Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n.175

Supplemento Straordinario n°175 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

29 MAGGIO 2016 – CORPUS DOMINI


Carissimi Parrocchiani,

siamo arrivati alla solennità del CORPUS DOMINI: è la festa di Gesù Cristo, realmente presente nell’Ostia Consacrata in corpo, sangue, anima e divinità, come c’insegna il catechismo. Gesù ha donato il suo Corpo e il suo Sangue agli Apostoli nell’ultima cena e ha detto loro di ripetere in sua memoria la Frazione del pane. Così si fa in ogni parte del mondo, quando un sacerdote celebra la S. Messa, in qualsiasi ora e luogo. A tutti voi l’augurio di poter ricevere il Corpo di Cristo:

► molte volte;

► con le dovute disposizioni;

► cercando di capire la ricchezza del dono;

► per vivere in Comunione con Dio e con i fratelli;

► per avere il “pegno”, cioè l’anticipo della Vita Eterna.

Nel pomeriggio viene proposta in Chiesa alla comunità una particolare

ADORAZIONE EUCARISTICA

prolungata, con inizio alle ore 16, col canto dei Vespri. Vogliamo così predisporci al Congresso Eucaristico Nazionale di Genova, che si celebrerà nel prossimo mese di settembre.

Siamo tutti e sempre di corsa…

e se ci fermassimo un po’ in silenzio e in preghiera davanti a Lui? Sono certo che sarebbe il tempo impiegato meglio e con maggior frutto, per sé e per gli altri. Sono rari i momenti comunitari di adorazione; per questo diventano anche più preziosi!

Si conclude anche l’Anno Catechistico con la FESTA di SAN DOMENICO SAVIO in Oratorio: devo un grazie ai catechisti dei bambini, ragazzi e genitori, che hanno accompagnato quest’anno i differenti gruppi. Spesso ho avvertito la vostra preoccupazione, cari catechisti, di trasmettere ai piccoli o ai grandi i valori più belli della nostra fede cattolica. Avete predisposto con cura i momenti d’incontro; avete messo in gioco la vostra abilità, le doti e la preparazione. Talvolta avete visto subito risultati positivi ed incoraggianti; altre volte la vostra fatica sembra stata un po’ sprecata. Non dimenticate che i frutti del vostro lavoro saranno valutati dal Signore; a noi è chiesto di camminare uniti a Lui, in comunione con la Chiesa e portando non tanto noi stessi, ma LUI, non solo delle idee (= i contenuti della fede), ma l’adesione a Lui, che è adesione alla Persona Divina.

San Domenico Savio è stato uno dei ragazzi più straordinari di tutti i tempi; dotato di qualità naturali eccellenti e di una volontà decisa, in soli 15 anni di vita è riuscito a capire che la santità è l’unica cosa che conta; è lo scopo della vita.

Alla domanda del catechismo: Perché Dio ci ha creati? Rispondiamo: Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e per goderlo nell’altra, in Paradiso.

In cortile manca ancora una sua immagine, che benediremo all’inizio della Messa solenne.

Don Gianluca

 

Addio al cardinale Capovilla – fu segretario di Papa Giovanni

Cappellano militare e giornalista, ricevette la berretta rossa a 98 anni

26 maggio 2016

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Era il porporato più anziano, nonché l’ex segretario di papa Giovanni XXIII. Il cardinale Loris Francesco Capovilla, si è spento oggi all’età di 100 anni, in una clinica di Palazzolo, in provincia di Brescia.

Capovilla era nato a Pontelongo (Padova), il 14 ottobre 1915, ed era stato ordinato presbitero a Venezia, il 23 maggio 1940. Dopo essere stato cappellano militare durante la seconda guerra mondiale, a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, si adoperò per sottrarre quanti più avieri possibili all’internamento in Germania.

Iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1950, Capovilla fu predicatore domenicale a Radio Venezia, dal 1945, poi, nel 1949, divenne direttore del settimanale diocesano veneziano La Voce di San Marco. Fu anche redattore della pagina veneziana dell’Avvenire d’Italia.

Per un decennio è stato segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli: nei primi cinque anni (1953-1958), da cardinale patriarca di Venezia; nei successivi cinque, dopo l’elezione al soglio pontificio, con il nome di Giovanni XXIII (1958-1963).

Dopo la morte di papa Roncalli, monsignor Capovilla fu nominato perito conciliare dal nuovo papa Paolo VI, che successivamente, nel 1967, lo nominò vescovo di Chieti-Vasto, poi, nel 1971, prelato di Loreto e delegato pontificio per il santuario lauretano.

Monsignor Capovilla ha rinunciato all’ufficio pastorale nel dicembre 1988, ritirandosi a vita privata a Sotto il Monte, paese natale di Giovanni XXIII.

È proprio al Papa da lui servito per un decennio che Capovilla ha dedicato molti dei suoi libri (senza contare gli innumerevoli articoli):

Il Giornale dell’anima; la trilogia Questo è il mistero della mia vita, Giovanni XXIII, un santo della mia parrocchia e Mi chiamerò Giovanni.

Viene creato cardinale da papa Francesco, nel Concistoro del 22 febbraio 2014, con il titolo di Santa Maria in Trastevere. Assente per motivi di salute e d’età, il 98enne Capovilla ha poi ricevuto la berretta rossa e l’anello cardinalizio, il successivo 1 marzo, a Sotto il Monte, dal cardinale decano Angelo Sodano.

Cordoglio è stato espresso dal Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, che ha ricordato il “cammino ecumenico” di Capovilla che, per il defunto porporato, fu “espressione di un intimo modo di guardare le persone, la fede e la storia della Chiesa”.

Quella di Capovilla, ha proseguito il Patriarca, era “una fede bella, ricca, sorridente, desiderosa di dire Gesù con la semplicità del Vangelo e nello stile dell’indimenticato Patriarca Roncalli, san Giovanni XXIII”.

“Per singolare disegno provvidenziale, inoltre – ha poi concluso monsignor Moraglia – il Signore ha chiamato a sé don Loris proprio lo stesso giorno in cui, 94 anni fa, moriva il suo carissimo papà di cui il cardinale, allora bambino, portava indelebile il ricordo”.

Da parte sua, la Fondazione Papa Giovanni XXIII, ha ricordato i meriti del cardinale Capovilla nel custodire l’immagine e la memoria di papa Roncalli, il cui ex segretario viene definito “l’evangelista di Papa Giovanni”.

Secondo il presidente della Fondazione, Armando Santus, vi è un “profondo intreccio” tra le figure di Roncalli e Capovilla, tanto che “l’una illumina l’altra”. “La Fondazione continuerà a studiare e a far conoscere la loro preziosa eredità culturale e spirituale”, conclude la nota.

La Comunità di Sant’Egidio ricorda “con affetto” il cardinale Capovilla, riconoscendogli il merito di aver “tenuto viva la memoria di Giovanni XXIII e della primavera della Chiesa che è stata il Concilio Vaticano II, rimanendo giovane nello spirito e conservandone l’apertura e la simpatia”.

Nella nota di cordoglio, Sant’Egidio ricorda anche i numerosi incontri con la Comunità, “trasmettendo con passione lo spirito del Concilio a tanti gruppi di giovani e seguendo con interesse e partecipazione le iniziative di dialogo, pace e servizio agli ultimi portate avanti da Sant’Egidio.

Un’amicizia che ci ha onorato – affermano i rappresentanti della Comunità  – e che venne suggellata nel 2014, quando fu creato cardinale, dal titolo di Santa Maria in Trastevere”.       [L.M.]

 

A Genova il Congresso Eucaristico  NAZIONALE tra mare e carruggi

“in contemporanea” con le diocesi

 M. Michela Nicolais

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Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha aperto il primo incontro dei delegati diocesani al Congresso eucaristico nazionale, in programma a Genova dal 15 al 18 settembre 2016, del quale è stato  diffuso il programma provvisorio. “Ancora più vicini al Santo Padre”, anche se non potrà venire. Per tre giorni il capoluogo ligure diventa “capitale” dell’Eucaristia tra mare e carruggi. “In  contemporanea” con gli eventi del convegno, le celebrazioni nelle diocesi. Tra le proposte, invitare gli uomini e donne che lavorano ad andare a Messa anche durante la settimana. Da febbraio “on line” il sito ufficiale aperto a contributi, iniziative e proposte dal territorio.

Una striscia di 25 chilometri chiusa tra i monti e il mare, una lanterna come simbolo, ma anche come “logo”. “Genova è molto lieta di ospitare il XXVI Congresso eucaristico nazionale: l’ultimo qui si è svolto nel 1923”, ha assicurato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei. Il “logo” scelto per l’importante appuntamento della Chiesa italiana – in programma dal 15 al 18 settembre,  sul tema:

“L’Eucaristia sorgente della missione: Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro”

– è il luogo-simbolo della città che già campeggiava a fare da sfondo all’evento di quasi un secolo fa: la lanterna, sovrastata dall’Eucaristia, che nel logo di oggi viene intagliata dalla croce, e la luce che parte dalla croce proviene proprio dalla lanterna per dirigersi poi verso il mare, di cui evoca la presenza. Percorsi nel contro storico e visite ai luoghi della carità, con le loro opere di misericordia, si incroceranno durante le tre giornate di lavori.

 

La Tredicina di SANT’ANTONIO

 

Ho annunciato che quest’anno per la prima volta, in Chiesa, faremo la Tredicina. Molti mi hanno domandato: cos’è? Ho prontamente risposto: venite e vedrete!

E allora cos’è sta Tredicina??? Con questo termine si intendono i tredici giorni di preparazione spirituale alla festa di Sant’Antonio (invece dei soliti nove giorni della novena), che come tutti sappiamo ha luogo il 13 giugno. Gli ultimi tre sono detti “giorni del Triduo”. Giorni di preghiera e di penitenza.

La devozione ha origine dalla convinzione popolare che il Santo conceda ogni giorno ai suoi fedeli ben tredici grazie, e anche dal fatto che la sua festa ricorre il 13 del mese di giugno; così per suo merito il tredici è diventato un numero che porta fortuna.

Con il temine Tredicina si intende anche una preghiera articolata in tredici punti, che ripercorre a mo’ d’invocazione gli aspetti più significativi della vita e della santità di Antonio, intercalandoli con le preghiere più comuni della pietà cristiana.

Se volete proprio superarvi l’ultima regola da seguire è quella di fare un fioretto durate questi tredici giorni. Ossia un sacrificio, una penitenza, in onore di Sant’Antonio.