Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 133

Supplemento n° 133 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 1 febbraio 2015

Carissimi parrocchiani,

domenica 25 gennaio scorso abbiamo concluso in gloria le festività in onore di Sant’Agnese, Patrona della Gioventù Femminile. Gli sketch voluti da Roberto e Norma si sono concretizzati in teatro con attrici ragazze (= le Agnesine Juniores) e attrici mamme (= le Agnesine Seniores): alcune di loro sono salite sul palco per la prima volta! Ed è stata una rivelazione! Bravissime! Giovanni, Franco, Marco e tutto lo staff dietro le quinte hanno completato la serata alla perfezione.
È stato un ulteriore tentativo (non facile ai nostri giorni), ben riuscito, di creare sintonia tra le diverse generazioni, specialmente tra genitori e figli.

Gira e rigira torniamo ancora qui:
attorno alla famiglia!
Infatti il mese dell’educazione è continuato (dopo gli incontri con Don Marco Mori e con la dott.sa Olga Alessandrini) domenica 25 gennaio nel pomeriggio per i genitori dei gruppi ICFR (= Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi), con la riflessione del prof. Renato Riva. Eravamo circa una quarantina di persone presenti, tutte rimaste assai soddisfatte (anche se potevamo essere almeno il doppio!).
Non avevamo ancora finito che: “Don, lo faccia venire ancora!”.
“Calma, calma: dipenderà da voi, se ne sentirete l’esigenza”.
Intanto si cerchi di non sprecare le possibilità che vengono offerte!

Il Parroco – Don Gianluca

Relazione del Prof. Renato Riva

In sintesi: in famiglia la prima attenzione di un genitore dev’essere rivolta al proprio coniuge, prima ancora che ai figli: dedicarsi tempo l’un l’altro, ascoltarsi, dialogare, gestire con padronanza i conflitti, proprio in vista del bene dei figli, che vanno cresciuti ed educati dai genitori insieme, condividendo gli stessi valori di fondo. È importante conoscere i propri limiti, che sono propriamente “maschili” o “femminili”. Saper chiedere “scusa” quando si sbaglia non è segno di debolezza. I figli vogliono vedere nei genitori non gli “amiconi”, ma punti di riferimento precisi su cui possono appoggiarsi, perché danno regole che loro stessi osservano per primi.
Diventa importante la sintonia dei genitori con la scuola: la prima educazione avviene in famiglia, anche sui temi “difficili”; non si può delegare alla scuola la propria incapacità o la pigrizia. Uno degli errori pedagogici più diffusi oggi è quello di difendere un figlio contro un insegnante, squalificandone l’operato; così è negativo che uno dei genitori aizzi un figlio contro l’altro genitore: alla fine si creano danni molto gravi, come delle voragini assai difficili da riempire.
Attenzione, genitori, alle amicizie dei figli, fuori casa; vigilare sull’uso dei mezzi di comunicazione; il telefonino può essere più un danno che un aiuto per i ragazzi, fino alle medie comprese; lo sapete? Controllate i video-giochi, la play-station, i programmi di Sky… c’è di tutto! Lo sapete?
Parlate coi figli anche delle “cose difficili” come il sesso. Ma anche la morte; sì, perché fin da piccoli è giusto che imparino a misurarsi coi limiti; tutto, prima o poi, finisce. Per noi cristiani tutto poi confluisce nella vita eterna.
Trasmettere la fede ai figli: avvenga con naturalezza, senza complessi e senza falsi timori, ricordando che loro sono ottimi osservatori e ripetono ciò che vedono negli adulti.             ■
Ed ora, guardando avanti, vorrei tornare indietro e riprendere con voi alcune parole preziose che il Santo Padre ha pronunciato su vari argomenti d’attualità. Sono sicuro che a molti sono proprio sfuggite; un vero, grande peccato!

