Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 112

Supplemento n° 112 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 20 aprile 2014

 

Auguri di Buona

e Santa Pasqua a tutti,

con un ricordo particolare agli ammalati e a coloro

che stanno passando

momenti difficili.

 

Gesù Risorto ricolmi

i cuori di speranza:

certi che il bene vince il male

e che la vita vince la morte.

 

Carissimi fedeli,

al termine di una Quaresima che molti hanno vissuto intensamente e con grande serietà, dopo la Via Crucis nel giardino della canonica il venerdì di Passione e la bella meditazione serale in chiesa “Cércati in me” siamo entrati nel vivo della Settimana Santa, nella quale abbiamo alternato numerosi momenti di altissima spiritualità ed incontro col Signore: innanzitutto nella benedizione degli ulivi la Domenica delle Palme, fatta quest’anno per un imprevisto dell’ultima ora nel cortile dell’Oratorio. Ascoltando il Vangelo della passione di San Matteo abbiamo constatato come è breve il passo dalle grida di “Osanna” a quelle di “Crocifiggilo”. Vicini a Gesù Eucaristico nei tre giorni delle Sante Quarantore abbiamo ripensato ai doni più grandi: l’Eucaristia e il Sacerdozio. Molti si sono accostati alla Confessione di Pasqua anche utilizzando la disponibilità di Don Daniele, sacerdote diocesano dell’Etiopia, Studente a Roma. Siamo così entrati nel vivo delle celebrazioni più solenni di tutto l’Anno liturgico: quelle del Triduo santo.

I sacerdoti hanno rinnovato col Vescovo in Cattedrale le promesse della loro ordinazione alla Messa Crismale, così chiamata a motivo della benedizione degli oli santi: il Crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi. I tre oli sono stati presentati alle due sante Messe “in cena Domini”: nel pomeriggio coi ragazzi e la sera con gli adulti, alla Messa in cui il celebrante (sia al pomeriggio che alla sera) ha ripetuto il rito suggestivo della lavanda dei piedi ai ragazzi che riceveranno presto la prima Comunione (il 4 maggio prossimo) e a dodici uomini della nostra parrocchia. Al termine della giornata, riposto il Santissimo Sacramento al “sepolcro” ci siamo trattenuti numerosi e raccolti per la preghiera dell’Ora Santa. Il venerdì santo i ragazzi del catechismo sono stati invitati a portare le cassettine delle elemosine raccolte durante la Quaresima alla preghiera del mattino e abbiamo raccolto le offerte del giorno “per i luoghi santi”. Abbiamo dato il bacio al Crocifisso ringraziando Gesù per tanto amore dimostrato proprio per ciascuno di noi peccatori, donandoci la sua vita. La sera abbiamo portato il crocifisso in processione per alcune delle nostre strade, come a voler avvicinare il Signore alle case dove ci sono persone che soffrono e che piangono, e a voler avvicinare chi soffre a poter guardare a Lui, che illumina con una luce del tutto nuova anche le tribolazioni umane.

Il Sabato Santo, giorno del silenzio della sepoltura del Signore, abbiamo iniziato la giornata con l’Ufficio, come nei due giorni precedenti, facendo nostra la preghiera ufficiale della Chiesa, continuata con le lodi mattutine e l’ora media. I ragazzi sono stati invitati a tornare a pregare Gesù Crocifisso.

Il culmine del Triduo Santo, come tutti sanno, è la Solenne Veglia Pasquale che, quest’anno abbiamo preparato in Parrocchia con sei incontri particolari settimanali di catechesi durante la Quaresima, detti “Itinerario Catecumenale” come suggerito e desiderato dal Vescovo Mons. Luciano Monari, nella lettera pastorale di quest’anno.

La Benedizione del fuoco e del cero, il canto del preconio pasquale, la veglia nell’ascolto della Parola di Dio nella pagine più belle della Storia della Salvezza, il canto solenne del Gloria, con le campane che vengono slegate e suonano a festa annunciando la Risurrezione del Signore, il canto dell’Alleluia, il battesimo di una bambina, il rinnovo delle nostre promesse battesimali con la decisione di abbracciare ancora una volta la fede cristiana convinti e decisi, senza più alcuna ombra di dubbio o d’incertezza, l’aspersione con l’acqua battesimale e la liturgia eucaristica, che celebra sempre la Risurrezione del Signore, specialmente ogni domenica, giorno del Signore e Pasqua della Settimana ci fanno gustare la gioia di Gesù che è vivo e continua ad essere in mezzo a noi, che non ci lascia soli, come si affianca la sera di Pasqua ai due discepoli di Emmaus. Il mattino di Pasqua, come d’abitudine, non mancherà la benedizione delle uova, che si distribuiscono alle famiglie.

