Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 103

Supplemento n° 103 al BOLLETTINO PARROCCHIALE – Domenica 1 dicembre 2013

Carissimi fedeli,

siamo spettatori della grazia di Dio, anche negli ultimi giorni che, abbondante, si è riversata sulla nostra comunità e sul mondo intero.

Nella nostra parrocchia: la Benedizione delle cascine e delle stalle in onore di Sant’Antonio, dopo la festa del ringraziamento, arrivata pressoché al termine. Se qualcuno fosse stato involontariamente scavalcato lo faccia presente e si rimedierà presto. Tra le numerose buste pervenute, in una insolita, ho trovato scritto:

“Hai dato, Signore, alla tua benedizione poteri senza confini che noi non comprendiamo, ma che accogliamo con infinita fiducia e gratitudine…”.

Domenica scorsa, 24 novembre, la Celebrazione delle Cresime e Prime Comunioni ha riversato su 19 ragazzi e ragazze del gruppo di Antiochia una grazia straordinaria, per le mani dell’Arcivescovo, Mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica a Roma. Ho voluto riprendere alcuni tratti della vigorosa omelia, perché mi sembrano importanti per tutti.

Giovedì 28 novembre scorso s’è riunito il Consiglio Pastorale, durante il quale abbiamo trattato tre argomenti complessi: 1. l’accompagnamento delle famiglie dei bambini da zero a sei anni, come suggerito dalle linee diocesane della pastorale battesimale; 2. La proposta di un itinerario catecumenale parrocchiale durante la Quaresima, suggerito dal Vescovo nell’ultima lettera pastorale; 3. Il questionario diffuso dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi alle Diocesi del mondo e da Brescia alle Parrocchie per una riflessione e preparazione del prossimo Sinodo dei Vescovi di ottobre, su “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”… non sono le quattro domandine da sì-no che ci avevano sommariamente fatto intuire i notiziari. La famiglia è di capitale importanza, in quanto prima cellula della società e della Chiesa. Siamo consapevoli che non ci saranno risposte facili a questioni complesse e diversificate.

Il mondo intero ha dato ampio risalto all’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium, distribuita domenica scorsa dal Santo Padre a diverse persone in Piazza San Pietro al termine della Messa di chiusura dell’Anno della Fede (per i Sacerdoti ha ricevuto il documento dalle mani del Papa don Evarist Guzuye, della Nigeria, che aveva celebrato la Messa con noi a Castelletto il 3 novembre scorso) e pubblicata martedì scorso. Di seguito trovate qualche cenno, perché sia una spinta a procurarsi il testo e leggere direttamente le parole del Papa.

Don Gianluca

 

 

Estratto dall’Omelia alle Cresime

di Sua Ecc. Mons. Vincenzo Zani

 

Cari adolescenti, padrini e madrine, cari fedeli, sono lieto di rappresentare il Vescovo Luciano oggi, nella comunità parrocchiale di Castelletto, per questa celebrazione speciale… Oggi tutta la comunità parrocchiale gioisce con voi per questa tappa importante della vostra vita di cristiani. Cosa succederà tra poco? Si rinnoveranno per ciascuno di voi due esperienze straordinarie, le stesse che gli apostoli hanno vissuto con Gesù duemila anni fa: e cioè l’Ultima Cena svoltasi il giovedì santo nel cenacolo e la discesa dello Spirito Santo su ciascuno di loro nella Festa di Pentecoste. Già conoscete bene il significato di questi due Sacramenti, la Cresima e l’Eucaristia…

