Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Supplemento Bollettino n. 288

Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore

Piazza Giovanni Paolo II, 2 – 25024 – Castelletto di Leno – Brescia 

Codice Fiscale 97004190175 – Partita IVA 03385840982

Il Parroco: Don Gianluca Loda 

Telefono: 030-907915 – Cellulare: 333-2332854

Sito Internet: www.parrocchiacastelletto.it

e-mail: gianluca2017loda@gmail.com

 

 

Supplemento Straordinario al BOLLETTINO PARROCCHIALE

288 del 21 settembre 2019

 

Carissimi fedeli,

l’altra settimana è uscito il terzo numero del BOLLETTINO PARROCCHIALE. Ha una tiratura di circa seicento copie a stampa, di cui facciamo circa 50 spedizioni per via postale. A distanza di qualche giorno si può trovare la copia digitale del bollettino sul sito internet della Parrocchia e recuperare anche testi o foto dei numeri passati, spero in modo agevole. Con questo numero ho anche mandato oltre 150 copie via e-mail ad amici, sacerdoti e laici. Questo evita costi di spedizione e di stampa per chi magari non fosse interessato a conservarne una copia cartacea. Anch’io ricevo alcuni bollettini parrocchiali da amici via e-mail e li archivio in computer senza stamparli (come del resto molti fanno oggi con le fotografie).

Cambiano i tempi, la comunicazione e il mondo stesso…

Abbiamo iniziato settembre con la GIORNATA DEL CREATO: mai come quest’anno si avverte l’importanza di adottare significative inversioni di tendenze a livello mondiale, perché si stanno sfruttando risorse e beni naturali senza criterio e senza pensare al futuro. Gli oceani ormai soffocati dalla plastica e dalle micro-plastiche ne sono un esempio chiaro e attuale. Il Papa ha ripreso alcuni concetti-chiave già espressi alcuni anni fa nell’Enciclica “Laudato Sii” scritta per favorire da parte di tutti la custodia del creato anche nel recente viaggio nell’Africa Meridionale: in Mozambico, Madagascar ed Isole Mauritius. Chi non rispetta il creato fa un danno all’umanità presente e futura. Nessuno deve dimenticare che i primi a subire le conseguenze, anche gravi, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento sono le persone e i popoli più poveri del mondo. Noi italiani siamo tra i popoli benestanti e più ricchi, lo sappiamo bene. L’anno scorso invitavo sul bollettino di settembre (La Comunità Racconta, n° 3/2018, pag. 3) a mettere in atto comportamenti virtuosi, ancor prima che si sveglino i governi mondiali e le grandi organizzazioni.

Ricordate? Quanto spreco!!!

Basterebbe evitare inutili sprechi di cibi, di oggetti, di risorse, di tempo, di vita…

Ricordate? Uno stile di vita più rispettoso del creato è urgente da parte di tutti, anche di noi privati, prima di aspettare che arrivino sempre gli altri. Ed uno stile così, virtuoso, dobbiamo passarlo come il sangue anche ai più piccoli e ai più giovani che, paradossalmente, talvolta, sono i meno attenti!

Sabato scorso, 14 settembre, abbiamo celebrato a Castelletto il CENTENARIO dell’inaugurazione del MONUMENTO ai CADUTI, voluto dalle famiglie dei caduti e dai reduci. Quante sofferenze e quanto dolore portò la Prima Guerra Mondiale: un’immane carneficina; un’inutile strage, come la definì Papa Benedetto XV.

Belli i cortei, la fanfara, la Messa per i caduti delle guerre, le autorità, la preparazione e partecipazione dei fanciulli della scuola elementare. Noi “anziani” consegniamo ai giovani, ai più piccoli il ricordo, perché se vorranno, potranno essere loro a mantenere viva la memoria e specialmente perché dagli errori più gravi del passato s’impari almeno a non ripeterli in futuro!

Cento anni fa italiani e austriaci-tedeschi si fucilavano a vicenda; oggi ci sentiamo popoli “amici”, in quanto partecipiamo all’Unione Europea che, nonostante i molti difetti e cose che non vanno (dall’egemonia dei poteri forti della finanza mondiale, delle banche come detto a pag. 27 dell’ultimo bollettino, della massoneria, fino ad una politica spesso avulsa dalle esigenze più evidenti dei popoli europei, una politica estera decente, ad esempio nell’affrontare la questione ormai più che decennale delle migrazioni irregolari, come accennato sul bollettino ultimo a pagina 26… e molto altro), è vero che, nonostante tutte le pecche, anche gravi, L’Unione Europea ha permesso ai nostri popoli, quelli europei, finora, di non ricorrere più alle armi per risolvere i problemi che emergono, dal 1945 ad oggi.

