Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 132

Supplemento n° 132 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 25 gennaio 2015

Carissimi parrocchiani,

un canto in onore di San Giovanni Bosco dice:

“Quanti giovani smarriti, che non sanno dove andar; quanti giovani perduti… né fede, né pace, né luce, né amor…”

ogni giorno di più scopriamo l’attualità cocente di queste parole!

Cosa è successo? Ci sono responsabilità?

E di chi sono?

Riflettere un momento non sarebbe inutile, poiché i giovani e le giovani di oggi sono il presente e il nostro futuro prossimo. Continua il mese dell’educazione e ci apprestiamo ormai alla grande Festa dell’Oratorio…

Don Gianluca

Festa di Sant’Agnese

Mercoledì 21 gennaio tutte noi ragazze abbiamo festeggiato la patrona delle giovani con la S. Messa e successivamente con l’incontro con la psicoterapeuta Olga Alessandrini sul tema dell’affettività e della sessualità. Durante quest’incontro, dopo una nostra breve presentazione la dottoressa ci ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro e in seguito abbiamo parlato dell’amicizia, che può essere anche a distanza, dei primi innamoramenti e di altri problemi che caratterizzano questo periodo. Dopo questa discussione ci siamo divise in due gruppi: uno doveva scrivere cos’è l’affettività e l’altro la sessualità. Ognuna di noi ha avuto la possibilità di annotare delle domande in forma anonima, alle quali la dottoressa ha risposto in modo molto chiaro, dopo che abbiamo esposto i risultati del nostro lavoro. La serata si è conclusa con la pizzata in oratorio.

Francesca Piovani

Ben partecipata la Messa; le giovani all’incontro formativo in Oratorio sono state “poche, ma buone!”; ottima la grande tavolata per la pizza al bar dell’Oratorio, con la presenza anche di mamme, zie e nonne… “Mara: perché non facciamo così tutte le settimane?” hanno chiesto. Forse è un po’ troppo; non esageriamo!

Restano le scenette di sabato 24, a conclusione della Festa, che non ci faranno mancare quattro gustose risate. Grazie ai registi Roberto e Norma e ai due gruppi: Agnesine Seniores e Agnesine Juniores (= le mamme e le giovani).

Greta e Vanessa

Mi permettete di dire ancora una parola su Greta Ramelli e Vanessa Marzullo… le due giovani lombarde rapite in Siria e liberate nei giorni scorsi. È in corso un’indagine complessa da parte delle autorità italiane, dalla quale può darsi che emergano documentazioni o risvolti inediti della vicenda.

Allo stato attuale dei fatti mi pare che:

1 – le due ragazze sono da ammirare per la giovane età e l’entusiasmo di “fare qualcosa” subito, alla svelta, in concreto, per i bambini che soffrono in Siria; in questo si distinguono positivamente tra tanti giovani indifferenti, egoisti o che tirano avanti alla giornata;

2 – hanno commesso un grave errore non voluto ad andare da sole in Siria, luogo di combattimenti e di bande armate e di gruppi di delinquenti comuni senza un supporto logistico “sicuro”;

3 – c’è da rallegrarsi per il fatto della loro liberazione; la vita di due ragazze che tornano alla libertà e alle loro famiglie è un bene d’inestimabile valore;

4 – se il Governo Italiano o qualche suo emissario ha pagato come riscatto una somma di 12 milioni di dollari o di euro, come è stato detto, è un fatto immorale e profondamente sbagliato, perché va a finanziare gruppi di estremisti che moltiplicheranno le loro abominevoli azioni facendo un uso perverso di quel denaro;

5 – il pagamento di un riscatto è riprovevole anche da un punto di vista logico, perché innesta un precedente: gli Stati Occidentali diventano “un bancomat” per finanziare le azioni dei terroristi, che i nostri governi stanno contrastando con molta fatica: ciò è un’evidente contraddizione; come “il cane che si morde la coda”.

