Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 110

Supplemento n° 110 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 23 marzo 2014

Carissimi fedeli,

abbiamo celebrato la festa della donna sabato 8 marzo scorso e la festa dei papà mercoledì 19, assieme a San Giuseppe. Nel primo caso un numeroso gruppo di signore, di tutte le età, si è ritrovato in chiesa,  davanti a Maria, esempio e modello di donna libera e grande, per recitare il rosario, con alcune intenzioni precise. Nella seconda ricorrenza abbiamo celebrato la S. Messa, in chiesa e festeggiato in oratorio subito dopo. Quante violenze, cattiverie, odio… contro le donne, originate spesso all’interno delle mura domestiche! Quante discriminazioni, oggi, anche contro alcuni papà… di cui nessuno parla. Forse ci aiuterebbe a vivere meglio meno TV, meno ideologia… e più Sacra Famiglia: Gesù, Maria e Giuseppe. Non solo le mamme, ma anche i papà sono educatori dei figli.

Il Concilio Vaticano II ricorda il “grave dovere che incombe sui genitori, di tutto predisporre o anche di esigere” perché i loro figli possano ricevere un’educazione morale e religiosa. “Sarebbe un grave errore pensare che un padre e una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio” (cf. Grav. Educ. 7).

Giovanni Paolo II scriveva: “La famiglia cristiana trasmette la fede quando i genitori insegnano ai loro figli a pregare e pregano con essi” (Familiaris Consortio, 60).

Benedetto XVI diceva: “i genitori trasmettono la fede quando introducono i figli ai sacramenti e li introducono nella vita della Chiesa; quando tutti si riuniscono per leggere la Bibbia, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre” (a Valencia – 2006).

Riuscite e ben partecipate sono state le Via Crucis di venerdì 14 marzo nelle vie Pascoli e Leopardi e quella coi ragazzi a Visano domenica 16 marzo ultimo scorso. Grazie a coloro che hanno preparato e aiutato anche gli altri nella preghiera (e nella merenda al seguito).

Il 19 marzo 2013 il nuovo Papa Francesco – eletto il 13 marzo precedente – iniziava il suo ministero petrino con una Messa Solenne in Piazza San Pietro, alla quale io ero presente, con alcuni di voi. Lì il nuovo Papa ricordava la regola – oggi poco di moda – del servizio. È proprio vero: se tutti c’impegnassimo nel servizio (in casa, sul lavoro, a scuola, in parrocchia, in oratorio, in piazza, dappertutto!) nessuno perderebbe niente e tutti guadagneremmo – davvero tanto!

Abbiamo ricordato il Papa celebrando la Messa del 13 marzo per lui e sabato scorso, 15 marzo, in teatro dell’oratorio: è stato un anno di pontificato molto bello, carico di emozioni, di suggestioni e di insegnamenti profondi. Se vogliamo ascoltarlo, il Papa ha già detto e scritto molte cose, adatte a tutti e a ciascuno…

Don Gianluca


 

 

Itinerario Catecumenale

 

Tra le attività parrocchiali continua l’itinerario catecumenale, ogni martedì di Quaresima, alle ore 20.30 in Oratorio, presso la sala Chiara. Sono davvero contento perché un buon gruppo sta seguendo il cammino con lodevole impegno. Mettiamo la nostra attenzione soprattutto sul Vangelo della domenica seguente. Abbiamo così incontrato e meditato: le tentazioni di Gesù nel deserto, la Trasfigurazione sul monte Tabor, l’incontro con la Samaritana al pozzo di Sicar… Ogni sabato, alla Messa prefestiva delle ore 18.30, ci sono anche dei “Riti” di stile “catecumenale” che prendiamo dal RICA (Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti), come ha suggerito il Vescovo nella lettera pastorale di settembre 2013. Qualcuno è rimasto sorpreso perché il celebrante si rivolge agli “eletti”. È una parola che fa pensare ad una setta religiosa, oppure ad un gruppo di persone che si ritengono perfette e giudicano male gli altri… Niente di tutto questo! Assolutamente. Anzi, invito anche altri, se vogliono, a partecipare ai prossimi incontri del martedì, anche se non hanno compilato l’iscrizione… niente di chiuso, niente di segreto, niente di esclusivo! Ma vorrei tornare sul termine “eletti”: è il Signore che ci ha eletti, ci ha scelti, ci ha voluto, ci ha amato, ci ha fatto il dono della vita e della fede, fin dal giorno lontano del nostro Battesimo. Ci pensiamo? Non siamo noi ad eleggere noi stessi… sarebbe come un cane che si morde la coda! È il Signore che ci ha eletto… e non solo chi sta percorrendo l’itinerario; anche tutti gli altri cristiani, anche quelli che non lo sanno o che non ci pensano.

