Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 145

Supplemento n° 145 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 28 giugno 2015

Dopo le feste bellissime delle Cresime e del Corpus Domini – entrambe preparate con cura e partecipate con devozione – la nostra comunità è stata protagonista di numerosi eventi lieti: la celebrazione di due matrimoni e di altrettanti battesimi. Giovedì 11 avete voluto ricordare il 25° della mia ORDINAZIONE SACERDOTALE (avvenuta a Brescia il 9 giugno 1990) con una Messa Solenne del tutto imprevista e che mi ha lasciato edificato e sorpreso; l’unico grazie e l’unico merito giriamo insieme direttamente al Buon Dio, che ci vuol bene. Il 22 in molti mi avete fatto gli AUGURI per il mio primo MEZZO SECOLO di vita (sono nato infatti il 22 giugno 1965, alle 13.30 – nel giorno e nell’ora all’apice della canicola!) e mi avete dimostrato gentilezza e simpatia, che ricambio anche da questo osservatorio. Il PALIO DELLE CONTRADE, dopo un anno di stand-by s’è ripresentato con nuovo smalto nei giorni dal 17 al 19 giugno, con la novità inedita e brillante della S. MESSA CONCLUSIVA di sabato 20, che ha visto un’insolita partecipazione corale in Chiesa, prevalentemente giovanile: magari fosse così TUTTE le domeniche! In Oratorio il TORNEO DI CALCIO, organizzato dal nostro gruppo sportivo ricordando il caro Simone Baronio che ci ha lasciato il 25 giugno di tre anni fa, vede alternarsi numerose presenze, sia di castellettani che di giocatori e spettatori provenienti da altri paesi. È di grande conforto vedervi tornare in tanti all’Oratorio, anche solo per una serata di compagnia o per mangiare un panino! La prima settimana di GREST non poteva trascorrere meglio! Siamo circa una cinquantina, tra bambini e animatori; tre i responsabili ultimi (adulti) dell’attività… Giochi a sfinimento, laboratori (con preparazione del formaggio e dei biscotti), escursione in fattoria (vedendo il ciclo della vita dei maialini, vitelli e la mungitura) senza dimenticare i rinfreschi nelle piscine e le abbondanti merende, preparate con amorevolezza e profusione caratterizzano le nostre piacevoli giornate. Non mancano canti e balletti, ma neppure i momenti di preghiera e riflessione. Mi dispiace per tanti bambini che non possono condividere con noi questi giorni così lieti e sereni! È proprio il caso di dire: peccato!

E adesso? Naturalmente si continua a tirare la corda! FORZA! Almeno ancora per le prossime due settimane! (poi ci sarà qualche giorno di relax – forse anche per me!): gran FINALE del torneo venerdì 3 luglio, PELLEGRINAGGIO al Colle Don Bosco e a Torino giovedì 9 luglio e la cena con spiedo di porchetta sabato 11 luglio a conclusione del Grest, con l’estrazione dei biglietti della SOTTOSCRIZIONE A PREMI, voluta per pagare un po’ del mutuo e del debito che gravano sulla nostra Parrocchia; c’è stata una buona adesione, ma spero che si possa fare anche qui un significativo sprint finale (basterebbe controllare i primi nove premi in palio, anche se il controvalore è scritto in piccolo sulle ricevute!).

Ma apriamo ora una panoramica attorno a noi ed ecco: il 20 giugno scorso a Roma la manifestazione in Piazza San Giovanni promossa da “Difendiamo i nostri figli”; una riedizione del FAMILY DAY, con più di un milione di persone, che hanno ribadito che la famiglia è una, fatta di papà, mamma e figli (sono cose che fino a ieri erano ovvie per tutti!), che i primi educatori dei figli sono i genitori e che la scuola non può essere un’agenzia di colonizzazione ideologica gender…

Alcune parole del Papa su MEDJUGORJE hanno suscitato una valanga di anticipazioni, commenti, schieramenti… Non ho trovato niente di diverso da quanto scriveva il nostro Vescovo l’8 settembre 2014 a proposito di Apparizioni Mariane: ricordate? Non precipitate!!! Il Signore e la Madonna sanno bene come far capire a tutti le opere loro! Non hanno bisogno di nessuno che s’inquieti schierandosi pro o contro…

È uscita la seconda Lettera Enciclica del Papa: LAUDATO SI’: merita d’essere letta integralmente! Qui vi anticipo una brevissima sintesi propedeutica… ci sono alcuni passaggi inquietanti… ma è meglio che ognuno rifletta su di essi personalmente…

È stato pubblicato in questi giorni l’INSTRUMENTUM LABORIS del prossimo Sinodo dei Vescovi di ottobre sulla famiglia e molti stanno già confondendo alla grande due concetti diversi e distinti: “attenzioni” da “aperture”. La Chiesa vuol essere più attenta, ma non intende contraddirsi!