Carissimi, i Sacramenti che oggi ricevete sono fondati sulla fede in Gesù Cristo e nella Chiesa. La Chiesa conclude proprio oggi l’Anno della Fede che è stato celebrato in tutto il mondo; quando Papa Benedetto ha indetto questo anno ha invitato a viverlo come un tempo di grazia, un tempo di rinnovamento e di “conversione al Signore” (Porta Fidei, 6). E ha voluto utilizzare l’icona suggestiva della “porta” che ci introduce nella vita di comunione con Dio. Cristo è la “porta” aperta per tutti gli uomini e per tutti i popoli. Varcare quella soglia significa rispondere alla chiamata di una persona che ci ama, cioè di Cristo, e “immettersi in un cammino che dura tutta la vita” (Porta Fidei, 1). Quando siete stati chiamati per nome e voi avete risposto “eccomi” è stata come la chiamata a seguire Gesù ed avete iniziato un itinerario di fede lungo il quale occorre mantenersi sempre desti e vigili. Ma la porta non serve solo per entrare; essa è fatta anche per uscire. E Papa Francesco continua a sottolineare con molto vigore l’importanza che il cristiano esca dal tempio e vada nel mondo, incontro ai fratelli che hanno bisogno, incontro agli ultimi per dare testimonianza della propria fede viva, del vangelo vissuto. “Andate, senza paura, a servire”, ha detto il Papa ai milioni di giovani riuniti a Rio de Janeiro e in altre circostanze. Cari ragazzi, per diventare testimoni autentici e cristiani maturi occorre essere sicuri che il Signore ci ama e non ci abbandona mai. Io vi auguro che la grazia dei sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia vi sostenga sempre lungo il viaggio della vostra vita. Siate fedeli a questo incontro, rinnovate il vostro “sì” a Gesù abitando nella sua casa attraverso la preghiera, l’ascolto della sua Parola e accostandovi spesso all’Eucaristia. Ma poi sappiate uscire dall’incontro speciale con il Signore, per dire con coraggio e fierezza che siete cristiani e per impegnarvi a dare anche voi la vostra vita amando il prossimo ed essendo portatori di gioia e di pace…

 

 

Itinerario Catecumenale Quaresimale

in Parrocchia

(presentato al Consiglio Pastorale)

 

A questo itinerario sono inviatati coloro che vogliono conoscere i risvolti principali della vita cristiana e della propria fede, per poter arrivare la notte di Pasqua, nella Veglia, ad una professione di fede più consapevole e decisa. Sarà un sintetico itinerario di catechesi di stile “catecumenale”, cioè di “primo annuncio del Vangelo”. Così diceva il nostro Vescovo (al Clero mercoledì 4 settembre scorso in Cattedrale):

 

“In genere le nostre comunità cristiane sono fatte di persone buone, persone cristiane, ma che non hanno mai avuto l’occasione di interrogarsi seriamente sulla loro fede e quindi di decidere per la loro fede: sono cresciute in un ambiente cristiano, sono convinte che l’uomo ha bisogno di religione, che il cristianesimo non insegna il male, che aiuta a vivere meglio la propria umanità e quindi si dichiarano sinceramente cristiani; si stupirebbero se qualcuno mettesse in dubbio questa loro consapevolezza. Ma in realtà, non hanno mai deciso di essere cristiani, non conoscono il dramma e la radicalità della conversione. Per questo possono trascurare alcuni aspetti della vita di fede senza farsene problema; o possono mettere i gesti della fede insieme con alcune convinzioni che proprio cristiane non sono, come la reincarnazione; o con scelte che si oppongono radicalmente alla fede, come l’infedeltà matrimoniale. Se qualcuno mostra loro altre vie utili alla tranquillità dell’animo – lo yoga, il buddismo, la fede negli alieni… non hanno molte remore a inserire queste realtà nel loro vissuto. E non hanno la percezione di stare commettendo un adulterio, perché stanno tradendo un legame personale di fedeltà. Ebbene, la Chiesa ha oggi più che mai bisogno di credenti che siano tali per una decisione personale irrevocabile… Per questo nella Lettera Pastorale ho proposto due forme di primo annuncio del vangelo che sono molto semplici ma che, nello stesso tempo, possono rappresentare un passo nuovo della pastorale… La seconda è la proposta di un cammino di tipo catecumenale nel tempo di Quaresima. Di tipo catecumenale, quindi con iscrizione del nome, tappe, incontri, scrutini, momenti di preghiera, impegni di carità… in modo che la veglia pasquale diventi il momento decisivo per una professione pubblica di fede e quindi l’inizio di un impegno ecclesiale consapevole e definitivo…”

 

Prossimamente preciseremo con alcuni particolari come s’intende concretizzare la proposta del Vescovo nella nostra parrocchia, che vuol avere lo scopo di “scuotere” in favore della fede, per favorire un passaggio concreto e coerente delle persone dalla fede alla vita.

