Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Lo scambio della Pace

Lo scambio della pace: non gesto umano ma partecipe della Grazia redentrice di Gesù

 

Durante la Settimana Mariana pregheremo per le FAMIGLIE e per la PACE.

Proviamo a riscoprire nella Messa il SEGNO DELLA PACE… iniziando ad essere noi degli operatori di pace!

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha emanato una nota nella quale invita i ministri della Chiesa e i fedeli a riscoprire il senso del rito dello scambio della pace che precede l’Eucaristia.

Quella stretta di mano accompagnata dalle parole «la pace sia con te», che in questi anni è troppo spesso diventato un momento di confusione può distrarre  dalla celebrazione e snaturarne il gesto.

Con il suo prolungarsi potrebbe impedire di partecipare alla preghiera dell’Agnus Dei, una delle più belle della Messa, dal momento che ricorda ancora una volta, prima della Comunione, di essere poveri peccatori…

Lo scambio della pace è un gesto, che “ha la funzione di manifestare pace, comunione e carità, la Chiesa “implora la pace e l’unità per se stessa e per l’intera famiglia umana, e i fedeli esprimono la comunione ecclesiale e l’amore vicendevole, prima di comunicare al Sacramento”, cioè al Corpo di Cristo Signore.

Cristo è la nostra pace, quella pace divina, annunziata dai profeti e dagli angeli, e che Lui ha portato nel mondo con il suo mistero pasquale.

Questa pace del Signore Risorto è invocata, annunziata e diffusa nella celebrazione, anche attraverso un gesto umano elevato all’ambito del sacro.

Ed è proprio questo il punto decisivo della questione:

Gesù è la pace del cuore e lo scambio della pace è un rito, un gesto che dovrebbe rendere partecipi della pace del Signore.

Il problema è che troppo spesso tale gesto decade a un banale gesto umano fuori dalla liturgia, che è la massima espressione di preghiera, tutta convergente, sostenuta e sottesa all’offerta di Gesù nel Mistero eucaristico.

Ricordate che abbiamo già parlato di queste cose l’anno scorso, ricordandole nelle catechesi del mercoledì sera (da ottobre a dicembre) rileggendo l’Istruzione Redemptionis Sacramentum (della Sacra Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti – 25 marzo 2004), che pochi mesi fa ha tagliato il traguardo dei dieci anni. Chia aveva acquistato il libretto potrebbe rileggere il n° 72 dell’Istruzione stessa (Nihil sub sole novi = non c’è niente di nuovo sotto il sole).

Mi pare che a Castelletto il rito della pace sia compiuto abitualmente senza eccessi né sbavature.

Invito i gruppi dell’ICFR, guidati dalle loro catechiste, quando si compie uno dei riti specifici che li riguarda, a salire in presbiterio vicino al Celebrante durante la preghiera del Signore, scambiando con lui (che rappresenta Gesù celebrante) il segno della pace, con tutte le attenzioni appena ricordate.