Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 253

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia – Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda – Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

Supplemento Straordinario al


BOLLETTINO PARROCCHIALE n° 253

27 MAGGIO 2018

 

Carissimi parrocchiani di Castelletto,

riporto la comunicazione arrivata da Foggia nei giorni scorsi e alcuni pensieri a ruota libera.

Mi piacerebbe favorire un DIALOGO, di cui molti si riempiono la bocca e ne grondano a ufo da pagine di documenti più o meno ufficiali (ricordiamo la nuova Chiesa dove si fanno fogli e non si fanno figli).

Non vorrei essere aggredito ed insultato di nuovo come è già avvenuto in passato, quando si esprimono opinioni del tutto personali e legittime (confermate anche dal BUON SENSO popolare della gente comune), quando si trattano “temi sensibili” o di cui è proibito parlare e più ancora scrivere, magari obbligati a tacere da una censura locale o costretti al silenzio da una nuova inquisizione diocesana, che aggiorna e attualizza quelle medievali di famigerata memoria.

Dgl

 

COMUNICAZIONE – ai GRUPPI di preghiera di Padre Pio

         Carissimi,

si è spento sabato 5 maggio 2018 alle ore 1:50 Monsignor Michele Castoro, Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, Presidente della Casa Sollievo della Sofferenza e Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

Le esequie sono state celebrate lunedì 7 maggio 2018 alle ore 16:00 presso la Chiesa di San Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo.

Vi chiediamo di accompagnare con la preghiera il suo incontro con il Padre Misericordioso.                                                                                          Un caro saluto 

 

Senza titolo-1
 

► Dopo una malattia di oltre un anno il decesso è avvenuto nella Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia), del quale Mons. Castoro era presidente dal luglio 2009.

Il 17 marzo 2018 aveva accolto Papa Francesco nella sua visita pastorale a San Giovanni Rotondo, ringraziando il Pontefice «perché si è chinato sulle ferite di chi soffre, soprattutto dei nostri bambini ammalati e delle nostre famiglie».  

Era stato lo stesso presule a rendere nota la sua malattia.

Le sue condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo mese. Requiem.

RAMADAN – mese sacro dei musulmani – iniziato il 16 maggio

Dal Comunicato del Vaticano

 

“… Le riflessioni che vorremmo condividere con voi in quest’occasione riguardano un aspetto vitale delle relazioni fra cristiani e musulmani: la necessità di passare dalla competizione alla collaborazione. In passato le relazioni fra cristiani e musulmani sono state segnate troppo spesso da uno spirito di competizione, di cui si vedono le conseguenze negative: gelosia, recriminazioni e tensioni. In alcuni casi queste hanno portato a violenti scontri, specialmente quando la religione è stata strumentalizzata, soprattutto a causa di interessi di parte e di moventi politici. Tale rivalità interreligiosa ha segnato negativamente l’immagine delle religioni e dei loro seguaci, alimentando l’idea che esse non siano fonti di pace ma, piuttosto, di tensione e violenza…”

 ► Mi pare che anche al presente dal mondo islamico non vengano segnali molto incoraggianti. Devo fare un elenco degli attentati compiuti da islamici che gridano “Allah è il più grande” in arabo in ogni parte del mondo, senza motivo? Non mi sembra che sia necessario. Ne trasudano le cronache ogni giorno!

 ► Vi domanderete: cosa sono i “momenti di Iftar condiviso”? Ne parla la Diocesi di Brescia nel messaggio di auguri ai musulmani per lo stesso evento (cfr. Giornale di Brescia – 17 maggio 2018 – pagina 7). Non lo sapevo neanch’io. Sapete cosa sono? Sono i momenti del pasto dei musulmani nei giorni del Ramadan, che avvengono dopo il tramonto del sole. Toh! Adesso anche in casa cattolica dobbiamo imparare alcuni termini in arabo, se vogliamo stare al passo coi tempi e capire quello che viene scritto. Almeno stavolta niente sorprese, niente imbrogli (come avveniva invece nella politica italiana degli ultimi anni, ricordate? Dove inventavano parole incomprensibili per far passare tutt’altro); sembra tutto chiaro, alla luce del sole.

Niente male, se questo migliora il nostro vocabolario e la nostra conoscenza generale.

 ► Mi pare però che forse a Brescia sarebbe meglio insistere di più a far studiare i comandamenti e a ricevere i sacramenti, vista l’abissale ignoranza religiosa sempre maggiormente diffusa tra i cosiddetti cristiani cattolici nostrani, che hanno quasi tutti ormai perso la propria identità religiosa e culturale! Ma queste cose ormai sono diventate secondarie…

 ► Noi cattolici vogliamo il dialogo? Perfetto! Ma l’ISLAM: vuole dialogare? E a quale prezzo? Ditemi: si potrà dialogare con gente che uccide la figlia perché non vuole sottostare al matrimonio combinato dalla famiglia (caso di Sana a Brescia) o che la attira in patria con l’inganno e la fa abortire forzatamente, perché aspetta un figlio da un cristiano (caso di Farah di Verona, che aveva abitato per un po’ di tempo anche a Brescia)? È possibile capirsi con gente che massacra perfino le proprie figlie, perché osano sfidare la linea dominante dei padri-padroni forti (cioè dei prepotenti)?

 ► Non siamo forse su due sponde un pochino distanti? E chi dovrebbe fare il primo passo? Come mai nessuno parla mai di RECIPROCITÀ, una parola dimenticata nel vocabolario bresciano, italiano, europeo?

 ► Non ha proprio niente da dire la Diocesi di Brescia su questi fatti, che coinvolgono direttamente il nostro territorio e in modo molto grave?