Don Gianluca

 

 

AUGURI di Padre Franco Piubeni

Carissimo Don Gianluca,                  Pasqua 2014

giunga a te e alla tua comunità di Castelletto un augurio pasquale vivissimo nel ricordo fraterno e nella preghiera. Di cuore Buona Pasqua!

Tuo                                  Padre Franco Piubeni

 

ALTRI AUGURI

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi, Castellettani, sono pervenuti dal parroco di Montirone Don Tino, dalle Suore Dorotee di Cemmo a Brescia e dalle Suore di Maria Ausiliatrice di Lugagnano (Piacenza). A tutti ho chiesto un ricordo reciproco nella stima e nella preghiera…


 

Due chiacchiere con don Daniele…

È il sacerdote che ci ha aiutato per le Confessioni durante la Settimana Santa 2014. Lo abbiamo conosciuto e incontrato e gli abbiamo fatto qualche domanda

a cura di Tiziana Dada

 

-       Come ti chiami?

Mi chiamo Berhe desta Hagos, ma tutti mi chiamano Daniele.

-       Quando sei nato? Dove?

Sono nato a Weratele, un villaggio nella zona di Tigrai, in Etiopia, il 2 giugno 1965.

-       Ci racconti qualcosa della tua famiglia d’origine?

La mia famiglia è composta, oltre a me, da due fratelli maggiori e due sorelle minori. I miei genitori fanno i contadini.

-       Qual è la tua diocesi?

La mia diocesi è Addigrat.

-       Com’è nata la tua vocazione? Chi ti ha guidato in questa vocazione?

Nella nostra cultura, avere in famiglia un prete o una suora, è una benedizione, così ogni genitore incoraggia il figlio o la figlia a coltivare la propria fede. I genitori, quindi, svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione della vocazione, tant’è che una volta intrapreso il cammino vocazionale, se per qualsiasi motivo si dovesse cambiare idea, i genitori ritengono che la nostra vita sia un fallimento e ne sono amareggiati.

Sin da piccolo ero attratto dai sacerdoti, soprattutto dai loro abiti che osservavo rapito e pensavo: “Anch’io vorrei essere come loro!”. Così, all’età di 17 anni, sono entrato in seminario. Per i primi quattro anni ho frequentato il seminario minore e per altri sei anni, il seminario maggiore. Durante questi sei anni, i primi due sono dedicati allo studio della filosofia, mentre i successivi quattro, allo studio della teologia. Anche se il desiderio dell’ordinazione era forte, a volte sono stato assalito da dubbi, ma fortunatamente la fede mi ha sempre sorretto, così ho concluso il mio percorso di formazione giungendo al sacerdozio. La mia ordinazione è avvenuta nella mia diocesi: Addigrat.

-       Quali sono gli studi che hai compiuto e che stai conducendo tutt’ora?

I miei studi sono terminati. In questo periodo sto preparando la tesi centrata sulla tradizione matrimoniale in Etiopia, secondo il rito orientale.

-       Cosa ti ha portato a Roma? Quando sei arrivato? A cosa ti stai preparando qui?

Sono arrivato a Roma nell’agosto del 2011, dietro indicazione del mio vescovo, per specializzarmi in teologia presso l’istituto Giovanni Paolo II.

Il mio percorso di studi, però mi ha portato verso una specializzazione diversa: matrimonio e famiglia, tant’è che sarò impegnato nel sinodo sulla famiglia che si terrà ad ottobre.

Alla fine di questi studi, indicativamente il prossimo autunno, dovrei rientrare in Etiopia, dove mi attende il mio vescovo.

-       Qual è la condizione della Chiesa in Etiopia?

L’Etiopia è una terra pacifica, cristiana dal IV secolo. La maggioranza della popolazione è cristiana, suddivisa in cattolici, ortodossi, protestanti, esiste poi una minoranza di Musulmani. Questa convivenza pacifica è favorita da un governo democratico che rispetta la libertà di culto.

-       Come vive la popolazione?

Ovviamente non è una terra ricca, ma questo governo, che regge da 25 anni, sta cercando di far evolvere l’economia e di creare più servizi.

La maggior parte della popolazione (85%) si dedica all’agricoltura ed una minoranza (15%) al commercio e all’artigianato. La gioventù, per trovare condizioni di vita e di lavoro più favorevoli, è costretta a migrare.