La VISITA DEL PAPA A TORINO, domenica 21 è stato un gran riconoscimento verso la Sacra Sindone e per l’opera di DON BOSCO, nel bicentenario della nascita; un omaggio alla Madonna Consolata, che da tre secoli è patrona della città.

È arrivata da Calcutta la notizia della pia morte di SUOR NIRMALA Joshi, la prima Madre Generale delle Suore di Madre Teresa, che io ebbi la propizia sorte d’incontrare e salutare presso la Casa Madre di Calcutta lo scorso martedì 25 novembre 2008 durante il mio viaggio missionario in India.

Ricordo a tutti la GIORNATA per la CARITA’ del PAPA, con la raccolta di offerte in chiesa per le opere di beneficenza del Santo Padre in favore dei poveri (e non sono poche!). Anch’io mi sento orgoglioso per aver acquistato due biglietti (a 10 € ciascuno) della 2a sottoscrizione a premi voluta proprio da lui per i poveri, premi che saranno estratti a sorte il 29 giugno prossimo, Festa Solenne dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Infine, che dire: il TERRORISMO non lascia tregua a nessuno; distolti dall’emergenza degli sbarchi dei migranti e dai tira-molla tra UE e Grecia, ci ha risvegliato nel primo venerdì di Ramadan, nel quale si sono registrati ben 5 ATTENTATI GRAVISSIMI in tre continenti (Asia, Africa, Europa): una risposta concreta all’appello di violenza lanciato dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi contro cristiani e musulmani sciiti. C’è chi ha visto un parallelo tra il 26 giugno e il primo anniversario dall’autoproclamazione dello Stato Islamico! Eccoli in una stringatissima cronaca:

TUNISIA – attentatori arrivano sulla spiaggia della città turistica di Sousse e sparano all’impazzata sui bagnanti, inseguendoli fino entro i resort: 38 le vittime accertate e 36 feriti gravi;

FRANCIA – vicino a Lione, in direzione di Grenoble, un dipendente assalta l’impianto di gas industriale presso il quale lavorava; uccide il capo-reparto e mozzatagli la testa la infilza al cancello; poi fa saltare in aria una bombola di gas con l’evidente intenzione di far esplodere gli enormi silos di gas della fabbrica, ma viene fermato in tempo e arrestato con altri tre complici;

KUWAIT – nella Capitale Kuwait-City un attentatore suicida compie una strage in una moschea sciita: si contano 25 morti;

SOMALIA – nella città di Amison (a 100 km da Mogadiscio) i jihadisti islamici Shebab assaltano la base militare, provocando 50 vittime;

SIRIA – la città curda di Kobani viene assalita dai miliziani dell’ISIS, con un orribile massacro di massa; quasi 150 i morti accertati finora, anche se nessuno, al momento, conosce con certezza la dimensione dei fatti; centinaia di bambini sono stati catturati e vengono utilizzati dai terroristi come scudi umani.

E per il futuro, cosa possiamo aspettarci? Guardiamo positivo, ma non da ingenui e da “tóti”.

Don Gianluca

Pubblicata la 2a Titolo Articolo

Lettera Enciclica di Papa Francesco LAUDATO SI’

«così abbiamo maltrattato il pianeta»

 

AVVENIRE – Stefania Falasca – 18 giugno 2015

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La lettera enciclica Laudato si’ è un profondo inno alla vita e una summa ecologica, una magna carta del creato. È un appello realista per l’urgente salvaguardia della «nostra casa comune» rivolto a tutti. È la profetica e attenta consapevolezza di un Papa che accetta il consenso degli scienziati sui cambiamenti climatici, che dichiara la necessità di un’alleanza tra scienze e religioni per la cura dell’ambiente in cui siamo chiamati a vivere e rigetta il malthusianesimo di coloro che credono che la terra si possa salvare solo controllando la bomba demografica.

È una critica serrata e aperta al modello di gestione del mondo imposto dalla globalizzazione neo-mercatista, di un’economia che non rispetta l’uomo, alla sottomissione della politica al potere tecnocratico e finanziario e al tempo stesso è un programma educativo rivolto ad ogni persona che abita la comune terra destinato a scavare nel tempo per la costruzione di una nuova umanità.

Questo in estrema sintesi il contenuto di un’enciclica ecumenica che, con i suoi 246 paragrafi divisi in sei capitoli, aggiunge un nuovo contributo alla dottrina sociale della Chiesa e le singole coscienze al chiodo delle proprie responsabilità nella custodia dell’ambiente risvegliando il senso della famiglia umana per far crescere la collaborazione e la solidarietà e poter consegnare il futuro alle generazioni.

L’appello di Francesco
Nella introduzione il Papa rivolge il suo «invito urgente» a rinnovare il dialogo «sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta»: «Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e toccano tutti». La terra, nostra casa comune, «protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla».

«Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli» afferma Francesco. «Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche tra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche».