Francesco – sulla Famiglia

ai cardinali in Concistoro il 20 febbraio 2014:
“La famiglia rappresenta nel mondo come il riflesso di Dio, Uno e Trino; fin dal principio il Creatore ha posto la sua benedizione sull’uomo e sulla donna affinché fossero fecondi e si moltiplicassero sulla terra.
Oggi, tuttavia, la famiglia è disprezzata, è maltrattata e quello che ci è chiesto è di riconoscere quanto è bello, vero e buono formare una famiglia, essere famiglia oggi; quanto è indispensabile, per la vita del mondo, per il futuro dell’umanità. Oggi ci viene chiesto di mettere in evidenza il luminoso piano di Dio sulla famiglia e aiutare i coniugi a viverlo con gioia nella loro esistenza, accompagnandoli in tante difficoltà e anche con una pastorale intelligente, coraggiosa e piena d’amore”.
Ricordate i titoloni dei giornali usciti durante e dopo il sinodo di ottobre 2014, su presunti colpi di scena da parte del Papa? Niente di più lontano dalla realtà delle cose!

Il Papa – Sulla VITA UMANA

All’AMCI (= all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani) il 15 novembre 2014:
“Da molte parti, la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al “benessere”, alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde – relazionali, spirituali e religiose – dell’esistenza.
In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana è sempre sacra e sempre “di qualità”. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra: ogni vita umana è sacra! Come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori”.
Celebriamo proprio il 1° febbraio la Giornata nazionale della Vita, istituita dopo l’abominevole legge italiana che depenalizza l’aborto procurato e lo rende legale a determinate condizioni. La vita umana infatti dev’essere sostenuta dal concepimento fino al suo termine naturale: non si ammettono eccezioni: neanche per uno Stato!
Celebriamo il 2 febbraio la CANDELORA – Festa del Signore e di Maria.

 

Il Papa – sulla Devozione a Maria

Al Movimento Schoenstatt – 25 ottobre 2014, nel centenario di fondazione:
“Maria è madre, e non si può concepire nessun altro titolo di Maria che non sia ‘la madre’. Lei è madre, perché ci porta a Gesù e ci aiuta con la forza dello Spirito Santo, perché Gesù nasca e cresca in noi. Lei continuamente ci dà la vita. È madre della Chiesa. È maternità. Non abbiamo il diritto – e se lo facciamo ci sbagliamo – di avere una psicologia da orfani. Il cristiano non ha diritto di essere orfano. Ha una madre! Abbiamo una madre!”.
Fu un discorso molto forte!!! – andate a riprenderlo integralmente – si legge un’interpretazione autentica personale del Papa sul Sinodo dei Vescovi che s’era appena chiuso la settimana prima – un’interpretazione ben diversa dai tanti titoloni di giornali che si sprecavano a vanvera in quei giorni.

 

Francesco – Sui cristiani IPOCRITI

Messa a Santa Marta – 31 ottobre 2014
Gesù chiede ai farisei se sia lecito o no guarire di sabato: questi neanche si degnano di rispondere, per cui Cristo prende per mano un malato e lo guarisce.
Messi di fronte alla verità, i farisei tacevano, ma poi sparlavano dietro… e cercavano come farlo cadere. Gesù allora rimprovera questa gente che era tanto attaccata alla legge, da aver dimenticato la giustizia. Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia: curavano la legge, ma trascuravano la giustizia, trascuravano l’amore. Ipocriti li definisce Cristo con durezza. Perché da una parte andate in tutto il mondo cercando proseliti… Voi cercate. E poi? Chiudete la porta. Sono uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla lettera della legge – non alla legge, perché la legge è amore – che sempre chiudevano le porte della speranza, dell’amore, della salvezza: uomini che soltanto sapevano chiudere… Dio ha scelto di salvarci proprio attraverso la vicinanza: Egli si avvicinò a noi, si è fatto uomo… Che questo esempio di vicinanza di Gesù, dall’amore alla pienezza della legge aiutino a non scivolare mai nell’ipocrisia: mai. Perché è tanto brutto, un cristiano ipocrita. Tanto brutto.
Che il Signore ci salvi da questo!

