Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 172

Supplemento Straordinario n°172 al BOLLETTINO PARROCCHIALE

17 APRILE 2016 – GIORNATA MONDIALE DELLE VOCAZIONI

 

 

Carissimi Parrocchiani,

dopo il CPP è stata la volta degli incontri del CPAE (= Affari Economici) e del CDO (= Consiglio dell’Oratorio).

 

CPAE – mercoledì 6 aprile

Si sono fatte ampie considerazioni circa i lavori realizzati in ottobre 2015/gennaio 2016 che si stanno regolarmente pagando, un po’ per volta; altro s’è detto per ricordare i due lavori straordinari di falegnameria già appaltati, da realizzare; così come la lucidatura delle attrezzature in ottone della Chiesa e degli altari.

Mutuo da onorare: con la rata di marzo abbiamo oltrepassato la linea del 50%: è più ciò che abbiamo restituito di quello che resta da restituire.

Abbiamo rilevato un imprevisto nell’erogazione del secondo mutuo da parte della banca concordata, già regolarmente approvato dal CPP e dal CPAE all’unanimità e autorizzato dal CDAE (= Consiglio Diocesano per gli Affari Economici). Il ritardo nella disponibilità dell’intera somma ci costringe a dilazionare eventualmente qualche pagamento già concordato in cifre e date con la ditta che sta realizzando la ristrutturazione del Campo Sportivo dell’Oratorio.

Emergenza sicurezza – parafulmine campanile

Lavori straordinari che al momento restano sospesi: la sistemazione definitiva dell’impianto delle campane, che dopo i danni del 26 dicembre 2013 (causato da ENEL) ed il fulmine del 26 luglio 2014, solo parzialmente risarciti dalle compagnie assicurative impegnate, funzionano a distesa e a martelli, ma non più a concerto; la messa in sicurezza delle nove grandi vetrate della Chiesa, dalle quali non mancano infiltrazioni d’acqua; il quadro elettrico generale della Chiesa, che attualmente risale a circa 40 anni fa. S’è considerato che altre eventuali emergenze (quindi attualmente non previste) ci strangoleranno, ponendoci in situazione critica.

Resta ancora in sospeso la spedizione del bilancio 2015 all’Ufficio Amministrativo ed il pagamento della tassa diocesana, con il saldo della spesa circa l’Inventario elaborato dalla Diocesi.

Infine resta ancora in sospeso la stesura del bilancio preventivo 2016.

 

CDO – mercoledì 13 aprile

Tutti rileviamo la prima vera emergenza: la mancanza di collaboratori giovani (per giovani s’intendono persone tra i diciotto e i venticinque anni): nel CDO e nell’Oratorio in genere; c’è un posto vuoto anche nel CPP (la persona più giovane ha 35 anni) e nella Consulta di pastorale giovanile zonale (da cinque anni è vacante la rappresentanza di Castelletto…).

Si rileva una seconda emergenza: circa il volontariato al bar: calano progressivamente le persone disponibili per un’articolazione ponderata dei turni di servizio (la situazione era già stata segnalata da questi fogli a gennaio 2015 e sul bollettino parrocchiale 2016-n° 1-pag. 17).

Emerge questa sera una terza emergenza: circa le attrezzature del bar dell’Oratorio. In particolare domenica scorsa 10 aprile il banco bar ha causato problemi abbastanza seri, che andranno individuati, monetizzati e possibilmente presto risolti. Questo renderà necessaria prossimamente una chiusura temporanea della struttura.