Incontro del Vescovo coi Sacerdoti

 

 

Giovedì 20 marzo il Vescovo è sceso a Leno per incontrare i sacerdoti della macro-zona della Bassa: Leno, Manerbio, Verolanuova, Ghedi e Montichiari. Tre gli argomenti all’ordine del giorno: ICFR, Unità Pastorali, Pastorale Vocazionale. Sono tre urgenze della diocesi, che il Vescovo ha voluto ragionare e condividere con noi presbìteri, suoi primi collaboratori nelle Parrocchie.

Circa l’ICFR: a novembre verranno diffusi questionari con domande precise, rivolte a chi partecipa (genitori o catechisti) all’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi; molti aspetti positivi vanno mantenuti; alcune perplessità e difficoltà sono emerse; servirà apportare dei correttivi. La CEI ha dato indicazioni di massima sull’iniziazione cristiana, senza vincolare nei dettagli. Le sperimentazioni in atto in Italia avranno termine e ogni diocesi percorrerà la strada ritenuta più idonea, arricchita col confronto delle esperienze che emergono dalle altre diocesi.

Sulle Unità Pastorali: dobbiamo entrare nell’ottica che è una scelta obbligata, anche se oggi non vi siamo ancora costretti, o meglio, è la strada meno dolorosa e meno difficile. La prima unione deve essere quella tra i presbìteri delle unità pastorali stesse. Dall’ingresso a Brescia del Vescovo Luciano (14 ottobre 2007) ad oggi (quasi 7 anni e mezzo) i sacerdoti diocesani sono diminuiti di 130 unità; molti sono anziani e non più inseriti nella pastorale attiva e la diminuzione aumenterà ancora nel prossimo futuro.

Proprio per questo si rende urgente pensare e ri-pensare ad un’attuale ed incisiva pastorale vocazionale, che non può essere estranea agli altri risvolti dell’apostolato dei sacerdoti, dei religiosi, dei catechisti e degli altri operatori pastorali. Ogni vocazione è una chiamata ad amare, in modo definitivo. Oggi l’adolescenza (= il tempo delle sperimentazioni) si prolunga in media fino ai trent’anni; diventa difficile compiere prima scelte impegnative e definitive, come è quella di consacrarsi a Dio (= religiosi), diventare sacerdoti (= diocesani) o formare una famiglia (= sposandosi). Inoltre molti oggi faticano a convincersi che donare la propria vita a Gesù non ti fa perdere niente e ti fa guadagnare tutto. Diventa più difficile capire questo in un contesto dove i valori ritenuti importanti sono quelli dell’economia, della politica e del successo pubblico (= i valori “mondani”).

Una rivista che fa opinione a livello mondiale ha di recente promosso un sondaggio tra i suoi lettori:

secondo voi, come si potrebbe rendere migliore questo mondo?

Le risposte sono arrivate, numerose; alcune anche interessanti. Tra esse non risulta che donare agli uomini più parola di Dio, più Vangelo potrebbe migliorare la vita; non risulta rilevante che se ci fosse più Eucaristia ci sarebbe anche più comunione tra le persone e l’amore fraterno migliorerebbe notevolmente i rapporti di tutti… capite?

