Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 126

Supplemento n° 126 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 16 novembre 2014

Carissimi fedeli,

in tre serate diverse abbiamo risposto ai questionari della Diocesi di Brescia circa la VERIFICA dell’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi (ICFR): nel Consiglio Pastorale [20 ottobre] (presenti 13 su 15), tra i catechisti [5 novembre] (presenti 16 su 22); e sentendo i genitori [11 novembre] (presenti in 10 del gruppo Emmaus, 8 di Antiochia e 4 che hanno già terminato l’ICFR – per un totale di 22) degli ultimi anni.

Dai tre gruppi, a maggioranza quasi unanime, sono emersi:

1 - come positivi gli incontri di catechesi proposti ai genitori, che permettono alle famiglie di compiere almeno qualche passo in avanti nella fede. Sarebbe uno stile da continuare.

2 - S’è rilevato, al contrario, che persiste, come prima, in negativo il fuggi fuggi quasi generale subito dopo la ricezione dei sacramenti della Cresima e Prima Comunione. È l’esatto contrario di quello che tutto il cammino ICFR voleva raggiungere. Come a dire: chi è fuggito, ragazzi, o genitori, o entrambe le parti, in cinque-sei anni di cammino non ha assimilato un bel niente di quello che si voleva passare; come attori di una grande farsa. La constatazione non può che essere abbastanza deludente.

3 - L’osservazione critica negativa più forte è stata espressa circa la collocazione dei due sacramenti di Cresima e Prima Comunione all’interno della stessa celebrazione. Quasi nessuno ha capito la motivazione, per quanto sia stata ampiamente spiegata. Nella maggior parte delle famiglie interessate è rimasta la convinzione tradizionale peggiore, ereditata dal sistema catechistico precedente, secondo cui, fatta la cresima, finisce tutto. Questa idea per la verità, neanche prima, mai nessuno l’aveva insegnata! Nell’attuale ICFR c’è il “vantaggio” che finisce tutto alcuni anni prima (così la famiglia si trova davanti ad una seccatura in meno con un po’ di anticipo).
 

Il muro di Berlino

Domenica 9 novembre anche alle Sante Messe abbiamo ricordato i 25 anni del crollo del muro di Berlino: un evento che cambiò la storia. Anni di terrore e contrapposizioni in una notte sola si frantumarono con i mattoni e i calcinacci del muro. Questo evento fu festeggiato come un passo decisivo a favore della pace mondiale. La “cortina di ferro”, quella striscia fatta di fili spinati, torrette di avvistamento, fossati, steccati, barriere di cemento, era stata finalmente abbattuta ponendo fine all’eredità pesante della seconda guerra mondiale. Ci volle, però, poco per accorgersi che la divisione tra capitalismo e socialismo era solo una delle tante sezioni in cui era frammentato il mondo, la punta di un iceberg ben più massiccio e solido. Ci sono oggi molti altri muri, di cemento e mentali. È vero che in generale, guardando al presente e immaginando il futuro, l’uomo ha più paura di ieri. Bisognerebbe creare spazi aperti nei quali tutti possano dialogare e sentirsi partecipi dello stesso mondo. Perché ciò avvenga servirebbe un’umanità nuova, quella che in un quarto di secolo non è nata. La via dell’abbattimento del muro è tracciata, esiste: andrebbe continuamente percorsa. Tutta l’umanità ha un’estrema urgenza di creare ponti che uniscano e di demolire muri che dividono.
 

Dagli incontri di catechesi per i genitori – ICFR e catechesi per catechisti e adulti del mercoledì sera

Tra i vari contenuti affrontati, s’è messo in rilievo anche il contributo che il Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia ha trattato. Nell’aula del Sinodo è risuonata la bellezza e l’importanza irrinunciabile del Vangelo del Matrimonio e della Famiglia, patrimonio e cellula dell’umanità, costituita da un uomo e da una donna nel totale dono di sé; Chiesa domestica, grembo della vita, palestra di umanità e di fede, soggetto portante della vita sociale. Essa è sorgente di futuro. È irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure – seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di troia di classica memoria – per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano. L’amore non è solo sentimento – è risuonato nell’Aula sinodale – è decisione; i figli non sono oggetti né da produrre né da pretendere o contendere, non sono a servizio dei desideri degli adulti: sono i soggetti più deboli e delicati, hanno diritto a un papà e a una mamma.
 

Incontro del Papa con i Vescovi del Medio Oriente

lunedì 20 ottobre 2014

È sconcertante toccare con mano il perfido progetto di eliminare la presenza cristiana dalla Terra Santa come da altre regioni sia del Medio Oriente che dei Balcani e della Terra, attraverso una persecuzione a volte evidente e brutale – un esempio recente e raccapricciante è accaduto in Pakistan –, altre volte subdola e mascherata, ma non per questo meno violenta.

Ciò è inaccettabile non soltanto per la coscienza cristiana, ma anche per la coscienza civile, che usa affermazioni altisonanti sui diritti umani, ma che finge di non vedere e tace di fronte ai crimini che continuano a danno dei cristiani e di altre minoranze. Forse che i cristiani sono una presenza scomoda per progetti culturali e politici, per interessi economici e finanziari? È forse questa la vera ragione di tanta connivenza internazionale?

