Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n.185

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Supplemento Straordinario n°185 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

18 SETTEMBRE 2016

Carissimi Parrocchiani,

per Castelletto si presenta oggi una giornata importante: la FESTA di SAN LUIGI.

È la Festa dell’Oratorio per l’apertura dell’anno catechistico. Ecco la Presentazione dei Catechisti alla comunità e l’iscrizione dei figli al catechismo parrocchiale; i giochi e la merenda nel pomeriggio renderanno più bella la festa dei ragazzi.

Nei giorni scorsi mi sono già incontrato con due gruppi di voi genitori: quelli che inizieranno quest’anno il cammino ICFR (= sigla che significa Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi) con i loro bambini di prima elementare, nel gruppo chiamato “Betlemme” e i genitori del gruppo “Emmaus”: i loro figli saranno invece coloro che riceveranno la Cresima e la Prima Comunione prossimamente (verso la fine di maggio 2017).

Ai genitori dei più grandicelli ho lanciato un’ esortazione-appello: quello di farsi collaboratori e collaboratrici in una delle numerose realtà della Chiesa o dell’Oratorio, a scelta; un dovere, se è stato fatto un cammino di fede nei quattro anni precedenti, ma anche un diritto, perché la comunità non è portata avanti dai soliti noti e per evitare che i nostri gruppi si chiudano nel pericolo sempre ricorrente dell’involuzione (che sarebbe l’inizio della fine). Il Papa stesso ha più volte esortato ad una Chiesa dalle porte aperte: quindi NO a chiusure o esclusione di persone di qualsiasi genere.

Ne abbiamo parlato anche al Consiglio dell’Oratorio, composto dai rappresentanti dei catechisti, baristi, cucina, teatro, sport, tempo libero… per organizzare, razionalizzare e migliorare la proposta formativa, educativa e ricreativa dell’Oratorio, che la comunità cristiana offre alle nuove generazioni.

Ecco l’Oratorio: una casa per tutta la comunità cristiana dove, varcato il cancello d’ingresso, ci si trova subito nel cortile. È proprio qui il centro dell’Oratorio, dove tutto converge e da cui tutto riparte. Ma l’Oratorio non è un luogo asettico, non è declinabile secondo le opinioni personali o le stravaganze di qualche mente illuminata.

Nella nostra Diocesi gli Oratori sono una realtà attualmente molto diffusa (circa 400), alcuni dei quali sono anche molto antichi.

Se Don Bosco viene considerato come il “fondatore” degli Oratori come li conosciamo oggi, non dimentichiamo che a Brescia c’erano già alcuni Oratori già prima che il santo torinese realizzasse la sua meravigliosa opera, che continua oggi nei suoi figli: i Salesiani, in ogni angolo della terra. Lo stesso Don Bosco attinse idee preziose dagli Oratori già esistenti, che sacerdoti lungimiranti avevano intuito in precedenza.

A Brescia? basta nominarne uno per tutti:

il Beato Lodovico Pavoni, ricco Canonico di Brescia, che raccolse in città, nei pressi della Chiesa di San Barnaba di cui era Rettore, i ragazzi poveri a mo’ di Oratorio, specializzandosi in seguito nella cura, assistenza ed educazione dei bambini e ragazzi sordo-muti. Nei locali annessi alla Chiesa (dove oggi c’è l’Auditorium comunale San Barnaba, già cinema Aquiletta) il Pavoni aveva piantato anche una rudimentale tipografia (diventata in seguito la Casa Editrice Pavoniana), per insegnare ai ragazzi un lavoro. I macchinari vennero passati da un santo all’altro: Pavoni cambiò alcune vecchie “macchine” della sua tipografia offrendole al giovane Don Bosco, per iniziare anche a Torino quella che un giorno diverrà la tipografia salesiana (oggi una vera e propria casa editrice: LDC).

Il prossimo 16 ottobre, a Roma avverrà la canonizzazione del Beato Pavoni; sarà un giorno di festa per tutta la nostra Diocesi!

Sì, una GRANDE festa per un vero pioniere, nella nostra terra bresciana, di un Oratorio.

E guardiamo oggi a San Luigi, il Patrono della Gioventù Mondiale: dopo aver incontrato davvero Gesù, presente nella Santissima Eucaristia, il primogenito ed erede del marchese Ferrante Gonzaga di Mantova, scopre la ricchezza, quella vera, e lascia le ricchezze, perfino la primogenitura al fratello Rodolfo, consacrandosi a Dio nell’Ordine dei Gesuiti, a Roma, con l’ideale di raggiungere il Sacerdozio.

La Morte invece lo coglie prematuramente il 21 giugno 1591 all’età di 23 anni, come un giglio profumato, pronto per il Cielo, dopo essere stato contagiato dalla peste, per aver soccorso un povero ammalato, moribondo per la strada della città.

San Luigi ci ricorda proprio le opere di misericordia (siamo agli ultimi mesi del Giubileo della Misericordia) e che l’Eucaristia è il centro e il culmine della vita cristiana (si chiude oggi a Genova il Congresso Eucaristico Nazionale).

