Parrocchia di Castelletto di Leno (Bs)

Don Giovanni BARBI – Fondatore della Chiesa Parrocchiale di Castelletto

Don Giovanni Barbi – di anni 77
Fondatore della Chiesa Parrocchiale di Castelletto 

Barbi

1840 – Nacque a Manerbio l’8 maggio, figlio di Battista e di Rosa Guindani, che si erano sposati nel 1825; fu battezzato il 10 seguente col nome di Giovanni Michele, avendo padrino Giovanni Travaglia, benefattore dell’Ospedale di Manerbio nel 1837, com’era stato benefattore un suo antenato omonimo, anch’egli di nome don Giovanni Barbi, di Manerbio († 1835).
1866 – Fu ordinato Sacerdote il 26 maggio; destinato Curato prima a Colombaro e poi a Bassano vi rimase circa dieci anni; quindi fu economo spirituale alle Fornaci.
1878 – Dal 29 aprile fu Parroco di Castelletto, che resse per quasi 40 anni. Aiutato dai parrocchiani costruì l’attuale chiesa parrocchiale, progettata ben cento anni prima dall’Abate Antonio Marchetti di Brescia ed aperta al culto il 4 dicembre 1882, benedetta (ma non consacrata) da Sua Ecc. Mons. Giacomo Corna Pellegrini, Vescovo Coadiutore di Brescia, in sostituzione dell’antica Chiesa del Castello, ritenuta ormai piccola e decentrata, con la canonica ed il campanile.
1906 – Il Vescovo di Brescia benediceva le cinque campane nuove il 1° aprile, nelle quali erano state fuse le più piccole precedenti, ad opera della ditta di Verona Luigi Cavadini e figlio.
1908 – Il 19 febbraio moriva la sorella Domenica Barbi, di anni 76, collaboratrice domestica, che venne funerata e sepolta a Castelletto.
Don Barbi ebbe la gioia di accompagnare all’altare due sacerdoti diocesani, nativi della Parrocchia, per la loro Prima Messa: don Giovanni Battista Frosio il 14 giugno 1908 e don Giuseppe Miglioli il 19 marzo 1916, durante la Prima Guerra Mondiale.
1917 – Morì il 24 agosto a 77 anni, dopo lunga e penosa malattia. Funerato e sepolto a Castelletto.
1928 – durante l’ingrandimento del nostro cimitero la sua tomba dovette essere demolita; i parenti portarono la sua salma nel cimitero di Manerbio, com’egli stesso aveva disposto nelle sue ultime volontà.
1931 – costruita la Cappella del Cimitero di Castelletto, l’Arciprete don Giovanni Barchi faceva collocare all’interno di essa una lapide a ricordo dei parroci (dicembre 1931), fra i quali il predecessore, con la seguente iscrizione:
“Molto Rev. Don Giovanni Barbi, benemerito per 40 anni si profuse pel bene del popolo ed eresse Chiesa e canonica. Ebbe gioie e dolori; ora è nella gloria dei giusti”.
1970 – Le sue spoglie mortali vennero traslate a Castelletto e sepolte solennemente nella Cappella del Crocifisso della Chiesa Parrocchiale domenica 25 ottobre, per interessamento dell’Arciprete di Castelletto don Giovita Beschi.
Don Barbi fu il principale promotore dell’Asilo Infantile, istituito nel 1906 e che diresse per molti anni. Per i poveri ebbe sempre le più premurose attenzioni. Nel registro dei morti, in data 24 agosto 1917, giorno della sua morte, vi è la seguente annotazione:
“Il venerabile Arciprete don Giovanni Barbi, ardente di zelo per il bene delle anime dimenticò se stesso per darsi tutto in opere di ministero parrocchiale. Seppe suscitare vocazioni religiose, fondò congregazioni. L’infaticabile sua vita passata nel confessionale, in pulpito, all’altare nella cura agli infermi, etc. destò sempre l’universale ammirazione. L’attaccamento alla santa fede, l’illuminata obbedienza ai veneratissimi superiori gli fu facilmente riconosciuta da quanti lo conobbero ed anche per poco l’avvicinarono”.
Tra i collaboratori e benefattori del tempo si ricordano: FORNARI GIUSEPPE ANTONIO, benefattore della nuova chiesa († 31-1-1917, di anni 83); BERTOLETTI TERESA, catechista († 3-12-1918, di anni 50, morta di febbra spagnola), BERTOLETTI GIUSEPPE, fabbriciere († 16-7-1929, di anni 69 – zio di Pollastri Faustina, Figlia di Sant’Angela), GABRIELI GIULIA, maestra e catechista, Figlia di Sant’Angela († 10-2-1932, di anni 65).
NOTA FINALE – Dai dati dell’anagrafe dell’Archivio Parrocchiale di Manerbio non risulta una parentela diretta tra don Giovanni Barbi e Don Lorenzo Barbi, anch’egli di Manerbio. Quest’ultimo era nato nel 1891, ordinato nel 1922, fu curato a Gambara e morì il 9 ottobre 1931 all’età di 40 anni ed ivi fu sepolto. Fin dal 1934 era notizia ritenuta vera e detta in pubblico fino a pochi anni fa che i due fossero zio e nipote.