io faccio nuove tutte le cose.

Con Maria avanziamo fiduciosi verso questa promessa.           (Evangelii Gaudium – n°287-288)

 Maria Santissima, Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

 

IL PAPA IN GEORGIA e in AZERBAIGIAN

“Le difficoltà non siano impedimenti, ma stimoli…” Francesco

La seconda tappa del Santo Padre in Caucaso, dopo il viaggio in Armenia dello scorso giugno, si svolge nei giorni dal 30 settembre al 2 ottobre. I primi due giorni sono dedicati alla Georgia, mentre la giornata di domenica, il Pontefice conclude la sua visita pastorale in Azerbaigian “per seminare pace, unità e riconciliazione”. Il Caucaso, terra che per noi è molto lontana, è un ponte importante di collegamento tra l’Occidente e l’Oriente. La Georgia spicca per la sua profonda cultura cristiana, una terra evangelizzata a partire dal IV secolo, con la predicazione di Santa Nino, uno Stato nuovo, indipendente da 25 anni.

È stato cordiale il primo incontro a Tbilisi (la Capitale della Georgia) tra Papa Francesco e il Catholicos di Ilia II, sulla scia degli Apostoli Pietro e Andrea. I calorosi convenevoli sono l’immagine che racchiude il senso di questo incontro, che affonda le radici nel lungo percorso di dialogo tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa. Nel discorso al Patriarcato Ortodosso, il Papa ha voluto ricordare un tassello importante nella strada del dialogo, che ha visto protagonista Ilia II: “Egliinaugurò una pagina nuova nelle relazioni tra la Chiesa Ortodossa di Georgia e la Chiesa Cattolica”. Venne a Roma, primo Catholicos georgiano a farlo, e incontrò Giovanni Paolo II con il quale si scambiò il bacio della pace e la promessa di pregare l’uno per l’altro.Ospitalità fraterna che fu ricambiata a Papa Wojtyla nel 1999, in occasione del suo viaggio in Georgia, alle soglie del Giubileo del 2000. “Oggi il mondo è assetato di misericordia, di unità e di pace”. Nella fraternità tra Roma e la Georgia va ricercato il Cristianesimo primitivo, quello degli apostoli: la Chiesa Ortodossa di Georgia è radicata nella predicazione dell’Apostolo Andrea; la Chiesa di Roma lo è nella predicazione di suo fratello, l’Apostolo Pietro. Andrea e Pietro furono chiamati da Gesù a “lasciare le reti” per diventare “pescatori di uomini”. Francesco esorta il Catholicos georgiano: “lasciamoci guardare nuovamente dal Signore Gesù, lasciamoci attirare ancora dal suo invito a lasciare ciò che ci trattiene dall’essere insieme annunciatori della sua presenza”.

 Oltre a Sako, incontreranno Francesco altri 12 Vescovi caldei, reduci dal Sinodo annuale appena celebrato a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, e gruppi di fedeli provenienti da Usa, Francia, Canada e dall’Iraq, dove attualmente vivono in condizione di rifugiati dopo gli attacchi dell’Isis. Durante la cerimonia, saranno recitati i vepri in lingua caldea.

Sono circa 10mila i cristiani appartenenti alle comunità caldee e assire che vivono in Georgia. Il loro iniziale radicamento nel Caucaso risale ai flussi migratori registratisi già nella prima metà del XIX secolo, e potenziatisi all’inizio del XX secolo, con le persecuzioni subita anche da assiri e caldei durante la prima guerra mondiale.

 

IL PAPA ci parla dell’ANGELO CUSTODE

 “L’angelo custode esiste, ascoltiamo i suoi consigli, tutti noi, secondo la tradizione della Chiesa, abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose.

Quante volte abbiamo sentito: ‘Ma … questo … dovrei fare così, questo non va, stai attento …’: tante volte! È la voce di questo nostro compagno di viaggio. Essere sicuri che lui ci porterà alla fine della nostra vita con i suoi consigli, e per questo dare ascolto alla sua voce, non ribellarci…

Perché la ribellione, la voglia di essere indipendente, è una cosa che tutti noi abbiamo; è la superbia, quella che ha avuto il nostro padre Adamo nel Paradiso terrestre: la stessa.

Non ribellarti: segui i suoi consigli”.

(Papa Francesco – Messa a Santa Marta, 2 ottobre 2014)