Don Gianluca                               

 

Dopo il viaggio del Papa in Sri Lanka e Filippine (12-19 gennaio 2015)

Dopo l’Asia, la prossima tappa del Santo Padre potrebbe essere l’Africa o l’America Latina. Lo ha confidato lui stesso alla conferenza stampa durante il volo di ritorno da Manila, a conclusione di un viaggio che ha definito “impegnativo”. Particolarmente commosso dai “gesti buoni” del popolo filippino, Francesco ha ricordato “i papà quando alzavano i bambini” per la benedizione, come se dicessero: “questo è il mio tesoro, questo è il mio futuro, questo è il mio amore, per questo vale la pena lavorare, per questo vale la pena soffrire”.

Il Papa ha apprezzato anche l’allegria dei chierichetti a Tablocan, che, nonostante la pioggia non hanno mai perso il sorriso”, manifestando una “gioia non finta”, dietro alla quale “c’è la vita normale, ci sono i dolori, ci sono i problemi”.

Francesco vorrebbe andare nella Repubblica Centrafricana e in Uganda verso la fine di quest’anno, cioè durante la stagione secca. Il ritardo nell’organizzazione del viaggio, ha spiegato, è stato dovuto al “problema dell’Ebola”.

Poi ha ricordato la discriminazione di cui sono vittime i Tamil in Sri Lanka, anch’essi vittime di una “cultura dello scarto” che “oggi sembra normale”. Contro questa mentalità, ha detto, la Chiesa deve dare l’esempio e “rifiutare la mondanità” che, purtroppo, seduce anche “consacrati, vescovi, preti, suore, laici”.

Quindi, rispondendo ad una domanda sul significato dell’espressione “terrorismo di Stato”, utilizzata all’indomani dell’attentato contro Charlie Hebdo a Parigi il 7 gennaio, e contrapposta al “terrorismo isolato”, il Santo Padre ha spiegato che davvero si può intendere lo scarto “come un terrorismo” perpetrato da parte di chi ha potere a danno di chi non ne ha.

Altra espressione illustrata dal Pontefice è stata quella della “colonizzazione ideologica” che si verifica quando le “condizioni imposte dagli imperi colonizzatori, cercano di far perdere ai popoli la loro identità”, specie attraverso l’educazione della gioventù, come avviene oggi nelle scuole pubbliche inculcando l’ideologia “GENDER”, un po’ come accadeva nel secolo scorso in Italia coi “Balilla” o in Germania con la “Gioventù Hitleriana” ma anche, in tempi più recenti con il “neo-Malthusianismo”, un’ideologia secondo cui all’incremento demografico della popolazione corrisponderebbe un progressivo impoverimento dell’umanità, denunciato a suo tempo come un errore da Paolo VI.

È seguito un chiarimento sull’equivoco del “pugno” destinato a chi offende le madri altrui; “c’è libertà di espressione; una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre – ha detto –. Tutti d’accordo. Ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani e rischiamo di provocare gli altri; per questo la libertà dev’essere accompagnata dalla prudenza”.

La corruzione è un problema oggi “all’ordine del giorno”, che “trova subito facilmente nido nelle istituzioni” anche “ecclesiali” e che ha come conseguenza il “togliere al popolo”.

E ha ricordato: “peccatori sì, corrotti mai!

Quanto al suo appello ai leader moderati islamici perché si uniscano contro il terrorismo, ha affermato: “Io credo che anche bisogna dare un po’ di tempo perché per loro la situazione non è facile. Io ho speranza perché c’è tanta gente buona fra loro, tante gente buona, tanti leader buoni, che sono sicuro che si arriverà”.

Tornando sul tema demografico, Francesco si è detto fautore della “paternità responsabile”; al tempo stesso, tuttavia, è importante “guardare anche la generosità di quel papà e di quella mamma che vede in ogni figlio un tesoro”.

Infine ha accennato alla “capacità di piangere” in particolare “sulle ingiustizie” e “sui peccati”, come “grazia che dobbiamo chiedere”.

Due pesi – due misure?

Da “Je suis Charlie” alla denuncia contro il Forum delle associazioni familiari dell’Umbria – San Francesco: guarda giù!!!

L’avv. Simone Pillon, portavoce del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria, è stato recentemente vittima di una denuncia da parte di un’assoc. Lgbt (= quelle degli omosessuali e lesbiche) per aver stigmatizzato in una conferenza stampa, ad Assisi, un volantino con immagini esplicite di approcci omosessuali distribuito in un liceo di Perugia.