Chissà se fra cento anni i vostri nipoti, ormai adulti, potranno dire di essere riusciti a creare una unione mondiale (non solo europea) di tutti i popoli, non solo a livello ufficiale (come l’ONU) ma anche effettivo, reale, nei fatti e nella concretezza. La strada dei popoli del mondo è ancora moltissima da fare e non si può immaginare che alcuni corrano ed altri stiano fermi o addirittura facciano passi all’indietro.

Come esempio non può non suscitare viva preoccupazione un aumento forte e progressivo dell’estremismo religioso-politico islamico nel mondo in generale ed in alcuni Stati in particolare, come indicavo a pagina 19 del Bollettino, sconosciuto fino a pochi anni fa (almeno fino al 2001).

Di contro, questo fenomeno produce facilmente le cosiddette paure: per la sicurezza, per gli stranieri, per chi esprime pubblicamente culture o fedi diverse dalla nostra e all’estremo si manifesta nelle diverse forme di razzismo, più o meno evidenti, che sono sempre un errore (e per noi cristiani sono un peccato). Il confine tra ciò che è lecito e quello che è prepotenza talvolta è molto sottile.

Sono stati bellissimi i momenti al monumento (elegante e semplice), allo spiedo in oratorio (tutti quelli che ho sentito sono stati contenti) e il concerto del Coro degli Alpini di Cremona alla sera in Chiesa, con supporto di strumenti e di una voce narrante. Ho rilevato che almeno da quando io sono parroco a Castelletto (oltre otto anni) è la prima volta che viene a cantare da noi un Coro di Alpini. Mi ha fatto molto piacere e anche ai presenti, visibilmente soddisfatti.

Nella Messa di Sabato sera 14 settembre abbiamo venerato la Reliquia della SANTA CROCE, nella Festa della sua Esaltazione, cantando l’antico e sempre attuale inno Vexilla “in hac triumphi gloria”.

Sì la croce trionfa, perché da terribile strumento di morte, grazie a Cristo e per merito suo, è paradossalmente diventato strumento di salvezza e di vita eterna per l’intera umanità.

Ricordiamo l’antica sentenza che si fa risalire ai Padri della Chiesa “Per Crucem ad Lucem” per la Croce alla Luce.

Significa che solo affrontando le difficoltà della vita, solo diventando veri discepoli di Cristo (che ha terminato la sua vita con la morte per amore degli uomini sulla croce) ed imitando quello che ha fatto Lui e come lo ha fatto Lui si potrà arrivare alla Luce della Vita Eterna. Senza Croce non c’è Gloria, come senza combattimento non può esserci medaglia al valore.

Domenica 15 settembre abbiamo celebrato la S. Messa dei fanciulli alle ore 10 per l’INIZIO dell’ANNO SCOLASTICO. Alcune maestre che non abitano nella nostra Parrocchia erano presenti assieme ai bambini e ragazzi radunati nei primi banchi vicino al presbiterio. Ho apprezzato questa attenzione da parte loro.

Per la verità immaginavo che ci fosse anche qualche bambino e qualche famiglia in più, dei nostri.

Ma tant’è; anche il Vescovo ci ha detto nella Lettera Pastorale (vedi il bollettino a pag. 5) che non dobbiamo insistere troppo a guardare chi non c’è; purtroppo è una tendenza negativa diffusa, e non solo a Castelletto. Si conferma a questo proposito quanto ribadito nei principi-guida del cammino di formazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (il cosiddetto ICFR): la formazione dei bambini (cioè il catechismo) deve inserirsi in una cammino di fede più profondo (e serio) della famiglia (= papà e mamma e fratelli), altrimenti non può avere futuro.

Negli ultimi due-tre anni io e i catechisti abbiamo assistito impotenti e un po’ amareggiati ad un calo generale e progressivo di presenze dei genitori agli incontri, che non è certo un segnale religioso positivo!

Si dice: “Anno nuovo, vita nuova”! Speriamo. Anche guardando la FESTA di SAN LUIGI, che celebriamo domani per l’apertura dell’Anno Catechistico.