Saremo contenti se molti accoglieranno l’invito, magari anche persone che non sono particolarmente legate alla vita della parrocchia…

Evangelii Gaudium

Esortazione Apostolica di Papa Francesco – 26 novembre 2013

 

Come consuetudine degli anni scorsi il Papa ha pubblicato le sue considerazioni personali ad un anno dal Sinodo dei Vescovi su “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” che s’è celebrato in Vaticano in ottobre 2012.

Possiamo già trovare in internet ottime sintesi del secondo documento papale (dopo l’enciclica Lumen Fidei), presentazioni e sunti. Riporto di seguito solo alcuni estratti dal testo, che mi sembrano davvero belli; l’invito che rivolgo a tutti è di poter leggere il testo del Papa, un po’ lungo, ma davvero importante e bello. Ritorneremo…

I numeri tra parentesi si riferiscono al numero dell’esortazione in cui il testo citato è inserito.

 

(3) Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta…

(7) la società tecnologica ha potuto moltiplicare le oc­casioni di piacere, ma essa difficilmente riesce a procurare la gioia. Posso dire che le gioie più belle e spontanee che ho visto nel corso della mia vita sono quelle di persone molto povere che hanno poco a cui aggrapparsi. Ricordo anche la gioia genuina di coloro che, anche in mezzo a grandi impegni professionali, hanno saputo con­servare un cuore credente, generoso e semplice…

(17) Qui [nella presente Esortazione] ho scelto di proporre alcune linee che possano incoraggiare e orientare in tutta la Chie­sa una nuova tappa evangelizzatrice, piena di fer­vore e dinamismo. In questo quadro, e in base alla dottrina della Costituzione dogmatica Lumen gentium, ho deciso, tra gli altri temi, di soffermar­mi ampiamente sulle seguenti questioni:

a) La riforma della Chiesa in uscita missionaria.

b) Le tentazioni degli operatori pastorali.

c) La Chiesa intesa come la totalità del Popolo di Dio che evangelizza.

d) L’omelia e la sua preparazione.

e) L’inclusione sociale dei poveri.

f) La pace e il dialogo sociale.

  g) Le motivazioni spirituali per l’impegno
missionario…

(25) Non ignoro che oggi i documenti non de­stano lo stesso interesse che in altre epoche, e sono rapidamente dimenticati. Ciononostante, sottolineo che ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e dalle conseguen­ze importanti. Spero che tutte le comunità fac­ciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno…

(49) Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. Ripeto qui per tutta la Chiesa ciò che molte volte ho detto ai sacerdoti e laici di Buenos Aires: preferisco una Chiesa accidenta­ta, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurez­ze…

(66) La famiglia attraversa una crisi culturale profonda, come tutte le comunità e i legami so­ciali. Nel caso della famiglia, la fragilità dei lega­mi diventa particolarmente grave perché si tratta della cellula fondamentale della società, del luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli…

(98) All’interno del Popolo di Dio e nelle diverse comunità, quante guerre! Nel quartiere, nel posto di lavoro, quante guerre per invidie e gelosie, an­che tra cristiani! La mondanità spirituale porta al­cuni cristiani ad essere in guerra con altri cristiani che si frappongono alla loro ricerca di potere, di prestigio, di piacere o di sicurezza economica. Inoltre, alcuni smettono di vivere un’appartenen­za cordiale alla Chiesa per alimentare uno spirito di contesa…

(101) A ciascuno di noi è diretta l’esortazione paolina: «Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene» (Rm 12,21). E ancora: «Non stan­chiamoci di fare il bene» (Gal 6,9).

(109) Le sfide esistono per essere superate. Sia­mo realisti, ma senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza! Non lasciamoci rubare la forza missionaria!

 

È insistente il riferimento del Papa alla missionarietà, che dev’essere a tutto campo. Guarda caso è la stessa attenzione a cui ci richiama il nostro Vescovo nella sua ultima lettera pastorale. Una svolta di trasformazione della Chiesa sarà nella linea della sinodalità. Questo significa che il Papa desidera il decentramento delle decisioni nella Chiesa, dando un rilievo più forte alle conferenze dei Vescovi. Nel testo ricorre ben 59 volte la parola “gioia”: la presentazione del Vangelo, Buona Notizia, non può che essere gioiosa; seguire Gesù non è solo una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda.