Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n.186

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Supplemento Straordinario n°186 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

25  SETTEMBRE 2016

200 – 400 – 800… nella

SETTIMANA MARIANA

 Carissimi parrocchiani,

entriamo in una settimana importante della comunità cristiana, che ci prepara alla Festa della Madonna del Rosario. Alla vigilia dell’inizio, domenica 25 settembre, ricordiamo quest’anno tre avvenimenti particolari d’anniversario, che coinvolgono la Beata Vergine Maria:

200 anni fa

– a Lione in Francia – il Sacerdote Novello Jean Claude Colin, assieme ad alcuni condiscepoli, il 22 luglio 1816 fondava la Società di Maria presso il Santuario della Fourvière, conosciuta oggi come la Congregazione dei Padri Maristi. Lo scopo della nuova istituzione religiosa era quello di assumere lo stile di vita proprio della B. V. Maria, per riportare gli uomini a Gesù e alla Chiesa. Infatti, da pochi anni s’era abbattuta sulla Francia la “tempesta” della Rivoluzione Francese (1789) con tutte le sue conseguenze nefaste contro il clero, contro la Chiesa e contro la fede cristiana. Nel 1815 (quindi l’anno precedente) il Congresso di Vienna aveva riportato le “lancette della storia” a prima del 4 luglio 1789, aprendo nuove opportunità di “ricostruzione” dopo uno dei peggiori “terremoti” spirituali della storia. Alcuni di voi hanno conosciuto questi padri a Malosco, nella casa per vacanze che la nostra Parrocchia utilizzò per alcuni anni durante il parrocchiato di don Tino.

→ Come da un albero ricco di rami e di frutti dai Maristi derivarono anche i Fratelli Maristi, religiosi NON sacerdoti, fondati nel 1817 da San Marcellino Champagnat.

→ Padre Colin, assieme a Giovanna Maria Chavoin fondò una terza congregazione, quella delle Suore Mariste.

Papa Gregorio XVI nel 1836 affidava ai Maristi le Missioni in Oceania ed il 24 dicembre dello stesso anno partiva il primo gruppo di missionari, tra i quali anche San Pierluigi Chanel, il primo martire dell’Oceania.

→ La quarta congregazione autonoma che deriva dall’iniziale Società di Maria è infine quella delle Suore Missionarie Mariste, nata verso fine 1800 sull’esempio di Francoise Perroton, missionaria in Oceania e che continua oggi il suo ministero, grazie anche a numerose suore di origine bresciana.

Io stesso, nel mio viaggio missionario in Oceania, a gennaio 2014, ho potuto conoscere direttamente l’opera dei Maristi (a Sydney in Australia, a Noumea in Nuova Caledonia e a Port Vila in Vanuatu) e delle Suore Missionarie Mariste, in un’esperienza unica, “regalatami” dall’amico don Giuseppe.

400 anni fa

– a Berzo Inferiore in Valle Camonica – la Beata Vergine Maria, lì conosciuta come Madonna Pellegrina, appariva il 24 settembre 1616 ad una sposa, Marta Damioli, chiedendole di far costruire una Chiesa in suo onore (che venne davvero costruita e che oggi è la Chiesa Parrocchiale del paese). La devozione si mantenne nei secoli e si rafforzò alla vigilia del Giubileo del 1950, quando il simulacro della B. Vergine peregrinò in tutte le Parrocchie della Valle Camonica durante l’anno 1949. Nel paese ed in valle si ripetono ogni anno grandi festeggiamenti e devozioni.

800 anni fa

– ad Assisi presso la Porziuncola – San Francesco otteneva dal Papa il “Perdon d’Assisi”, l’indulgenza plenaria che venne celebrata la prima volta il 2 agosto 1216, di cui abbiamo ampiamente trattato nei mesi scorsi e che abbiamo celebrato anche in Parrocchia il 2 agosto scorso.

In questo contesto a celebrare solennemente e bene questa Settimana Mariana e ci predisponiamo, guardando avanti, al 17 maggio 1917, quando ricorrerà il primo centenario delle Apparizioni mariane di Fatina ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta.