Il Santo Padre – Ai giovani

a Manila – Filippine – Università San Tomas – 18 gennaio 2015:
Oggi con tanti media siamo super-informati: questo è un male? No. Questo è bene e aiuta, però corriamo il pericolo di vivere accumulando informazioni. E abbiamo tante informazioni, ma forse non sappiamo che farcene. Corriamo il rischio di diventare “giovani-museo”, che hanno tutto, ma non sanno che farsene. Non abbiamo bisogno di giovani-museo, ma di giovani sapienti!
Mi potreste chiedere: Padre, come si arriva ad essere sapienti? E questa è un’altra sfida, la sfida dell’amore.
Qual è la materia più importante che bisogna imparare all’università? Qual è la più importante da imparare nella vita? Imparare ad amare! E questa è la sfida che la vita pone a voi oggi. Imparare ad amare!
Non solo accumulare informazioni e non sapere che farsene. È un museo. Ma attraverso l’amore far sì che questa informazione sia feconda. Per questo scopo il Vangelo ci propone un cammino sereno, tranquillo, usando i tre linguaggi: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani. E questi tre linguaggi in modo armonioso: quello che pensi lo senti e lo realizzi.
La tua informazione scende al cuore, lo commuove e lo realizza. E questo armoniosamente: pensare ciò che si sente e ciò che si fa. Sentire ciò che penso e che faccio; fare ciò che penso e che sento. I tre linguaggi.
Siete capaci di ripetere i tre linguaggi a voce?
Il vero amore è amare e lasciarmi amare. È più difficile lasciarsi amare che amare. Per questo è tanto difficile arrivare all’amore perfetto di Dio, perché possiamo amarlo, ma la cosa importante è lasciarsi amare da Lui. Il vero amore è aprirsi a questo amore che ci precede e che ci provoca una sorpresa. Se voi avete solo tutta l’informazione siete chiusi alle sorprese; l’amore ti apre alle sorprese, l’amore è sempre una sorpresa perché presuppone un dialogo a due. Tra chi ama e chi è amato. E di Dio diciamo che è il Dio delle sorprese perché Lui ci ha amati per primo e ci aspetta con una sorpresa. Dio ci sorprende. Lasciamoci sorprendere da Dio!
E non abbiamo la psicologia del computer di credere di sapere tutto. Com’è questa cosa? Un attimo e il computer ti dà tutte le risposte, nessuna sorpresa. Nella sfida dell’amore Dio si manifesta con delle sorprese. Pensiamo a san Matteo: era un buon commerciante, in più tradiva la sua patria perché prendeva le tasse dei giudei per darle ai romani, era pieno di soldi e prendeva le tasse. Passa Gesù, lo guarda e gli dice: vieni! Quelli che stavano con Lui dicono: chiama questo che è un traditore, un infame? E lui si attacca al denaro. Ma la sorpresa di essere amato lo vince e segue Gesù. Quella mattina quando aveva salutato sua moglie non avrebbe mai pensato che sarebbe tornato senza denaro e di fretta per dire a sua moglie di preparare un banchetto. Il banchetto per colui che lo aveva amato per primo. Che lo aveva sorpreso con qualcosa di più importante di tutti i soldi che aveva.

Spero che tra i miei quattro lettori ci sia anche un giovane, che possa essere aiutato e spronato al bene da queste parole. Le Filippine sono dall’altra parte del mondo, ma alcune costanti si ripetono anche a distanza, Castelletto non escluso.

Il Papa – La menzogna del Diavolo

ai GIOVANI di Manila, Filippine, nell’omelia al Rizal Park – 18 gennaio 2015:
La grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna.
Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere “moderni”, di essere “come tutti gli altri”. Egli ci distrae con il miraggio di piaceri effimeri e di passatempi superficiali.
In tal modo noi sprechiamo i doni ricevuti da Dio, giocherellando con congegni futili; sprechiamo il nostro denaro nel gioco d’azzardo e nel bere; ci ripieghiamo su noi stessi. Trascuriamo di rimanere centrati sulle cose che realmente contano. Trascuriamo di rimanere interiormente come bambini. I bambini infatti, come ci insegna il Signore, hanno la loro propria saggezza, che non è la saggezza del mondo.

Ecco infine un ulteriore contributo, che ci aiuta a concludere le nostre riflessioni. Non è stato facile selezionare questi testi, preferendoli ad altri pure importanti. Leggere di prima mano le parole del Papa ci aiuterà a non cadere in facili equivoci, come spesso oggi avviene.

 

Card. Lorenzo Baldisseri – Contro la Colonizzazione ideologica

il Segretario del Sinodo dei Vescovi alla Radio Vaticana – 25 gennaio 2015:
La famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi, da programmi contrari a tutto quello che noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello.
L’appello del Santo Padre contro le colonizzazioni ideologiche, necessita quindi una risposta di coraggio, perché oggi, purtroppo, noi vediamo la pressione esercitata dagli organismi internazionali su certe questioni che riguardano anche la natalità o lo sviluppo.