 

Benedetto XVI, Papa Emerito – compie 89 anni – il 16 aprile 2016

Così dice di lui il segretario Mons. Georg: “è come una candela che, lentamente e serenamente, si spegne, come avviene a molti di noi. È sereno, in pace con Dio, con se stesso e il mondo. È interessato a tutto e conserva il suo humor fine e sottile. È un uomo anziano, certo, ma è lucidissimo; purtroppo, il camminare è diventato faticoso, per questo usa un deambulatore. Mantiene una corrispondenza abbastanza ampia, ma non scrive più libri, si limita a dettare lettere alla sua segretaria. Volutamente conduce una vita da monaco, ma non è per niente isolato: prega, legge, sente musica, riceve visite, suona il pianoforte”. Noi gli auguriamo: “Ad multos annos!”, ricordando il suo illuminato magistero e la sua preziosa opera nella guida della Chiesa.

Il Parroco – Don Gianluca

 ESORTAZIONE APOSTOLICA “AMORIS LÆTITIA”

la bellezza della famiglia secondo Francesco

di Salvatore Cernuzio – da Zenit – 08/04/2016

 

C’è tutta la bellezza e la complessità della famiglia, anche nelle sue sfumature più grigie, nella Amoris lætitia, la monumentale Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco che segna la conclusione del non facile cammino di riflessione intrapreso nelle due assemblee dei vescovi delmondo: nove capitoli, oltre 300 paragrafi, 260 pagine, circa due anni per elaborarla: nell’attesissimo testo, pubblicato oggi ma che reca la data non casuale del 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, riecheggiano i risultati delle Relazioni finali dei Sinodi 2014 e 2015, e gli insegnamenti dei predecessori: Giovanni Paolo II con Familiaris Consortio, Paolo VI con Humanae Vitae, Benedetto XVI con Deus Caritas Est.

Si ritrovano inoltre alcuni passaggi forti delle catechesi sulla famiglia che lo stesso Francesco ha svolto durante le Udienze del mercoledì, propedeutiche a far accogliere questo documento che già si prospetta come uno dei capisaldi del suo magistero. Non mancano i contributi dei fedeli e delle diverse Conferenze Episcopali del mondo, del Kenya come dell’Australia o della Corea, e le citazioni di personalità significative quali Martin Luther King, Erich Fromm, Jorge Luis Borges, Octavio Paz, o addirittura del film Il pranzo di Babette con cui il Papa spiega il concetto di “gratuità”.

Tutto a voler dimostrare che per parlare di famiglia “non esistono semplici ricette”, ma bisogna ampliare lo sguardo e adottare un discernimento che, per quanto possibile, rifletta sul “caso per caso”. Perché, scrive il Papa, “non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero”, ma anzitutto con l’amore. La gioia dell’amore, appunto.

Di seguito una sintesi dei punti chiave dell’Esortazione Apostolica del Santo Padre.

***

Sacramenti ai divorziati risposati: discernimento caso per caso

L’attesa più grande era per un pronunciamento del Papa circa la spinosa questione dei sacramenti ai divorziati risposati. La risposta di Francesco in merito è chiara: “Se si tiene conto dell’innumerevole varietà di situazioni concrete è comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi”. “È possibile  – dice il Papa – soltanto un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poiché il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi, le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi”.

“Non tutte le famiglie ‘irregolari’

vivono in stato di peccato mortale”

Ciò che è certo, secondo il Pontefice argentino, è che “non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”. “Nemmeno – afferma il Papa in una nota a piè di pagina – per quanto riguarda la disciplina sacramentale, dal momento che il discernimento può riconoscere che in una situazione particolare non c’è colpa grave”. “Un pastore – aggiunge – non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni ‘irregolari’, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa”.

Fondamentale ruolo sacerdoti;

La Chiesa non ha doppia morale

Fondamentale, in tal senso, è il compito dei sacerdoti in confessionale. “Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere” afferma il Santo Padre. Vanno pertanto garantite necessarie condizioni di “umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere a una risposta più perfetta a essa”. “Questi atteggiamenti – precisa il Papa – sono fondamentali per evitare il grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente ‘eccezioni’, o che esistano persone che possano ottenere privilegi sacramentali in cambio di favori”. “Quando si trova una persona responsabile e discreta, che non pretende di mettere i propri desideri al di sopra del bene comune della Chiesa, con un pastore che sa riconoscere la serietà della questione che sta trattando, si evita il rischio che un determinato discernimento porti a pensare che la Chiesa sostenga una doppia morale”.

Superare forme di esclusione

da servizi ecclesiali

Sulla partecipazione dei divorziati risposati ai diversi servizi ecclesiali, il Pontefice sembra aver recepito integralmente le conclusioni dell’ultimo Sinodo, specie quelle dei gruppi in lingua tedesca, approvate dalla maggioranza dei Padri. Afferma perciò che: “Occorre discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate”.

Distinguere le seconde unioni:

alcune consolidate nel tempo,

altre mancanze di impegni familiari

Inoltre, Papa Francesco invita a distinguere le diverse situazioni in cui possono trovarsi i divorziati che vivono una nuova unione, “che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide”. “Una cosa – dice – è una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe”. Di tutt’altro genere è “una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari”. “Dev’essere chiaro che questo non è l’ideale che il Vangelo propone per il matrimonio e la famiglia”, sottolinea Papa Francesco.

“La Chiesa – prosegue – riconosce situazioni in cui l’uomo e la donna, per seri motivi, quali, ad esempio, l’educazione dei figli, non possono soddisfare l’obbligo della separazione. C’è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido”.

Pensare ai figli

E pensando alla parte più fragile di queste famiglie ferite – i figli – il Papa invita i divorziati a chiedersi “come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi”: “Se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio”. “Una sincera riflessione – suggerisce – può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno”.

In alcuni casi (violenza, sfruttamento, estraneità) la separazione è inevitabile

Proprio “la considerazione della propria dignità e del bene dei figli” impone, in alcuni casi, di “porre un limite fermo alle pretese eccessive dell’altro, a una grande ingiustizia, alla violenza o a una mancanza di rispetto diventata cronica”. Ci sono infatti casi in cui “la separazione è inevitabile”,  a volte “persino moralmente necessaria”, spiega Papa Francesco. Ad esempio, quando “si tratta di sottrarre il coniuge più debole, o i figli piccoli, alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza”. Comunque “deve essere considerata come estremo rimedio, dopo che ogni altro ragionevole tentativo si sia dimostrato vano”.

“Nessuno può essere condannato per sempre!”

La parola chiave è “integrazione”: “Si tratta di integrare tutti – sottolinea il Santo Padre – si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia ‘immeritata, incondizionata e gratuita’”. Soprattutto, evidenzia Bergoglio, “nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino”.

Accoglienza per omosessuali

La stessa accoglienza, viene domandata per le persone con tendenza omosessuale, “esperienza non facile né per i genitori né per i figli”. Anzitutto si ribadisce nel documento “che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza”. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare “un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”.

No ad unioni tra persone dello stesso sesso

Da questa visione è assolutamente esclusa qualsiasi apertura a matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Il Papa, a riguardo, è netto: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia; ed è inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

Contraccezione, sterilizzazione, aborto: “misure inaccettabili”

Sulla stessa scia, il Vescovo di Roma condanna contraccezione, sterilizzazione e aborto, misure “inaccettabili” anche “in luoghi con alto tasso di natalità” e che alcuni politici incoraggiano “anche in alcuni paesi che soffrono il dramma di un tasso di natalità molto basso”. La Chiesa – rimarca – “rigetta con tutte le sue forze gli interventi coercitivi dello Stato” a favore di tali misure.

Condanna di utero in affitto

e mercificazione corpo femminile

Sempre in tema di sessualità, il Pontefice stigmatizza la pratica dell’utero in affitto o la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica”. Molte volte, infatti, la sessualità “si spersonalizza” e “si colma di patologie”, lasciandosi dominare dallo “spirito velenoso dell’usa e getta”.

