Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 134

Supplemento n° 134 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 8 febbraio 2015

Carissimi fedeli,

venerdì 6 febbraio è stato un giorno memorabile a Castelletto, a motivo dell’abbondante nevicata e a causa della mancanza di energia elettrica, che ha mandato in tilt tutto il paese; situazione grave, che ha creato non pochi disagi a tutti per la conseguente mancanza di riscaldamento, acqua, TV, internet, telefono, computer, strumenti di lavoro, illuminazione ed altro per l’intera giornata. Siamo stati costretti a rimandare anche l’orario della Messa, dalle 8.30 in calendario alle 16, Messa che ho celebrato in Cappella, assieme a una decina di parrocchiani più coraggiosi, rimandando all’11 febbraio anche le Comunioni del primo venerdì del mese agli ammalati e l’Adorazione eucaristica, che faremo la stessa sera dell’11 febbraio alle 20.30, pregando proprio per tutti gli ammalati.

Certo, che dire?

Una giornata completamente diversa e inaspettata, rispetto allo stesso 6 febbraio di quattro anni fa, che era una bellissima domenica primaverile di sole e di emozioni… il giorno che mi avete accolto come Parroco a Castelletto, con una festa strabiliante, superiore ad ogni ragionevole aspettativa. Provenivo da due piccole Parrocchie della Valle Camonica, dove ero stato Parroco quasi sedici anni. Anche i primi giorni tra voi erano stati ricchi di emozioni e di incontri con molte persone, giovani, bambini, ragazzi, famiglie… una realtà d’ampio respiro rispetto alla precedente a cui ero abituato.

Inoltre: ecco una Chiesa ampia, spaziosa, pulita ed elegante; un Oratorio ben organizzato ed avviato, perfettamente funzionante; la canonica appena ristrutturata e rimessa a nuovo all’interno nei mesi più rigidi dell’anno (i muratori avevano lavorato a pieno ritmo a dicembre e gennaio!).

Devo proprio ringraziare il Signore perché ha voluto affidarmi la vostra comunità: una Parrocchia, famiglia di famiglie, dove insieme cerchiamo di vivere il Vangelo e imparare da Gesù. Devo dire che a Castelletto il lavoro non mi è mai mancato; mi avete sempre aiutato e mi avete sempre tenuto impegnato, qualche volta anche troppo…

Due anni fa, dopo la benedizione di tutte le case della Parrocchia, ho passato alcuni mesi difficili, dove le forze erano venute progressivamente meno e mi sono dovuto affidare a una cura sotto stretto controllo medico. Molti collaboratori iniziali hanno ceduto il passo ad altri, che sono improvvisamente e quasi miracolosamente subentrati nella corresponsabilità difficile di condurre con equilibrio una Parrocchia ed il suo Oratorio.

Se ho trascorso il mese di gennaio del 2014 in terre lontane, visitando suore e missionari bresciani in Australia, Nuova Caledonia e Vanuatu, completando il lungo ed entusiasmante viaggio nella meravigliosa Città-Stato di Singapore, il mese di gennaio di quest’anno ho voluto celebrare con voi uno speciale mese educativo; avete corrisposto alla mia proposta con un’adesione molto positiva.

Ripensando a voi, cari collaboratori, non posso che ringraziarvi per il tempo che mettete a disposizione in Chiesa e all’Oratorio.

Pensate che non me ne accorga?

Pensate che io non veda?

E anche se non vedessi sempre tutto il bene che fate, che importa? Lui, il Signore, vede; questo è importante.

Ripensando anche solo all’ultimo mese: quante attività, programmi, incontri, prove… spesso anche in due-tre luoghi diversi in contemporanea: un vero cantiere, un’officina del bene!

Alcuni di voi hanno tirato con me la corda forte, molto forte. È bello, perché l’unione fa la forza e l’entusiasmo degli altri contagia e sprona a fare meglio anche te, ma… quando è troppo è troppo!

Alcune mamme hanno sacrificato un po’ la famiglia o i rari momenti di relax; altri con fatica hanno incastonato compiti ed esami con le presenze in Oratorio nei rispettivi gruppi; qualcuno ha fatto i salti mortali a combinare lavoro e volontariato… alcuni infine mi sono stati di esempio, perché hanno una resistenza alla fatica che sembra proprio indistruttibile!

Come non dirvi: GRAZIE? Ripensando anche solo alle due feste straordinarie di Sant’Agnese e di Don Bosco devo dire che sono veramente fortunato, perché testimone e spettatore di tanto impegno e di numerose collaborazioni, anche insolite, tra persone e gruppi, in una simbiosi da costruire per niente facile, né tanto meno automatica. Il lavoro e la fatica di molti di voi ha permesso la gioia e il volto sorridente di tanti altri, specialmente piccoli. I momenti più seri si sono alternati ad altri più leggeri e divertenti; il lavoro insieme tra giovani e adulti, tra figli e genitori… mi pare uno dei traguardi più belli che avete raggiunto. Al termine di uno dei tanti incontri formativi un collaboratore, stupito, commentava:

“Ma, allora, qui abbiamo ancora molto da fare!” Certo! Guai se ci fermassimo, credendo di aver raggiunto il traguardo della perfezione; perché non è così; saremmo solo poveri illusi.