Mercoledì 21, al Senato, cinque associazioni hanno presentato una petizione da rivolgere alle Istituzioni per contrastare l’introduzione del gender nelle scuole chiedendo “il rispetto del ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità”.

Ora, l’avv. Pillon si è semplicemente permesso di ‘ironizzare’ su quanto avvenuto in quella scuola durante varie conferenze, ultima delle quali in presenza anche del vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, e del sindaco, Claudio Ricci. E usando l’ironia – commenta l’ex ministro Giovanardi – è stato fin troppo leggero: in quei volantini si invitano ragazzi minorenni a svolgere attività omosessuali con tanto di descrizioni di lubrificanti utilizzati per aumentare il piacere, di lesioni anali da evitare, nonché di indirizzi di locali dove si praticano queste cose…”.

Ma oltre alla denuncia a Pillon è anche avvenuto il sequestro preventivo del sito del Forum delle associazioni familiari, dove era stato caricato il video nel quale l’avvocato pronunciava le parole incriminate. Siamo di fronte a un’applicazione preventiva del Disegno di Legge Scalfarotto contro l’omofobia, un testo che colpisce penalmente qualsiasi atteggiamento critico nei confronti delle rivendicazioni da parte delle associazioni Lgbt. Non solo non c’è un intervento delle Autorità per impedire che minorenni vengano a contatto con materiale crudamente pornografico, ma viene anche denunciato all’autorità giudiziaria chi prova a impedire che ciò avvenga! Il tutto, senza che la stampa nazionale, a parte sporadiche eccezioni, abbia sottolineato questo paradosso. Eppure, appena pochi giorni fa tutta l’Italia e tutta l’Europa si sono scandalizzate per la strage di Parigi e hanno solidarizzato con Charlie Hebdo che usava un sarcasmo piuttosto pesante.

“Se noi non riusciamo a far dissequestrare quel sito, compiendo così una battaglia di libertà, – dice ancora Giovanardi – creeremo un clima di paura collettiva per cui chiunque starà ben attento a parlare per paura di passare guai con la giustizia”. La stessa stampa che afferma Je suis Charlie dovrebbe mobilitarsi in solidarietà di Pillon, se ha ancora un valore autentico il concetto di “libertà d’espressione”. Viene il sospetto che questo diritto sia da garantire solo a qualcuno…

Paola Ricci Sindoni, presidente Nazionale dell’Associazione Scienza & Vita ha dichiarato: “Non condividiamo la prospettiva arbitraria di sostituire nelle scuole la responsabilità educativa della famiglia, con i suoi tempi e le sue sensibilità, attraverso l’introduzione di modelli educativi improntati ad annullare le due identità sessuali. Oggi più che mai è necessario opporsi all’indottrinamento imposto da poche lobby che, usando il principio della non discriminazione, veicolano contenuti e programmi orientati ideologicamente”.

Inoltre: “Esporre i bambini a confuse teorie sessuali non è educarli a uno sviluppo armonico della persona, nel rispetto del proprio corpo e nella gestione della loro crescita personale ed emotiva. Su temi così delicati e destinati a influire sulla crescita dei nostri figli e nipoti è doveroso tenere alta l’attenzione e non abdicare a chi pretende di estromettere le famiglie dalla scuola”, conclude poi la presidente di Scienza & Vita.

Aggiungo io: e pretendere d’insegnare con prepotenza nelle scuole pubbliche l’esatto contrario di quello che insegniamo noi in Chiesa e al catechismo! Dove sarebbe finita la libertà? E il rispetto reciproco?

Ultimo scoop: avete sentito la sentenza della Cassazione, che per un tale Danilo Giuffrida, che sarebbe stato discriminato per omofobia dalla pubblica amministrazione, ha sentenziato inadatto un risarcimento di 20 mila euro? Paghiamo già da tempo i carcerati in esubero, adesso finanziamo col denaro pubblico anche i vari lgbt… ma stiamo scherzando? dove andremo a finire???