Noi non possiamo tacere: le comunità cristiane di tutto il mondo leveranno la voce come un’onda contro questa ingiustizia che sa di genocidio, e che raggiunge l’abiezione di crimine contro l’umanità. È la sconfitta non di una sola parte, ma dell’intera civiltà.
 

ASSEMBLEA straordinaria della CEI ad Assisi (10-13 novembre 2014)

Sui SACERDOTI e la FORMAZIONE dei Seminaristi

I nostri Vescovi chiedono che i sacerdoti siano persone capaci:

→ di scendere nella notte senza essere invase dal buio e perdersi;

→ di ascoltare l’illusione di tanti, senza lasciarsi sedurre;

→ di accogliere le delusioni, senza disperarsi e precipitare nell’amarezza;

→ di toccare la disintegrazione altrui, senza lasciarsi sciogliere nella propria identità;

→ di una solidità umana, culturale, affettiva, spirituale, dottrinale per essere capaci di predicare il Vangelo, anche quando è controcorrente rispetto al pensare comune!

Il mio invito è di pregare ogni giorno, per tutti i sacerdoti che conoscete e anche per me, vostro parroco, perché possiamo assomigliare sempre più a questi altissimi ideali.


 

Indottrinamento Gender nelle scuole ITALIANE ed EUROPEE

Avete sentito gli ultimi risvolti?

L’associazionismo dei genitori in Italia che si batte per la difesa della famiglia naturale e del diritto dei genitori all’educazione dei propri figli ha salutato con favore l’iniziativa della Diocesi di Milano, che ha chiesto agli insegnanti di religione da essa dipendenti, di segnalare le scuole pubbliche del territorio in cui l’ideologia GENDER viene diffusa e propagata, spesso ad insaputa delle famiglie, con progetti elaborati su ampia scala e pagati profumatamente col denaro pubblico, alla faccia della spending review!

“Questi progetti, proposti e condotti da associazioni del movimento gay, propongono un modello antropologico che nega la naturale complementarietà tra l’uomo e la donna e quanto ne consegue a livello sociale, insieme ad una visione prettamente materialistica della sessualità; si tratta di prospettive che contrastano con le convinzioni morali, religiose o filosofiche della stragrande maggioranza delle famiglie, quasi sempre tenute all’oscuro dello svolgimento di questi corsi”.

Si tratta pertanto di un’opera di vero e proprio indottrinamento ideologico, che riceve centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici per questioni di mero tornaconto elettorale. Il diritto naturale, riconosciuto anche dalla Costituzione Italiana, riconosce che l’educazione dei figli appartiene alla famiglia prima che ad ogni altra agenzia educativa.Un documento del Forum delle associazioni familiari invita i genitori a mobilitarsi nei consigli d’istituto e di classe, per riaffermare il diritto ad educare i propri figli. Alcune famiglie iniziano a rendersi conto del grave pericolo imminente e cercano di dare una risposta adeguata per non abdicare al loro ruolo di principali educatori dei propri figli. Tutti possono constatare il fallimento delle iniziative di “educazione sessuale” fin qui messe in atto in Europa, per cui all’aumento dell’informazione sul sesso nelle scuole corrisponde un aumento delle gravidanze indesiderate, dei tassi di abortività tra le teen-ager, del ricorso alla cosiddetta “pillola del giorno dopo” e della diffusione di malattie sessualmente trasmissibili! Ma non è finita qui! Sta suscitando polemiche la vicenda dei coniugi Martens, in Germania, ai quali è stato notificato un arresto perché non hanno acconsentito alla presenza della figlia a scuola durante le “lezioni di gender”. Sono stati arrestati, pur non essendo criminali bensì genitori premurosi. È successo a Eslohe, piccolo comune della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania. Loro figlia, una bambina che frequenta le scuole elementari, per due volte si è rifiutata di partecipare a corsi di educazione sessuale, sentendosi a disagio per via della delicatezza dei temi trattati. I genitori, i coniugi Martens, sono stati prima multati e poi hanno ricevuto un mandato d’arresto per aver contravvenuto all’obbligo di mandare la figlia a scuola.

Nei giorni scorsi un agente di polizia si è presentato sulla porta di casa per arrestare la madre, che è però riuscita a scampare il pericolo in quanto sta allattando l’ultimo nato dei suoi nove figli. L’anno scorso, per via della gravidanza, era già stato risparmiato a lei e al marito il freddo di una galera. La vicenda non finirà, come ha del resto confermato il poliziotto che è andato a notificare l’arresto. È per denunciare questa persecuzione che i coniugi Martens hanno deciso di renderla pubblica. In Germania sta suscitando un certo scalpore, benché non si tratti di un fatto senza precedenti. “Tantissime famiglie sono nella stessa situazione dei coniugi Martens in Germania”, dichiara a Tempi Mattia Ebert, sposato con quattro figli, che dopo esser venuto a conoscenza della vicenda dei Martens ha deciso di fondare a Colonia l’associazione Besorgte Eltern (“Genitori preoccupati”). Penso che anche noi in futuro ne vedremo di belle!

 

Il Parroco – Don Gianluca