Il Parroco – Don Gianluca

Acquistate e leggete

le due lettere del nostro Vescovo

 

IL REGNO DI DIO È VICINO

– 5 settembre 2016 – è una traduzione bresciana di “Evangelii Gaudium”, che dovremo tradurre e semplificare ancor più per la nostra piccola comunità parrocchiale

SCRIVO A VOI, CARI GENITORI

– 8 settembre 2016 – ai genitori dell’ICFR (Iniziazione Cristiana)

 

Ci dobbiamo ritornare ampiamente quanto prima, sia a livello di comunità parrocchiale che a livello di gruppi e di famiglie. I testi sono meravigliosi e ci aiutano a leggere una realtà complessa che continua a mutare sotto i nostri stessi occhi…

 

Negli ultimi mesi non riusciamo più neanche a tenere il conto degli attentati terroristici, degli atti di violenza, di efferati eccidi di persone innocenti, perpetrati dai terroristi islamici o da criminali o pazzi comuni… Ogni giorno i TG riversano anche immagini forti nella cucina o nel salotto di casa nostra. Spesso ne sono spettatori anche i bambini. Se un bambino ci interroga su questo argomento, come affrontiamo la cosa? Il Dott. Luigi Domenighini, illustre pedagogista che ha scritto numerose monografie ed articoli per giornali e riviste e che talvolta abbiamo utilizzato anche per il nostro bollettino parrocchiale ci dà alcune indicazioni preziose.

 Terrorismo e bambini

Dott. Luigi Domenighini – pedagogista

 I terribili episodi di terrorismo, le stragi insensate, le gravissime sciagure che si vanno ripetendo in questo ultimo periodo ci costringono come genitori a porci una domanda: “Come parlarne ai bambini?”.

Una risposta, immediata e molto pratica, prudentemente suggerisce di non parlarne se non siamo sollecitati da loro medesimi e se non notiamo alcun interesse per l’argomento.  Non si tratta – sia ben chiaro – di nascondere la verità, ma di avere il massimo rispetto per i piccoli le cui strutture emotive e cognitive non sono in grado di affrontare temi che richiedono solidità psichica e ragionamenti complicati. E allora dobbiamo fare subito immediati cambiamenti. Tra questi il primo è: pranzare e cenare con la famiglia riunita… e con la tivù spenta! I telegiornali, che noi vogliamo vedere tra un boccone e l‘altro, sono fonte di angoscia per i bambini, proprio per la crudezza e la brutalità delle immagini che trasmettono. Non sottoponiamoli a tali motivi di disagio.  Quindi (ed è il secondo cambiamento da fare): in loro presenza non discutiamone nemmeno tra di noi, né con toni catastrofici, né – al contrario – come chiacchiere da salotto. Pensare che “tanto non capiscono” è un grossolano errore pedagogico molto diffuso. Avvenimenti di così rilevante gravità richiedono anche nell’esprimerli molta prudenza.

Quando nostro figlio invece dimostrasse, con le sue domande o con il suo comportamento, che gli episodi di crudeltà o di sangue lo hanno toccato è nostro preciso dovere iniziare un dialogo sull’argomento. Come? Il messaggio chiave e chiaro che noi adulti possiamo inviare è la nostra fondamentale certezza che le forze del male non prevarranno. Noi sappiamo – siamo sicuri che così è – che i fatti positivi sono tanto, tanto più numerosi dei misfatti e delle tragedie; che il bene è più grande del male; quindi la nostra “speranza” di uomini saldamente fiduciosi nella parte positiva dell’uomo non verrà mai meno! Tutto questo accompagnato da una ferma condanna della violenza, della guerra, degli atti terroristici.

Alla fine, parliamone con competenza.

Prima di qualsiasi risposta documentiamoci: non si può discutere di ISIS se non sappiamo nemmeno che cosa significa l’acronimo, come non si può parlare di musulmani se non conosciamo la loro religione.