Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 150

Supplemento n° 150 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 13 settembre 2015

Carissimi Parrocchiani,

nel primo giorno del Convegno del Clero, martedì 1° settembre scorso, il Vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari, lanciava un appello urgente a tutte le parrocchie della Diocesi, in merito alla questione a dir poco “rovente” dei Migranti (appello riportato in seconda pagina sul foglio settimanale scorso, n° 149, del 6 settembre 2015):

 

“Vi invito a contribuire, per quello che evidentemente è possibile nelle singole parrocchie, a trovare degli spazi per i profughi in modo che la loro presenza sul territorio sia diffusa, non siano raccolti insieme, ma siano diffusi sul territorio per un impatto più dolce con lo stesso e anche per un’integrazione più grande…”

 

Questo appello, rivolto alle parrocchie, era rivolto anche a noi, Parrocchia di Castelletto. Diventava importante per me, Parroco, trovarci insieme per valutare CON VOI se e come, la nostra comunità può rispondere all’appello.

Il susseguirsi di fatti imprevisti e l’evolversi precipitoso delle situazioni di giorno in giorno, mi hanno spinto a convocare con urgenza il Consiglio Pastorale, con l’apertura alla possibile partecipazione di tutti coloro che desideravano essere presenti (quello che si chiama, in gergo tecnico: assemblea parrocchiale) il lunedì sera successivo, 7 settembre.

Nel frattempo il Papa stesso, durante l’Angelus di domenica 6 settembre, rincarava la dose nella stessa direzione, con un appello che usava parole simili a quelle di pochi giorni prima del nostro Vescovo:

 

“… rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all’Anno Santo della Misericordia…”

 

CHIARIMENTO DEI TERMINI

I presenti al nostro incontro (eravamo più di venti) hanno ritenuto importante chiarire innanzitutto i termini. Sì, perché spesso vengono utilizzate con lo stesso significato parole diverse come “migranti” e “profughi”, anche in pubblico, termini che indicano situazioni ben differenti tra loro e che difficilmente coincidono come sinonimi.

Abbiamo chiarito che essere un migrante e desiderare di andare a vivere in un Paese diverso dal proprio, dove può esserci un lavoro più stabile, redditizio e condizioni di vita più comode non è proibito, non è un male, purché questo avvenga rispettando le leggi in vigore nei diversi Paesi (di partenza e di arrivo).

È completamente diversa la situazione del profugo, cioè di chi starebbe volentieri a casa sua, se non gliel’avessero distrutta nei bombardamenti o razziata con la violenza i terroristi, di chi rimarrebbe volentieri nel proprio Paese, se le condizioni di sopravvivenza non l’avessero reso impossibile, tale da configurare, come ha detto il Papa, una:

 

“… tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita…”

 

SITUAZIONE A BRESCIA

I migranti richiedenti asilo che transitano o soggiornano a Brescia sono circa 1.100, provenienti soprattutto dalla Libia, dal Corno d’Africa o dall’Africa Sub-Sahariana e prevalentemente sono giovani, maschi, soli, in età compresa tra i 20 e i 25 anni.

Altre etnie, ad esempio asiatiche, preferiscono seguire altre rotte, ad esempio quelle balcaniche, entrando in Europa dalla Grecia o dall’Ungheria, diretti in Germania-Austria e al nord, in Danimarca e in Scandinavia.

UN’ACCOGLIENZA DECISA E VOLONTARIA

Sia il Papa che il Vescovo hanno fatto un forte appello, ma NON hanno vincolato né obbligato nessuno.

La nostra Parrocchia non ha case o appartamenti da affittare. Tutti gli ambienti di proprietà vengono utilizzati per la pastorale, per il culto e per le attività di religione (come ad esempio la catechesi). Potrebbe quindi sentirsi esente rispetto ai due appelli riportati.