La figura del sacerdote negli ultimi anni è scaduta molto nell’opinione pubblica, perché è aumentato molto un modo mondano di valutare le cose. La stima verso i religiosi è scaduta ancor più in basso! Quale ragazza, da noi, oggi, vede nella Suora un ideale positivo di realizzazione piena per la propria vita? Capite com’è cambiato il contesto culturale che c’è attorno a noi… Inoltre, le aspettative verso il sacerdote, all’interno delle comunità, si sono talmente alzate che è difficile ipotizzare quali ragazzi o giovani siano da ritenersi all’altezza di questi parametri, come se il Signore ora chiamasse solo superuomini o super-eroi…

Dall’incontro dei sacerdoti col Vescovo, cari fedeli, torniamo agli ideali grandi, che riguardano anche ciascuno di noi. E ci domandiamo: cosa posso fare, io, per rendere migliore questo mondo?

I santi c’insegnano a rientrare nel profondo di noi stessi: per conoscerci meglio alla luce di Dio e per attingere l’acqua viva che Egli ci offre sempre, con abbondanza. Ma questo, scusate, non è l’invito dominante e forte della Quaresima?

 

 

 

Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri

Lunedì 24 marzo

 

Ricordiamo in questa giornata la testimonianza di molti missionari e operatori pastorali, che danno una voce ai poveri e ai “senza voce” del mondo. Potremo salvarci da un futuro pervaso da peccaminosi egoismi (= la globalizzazione dell’indifferenza, l’ha chiamata il Papa) e fondamentalismi solo se sapremo metterci alla loro scuola, quella della gratuità, dell’accoglienza.

Abbiamo visto molte volte che l’interesse particolare soffoca e prende il sopravvento sul bene comune.

I missionari martiri ci ricordano invece che l’amore di Dio è senza confini: arriva agli angoli estremi della terra, e penetra fino all’ultimo istante di vita di chi ha seguito la causa di Dio con perseveranza anche tra difficoltà, scontrandosi con una morte violenta.

 

 

Le sentinelle stanno in piedi a Brescia

In 400 a piazza Paolo VI per dire no al disegno di legge Scalfarotto

 

Ne avevamo già parlato, su “La comunità racconta” n° 3-2013 a pagina 30: proposta di legge sull’omofobia – una deriva verso il totalitarismo!

Come le peggiori gramigne, il male si ripete e si moltiplica! Prima si chiamava “legge Mancino”; adesso cambia “versione” e si chiama “progetto di legge Scalfarotto”.

Sabato 15 marzo scorso erano quasi 400 a Brescia, in Piazza Paolo VI, a manifestare pacificamente, in silenzio, in piedi, leggendo un libro, rivolti verso il Palazzo Broletto, il palazzo comunale, “che rappresenta la politica alla quale ci rivolgiamo”, precisa Matteo Disetti, il referente bresciano delle Sentinelle. Di veglia in veglia, da agosto oggi, le sentinelle sono sempre più numerose.

Si dichiarano contro le discriminazioni agli omosessuali (ingiurie, offese verbali, violenze fisiche e non); si dichiarano contrari ad ogni discriminazione in genere fatta per ragioni di sesso, religione, razza, disabilità, età. Manifestano per la libertà di pensiero, di opinione. Vogliono poter essere liberi di pensare che la famiglia è formata da un padre e da una madre, da un maschio e da una femmina: persone normali, direste.

Poco distanti, nella piazza costruita in stile fascista ai tempi del regime, Piazza Vittoria, sostano quasi 40 persone del gruppo LGBT e dei centri sociali per manifestare contro le Sentinelle. La libertà di pensiero e di opinione, tutelata come diritto primitivo, diritto umano, non è tutelata da questi gruppi che vogliono un pensiero unico, il loro. Un manipolo di facinorosi si trasferisce in Piazza Duomo per disturbare e contrastare le sentinelle. Hanno fatto rumore, gridato in modo sguaiato, insultato i lettori delle sentinelle. Le forze dell’ordine sono riuscite a difendere le sentinelle, anche in questo caso, per fortuna, senza violenza.