Nel cortile dell’Oratorio, vicino all’immagine di San Luigi abbiamo messo (dal 2 febbraio scorso) altri due Santi Chierici Gesuiti del ’500: San Giovanni Berchmans e Santo Stanislao Kostka, molto simili al Gonzaga nell’entusiasmo e nella donazione radicale a Dio e alle anime: figure che non è male ricordare; gli esempi belli non mancano!

Sull’ultimo Bollettino Parrocchiale trovate alcune parole del Papa ai giovani, dette a Cracovia, alla GMG di luglio. Ve ne sono molte altre che, per motivi di spazio, ho dovuto tralasciare. Riprendiamo qualcosa qui di seguito, oggi.

Continua questa settimana e termina la celebrazione estiva delle Sante Messe al Cimitero: lunedì, mercoledì e venerdì, con la presentazione di altre figure di religiosi di Castelletto.

Appena possibile, come già più volte vi ho promesso, presenterò la sintesi di ognuno di loro in una pagina.

Dopo i primi sei profili, già pubblicati, trovate oggi il settimo, quello del Fondatore della nostra Chiesa Parrocchiale: Don Giovanni Barbi.

Cordialmente – a tutti – il vostro Parroco

 Don Gianluca Loda

 

 Don Giovanni Barbi

Fondatore della Chiesa Parrocchiale di Castelletto

 Barbi

1840 – Nacque a Manerbio l’8 maggio, figlio di Battista e di Rosa Guindani, che si erano sposati nel 1825; fu battezzato il 10 seguente, avendo padrino Giovanni Travaglia, benefattore dell’Ospedale di Manerbio nel 1837, com’era stato benefattore un suo antenato omonimo, anch’egli don Giovanni Barbi, di Manerbio († 1835).

1866 – Fu ordinato Sacerdote; destinato Curato prima a Colombaro e poi a Bassano vi rimase circa dieci anni; quindi fu economo spirituale alle Fornaci.

1878 – Dal 29 aprile fu Parroco di Castelletto, che resse per quasi 40 anni. Tra “gioie e dolori” aiutato dai parrocchiani costruì l’attuale chiesa parrocchiale, aperta al culto il 4 dicembre 1882 e benedetta da Sua Ecc. Mons. Corna Pellegrini, Vescovo Coadiutore di Brescia, in sostituzione dell’antica Chiesa del Castello, ritenuta ormai piccola e decentrata, con la canonica, il campanile e le cinque campane, solennemente benedette dal Vescovo il 1° aprile 1906.

Ebbe la gioia di accompagnare all’altare due sacerdoti diocesani, giovani della Parrocchia, per la loro Prima Messa: don Giovanni Battista Frosio (14 giugno 1908) e don Giuseppe Miglioli (19 marzo 1916).

1917 – Morì il 24 agosto a 77 anni, dopo lunga e penosa malattia. Funerato e sepolto a Castelletto.

1928 – durante l’ingrandimento del nostro cimitero la sua tomba dovette essere demolita; i parenti portarono la sua salma nel cimitero di Manerbio, com’egli stesso aveva disposto nelle sue ultime volontà. Nel 1931, costruita la Cappella del Cimitero, don Giovanni Barchi faceva collocare all’interno di essa una lapide a ricordo dei parroci (dicembre 1931), fra i quali il predecessore, con la seguente iscrizione:

“M. Rev. Don Giovanni Barbi, benemerito per 40 anni si profuse pel bene del popolo ed eresse Chiesa e canonica. Ebbe gioie e dolori; ora è nella gloria dei giusti”.

1970 – Le sue spoglie mortali vennero traslate a Castelletto e sepolte solennemente nella Cappella del Crocifisso della Chiesa Parrocchiale domenica 25 ottobre, per interessamento dell’Arciprete don Giovita Beschi.

Fu il principale promotore dell’Asilo Infantile, istituito nel 1906 e che diresse per molti anni. Per i poveri ebbe sempre le più premurose attenzioni. Nel registro dei morti, in data 24 agosto 1917, giorno della sua morte, vi è la seguente annotazione:

“Il venerabile Arciprete don Giovanni Barbi, ardente di zelo per il bene delle anime dimenticò se stesso per darsi tutto in opere di ministero parrocchiale. Seppe suscitare vocazioni religiose, fondò congregazioni. L’infaticabile sua vita passata nel confessionale, in pulpito, all’altare nella cura agli infermi, etc. destò sempre l’universale ammirazione. L’attaccamento alla santa fede, l’illuminata obbedienza ai veneratissimi superiori gli fu facilmente riconosciuta da quanti lo conobbero ed anche per poco l’avvicinarono”.

Tra i collaboratori e benefattori del tempo si ricordano: Fornari Giuseppe Antonio, benefattore della nuova chiesa († 31-1-1917, di anni 83); Bertoletti Teresa, catechista († 3-12-1918, di anni 50), Bertoletti Giuseppe, fabbriciere († 16-7-1929, di anni 69), Gabrieli Giulia, maestra e catechista († 10-2-1932, di anni 65).

Non risulta invece una parentela diretta tra don Giovanni e Don Lorenzo Barbi, anch’egli di Manerbio, ch’era nato nel 1891 – ordinato nel 1922 – Curato a Gambara e morto il 9 ottobre 1931 all’età di 40 anni ed ivi sepolto.