Ecco: Luigi, un ragazzo ricco, primogenito, un giorno certamente marchese di Mantova; un ragazzo “nato con la camicia” si direbbe, davvero fortunato, perché ha tutto quel che di bello, lussuoso, piacevole può offrire la vita… che rinuncia.

Sì, che rinuncia: al marchesato, ad una vita mondana e scopre la sua vocazione nel consacrarsi a Dio, nell’Ordine dei Gesuiti e che, nonostante tutte le strade raddrizzate e spianate (anche dallo zio cardinale che vive a Roma), vuole vivere come tutti gli altri chierici e novizi dell’Ordine, senza le eccezioni che gli sarebbero concesse: penitenza, purezza e aiuto ai poveri (ricordiamo che il Santo aveva soccorso in una strada di Roma un povero appestato che lo contagiò col suo male e che lo portò alla morte a soli 23 anni, prima di raggiungere il sacerdozio; per questo viene spesso raffigurato con la veste e la cotta da seminarista).

Proprio gli insegnamenti della Parola di Dio di questa 25esima domenica per annum ci portano a considerare che uso facciamo dei doni di Dio e che rapporto abbiamo con le ricchezze e col denaro…

Un argomento, questo, che non è mai così attuale, che vale per chi viene in Chiesa e ancor di più per chi non ci viene!

Domenica scorsa, ancora il 15 settembre, c’erano le ISCRIZIONI al CATECHISMO, come si fa in tutte le Parrocchie.

Le famiglie che hanno risposto sono state un po’ pochine, ine, ine… tanto che (spero) nella settimana che si è allungata nei pomeriggi in oratorio e che comprende anche il pomeriggio di domenica, tutti potranno recuperare e provvedere.

Domenica sera scorsa, alla Messa delle ore 18.30 abbiamo ricordato la B. Vergine Maria ADDOLORATA, iniziando con l’antico poema (la sequenza) dello Stabat Mater, cantato in italiano nella melodia semplice che usiamo di solito in Quaresima alla Via Crucis.

Nei giorni di lunedì 16, martedì 17 e mercoledì 18 settembre noi sacerdoti ci siamo incontrati (come si fa annualmente) tra di noi e col Vescovo: il CONVEGNO del CLERO.

Tra le molte cose che ci siamo detti e scambiati (e sulle quali certamente avremo modo di tornare) il Vescovo ha ricordato due fenomeni nuovi che riguardano i giovani, anche bresciani, alla grande:

1 – la diffusione ovunque della convivenza senza sposarsi;

2 – il fenomeno sempre più diffuso del calo demografico (l’Italia ha uno dei primati mondiali di chi fa meno figli in assoluto).

È una sfida attuale per la nostra Chiesa, che non può ritenere corretti e normali questi fenomeni di cambiamento di costume e di abitudini che deve interpellarci.

Come rispondiamo a queste due tendenze? Come risponderemo? Ci si sta lavorando.

Mi vien da sorridere perché alcuni anni fa ero stato messo pubblicamente alla gogna proprio per il secondo punto, per altro timidamente solo accennato; finalmente anche qualcun altro inizia ad aprire gli occhi e a parlarne, anche se questo può infastidire quelli del pensiero unico, i buonisti e chi lavora sotto sotto per un cambio generazionale e culturale della nostra civiltà!

Ed ecco domenica 22 settembre: la presentazione dei CATECHISTI alla comunità parrocchiale ed il MANDATO: sono due momenti distinti che avvengono durante la stessa celebrazione.

Ne abbiamo ragionato insieme il significato nell’incontro di mercoledì sera scorso (18 settembre). Auspico che il gruppo dei catechisti possa essere una forza attiva nel promuovere le iniziative della Parrocchia e dell’Oratorio, continuando anche a sostenerle e a realizzarle, come ha fatto finora.

Mi dispiace che alcuni catechisti non continuano più a dare la loro disponibilità (e li ringrazio tutti per quanto fatto nell’ultimo anno pastorale).

La Provvidenza ci riserva sempre qualche sorpresa positiva: ci siamo ritrovati con 6 nuovi catechisti e assistenti, che iniziano quest’anno con trepidazione e un po’ di paura.

Ma gli altri catechisti (questo è bello) li hanno già accolti e tutti diamo la massima disponibilità ad aiutarli quando ne avranno bisogno.

  Il Don