“Siamo contenti che siano presenti quelli che non la pensano come noi” dice Disetti, “perché le sentinelle credono nel dialogo e desiderano che possa esserci un dialogo vero”. “Siamo qui per amore!”, incalza Disetti. Applauso delle sentinelle!

“Le forze dell’ordine hanno garantito la nostra libertà. La libertà non è una cosa che avremo sempre se non combattiamo per difenderla, spiega il portavoce bresciano delle sentinelle.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo riconosce tra i diritti umani pre-esistenti, inviolabili, il diritto all’educazione da parte delle famiglie:

“Vogliono toglierci questo diritto… soprattutto nella scuola… Bisogna informare tutti quelli che possiamo su ciò che sta accadendo”.

Ma che cosa sta accadendo? Il disegno di legge Scalfarotto contro l’omofobia introduce un reato di opinione, di matrice dittatoriale; nello specifico è omofobo anche chi pensa che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna e che un figlio ha bisogno di un padre-maschio e di una madre-femmina; sarebbero omofobe (quindi contro questa bella legge) tutte le persone che pensano in modo normale!

Il documento dell’UNAR Strategia Nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, è una rieducazione in chiave gender di bambini e adolescenti dall’età prescolare in poi, dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli operatori dei media. L’educazione affettiva e sessuale viene completamente tolta alla famiglia. Finanziamenti all’UNAR per questo documento? Sì, 10mila euro, dati dal governo, quello Monti caduto l’anno scorso, in tempo di crisi. Tolti ai giovani, alla scuola, alla ricerca, all’università, alle famiglie, ai disabili, all’assistenza…

“Questo documento – si legge in una comunicazione dell’AGE (Associazione Italiana Genitori) lombarda – le cui indicazioni possono essere attuate all’interno di progetti apparentemente consueti, come la prevenzione del bullismo (i quali a loro volta possono godere di finanziamenti pubblici), in determinati contesti è stato utilizzato per introdurre nelle scuole l’ideologia “gender” e le tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), talora con esemplificazioni fin troppo concrete e dettagliate”.

La guida Standard di Educazione Sessuale in Europa è una guida per i governi, sviluppata dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione Sanitaria. Secondo la guida, scritta da 14 persone tra cui nessun italiano, nessun cristiano, nessun rappresentante delle famiglie… Il programma, letto nel dettaglio, è a dir poco mostruoso, di stile hitleriano… che tipo di gente l’ha scritto? E perché mai dovrebbe essere imposto a tutti?

Da non dimenticare: è prevista la caccia all’omofobo. Si premiano i delatori a scuola e sui posti di lavoro. Se si individua un possibile omofobo, va segnalato! E per aiutarti ad individuarlo, l’omofobo cattivo, l’UNAR descrive alcune caratteristiche tipiche del moderno untore manzoniano: tanto più è religioso, kattolico, tanto più è omofobo!

È una nuova “caccia alle streghe”, targata 21° secolo. Sì, perché esprimere un pensiero contrario all’ideologia gender diventerà un pensiero pericoloso, che può danneggiare i detentori del pensiero unico LGBTQ.

Il disegno legge Scalfarotto, già approvato alla Camera a settembre, è in attesa di approvazione al Senato: prevede prigione e rieducazione per chi esprime idee considerate (da chi? come?) omofobe…

“Ci ascolteranno se siamo in tanti”, conclude Disetti.

Mi pare doveroso dire: “grazie”: a Disetti e a tutte le sentinelle, che “combattono” la silenziosa battaglia perché anche domani possiamo continuare ad essere liberi e perché i sotterfugi dei “soliti furbi” siano smascherati. La sudditanza di tutti a pochi non è il massimo in democrazia…