 

SOLO PER L’EMERGENZA

Nonostante questo i presenti, all’unanimità, hanno valutato che è conveniente e positivo procedere dando disponibilità, a tempo limitato, solo finché dura l’emergenza, per mettere a disposizione due stanze in Oratorio a questo scopo, qualora i locali vengano ritenuti idonei dalle autorità competenti.

 

INIZIATIVA ESTENSIBILE ANCHE A PRIVATI

Nel nostro territorio parrocchiale ci sono diverse case vuote e idonee all’abitazione.

La nostra Parrocchia estende a tutta la popolazione di Castelletto l’appello:

se ci sono uno o due proprietari (NON di più!) di unità immobiliari ad uso abitativo, al momento vuote o sfitte, i quali danno la loro disponibilità, la Parrocchia è disposta a stipulare contratti di comodato gratuito con loro (uno o due al massimo) per l’utilizzo di questo/i immobile/i.

Si valuta invece non opportuno che la Parrocchia stipuli contratti di locazione a pagamento con privati per lo stesso motivo.

PER UNA FAMIGLIA CATTOLICA DEL KURDISTAN

Alla Caritas bresciana abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere una famiglia di profughi di Erbil, di Kobani o di Mosul, che apparterrebbe alle migliaia di famiglie cristiane cattoliche costrette a lasciare già l’anno scorso la piana di Ninive ed il Kurdistan iracheno.

Già in data 22 agosto 2014, dopo i ripetuti appelli fatti dai Vescovi Caldei, avevamo raccolto la somma di € 550,00 per inviandoli con bonifico bancario direttamente al Pontificio Consiglio “Cor Unum”(che è la “Caritas” del Papa). Il Santo Padre, già prima di allora e altre volte in seguito, ha fatto pervenire ingenti somme di denaro alle comunità cristiane locali, tra le quali è certamente finito anche il nostro piccolo obolo, raccolto ancor prima che la CEI organizzasse una raccolta di fondi a tappeto in tutte le parrocchie italiane; sempre poca cosa, rispetto ad un’emergenza talmente vasta e grave.

 

ACCOGLIENZA CORALE

Siamo certi che se a Castelletto arrivassero una o al massimo due famiglie di profughi, come detto, l’integrazione non sarebbe impossibile né troppo difficile e tutti ci aiuteremmo in una proficua gara di solidarietà, che contribuirebbe a renderci più attenti ai poveri, quelli veri, che purtroppo sono molto più numerosi di quanto s’immagini. Anche le persone più diffidenti, che spesso sono amorevoli e rispettose coi loro animali domestici, sarebbero ancor più attente verso esseri umani come noi che, di punto in bianco, hanno perso tutto.

 

NO ALLE DISCRIMINAZIONI

Siamo contrari alle discriminazioni: una o due famiglie cristiane cattoliche tra noi (visto che a Castelletto non ce n’è attualmente nessuna!) non vedremmo per niente male, di fronte a tanti cittadini migranti non italiani, appartenenti ad altre culture e ad altre religioni, che già vivono molto numerosi tra di noi senza particolari problemi. Forse una maggiore attenzione ai cristiani profughi non sarebbe fuori luogo, evitando così, di fatto, una discriminazione al contrario!

 

NO AL RAZZISMO

Tanto meno siamo razzisti: davanti al Signore ogni battezzato è figlio di Dio e nostro fratello e merita tutto il nostro rispetto e aiuto, specialmente se perseguitato per motivi religiosi o etnici.

 

FUTURO E PROVVIDENZA

Non sappiamo se a Castelletto verrà qualcuno; le questioni (e la burocrazia!) sono più complesse di quanto sembra…

Le tessere da combinare non sono poche (si devono organizzare: vitto, alloggio, insegnamento della lingua italiana, assistenza medica e sanitaria… e garantire tutte le altre legittime necessità ritenute prioritarie).

Se la Provvidenza soffierà in questa direzione, saremo orgogliosi di poter fare anche noi poco sì, comunque qualcosa, per una causa d’emergenza che non ha precedenti simili nella storia recente dell’umanità.

Don Gianluca Loda e la comunità parrocchiale di Castelletto