Dobbiamo restare sempre in cammino, anche perché, giustamente, si dice: “Chi si ferma è perduto”.

Il Parroco – Don Gianluca Loda

FESTA di SAN GIOVANNI BOSCO

Domenica 25 gennaio, con qualche giorno d’anticipo, abbiamo benedetto una celebre riproduzione fotografica del Santo dei ragazzi elaborata su un pannello di alluminio, al termine della Messa Solenne delle 10.30. In settimana Gianni e Adelino hanno fissato sul muro esterno dell’Oratorio, vicino all’insegna, il nuovo quadro di Don Bosco, che ci aveva portato Santa Lucia il 13 dicembre scorso.

Così, dopo una settimana d’impegno e di tensione da parte di quasi tutti i ragazzi del catechismo, sabato 31 – giorno di San Giovanni Bosco – la sera, in teatro, proprio loro, i ragazzi, con gioia e con un po’ di trepidazione, hanno rappresentato qualche episodio della vita del Santo. Per alcuni gruppi, bene organizzati, è stato facile; per altri qualche catechista ha dovuto fare miracoli! Ad un gruppo, per esempio, è mancato all’ultimo momento quello che doveva interpretare don Bosco (la parte principale); in un altro gruppo un ragazzo ha dovuto impersonare, nella stessa scena all’ultimo momento, due personaggi diversi, per mancanza di attori! Siamo rimasti sorpresi anche dall’esibizione dei piccoli di prima elementare, che si sono misurati sul palco come protagonisti imitando Giovannino prestigiatore e saltimbanco (una scenetta molto difficile!). È superfluo dire che il teatro sarebbe stato pieno anche se avesse avuto tre piani!

Il momento più solenne della festa è stato sicuramente quello della Messa, preparata molto bene dai ragazzi e dai catechisti, suddividendo i numerosi ruoli. Gli amici di Emmaus erano presenti in presbiterio, tutti e 14 assieme ai chierichetti, con le tuniche bianche degli Apostolini. L’offertorio ha coinvolto simbolicamente tutti i gruppi dell’Oratorio. Un grazie dobbiamo tutti a Gabriele e alle ragazze del Coro Santa Chiara, che, hanno accompagnato i canti di Don Bosco, anche se alcuni sono stati eseguiti per la prima volta nella nostra Parrocchia.

Coincidendo la Festa dell’Oratorio con la Giornata Nazionale della Vita, abbiamo continuato sul sagrato della Chiesa, dopo la Messa, con la manifestazione dei palloncini colorati.

Eh, sì! Una parola!

Si fa presto a dirlo, ma chiedete a Sara e a Franco, che a furia di soffiare e riempire d’aria i palloncini, hanno avuto le guance slogate per tutta la settimana!

Alcuni bambini hanno legato ai palloncini un biglietto preparato al catechismo, con un messaggio di pace e di vita. Al momento convenuto tutti abbiamo lasciato i palloncini, che hanno preso il volo, salendo in alto, in direzione dell’Oratorio e perdendosi presto nel limpido azzurro del cielo. In seguito è stato sganciato dai papà anche il leggero stendardo di Don Bosco, legato a molti palloncini e dipinto appositamente per l’evento. Fatta qualche lenta evoluzione sulla piazza, ha preferito appollaiarsi tra i rami più alti degli alberi… Toh, non vola! Ci siamo detti.

Ma qualcuno ha prontamente osservato che abbiamo continuato a cantare: “Don Bosco ritorna tra i giovani ancor!” il Santo allora ci ha ascoltato: non vuole risalire in cielo; vuole restare tra noi e accompagnarci. Che bello!

Eravamo quasi 50 alla pizzata subito dopo in teatro, che Mara aveva preparato con grande cura e assortimento di gusti; a “go go” (= cioè a sazietà), un pranzo coi fiocchi, con bibite e birre (queste ultime solo per noi adulti!), completato da ottime torte e canoncini di pasticceria…

Sì, perché basta un cenno e, subito, una squadra silenziosa e operativa di mamme, sempre puntuale (e abbondante!) si mette a cucinare, impastare, infornare e… voilà! Tutto è pronto! Norme sanitarie?

Tranquilli! La maggior parte ha frequentato il corso HACCP e… quando si tratta dei loro e dei nostri bambini, non ci sono che le mamme a darci le garanzie più sicure e meticolose.