Dopo aver citato il contributo del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, del suo invito «alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta», il Papa propone il modello di san Francesco, dal quale si impara come siano «inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore».

E rivolge l’ appello alla «solidarietà universale», per «unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale».

La salvaguardia dell’ambiente non può essere separata dalla giustizia verso i poveri e dalla soluzione dei problemi strutturali di un’economia che persegue soltanto il profitto. «Abbiamo bisogno di una nuova solidarietà universale». Serve una «conversione ecologica».

La casa inquinata e la cultura dello scarto
Il primo capitolo titolato «Quello che sta accadendo nella nostra casa» tratta della “cultura dello scarto”, dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, «della distruzione senza precedenti degli ecosistemi con gravi conseguenze per tutti noi» e si occupa della questione dell’acqua potabile, «diritto umano essenziale»; del «deterioramento della qualità della vita umana e della degradazione sociale». E qui Papa Francesco chiede ai responsabili di guardare agli effetti del «cambiamento globale» che portano a «l’esclusione sociale, l’aumento della violenza, il consumo crescente di droghe, la perdita di identità». «Queste situazioni provocano i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta».

Noi non siamo Dio: il Vangelo della creazione
Nel secondo capitolo, Francesco invita a considerare l’insegnamento biblico sulla creazione e ricorda che «la scienza e la religione, che forniscono approcci diversi alla realtà, possono entrare in un dialogo intenso e produttivo per entrambe» e che per risolvere i problemi è «necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, alla vita interiore e alla spiritualità». La Bibbia «insegna che ogni essere umano è creato per amore, fatto ad immagine e somiglianza di Dio». «Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data», scrive Francesco, affermando che l’invito a «soggiogare la terra» contenuto nel Libro della Genesi non significa favorire lo «sfruttamento selvaggio» della natura. Siamo chiamati «a riconoscere che ogni «creatura è oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo». L’azione della Chiesa non solo cerca di ricordare il dovere di prendersi cura della natura, ma al tempo stesso «deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di sé stesso».

Il paradigma tecnocratico
Nel terzo capitolo dell’enciclica il Papa sottolinea la «radice umana» della crisi ecologica, concentrandosi sul «paradigma tecnocratico dominante». Scienza e tecnologia «sono un prodotto meraviglioso della creatività umana», ma non possiamo «ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere». Anzi, «danno a coloro che detengono la conoscenza e soprattutto il potere economico per sfruttarla un dominio impressionante sull’insieme del genere umano». Ed è «terribilmente rischioso» che questo potere «risieda in una piccola parte dell’umanità». «L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto. La finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale. In alcuni circoli si sostiene che l’economia attuale e la tecnologia risolveranno tutti i problemi ambientali», allo stesso modo in cui si afferma che i problemi della fame «risolveranno semplicemente con la crescita del mercato». «Ma il mercato da solo però non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale».

Per una ecologia integrale
Nel quarto e quinto capitolo dell’enciclica Francesco ribadisce l’importanza di un approccio integrale «per combattere la povertà» e al contempo «prendersi cura della natura». «L’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa». Il Papa parla di «ecologia sociale», ricordando che «diversi Paesi sono governati da un sistema istituzionale precario, a costo delle sofferenze della popolazione», e si «registrano con eccessiva frequenza comportamenti illegali». Anche dove esistono normative sull’ambiente, non sempre vengono applicate. Francesco cita quindi «l’ecologia culturale», e chiede attenzione per le culture locali. Invita a non «pretendere di risolvere tutte le difficoltà mediante normative uniformi», spiega la necessità di assumere la «prospettiva dei diritti dei popoli e delle culture», perché «l’imposizione di uno stile egemonico di vita legato a un modo di produzione può essere tanto nocivo quanto l’alterazione degli ecosistemi». Francesco invita a «evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti».

Di fronte «alla crescita avida e irresponsabile che si è prodotta per molti decenni, occorre pensare pure a rallentare un po’ il passo», accettando «una certa decrescita in alcune parti del mondo», procurando risorse perché si possa crescere in modo sano da altre parti. Bergoglio osserva che «il principio della massimizzazione del profitto, che tende ad isolarsi da qualsiasi altra considerazione, è una distorsione concettuale dell’economia» e che «oggi alcuni settori economici esercitano più potere degli Stati stessi».
Viene poi sottolineata «l’importanza dell’apporto delle religioni» nella soluzione dei problemi economici, sociali e ambientali.

La conversione ecologica
Il Papa chiede infine una «una conversione ecologica», che riconosca il mondo «come dono ricevuto dall’amore del Padre». La spiritualità cristiana «incoraggia uno stile di vita capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo». E «propone una crescita nella sobrietà». L’ecologia integrale richiede «un atteggiamento del cuore». A conclusione il Papa propone due preghiere, una «per la nostra terra» e un’altra «con il creato».