Denunciare violenze e abusi in famiglia

Da qui aumenta il rischio di “casi di violenza domestica e di abuso sessuale”. Per essi il Papa invoca “una buona preparazione pastorale” e invita a “denunciare in tempo possibili situazioni di violenza o anche di abuso subite dai bambini, dando loro un amore sano e un sostegno familiare quando i loro genitori non possono assicurarlo”.

Educazione sessuale di giovani e adolescenti

Francesco raccomanda una sana educazione sessuale dei giovani e degli adolescenti solitamente “presa troppo alla leggera”, affinché possano sviluppare un “senso critico” di fronte a “un’invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità”. “È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri”, afferma il Pontefice. E mette quindi in guardia da una educazione sessuale concentrata solo “sull’invito a “proteggersi”, cercando un “sesso sicuro”; espressioni, queste, che trasmettono “un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere”.

Paternità responsabile non è procreazione illimitata o mancanza di consapevolezza

A proposito di sessualità e procreazione, il Papa ribadisce che “le famiglie numerose sono una gioia per la Chiesa”; tuttavia richiama una “sana avvertenza di san Giovanni Paolo II”, secondo il quale “la paternità responsabile non è procreazione illimitata o mancanza di consapevolezza”, bensì “la possibilità data alle coppie di utilizzare la loro inviolabile libertà saggiamente e responsabilmente le realtà sociali e demografiche, così come la propria situazione e i legittimi desideri”.

Matrimonio senza figli conserva valore

e indissolubilità. Sostegno ad adozione e affido

Bergoglio rivolge un pensiero anche alle tante coppie di sposi che non possono avere figli: “Sappiamo quanta sofferenza questo comporti”. D’altra parte, dice, “sappiamo pure che il matrimonio non è stato istituito soltanto per la procreazione” e “perciò anche se la prole, molto spesso tanto vivamente desiderata, non c’è, il matrimonio perdura come comunità e comunione di tutta la vita e conserva il suo valore e la sua indissolubilità”. Inoltre – afferma il Santo Padre – “la maternità non è una realtà esclusivamente biologica, ma si esprime in diversi modi”.  Si apre da qui il discorso su adozioni e affido, per cui il Papa esprime il pieno sostegno, domandando anche una legislazione che possa “facilitare le procedure”.

Gender: ideologia “inquietante”

Papa Bergoglio inquadra anche la sfida del gender che assume le forme di “un’ideologia” che, prospettando “una società senza differenze di sesso” e svuotando “la base antropologica della famiglia”, induce “progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina”. “L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo” osserva il Papa, che definisce “inquietante” il fatto che alcune ideologie di questo tipo “cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini”.

“Allargare famiglie” a ragazze madri,

disabili, single, orfani, vedove, anziani

Nell’Esortazione Francesco cita poi una serie di casi per cui è necessaria una particolare cura: ragazze madri; bambini senza genitori; “donne sole che devono portare avanti l’educazione dei loro figli”; disabili “che richiedono molto affetto e vicinanza”; giovani “che lottano contro una dipendenza”; persone non sposate o quelle separate o vedove; anziani e malati che “non ricevono l’appoggio dei loro figli”, fino ad includere “persino i più disastrati nelle condotte della loro vita”.

Unioni di fatto: trasformarle

in opportunità di cammino verso il matrimonio

Una riflessioni anche sulle unioni di fatto. Secondo il Vescovo di Roma esse sono così numerose “non solo per il rigetto dei valori della famiglia e del matrimonio, ma soprattutto per il fatto che sposarsi è percepito come un lusso, per le condizioni sociali”. È dunque “la miseria materiale”  a spingere alle unioni di fatto. Tali situazioni vanno pertanto affrontate “in maniera costruttiva, cercando di trasformarle in opportunità di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo”.

 

► Adesso l’invito rivolto a tutti è quello di avere il testo dell’Esortazione, conoscerne i contenuti, ed impegnarsi a partecipare alle catechesi che promuoveremo in Parrocchia il prossimo anno pastorale riprendendone gli insegnamenti.