Caffè; s’è aperta anche la cucina, con uno strappo eccezionale alla regola, che la vuole rigorosamente chiusa, finché mancherà un responsabile (oggi non si poteva proprio dire di no!). Anche Don Bosco ha così potuto annusare il profumo del caffè di Castelletto, che gli adulti presenti hanno degustato. I bambini hanno potuto intrattenersi tutto il pomeriggio con un’alternanza variegata di giochi: dalla tombola alle mummie, staffette a volontà e molti altri, all’esterno e specialmente in teatro; giochi che abbiamo voluto gratuiti per tutti, come già l’ingresso in teatro il sabato sera.

È vero che non sempre tutto è dovuto e dare tutto gratis non è giusto né educativo, ma è vero anche – una tantum – che i ragazzi possono divertirsi senza dover pagare (né rimborsare le spese). Mentre un gruppo di genitori faceva il proprio incontro di catechesi sono state servite anche le merende, ricordando che Don Bosco faceva pregare i suoi ragazzi, insegnava il catechismo, li faceva giocare e poi dava loro la merenda…

Certo, la merenda di Don Bosco non era sempre abbondante, perché il Santo non aveva una serie di collaboratori e di famiglie ricche e generose, pronte ad aiutarlo… Ad intervenire ci pensò talvolta la Provvidenza, come quel giorno che distribuì a tutti, dallo stesso cesto, con abbondanza, le poche castagne che Mamma Margherita era riuscita a trovare e a bollire, avanzandone molte… o come quella volta che, iniziando a distribuire il pane da un cesto quasi vuoto Don Bosco sfamò centinaia di ragazzi e… avanzarono molti pani!

Anche noi dobbiamo ringraziare la Provvidenza, perché nonostante la crisi, non dobbiamo mai scomodare il Buon Dio a fare veri miracoli, perché per noi fa miracoli tutti i giorni, donandoci molto di più del minimo necessario!

E adesso? Tutto finito?

Beh, lunedì pomeriggio abbiamo continuato con la benedizione e la processione della Candelora, martedì con la benedizione della gola, mercoledì sera il gruppo di Padre Pio con l’adorazione per i consacrati nell’anno per loro voluto dal Papa…

 

PRIMA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA TRATTA DELLE PERSONE

È stata voluta dal Santo Padre, nel giorno della festa liturgica di Santa Giuseppina Bakhita, nativa del Darfur in Sudan, rapita all’età di 7 anni all’affetto della sua famiglia, da negrieri senza scrupoli e fatta schiava, finché, giunta in Italia, conobbe il cristianesimo, chiese il Battesimo e si fece Suora nella Congregazione delle Madri Canossiane, vivendo per oltre quarant’anni nel convento di Schio, dove riposa l’urna del suo corpo, morto l’8 febbraio 1947; beatificata nel 1992 assime a JosemariaEscrivà de Balaguer e canonizzata il 1° ottobre dell’Anno Santo 2000 da San Giovanni Paolo II. Oggi continuano ad essere tanti i nuovi schiavi: le vittime degli scafisti, dei trafficanti, degli sfruttatori della prostituzione e della droga… che s’arricchiscono riducendo in schiavitù una grande quantità di nostri fratelli; una delle vergogne più schifose dei nostri giorni!

 

TRIDUO DEI MORTI

Siamo invitati a partecipare alle Funzioni, ad accostarci alle Confessioni, ad offrire Comunioni e la celebrazione di Sante Messe per i nostri defunti. Alle porte della Chiesa controllate le locandine e i manifesti col programma dettagliato; iscrivete i Vostri defunti al Sacro Triduo: saranno ricordati nelle due messe serali di lunedì e martedì ed in altre S. Messe durante l’anno.

La novità di quest’anno è che il predicatore, don Mattia, nelle mattinate di lunedì e di martedì, celebrerà la S. Messa tradizionale, cioè quella concessa con indulto da San Giovanni Paolo II e liberalizzata ampiamente dal successore, Papa Benedetto XVI. È la Messa precedente il Messale di Paolo VI, edito dopo la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, ed uscito, nell’edizione tipica (= in latino) nel 1969.

 

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Si celebra in tutto il mondo cattolico nella ricorrenza della Beata Vergine Maria di Lourdes, ai piedi dei Pirenei in Francia, mercoledì 11 febbraio. Sono previste due sante Messe: il mattino alle ore 8.30, seguita dal Rosario e dalle Comunioni agli ammalati ed una seconda Messa alle ore 19 al Santuario della Madonna di Squadretto; è la prima Messa che celebriamo nell’anno 70° di costruzione della Chiesetta, che vorremo adeguatamente festeggiare.

QUARESIMA

Vogliamo guardare avanti, perché mancano ormai pochi giorni: sono già in distribuzione i libretti preparati dalla Diocesi di Brescia per gli adulti. La settimana prossima verranno distribuite anche le cassettine ai ragazzi.